conservi

Non voglio augurarti troppo male, non ne sono capace.
Ti auguro un solo rimpianto, me.

Ti auguro di prendere la mia maglia e sputarci sopra lacrime e sangue a furia di pronunciare il mio nome.
Ti auguro di rileggere quei commenti che tanto conservi e colpevolizzarti, ancora.
Una forte agonia,
e ancora rimpianti e rimorsi
quasi fino alla fine.
Perché quasi?
Perché ti auguro anche un solo momento di felicità,
di trovare una persona ed innamorarti follemente,
ma di una che mi somigli
anche in un piccolo atteggiamento;
Cosicché da guardarla e ricordare me,
rovinerai tutto,
continuerà la tua angoscia
giorno e notte
ti tormenterò e non potrai avermi.
E quella, sarà la tua condanna.
Te lo auguro e continuerò a farlo con tutta me stessa, fidati.
Ecco, solo… ricordati di me, qualche volta. Quando vuoi, quando ti capita, non mi interessa essere sempre nei tuoi pensieri. Mi interessa solo essere un pochino nel tuo cuore, in un posto ben riparato, così magari ogni tanto ti viene in mente che mi conservi lì. Solo questo. Ricordati di me, se ti va. Magari mentre vai a letto, magari di sfuggita, magari mentre parli con una ragazza, magari pensi “oh, questo l’avrebbe detto anche lei”. Magari mentre guardi le stelle, magari pensi “anche lei spesso le guardava”. Magari mentre sogni, magari mentre sorridi. Solo questo. Pensami ogni tanto e porta qualcosa di me ovunque vai. Non dimenticarti di me, per favore. Ricordami. Ricordati di tutto quello che eravamo. E proteggi ciò che abbiamo vissuto insieme. Solo… Proteggimi, proteggici, anche se non siamo più.
—  Miriana Cimbro, lezionidivoloperprincipianti
Mettimi tra le cose che conservi dentro un cassetto chiuso a chiave.
Mettimi tra le persone che conservi dentro il tuo cuore e non mi dimenticare.
Se poi prova un sentimento vero, lo nasconda come un tesoro; non lo lasci mai trapelare, sarebbe perduto. Invece di carnefice, diventerebbe vittima. Se dovesse amare, conservi gelosamente il segreto! Non lo affidi prima di essersi accertato a chi aprirà il cuore. Per salvare in anticipo questo amore che non esiste ancora, impari a diffidare di tutti.
—  Honoré de Balzac, Papà Goriot
Non c'è tempo.

Alcune persone vivono credendo che ci sia sempre un domani, che la vita scorre liscia. Non è così, alcuni se ne vanno in un attimo. Quindi pensa. Pensa ai ti amo non detti, ai baci non dati per rancore alle storie non risolte, alle incomprensioni che durano una vita alle carezze non date, ai rancori non risolti, alle offese fatte e non saldate, alle cose non dette per paura o per giudizio degli altri, alle paure che ti attanagliano i progetti, ai vuoti colmati nell’indifferenza, ai sogni…all’amore scappato per una semplice delusione.. perchè alla fine tutti se ne vanno e potresti anche non aver dato l’ultimo sguardo, bacio, o addio o aver detto un semplice ti voglio bene a chi serbi nel cuore.

Abituati, che certe assenze non si colmano più, e certe presenze non vanno via neanche quando materialmente non è rimasto più nulla.
Abituati a tutto questo chiasso, a parlare al ritmo delle cazzate dette per caso.
Abituati ai silenzi dentro un gran casino, a sentire anche i respiri quando non ci sarà nulla da dire.
Abituati che tutto tonna, come prima, anche se non é più la stessa cosa.
Abituati alle foto, di quelle che conservi e le guardi solo tu, alle canzoni strane anche sotto la pioggia, a chi si ferma e prima o poi và via.
Abituati ai sorrisi, che non fanno mai male, e quelli invece che di male te ne fanno tanto.
Che non c'è nessuna scalata o alcun dirupo in cui cadere.
Ma va tutto sempre avanti e si ferma in qualche strada, che poi svolta in qualche via che non conosci, come tutto il nulla prima di incontrarci, come tutto questo chiasso che non sa aspettarci.
—  Federica M.
Lo so che ti fa schifo tutto questo, che ti senti morta, con l'anima svuotata. So che alle volte vorresti morire. Lo so perché anche io l'ho pensato, anch'io una volta ci ho provato. Ma poi ho pensato. Quando qualcuno ti fa un regalo, lo butti? No. Anche se quel regalo non ti piace, lo conservi in un cassetto perché magari un giorno potrebbe esserti utile, o anche piacerti. Bene. La tua vita, la nostra vita, tutto sommato è questo, un regalo che non ci piace, ma non dobbiamo gettarla via. Prendi la tua vita, e conservala bene, perché se decidi di morire tutto questo non lo riavrai più indietro. Guarda lì, il tramonto. Visto che bello? Guarda quante sfumature. Sembra che le montagne lo abbraccino, il sole. Devi saper apprezzare queste cose, perché è questo ciò che è bello. I tramonti, le albe, che siano su un tetto o in riva al mare.
Ci sei mai stata al mare di sera? No? Ti ci porto io qualche sera, e vedi che la voglia di morire ti passa. Ti senti viva, di nuovo piena.
Tu sei forte. Lo so che non ci credi, ma è così. Tieni nascosti i tagli, e sorridi davanti alla gente. Guarda che non è cosa da niente.
Sappi solo che ovunque tu sia e qualsiasi cosa tu stia facendo, io sono sempre con te, perché ti porto qui, nel cuore.
Io non sono mai ritornata da te.
Nel mio cuore c'era cicatrizzato il tuo nome.
Tu non eri al mio fianco, ma ti ho portato sempre con me.
E sai, chi non riesci ad avere al tuo fianco lo conservi dentro.
Ed io ho camminato con te, ho riso, ho pianto, ho perfino dormito con te.
E la notte nei miei sogni prendevi vita.
Riuscivo anche a baciarti, a scivolare tra le tue braccia e viverti.
Non eri con me ma io ti sentivo.
La tua assenza era più forte di una presenza.
Mi soffocava.
E non ridere quando scrivo di te, è l'unico modo per parlarti.
È quasi come sfiorarti il viso nello stesso momento in cui la penna sfiora il foglio.
Mi basta immaginarti e sei qui.

– Ti scriverò.

– Mi piacciono tanto le tue lettere. Peccato che Naoko le abbia bruciate tutte. Erano così belle.

– Tanto, le lettere sono solo lettere, – dissi. – Che tu le bruci o le conservi, quello che deve rimanere rimane e quello che si deve perdere si perde.

—  Haruki Murakami (Norwegian Wood)
Vuoi davvero cancellare questa conversazione?

Dovrò prendere un po’ di foto, un po’ di messaggi, creare un backup, e poi cancellarli da qui.
Mi dico sempre di farlo, ma se le vecchie lettere, i regali, gli oggetti fisici possono essere messi in una busta di plastica e lasciati via come fece la mia ex (dovrei ancora avere quella busta, è un buon promemoria), ciò che è digitale ha un doppio filo.
Se lo cancelli lo perdi per sempre. Se lo conservi sotto gli occhi è un ricordo inutilmente doloroso.
Per questo si creano cartelle e sottocartelle, ci si dimentica il nome con cui sono state chiamate, le si trasforma in cassetti sepolti, in bottiglie di vetro alla deriva.
I ricordi in questo modo rimangono, ma non più sotto gli occhi, non più rintracciabili. Ti permetti di considerare il presente, di venire a patti con le cazzate, le illusioni, le false speranze, con tutto ciò che, privo della patina del passato, ti appare per ciò che realmente è.
E la doccia gelata che ne consegue per quanto ti strappi una bestemmia, serve a riattivare la circolazione, e spingerti ad andare avanti.
Anche perché, a dirla tutta, è evidente che l'unico stronzo rimasto fermo a contemplare il passato con quel briciolo di tenerezza sia io, ed odio essere in ritardo sui tempi.