concedi

E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell'oblio.
Non sei debole, solo stanca.
Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l'ancora di tutti.
Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra inerme.
Ogni mattina ricominciava la tragedia dell’essere,
dietro i balconi prima chiusi e poi aperti, come in una Chiesa.
Che il vento divino soffiasse inutilmente
o solo per dei testimoni –
Concedi alla bambina di essere regina
di aprire e chiudere le finestre come in un rito
rispettato da ospiti, servitù, spettatori lontani.
Eppure lei, lei, la bambina,
basta che per un solo istante sia trascurata,
si sente perduta per sempre;
e tu cerchi di fermala, quella che voleva tornare indietro,
non c’è un giorno, un’ora, un istante
in cui lo sforzo disperato possa cessare;
ti aggrappi a qualunque cosa
facendo venir voglia di baciarti.
—  Pier Paolo Pasolini, Le ceneri di Gramsci, La presenza.

E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell'oblio. Non sei debole, solo stanca. Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l'ancora di tutti. Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.
(Via @hopetosurvive)

Dammi una possibilità.
Solo una. Non me voglio 2,3,4 o 1000, mi basta che mi concedi solo quella possibilità.
Ti farò vedere che il mio cuore vive per te, che i miei occhi guardano solo i tuoi, che il mio corpo ama solo il tuo. Le mie labbra sanno del tuo sapore e ho i vestiti impregnati del tuo profumo.
Quando mi abbracci, il mio cuore trema, le mie mani tremano, e l'unica cosa che sorride è la mia anima. Io con te sto bene, poiché con te sono me stessa.
Ti prometto che, se non sarò abbastanza per te, allora ti lascerò andare, nella speranza che tu un giorno possa tornare indietro e riabbracciarmi.
Ma proviamoci, almeno una volta, proviamoci.
—  Mia
Oi, amores da minha vida! Aqui vai um pedacinho de Mamãe Cupido, porque vocês são especiais!!!! <3

Capítulo 1

— Eu consigo escutá-lo.

           O sorriso chegou primeiro aos meus lábios, e só então revirei os olhos.

           — Claro que não consegue, Paco.

           — É coisa de cupido, você não entenderia — ele sorriu, erguendo os olhos para encontrar meu olhar.

           Concedi-lhe uma risada.

           — Ah. Ok. O que ele está dizendo, então?

           Paco fez grande caso em deslizar a orelha pela minha barriga, como se estivesse procurando a melhor posição para a recepção de um sinal de rádio.

           — Ele está dizendo que te ama — Paco respondeu em tom completamente sério.

           — Claro que ele me ama — eu disse. Enterrei meus dedos em seus cachos, prendendo-o mais perto de mim. — E o que mais?

           — Ele disse que você deveria dar um beijo no papai.

           Fiz uma careta incrédula quando Paco virou os olhinhos para observar minha reação.

           — Ele não diria isso.

           Paco sorriu.

           — Essa parte pode ter sido eu — ele falou, apoiando a mão ao meu lado no sofá para poder deslizar o corpo até que nossos rostos estivessem frente-a-frente. — Não consigo resistir algumas vezes, sabe?

Sembra una comune chiave…invece è particolare..apre il cuore di una persona…tutti la possono prendere …perchè la vita è cosi…devi rischiare a chi la concedi…la maltratteranno a modo loro… ma alla fine una sola persona alla fine la terrà con se…per sempre….

E ci sono quelle sere in cui te lo concedi, te lo concedi di crollare, almeno per una sera, di lasciarti andare al freddo che hai dentro e sprofondare nell'oblio.
Non sei debole, solo stanca.
Domani riprenderai a lottare, sarai la ragazza forte di sempre, l'ancora di tutti.
Per quella sera però te lo concedi, crolli e stai a terra, inerme.

Casa è il luogo incantato dove le ciabatte hanno un ruolo cruciale perché nessuno come loro sa raccontare il tuo star bene. Fuori dalla porta hai lasciato maschere, dovute e quotidiane, ma all’interno ti concedi la tua nudità: come un felino, spargi odori – cambi il posto delle cose, raddrizzi un quadro, accarezzi ninnoli - delimiti il tuo regno, la tua regalità.

Cara vita, qualche volta concedi un attimo di tregua alla gente stanca. E che ca..o, qui i buoni ci rimettono sempre.

Luna Del Grande