concedi

Ci sono sere in cui ti concedi
di crollare.
Fermi la tua vita
e te lo concedi.
Forse non è la cosa giusta
o forse sì
ma te lo concedi.
Ti chiudi a riccio sul letto
e lasci il mondo fuori.
“Devo essere forte”
te lo sussurri.
Ad ogni lettera c’è una lacrima.
Ti accorgi che fai fatica a crederci
a ripetertelo
che tanto ormai non sei forte
e lo accetti
che ormai hai realizzato che
nulla passa e
se passa poi ritorna.
Sono quelle notti in cui sei
così esausta
da supplicare un Dio di portarti via. Eppure lo sai che domani andrà meglio
che riprenderai a mentire
che sorriderai e gli altri ci crederanno.
Ma ci sono notti come questa
in cui il dolore prende il sopravvento
che ti senti mancare l’aria
e te lo concedi di crollare
e allora crolli.
—  frammenti di me.
E ci sono quelle sere in cui te lo concedi.Te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell’oblio.Non sei debole, solo stanca.Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l’ancora di tutti. per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.
E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell'oblio.
Non sei debole, solo stanca.
Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l'ancora di tutti.
Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.
Ehi, tu!

Sì, proprio tu che stai leggendo. Come stai? Prima che tu mi risponda, vorrei prendermi un po’ di tempo per parlarti di una cosa. Me lo concedi? Ma certo che sì. Oggi è l'ultimo dell'anno, no? E come ti è sembrato questo 2015? Uno schifo? Hai ragione, forse anche io avrei risposto così. Ma non lo farò per un semplice motivo. Quest'anno è stato molto particolare, lo dovrei reputare il peggiore di tutti, dato che mi ha portato davvero tanta sofferenza. Ma non lo faccio, anzi. Dirò l'opposto e sai perché? Perché ho appreso una grande lezione di vita, e sono cambiato in qualcosa che non avrei mai immaginato potessi raggiungere. Mi viene da ridere, se penso al fatto che stavo sempre male per niente. Sì, ora lo reputo ‘niente’ ma è stato proprio quel niente ad annientarmi. Mi lasciavo trasportare dai pensieri negativi, non riuscivo a fare niente. Combattevo per stare bene, invano, perché combattevo a vuoto, senza credere in me stesso. Credevo che combattere, mi avrebbe salvato ma non era così. La mia vera salvezza è stata quella di realizzare che il potere della nostra mente è troppo sottovalutato. Ti rendi conto che tu puoi stare bene, semplicemente credendoci davvero nel tuo pensiero? Senza inquinare il tuo pensiero di 'stare bene’ con le paranoie e negatività. Noi stiamo male perché vogliamo stare male. È da stupidi dire che vogliamo stare bene se poi ci facciamo del male da soli, non credi? Tendiamo a vedere solo le cose brutte, ignorando le cose belle che ormai sembrano invisibili ai nostri occhi. Che assurdità. Tu mi dirai 'ma sono gli altri a farci male’ e io ti dico di no. Ricorda che per avere un risultato, tutto parte da un'operazione. Te + altri = sto male. Hai notato che tu sei al primo posto? Ebbene, sei tu a decidere di permettere agli altri di farti del male. E per 'altri’ intendo qualsiasi cosa, non solo le persone. Smettila di dubitare di te stesso, di pensare di non potercela fare senza averci creduto veramente, di arrenderti solo perché hai fallito alcune volte. Mi rendo conto di averti rubato troppo tempo, e tu mi devi ancora rispondere, ti chiedo scusa. Prima di passarti la parola, vorrei che tu mi promettessi una cosa. Mi prometti che d'ora in avanti, cambierai il tuo modo di vedere le cose? Che allontanerai i pensieri negativi dalla tua testa, che non la darai vinta alle tue paranoie, che non la darai vinta a nessuno che tenta di distruggere la tua volontà, che crederai sempre in te stesso, che smetterai di vedere solo cose brutte e dare lo spazio alle cose belle? Me lo prometti? Ora, te lo chiedo di nuovo.
Come stai?

-Ragazzo fenice-

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Ci sono sere in cui ti avvolgi nel silenzio e concedi parole solo alla Musica. ❤️😴

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E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell’oblio.
Non sei debole, solo stanca.
Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l’ancora di tutti.
Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.
—  ibattitidelcuore

E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell'oblio. Non sei debole, solo stanca. Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l'ancora di tutti. Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.
(Via @hopetosurvive)

Dammi una possibilità.
Solo una. Non me voglio 2,3,4 o 1000, mi basta che mi concedi solo quella possibilità.
Ti farò vedere che il mio cuore vive per te, che i miei occhi guardano solo i tuoi, che il mio corpo ama solo il tuo. Le mie labbra sanno del tuo sapore e ho i vestiti impregnati del tuo profumo.
Quando mi abbracci, il mio cuore trema, le mie mani tremano, e l'unica cosa che sorride è la mia anima. Io con te sto bene, poiché con te sono me stessa.
Ti prometto che, se non sarò abbastanza per te, allora ti lascerò andare, nella speranza che tu un giorno possa tornare indietro e riabbracciarmi.
Ma proviamoci, almeno una volta, proviamoci.
—  Mia
Cara me, ti scrivo ancora perché, a quanto pare, le cose sono andate sempre peggio. Dicono che negare il proprio sorriso agli altri sia triste, ma negarlo a se stessi è perdere. Volevo annunciarti che allora hai perso. Non concedi nemmeno a te stessa un sorriso. Ma ancora peggio, non ti concedi nemmeno le lacrime; allora al quel punto ti allaghi dentro. Le persone più vicine a te, hanno un po’ capito come funziona: ti allaghi, e quando non riesci più a tenere anche solo un'altra goccia, scoppi. Scoppi e fai grandi danni. Il problema di chi è riuscito a capire questo, è che non hanno idea di quante volte sei scoppiata, di quanto velocemente riesci ad allagarti. È allucinante la capacità che hai nel non far notare niente a nessuno, ne uno sguardo ne tantomeno una parola che suggerisce lo stato in cui sei. Non lasci che nemmeno una delle gocce che stai trattenendo attiri l'attenzione di chi ti sta intorno. Eppure, nonostante sia successo tante volte, di scoppiare, continui ogni volta ad allontanare le persone intorno a te, per sicurezza, tanto per essere sicuri che durante lo scoppio non vengano in qualche modo coinvolti pure loro. Riesci a ricordarti degli altri, e a preoccuparti per loro anche quando sei al limite, anche quando stai tenendo dentro un mare intero. Lo fai, non sai perché, ma lo fai e basta. Ti senti responsabile vero? Senti come tua responsabilità far si che i danni siano minimi per gli altri, vero? E te invece? Già subito dopo lo scoppio, accumuli gocce, e la storia ricomincia daccapo. Accumuli gocce quando ingoi una parola che vorresti dire, quando butti giù il groppone che ti si forma in gola, quando chiami le lacrime in ritirata prima che si facciano vedere, quando non sei dove vorresti essere, quando le persone ti fanno male, quando ti arrendi, quando rinunci, quando ti fai prendere dalla nostalgia, dalla mancanza e dalla paura, ma mai dalla speranza o dalla felicità. Stai conducendo una vita infelice, ma a quanto pare ti sei arresa anche in questo
—  thethingsthatineversaid
Cara Me,
come stai? mi manchi tanto sai.
Ti ho scritto perché ho perso l’unica cosa che non dovevo e non volevo perdere: me stessa.
Ti ricordi quando sorridevi? Certo ora il sorriso sta ancora lì, con l’unica differenza che è finto, ma tanto che importa? Nessuno se ne accorge, hai imparato a crederci anche tu tanto che non sai più come stai. Non ti concedi nemmeno di crollare. Ma così non capisci che è peggio? Quanto pensi di resistere prima di scoppiare? Io aspetto quel momento.
Ti ricordi quando nemmeno sapevi cosa significava essere autolesionista?
O quando ignoravi la parola apatia?
Ora sei priva di emozioni, hai la stessa sensazione di vuoto da quando ti svegli a quando ti addormenti. A volte pensi di superarla perché ti sfiorano emozioni come la rabbia o la tristezza ma appunto ti sfiorano, non ti toccano mai veramente.
Un po’ come la vita, ti sfiora, non ti tocca.
L’apatia ha fatto una fitta rete, ha catturato e poi ucciso le emozioni.
Ti senti vuota e così cerchi di riempirti con qualsiasi cosa, ti ubriachi di parole, film, libri, citazioni , canzoni e sogni ma non importa quanto cerchi di colmarti, il vuoto riecheggia nel tuo corpo. Questo perché è svuotato, l’hai svuotato tu per proteggerti. Ora spero sarai contenta? Lo sapevi che era questo il prezzo da pagare per non permetterti di essere ferita?.
Ti ricordi quando ti fidavi di tutti? E di quando eri solare e parlavi troppo?
Adesso? Hai cinque persone di cui ti fidi ma non riesci ad affezionarti perché vivi con la costante sensazione che se ne andranno pure loro, come hanno fatto tutti.
Non ci voleva niente a rimpiazzarti, sorridevi e perdonavi, sopportavi in silenzio.
Bastava chiederti scusa e tu tornavi.
Ora? Ora non c’è nessun posto dove tornare.
Che poi ti sei abituata talmente tanto a vedere gli altri andare via e all’idea che tutti se ne vadano che ormai non ti importa più, tanto non li senti ugualmente vicino a te, quindi che importa? Tanto fai tutto da sola comunque, perché sai che prima o poi è così che tornerai o che ricomincerai a sentirti, SOLA ma forse lo sei già.
Che poi come fai a stare in piedi se tutti si aggrappano a te e tu non ti aggrappi a nessuno?
Vuoi solo scappare, dai problemi, da te stessa, dai problemi con te stessa ma sei la prima che non ha il coraggio di farlo.
Vuoi essere amata per ciò che sei, ma non lo sai nemmeno tu che sei.
Chi sei? Il personaggio che hai creato o quello che hai sepolto?
Non importa, non ti importa più di niente.
E’ questo che ti ripeti sempre, vero? Be dovresti smetterla perché la verità è che sei quella che ci tiene di più.
Ma non importa nemmeno questo.
Hai imparato a nascondere tutto, hai nascosto persino te stessa.
Tana libera tutti! Ti ricordi che da piccola nascondino non ti piaceva? Avevi paura di non essere trovata, avevi paura che qualcuno si dimenticasse di cercarti o semplicemente si dimenticasse di te.
Ora invece è quello che vorresti così te ne potresti andare senza pesi sulla coscienza, senza fare rumore e senza lasciare tracce di te in giro.
Invece no, non puoi. Ma so che sei forte e perciò resisterai.
Ma perchè la forza che usi per andare avanti non la utilizzi anche per salvarti?.
Credi non esserne capace vero?
Perché ti devi sentire costantemente così? Inutile e mai abbastanza.
Ma chi è che lo dice? Non abbastanza? E per chi? Smettila perché così ti autodistruggi dentro ed è la cosa peggiore perché le ferite sul corpo si curano ma quelle dell’anima la lacerano e basta.
Sai a volte quando mi guardo allo specchio cerco la bambina che ero e penso a come l’ho ridotta.
Se potessi l’avviserei, le direi di non rinunciare alla vita e di non farsi male perché di male c’è né già abbastanza in giro, le direi che deve sorridere sempre ma non per dovere ma solo perché glie lo dice il cuore e se non glie lo dice le direi di piangere e buttare tutto fuori, di non soffocare le emozioni perché è il peggiore degli errori.
Le direi che durante le tempeste nascosto dietro alle nuvole c’è il sole, così dietro a tutto questo dolore c’è la felicità, bisogna aspettare solo che la tempesta finisca e sono sicura che ne varrà la pena.
E poi mi scuserei per tutto.
Mi scuso anche con te perché questa lettera è incasinata, proprio come me.
— 

Morwenithil, on tumblr.

(via Morwenithil)

E all'improvviso piomba nella tua vita quella persona che sa spogliarti di quella opprimente corazza, tu lo lasci fare e senza esitazione gli concedi di accarezzare la tua anima nuda.
—  Lailly Daolio