consiglio comunale

- 42 giorni al voto: "Essere giovani è un diritto, non una colpa"

Essere giovani è un diritto, non una colpa”. Questo è il pensiero che sta alla base della mia candidatura al consiglio comunale di Palermo.

Perché sono giovane (ho compiuto 31 anni il 19 febbraio scorso) e perché conosco il senso dell’instabilità, avendola vissuta sulla mia pelle e raccontata in alcune poesie che fanno parte della raccolta che presto uscirà nelle librerie: “Amore Precario”, edito da La Zisa (prefazione dello scrittore e giornalista Carmelo Sardo, illustrazioni di Laura Sighinolfi).

Tra queste ce n'è una che scrissi nel 2008, anno in cui lavoravo come operatore call-center per conto di Wind, addetto all'assistenza tecnica Adsl, pochi giorni dopo la notizia che il contratto ‘interinale’ non sarebbe stato più rinnovato (dopo quasi un anno di impiego). Fu una mazzata durissima che riguardò oltre 100 giovani che lavoravano a 'Palazzo Gamma’.

Non dimenticherò mai gli occhi rossi, le discussioni accese, le richieste di aiuto ai politici, il pianto di una ragazza che aspettava un bambino, i sit-in davanti alla Prefettura, il mio scontro con i rappresentanti della Cisl e della Cgil perché rei di avere adottato una tecnica discriminatoria nella tutela degli interessi di tutti i lavoratori coinvolti.

E, riprendendo 'Se questo è un uomo’, il celebre componimento di Primo Levi, ecco come manifestai la mia rabbia:

Se questo è un ragazzo

Voi che avete un posto fisso,
uno stipendio certo a fine mese,
voi che potete guardare in faccia il futuro,
mantenere i vostri figli, fomentare i vostri sogni:
Considerate se questo è un ragazzo,
che se è fortunato lavora con scadenza,
che non conosce la sicurezza della retribuzione,
che non può pensare al matrimonio,
perché poi come si campa?

Considerate se questa è una ragazza,
senza certezze, senza un degno impiego,
con la rassegnazione che nulla può cambiare,
vuota la passione e gelida la speranza,
come un randagio sotto l’acquazzone.

Meditate che è così:
Il precariato è una piaga, un disagio
che è pure esistenziale, scolpito nel cuore.

Ed il tempo è Cerbero, ingordo del dopo,
del prima e del durante.

Siete fortunati, privilegiati:
beati voi, che avete la libertà di progettare,
di vivere anziché di sopravvivere;
dopo tutto, non chiediamo mica l’America.

Ed ora ’eccomi qui’, candidato al consiglio comunale. Consapevole delle difficoltà della sfida ma al contempo desideroso di portare sui banchi di 'Sala delle Lapidi’ le istanze di tutti quei giovani che sono 'precari’ nell'animo, perché costretti a vivere in una società in cui è un privilegio per pochissimi la possibilità di costruirsi un futuro come si deve, anziché un'esistenza immersa giocoforza nell'attimo.

Giovani che hanno il diritto di vivere nella propria città, perché a Palermo sono nati. E che hanno il diritto che la città faccia di tutto per il loro futuro, perché a Palermo vogliono morire.

Walter Giannò - Candidato al Consiglio Comunale - Lista Movimento Impresa Palermo - Tommaso Dragotto sindaco