contano-le-parole

Cara mamma, caro papà,
Il tempo passa sulle lacrime che piango, non ho più ormai neanche le cicatrici di quella vecchia ferita. E intanto la memoria. La dannata memoria.
Nessuno merita una memoria felice.
E io sono stato felice. Lo siamo stati insieme. Felici. La casa piena con la nostra allegria dentro. Il giardino, il nonno che raccontava milioni di volte le storie che aveva già raccontato un milione di volte, e la nonna sempre preoccupata di riempire la tavola, gli zii intenti a dire che la vita costa cara. Ed è vero, papà. La vita costa cara, mamma.
Nessuno merita una casa vuota.
E poi i profumi. I profumi non passano. I profumi sono il modo migliore di soffrire. Profumo di cucina dove un giorno la vita. Dove un giorno il sogno. Io bambino nella cucina piena del nonno, della nonna e degli zii. Io bambino che sognavo di me grande, grande come gli zii: «Un giorno sarò ricco e comprerò tante cose». Io bambino che volevo crescere.
Nessuno merita un corpo che cresce.
E la perdita. La dannata perdita. La nonna con il cancro dentro. Il nonno che cedeva man mano che la sua Maria moriva. Poi gli zii, e le rughe. Tutti che se ne andavano man mano che io crescevo. E tutto muore quando muoiono i sogni.
Nessuno merita di sopravvivere ai sogni.
Il nonno non c’è più e la nonna neanche. C’è il profumo della cucina calda con i miei sogni dentro. L’odore della stanza in cui mi nascondevo, sotto il letto, per vedere gli adulti parlare. La casa vuota con dentro quello che sono diventato.
Nessuno merita di sopravvivere alle cose che uccidono.
E avere un padre e una madre. Solo quando la casa si svuota si sa quanto vale un padre, quanto vale una madre. E non importa più quel che è stato, quel che poteva essere. Non contano le parole che un giorno ci siamo detti, gli errori che non abbiamo evitato di commettere. Non conta la voce grossa di papà – «Devi essere un uomo sul serio» – né il dolore muto della mamma. Non conta quello che si è perso, quando si hanno un padre e una madre da stringere. Siamo ancora insieme, mamma. Siamo ancora insieme, papà.
Nessuno sa cosa significhi perdere, se ha ancora una madre e un padre da abbracciare.
E finché avrò le vostre spalle su cui appoggiarmi nessuna lacrima sarà solitaria.

(Prometto di sbagliare - Garzanti, Pedro Chagas Freitas)

Non è vero che le parole non contano.
Le parole accarezzano, graffiano, e qualche volta uccidono.
Poi ci sono quelle che mancano, che non arrivano, che fanno male per non essere state pronunciate.
—  Angelo De Pascalis
Crescendo, a scuola, nessuno mi ha mai definito un «innovatore». Affatto. Mi hanno chiamato «diverso», mi hanno chiamato «strano», mi hanno chiamato con un altro paio di parole che non posso ripetere qui. Allora per fortuna mia madre mi ha insegnato che essere diversi è una buona cosa, che essere diverso significa che puoi fare davvero la differenza. Tu che stai leggendo e vieni chiamato «strano», vieni chiamato «diverso» o qualsiasi cavolo di nome ti diano, sono qui per dirti che coloro che ti criticano non contano niente. Le loro parole svaniranno, tu no. Rimani folle. Rimani affamato. Sogna, lavora sodo e chissà, magari un giorno ti troverai in piedi su un palco; magari un giorno qualcuno ti darà un premio e ti chiameranno innovatore.

Non è vero che le parole non contano.
Le parole accarezzano, graffiano e qualche volta uccidono.
Poi ci sono quelle che mancano, che fanno male per non essere mai state pronunciate” (De Pascalis)

anonymous asked:

Cosa diresti a una tua amica che minaccia di suicidarsi , fai un discorso

Sinceramente se vuoi salvare una persona vestiti, prendi una margherita, compra una bomboletta, scrivigli una frase per lei, vai sotto casa sua, abbracciala forte, prendigli la mano, portala a vedere la scritta, falla sorridere, abbracciala di nuovo, metti la sua canzone preferita, portala in un posto che ama, falla ridere, poi riportala a casa, digli che gli vuoi bene e appena entra in casa chiamala dicendogli che ti sei dimenticata di dirle che è bellissima.
Sii una buona amica, sii testarda, interessati sempre di lei, falla svegliare con il sorriso, non lasciarla mai sola.

LE COSE PIÙ PICCOLE E SEMPLICI SALVANO LA VITA, TU PUOI SALVARE CHIUNQUE, TRANNE TE STESSA, MA LÌ È DIVERSO.
PUOI SALVARE LA TUA AMICA, BASTA POCO.
NON SERVONO A UN CAZZO LE PAROLE, CONTANO I FATTI.
LE PAROLE SI DIMENTICANO, LE COSE BELLI ACCADUTE INVECE NO.

le parole sono armi

Le parole contano, hanno un peso,
un significato, un valore.
Non sono innocue, non sono innocenti.
Ho visto parole abbandonate, lasciate senza respiro, senza la possibilità di tradursi in progetto e diventare vita.
Ci sono sensibilità più elevate che possono ferirsi, possono spezzarsi, farsi parecchio male con le parole.
Quindi pensiamoci bene prima di parlare, prima di liberare parole così,
a cazzo

Tumblr è il posto in cui le parole contano per davvero e non sono messe lì per caso nel tentativo di formare una frase. Ogni singola parola è di per sè una frase.
—  Suman De Toma