conservi

Chissà se anche tu rileggi mai le cose tra noi due.
Chissà se anche tu ti fingi forte con gli altri perché tanto le cose tra noi non le capiamo nemmeno noi.
Chissà se anche a te viene in mente quando mi chiamavi “amore” e se il cuore perde un battito.
Chissà se anche tu quando sei solo in camera ti lasci andare e un po’ piangi, un po’ ti incazzi, un po’ ci pensi.
Chissà se anche tu speri di incontrarmi tra la gente, che se mi guardi un po’ di più forse qualcosa cambia, come se l'amore potesse bastare.
Chissà se anche tu ti chiedi cosa stia facendo, se sto bene, se sono andata avanti.
Chissà se anche tu ti chiedi mai se hai sbagliato tutto, che potevi provarci di più, lottare per noi.
Chissà se anche tu mi scrivi e poi cancelli, poi riscrivi e ti disperdi tra le ingiustizie dei ricordi.
Chissà se anche tu ripensi alle nostre prime discussioni, a come mi baciavi i bronci senza toccarmi mai le labbra.
Chissà se anche tu hai mai pensato che potremmo ritornare.
Chissà se anche tu nel profumo di un passante hai mai scorto me e poi hai scosso la testa, perché nessuno è me.
Chissà se mi dedichi le stesse canzoni che ti dedico io.
Chissà se anche io ti manco, se pensi che sia un vuoto che non si può riempire, se mi consideri il tuo primo amore, quello che non passa mai.
Chissà se guardi al sedile del passeggero nella tua macchina e ci vedi mai me.
Chissà se anche tu conservi sempre un po’ di me in te, se mi senti nei “ti amo” degli altri.

– Ti scriverò.
– Mi piacciono tanto le tue lettere. Peccato che le abbia bruciate tutte, erano così belle.
– Tanto le lettere sono solo lettere, – dissi. – Che tu le bruci o le conservi, quello che deve rimanere rimane e quello che si deve perdere si perde.
—  Haruki Murakami.
«Mi piacciono tanto le tue lettere. Peccato che Naoko le abbia bruciate tutte. Erano così belle.»

«Tanto, le lettere sono solo lettere,» dissi. «Che tu le bruci o le conservi, quello che deve rimanere rimane e quello che si deve perdere si perde.»
—  Haruki Murakami; Norwegian Wood
Volevo scriverti per dirti che senza di te si sta abbastanza male. Volevo dirti che le sue mani sono delicate come le tue, ma appena sfiorano la mia pelle non sento lo stesso brivido che sentivo quando mi accarezzavi dolcemente la guancia. I suoi baci sono lenti e passionali, in netto contrasto con la brama con cui mi baciavi tu, e anche se mi piacciono forse un po’ di più i suoi, non hanno lo stesso effetto su di me. Volevo dirti che la notte prima di andare a dormire penso ancora a te e a cosa siamo stati, penso a quanto mi manca parlare a telefono con te a bassa voce, fare le ore piccole cercando di non farmi beccare dai miei e prendere tutti quei discorsi a caso, come la volta in cui ci siamo sfidati a chi conoscesse più capitali. Perché con te non era difficile trovar cose di cui parlare, tu riuscivi a rendere ogni discorso il più interessante del mondo. E le battutine stupide che facevi per farmi innervosire, beh, mi mancano anche quelle. Mi manca fare la finta offesa e dirti: “e continua a ridere, pure!” solo per sentire effettivamente la tua risata dall'altro capo del telefono. Perché, ammettiamolo, è raro sentirti ridere di gusto in un modo sincero come quello, e per me non esiste suono più bello di quella risatina sfuggita. Chissà quante altre mattine avrei preso l'autobus e sarei scesa a quella fermata solo per venirti a trovare quei dieci minuti prima di andare a scuola, chissà quante altre giornate sarebbero iniziate con un tuo abbraccio e un caffè, chissà quante altre volte mi sarei imbarazzata davanti alla gente che mi trovava lì di prima mattina. Quanti abbracci mancati, quanti baci non dati, quanti pensieri scacciati, e le parole morte in gola, la voglia di urlarti che mi mandi fuori di testa mischiata alla paura di rendermi vulnerabile, come se vulnerabile già non lo fossi abbastanza. Perché oramai sai bene come son fatta io: sembro protetta da un muro invarcabile, ma bastano le parole giuste a sgretorlarlo irreversibilmente. E tu hai avuto successo, solo che te ne sei andato subito dopo, lasciandomi senza difese in un mondo che mi fa ancora paura. E non riesco a smettere di tormentarmi sul perché tu lo abbia fatto, sul motivo che ti ha spinto a tirarmi fuori dalla mia grande conchiglia per poi abbandonarmi. Resto ancora aggrappata a te quando mi guardi di sfuggita con quegli occhi enigmatici che hai, ma dentro di me so che si tratta solo di una mera consolazione nei confronti di un amore che non avrà mai tempo né luogo. Però tu concedimelo lo stesso, lascia che io scriva di te e conservi così intatto il tuo ricordo, l'unica cosa che mi resta di una storia senza capo né piedi che ha stravolto ogni mia singola certezza. Quello che sei stato resterà per sempre incastrato fra le mie parole, cosicché possa ricordarmi che anche io, paranoica e complessata, ho avuto la fortuna di conoscere l'amore e di rimanerne scottata.
Un anno e sei giorni di noi.
Ti conobbi in quella scuola definita sbagliata da tutti.La scuola di quelli senza futuro.
Io che potevo scegliere tutto decisi d'iscrivermi proprio lì.
Primo giorno. La solita ansia. Entri sbattendo la porta e urli.
Ti siedi avanti a me.Mi chiedi una penna.Voglio cambiare classe sembrate tutti così strani e volgari.
Passano due settimane.
Primo compito:fisica.
Siamo vicini mi chiedi di suggerirti e io ti passo praticamente il compito.
Non so una cosa ,consegni il compito.
Ti avvicini e mi dici quel che non sapevo.
Ti ringrazio e mi fai l'occhiolino.
Il giorno dopo mi porti la focaccia.
Era strano essere voluta bene da una persona così apparentemente cattiva.
Siamo compagni di banco,inseparabili.
I professori ormai sanno che dove ci sei tu ci sono io e dove ci sono io ci sei tu e smettono anche di cambiarci di posto.
Tu m'insegni il dialetto e io ti insegno l'italiano .
Mi invii la richiesta di amicizia .Sei fidanzato.
Non ci faccio neanche caso tanto una come me con uno come te non si sarebbero mai visti.
Passano i mesi e mi difendi da tutti.
Mi fai sentire a casa,al sicuro. FELICE.
Il primo abbraccio.La prima foto.Le prime chiamate.
Mi innamoro .
Mi innamoro e non dovevo perché c'è lei
Io a i tuoi occhi non riuscivo proprio a dire di no
Verdi verdissimi con il sole e verde/azzurro con la pioggia e verde/grigio con le nuvole.
Li ho guardati fino allo sfinimento .
Basta guardarli e pensare alla fortuna che avevo ricevuto.
Provi a baciarmi.
Una volta in ascensore,l'altra nel bagno comune ,nei corridoi ,ovunque …
Dio morivo.
Ti avrei fatto sanguinare le labbra ma no non potevo c'era lei.
Ti dicevo di darti una calmata e ti lasciavo li mentre con la gioia nel cuore mi allontanavo.
21 maggio 23:11 mi dici che avete litigato per me e che provi qualcosa di strano quando sei con me
Dopo un po ti chiamo e mi urli che ti piaccio.
Piango tutta la notte
Sto rovinando la vostra storia
Mi sono innamorata e non dovevo.
Il giorno dopo sei a scuola alle 7:20 hai gli occhi lucidi.
Io vorrei dirti mille cose ma non ci riesco
Stiamo abbracciati tutto il tempo.
Ultimo giorno di scuola,ti presenti alle 10 .
Io ti avevo comprato le caramelle e pensavo di non vederti mai più .Volevo rompere tutto.
Ti vedo ,esco e tu mi porti in palestra.mi fai baciare la caramella a forma di cuore e la conservi.
Mi prendi e mi baci .ti allontano. Mi tiri i morsetti alle labbra
Sono morbide ,belle e perfette.
Mi guardi e io ti dico che non posso piangere e tu mi stringi più forte e mi dai un bacio in testa.
Resti con me ma poi sfrecci via sul tuo liberty e mi dici “mi raccomando”
Mi si stringe lo stomaco.Lo vedo come un addio ma tu mi contatti la sera e mi dici che ti manco e parliamo fino allo sfinimento
Mi chiami di notte ,sempre.
Mi addormento con il sorriso.
Lei mi contatta ,non ti sento più .
Arriva il mio compleanno mi chiami ma chiudi in fretta .
Voglio la scuola,rivoglio te.
Ho paura che tu non ci sia,eccoti mi sorridi.
Ti odio.Ti evito e cammino
Ci sediamo distanti
Voglio piangere
Dici che ,se sei arrivato in secondo,è solo grazie a me.
Ritorniamo amici ,ritorniamo a parlarci.
Ti fai male ,andiamo in ospedale e per 4 ore lì con te ci sono IO. Provi a baciarmi e mi scanso.
Capisco che ti amo e che senza di te non posso stare bene.
Ora non ci sei più .
Mi hai detto torno e non ti ho più visto da quel 3 dicembre.
Ho avuto la fortuna tra le mani ,dovevo rischiare,baciarti e farti capire quanto ti amassi.
Questa lettera demenziale la dedico a noi
Due ragazzi giusti con storie sbagliate
Due compagni di banco di una scuola sbagliata
Compagni di una vita sbagliata
Protagonisti di una storia sbagliata che sarebbe stata la migliore di tutti.
Ora come ora ti amo ancora .
Son 6 mesi che dico di odiarti ma se ora venissi qui non ti lascerei andare via mai più’
Chiedo solo al destino di incontrarti un po più in là magari con una vita più libera
Mi manchi tanto primo amore
Mi manchi e non posso dirtelo
Mi manchi e non so dove cercarti
Mi manchi e ti vorrei qui
Ragazzi miei quando amate ,rischiate.
Ti amo.
—  Io.
E come glielo spiego che sono già morta una volta?Di una morte violenta perché il mio cuore ha continuato a battere ma io non c'ero più. E come glielo spiego che sono un'altra adesso? Perché quella che ero prima la conservi ancora tu.
—  about a moonlight

anonymous asked:

top 10 youtubers! :D

jacksepticeye, kickthepj, thomas sanders, doddleoddle, danisnotonfire, cavetown, anya conservi (she’s russian), lacigreen, superwoman, nixelpixel (also russian)

Non voglio augurarti troppo male, non ne sono capace. Ti auguro un solo rimpianto, me. Ti auguro di prendere la mia maglia e sputarci sopra lacrime e sangue a furia di pronunciare il mio nome. Ti auguro di rileggere quei commenti che tanto conservi e colpevolizzarti, ancora. Una forte agonia, e ancora rimpianti e rimorsi quasi fino alla fine. Perché quasi? Perché ti auguro anche un solo momento di felicità, di trovare una persona ed innamorarti follemente, ma di una che mi somigli  anche in un piccolo atteggiamento; Cosicché da guardarla e ricordare me, rovinerai tutto, continuerà la tua angoscia giorno e notte ti tormenterò e non potrai avermi. E quella, sarà la tua condanna. Te lo auguro e continuerò a farlo con tutta me stessa, fidati.

anonymous asked:

Wafi, ma che tipo di studentessa sei? Ti piace sottolineare solo le cose più importanti o tipo colori tutto, perchè un tocco di colore sui libri ci sta? Ti piace fare gli schemi o sei confusionaria? E poi, usi sempre le stesse cose (tipo scrivi sempre e solo con la penna blu) o usi qualsiasi oggetto di cancelleria ti fa felice in quel momento? Nel caso, hai delle penne, dei pennarelli o dei quaderni che conservi per occasioni speciali? :3

Sono la studentessa che sottolinea con matita (rigorosamente temperata) e righello + qualche tocco di evidenziatore qui e lì sui concetti fondamentali - ma raramente sui libri stampati, più sulle fotocopie. Il tutto colorato non mi aiuta per niente! Mi fido delle mie sottolineature e in rilettura vedo solo quelle parti del testo.
Vado matta per i prodotti cartolibrari: uso un sacco di postit per scrivermi le frasi che mi colpiscono, faccio un schemi così belli e ordinati che mi farei un applauso alle volte - solo su fogli bianchi, però!!!
Preferisco la penna blu, ma se ci sta solo quella nera faccio un respirone profondo e uso quella. Ma no rigoroso alle penne in gel, che sbavo ovunque.

Ho un quaderno spiralato della Faber-Castel bello cicciottino che sta aspettando l'anno prossimo il corso di Didattica del Museo. A esami speciali, Quaderni Speciali.

E vorrei vederti.
Vorrei vedere la reazione dei tuoi occhi, appena incontrano i miei.
Vorrei vedere, o meglio, sentire, se il tuo cuore inizia a battere all'impazzata appena mi vede.
Vorrei vedere te, solo te.
Vederti e nient'altro.
Mi basterebbe solo questo….
Per far si che tu non mi dimentichi; che tu conservi quel poco di un “noi”, che forse non è mai esistito.
—  FreeSoul02

Non puoi cambiarti, ma almeno cambia ditta,
Il posto di lavoro è più che una metà
(Inutilmente resisti) della tua anima:
E quante cose per te cambieranno!

Avranno altri volti e strade le tue mattine,
T'illuderai quasi di aver cambiato città,
Di avere davanti una vita. Un nuovo gergo
Imparerai nelle file dei nuovi conservi:

Ti ci vorranno due mesi per scoprirlo banale.
E poi nuovi padroni, nuove regioni dei tuoi nervi
In evidenza agli uffici del personale,
Nuovi prodotti e una nuova misura

Di quel che è bene e male ― ed infine te stesso
Di cui tutti diranno che sei nuovo.
Annuncerai ai lontani la tua novità:
«Questa mia è per dirti che adesso mi trovo…»

—  Giovanni Giudici
Cambiare ditta

È stato come spegnere una candela prima ancora che bruciasse,
Come aprire un ombrello prima che il temporale scoppiasse.
È stato come abbandonare un libro prima ancora di finirlo,
Come guardare il mondo senza però colorirlo.
È stato come rinunciare prima di osare,
Come lasciare andare per la paura di rischiare.
Ed anche se la vita ci ha separati finora,
Il ricordo di me lo conservi ancora?