congiunzione

Ella era decisamente di una bellezza incantevole. L'unica osservazione simile a una critica che le si potesse fare era che il contrasto tra il suo sguardo triste e il suo allegro sorriso conferiva a quel volto un che di smarrito che faceva sì che in certi momenti quel viso dolce divenisse strano senza per questo cessare di essere affascinante.
—  Victor Hugo, I Miserabili, parte III (Marius), libro VI - La congiunzione di due stelle par. V “Vari fulmini cadono su mamma Bougon"

giorgia06blog  asked:

L ' anima esiste?

Partendo dal presupposto che si parli di anima come struttura energetica, espressa dal “sentire” (cioè dallo spirito), ci hanno spiegato che questa è composta da una materia astrale (delle emozioni) e da una materia mentale (del pensiero) le quali sono coordinate da una materia eterica ( come ponte di congiunzione con il fisico).
Dunque l’anima, intesa come “psiche”, non solo esiste, ma guida ogni attività che il nostro sentire di esistere esprime e sente il bisogno di realizzare.

anonymous asked:

Cos'è l'anima ?

Per quello che ho capito, l'Anima è la psiche dell'individuo, è quel quel nucleo di “materia sottile” che determina il nostro carattere, la nostra mente e le nostre emozioni e che fa da ponte di congiunzione con nostro vero essere: lo spirito.
Consideriamo che l'anima non è formata dalla materia fisica così come la conosciamo.
Infatti, ai confini della densità fisica, studiata e analizzata dalla scienza con le particelle subatomiche, la materia fisica acquista una sottigliezza ancora più marcata, che trascende lo stato atomico facendo emergere un'altra struttura energetica: appunto quella dell'anima.
Ora, questa struttura energetica ha diverse densità; proprio come la materia fisica che si trova allo stato denso, liquido, gassoso.
La prima densità, che si può paragonare a quella solida, viene chiamata “eterica” ed è quella parte dell'anima che coordina il funzionamento del fisico e produce i fenomeni di ectoplasma, prana e apparizioni. Questa densità, dicevo, è quella che si può paragonare allo stato denso della materia fisica; poi vi è una parte ancota più raffinata: quella astrale, che potrebbe essere equiparata allo stato liquido e produce le emozioni, e, quindi, la parte mentale a quello gassoso, la quale permette il pensiero e genera la sensazione dell'io.
Nell'insieme queste densità formano l'anima e anche l'ambiente astrale e mentale che si definisce come “aldilà”.
Quindi, dopo la morte, la vita continua ad un altro livello di energia. La consapevolezza dell'individuo passa, in piena autonomia, allo stato animico e scopre un mondo molto simile a quello materiale, ma con caratteristiche di elasticità e adattamento (caratteristiche di quel tipo di materia-energia) per cui ogni pensiero tende a realizzarsi in perfetta armonia con le necessità di quell'individuo.
Per questo si parla di Paradiso, ma è semplicemente la prosecuzione naturale dell'evoluzione della materia e della consapevolezza di ogni individuo.

La teoria del terzo grande amore.

Succede nella vita più o meno comune di una ragazza più o meno qualsiasi di innamorarsi per la prima volta. Succede che la prima volta sia l'unica (raramente) perché per qualche fantastica congiunzione astrale lei lo ama, lui la ama, si divertono un sacco e con il passare del tempo si divertono ancora parecchio. Più spesso, però, succede che la prima volta sia tragica. Tragica si fa per dire; che c'è di peggio lo sappiamo tutti, ma insomma.
La prima volta che ci si innamora si piange e si urla tanto. Si urla come se ci stessero strappando la pelle, quando probabilmente il problema è che ci doveva chiamare alle dieci e alle dieci e un minuto tutto tace. Spesso il primo grande amore si autodistrugge, come è esploso a un certo punto inizia a implodere e alla fine restano solo macerie e desolazione.
A quel punto, alla fine del primo grande amore, c'è una frase che è obbligatorio pronunciare:
“non amerò mai più nessuno come ho amato lui”.
Ci terrorizza il solo pensiero di non provare più niente di vagamente simile a quei bei mal di pancia che assomigliano tanto alla colite nervosa. Ci piacciono i mal di pancia, fondamentalmente, ed è per questo che andiamo in tilt.
“Come farò senza di lui?” è la prima fase ed è quella che dura meno, perché in realtà il problema principale non è non avere più “lui”, il problema principale è “amerò ancora?” mi voglio innamorare!“.
Ci sono quelle fortunate che si innamorano ogni tre giorni e sei ore, basta guardare la luna, due paroline al momento giusto e il gioco è fatto. Poi ci sono le altre, quelle che nemmeno se le porti a ballare sulla luna, si innamorano. Quelle che "mi piace, però…”. Quelle che “il primo amore non si scorda mai e io voglio morire pensando a lui” e quelle che da sole si sentono più forti e allora scappano da ogni possibile relazione stabile. Ognuna ha il proprio modo di reagire al primo grande amore che finisce, eppure un unico desiderio ci accomuna: vogliamo amare. Di nuovo.
E no, non è impossibile come sembra. E’ quasi una delusione quando succede (ma come? non dovevo amarlo per sempre? che storia è questa?), ma succede. Ci innamoriamo ancora. Il secondo grande amore. Quando non ci speravi più, ma in segreto ci speravi un sacco. Il secondo grande amore è un bell'amore, secondo me. Si sa che la prima volta abbiamo fatto degli errori e si cerca di evitarli. Si è grati per ogni battito accelerato (i comuni mortali lo chiamano tachicardia, noi invece lo chiamiamo batticuore) e siamo più consapevoli di quello che cerchiamo. Una pacchia.
Purtroppo però, bisogna dirlo, anche il secondo grande amore può finire.
Allora che si fa? Si pensa “ok, ho avuto la fortuna di innamorarmi per la seconda volta, adesso è veramente finita”. Ci si sente incredibilmente impotenti, perché pur essendo state il meglio del meglio del meglio non ce l'abbiamo fatta comunque a tenere insieme tutti i pezzi. Non è bastato fare attenzione, urlare nel bagno in solitudine, fingendo di fronte a tutti di non essere nevrotiche, Non è bastato essere noi stesse, ma con parsimonia. Essere noi stesse nella versione elegante e sensuale. Non è bastato cercare di capire e provare costantemente a spiegarsi. Non è bastato niente. Credevi di aver fatto le cose per bene, e invece è andata male comunque.
Ed eccolo qui, il terzo grande amore. Non voglio certo dire che sia il migliore, perché magari a qualcuna piace di più il quinto o addirittura il decimo o a qualcuno continua a piacere sempre e solo il primo, però devo ammettere che è il mio preferito.
Quando davvero (non come prima!) non ci speravi più. Quando non ci credi nemmeno mentre tutti ti dicono che è vero. Che ti ama e che sembri innamorata. “Hai gli occhi più belli da un po’ di tempo” e ti metti a ridere. Non ci credi e fai tutto un po’ così a caso, prendi tutto come viene e non urli perché fondamentalmente non ne hai voglia. Niente tattiche, perché fondamentalmente chi te lo fa fare? Non ci credi, ma ci provi comunque. Ti senti sciocca per aver pensato di essere in grado di porre dei limiti ai tuoi sentimenti. Prima ti chiedevi terrorizzata “mi innamorerò di nuovo?” e poi hai iniziato ad affermare con fermezza “non succederà più!”, e non era più il tuo timore più grande: era una certezza.
Che ingenua, che ingenue che siamo a convincerci che possano bastarci i ricordi a oltranza, che possa bastarci il vino (anche se…), che possano bastarci i film, l'arte, le serate strane, uno stronzo ogni tanto, qualche sogno realizzato qua e là e qualcun altro da inseguire ancora un po’. Che illuse che siamo quando ci sussurriamo allo specchio che possiamo farcela anche così, che non ce ne frega niente, che quelli che si tengono per mano fanno schifo, che tanto si lasceranno tutti, che l'amore non esiste. Il terzo grande amore è il mio preferito per questo: sfata tutti i miti e le convinzioni. Ci dà la prova definitiva che non si può smettere di caderci ancora e ancora e ancora. Anche se abbiamo tutte le ossa rotte e ci viene la nausea al solo pensiero. Non è possibile chiudere nella gabbia della solitudine una sensazione estremamente libera. Non è possibile smettere di aver bisogno di una carezza. Di un piatto di spaghetti per due una sera qualsiasi mentre fuori piove. Di una passeggiata al mare quando tutti stanno tornando nelle loro case e per le strade si sentono già le prime notizie dei telegiornali. Non è possibile, ci insegna il terzo grande amore, smettere di innamorarsi.

«Dal treno ho visto questa scritta e mi è piaciuta da morire. L'aprire virgolette come un dialogo che comincia dopo troppo silenzio. La congiunzione ‘e’ che spezza il flusso anonimo delle cose fatte fino a quel momento e decreta un nuovo inizio. Con il 'poi’ che segna una promessa inattesa in un tempo uniforme. I suoi occhi che si posano su di te tra milioni di possibili e ti perdonano di essere come sei, trascinandoti fuori dall'anonimato. Non si scrive sui muri delle stazioni, ma questa mano notturna doveva testimoniare che cosa può salvare la vita. Uno sguardo, un sorriso, i suoi occhi.»

A tutte quelle Donne che non si sentono affatto Donna.
A tutte quelle Donne che vengono trattate da Femmine.
A tutte quelle Donne che non vengono trattate da Donne.
A tutte quelle Donne che la mattina si alzano e non hanno bisogno di una mimosa per sentirsi quello che sono, erano e saranno.
A tutte quelle Donne che vorrebbero essere tutto tranne che Donne.
A tutte quelle Donne che sono anche Mamme, Nonne, Sorelle, Amiche.
A tutte quelle donne che sono anche Papà, Cuoche, Elettriciste, Giocatrici di qualsiasi gioco, Lavoratrici in qualsiasi campo, Fiere in qualsiasi momento.
A tutte quelle Donne che sono costrette a nascondersi.
A tutte quelle Donne, che la vita, il fato, e chissà quale altra congiunzione, le ha rese più Uomo di qualsiasi altro uomo.
A tutte voi,
alle mie Nonne,
a mia Sorella,
alla mia bellissima Mamma che oggi neanche si ricordava che era l'8 Marzo perché doveva andare sistemare delle cose; così ha detto.

Grazie per esserci sempre,
soltanto che oggi abbiamo un motivo in più per ricordarvelo.

❤️

—  Alessio Dandi
flickr

Planet by Scorpion-66
Via Flickr:
I due pianeti, Marte si avvicina alla congiunzione! The two planets, Mars is approaching the junction!