comicy

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Boku no hero koukousei no nichijou : the lost glasses feat. the hero killer arc’s trio. (PART 1)

IMPORTANT : This comicis 13-14 panels long and once I’m done with it I’ll add part 2 on this post.

I wanted to add a glasses meme gifs with those three but that’s already a lot of panels so I’ll reserve it for later.

Original : https://www.youtube.com/watch?v=bmpa4i7CVdM

Iida’s glasses are very important, ok?

2

Duke’s costume has gotten a slight modification, plus a full character reference sheet, and I hadn’t seen it posted here yet. So.

The only change is, apparently, the faceplate of his helmet has been shortened a bit. It looks more like his current helmet in this iteration, but it makes a world of difference in regards to the general appeal of the costume.

Other things of note from the character reference sheet that might be a little too small to read:

  • The chest symbol is neither white, nor yellow. It is reflective, and it is meant to pick up other colors from other sources of light, though I imagine it will be mostly yellow as it reflects sunlight.
  • The chest symbol will read as black in the dark, since it on’t be reflecting any light. Obviously.
  • It is meant to be the inverse of Bruce’s current symbol.
  • Gone, apparently, are Duke’s nunchucks, and he is now in the escrima club, though his have the added bonus of spring-loaded “Batchet” blades. EDIT: Correction, the escrima sticks can connect to become nunchucks.

I officially love this look.

3

Don’t lie to Lapis, she knows everything…


Inspired by @dement09 ’s Lapidot human au comic
I love her Lapidot so much!!
The last update saved my miserable family fair vacation sigh
Hope I can draw these two again in the future <3

…and I can’t say how sad I am when I found out that even Peridot is taller than me ;;;;;;;

youtube

@batterswing comic

I know i missed the word even.

Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.
—  Susanna Casciani
Hai un nome fragile, assomiglia alle tue mani, il nome che hai.
E gli occhi, anche gli occhi sono fragili, sorridono e piangono allo stesso tempo, a volte.
Sono piccoli, ma succede che siano così pieni di sentimenti da sembrare enormi.
Hai le risate timide e le parole insicure, ci provi a parlare, ci provi sempre, ma si capisce che per te è uno sforzo incredibile.
Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto.
Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente.
Vuoi che le persone ti vogliano bene, vuoi piacergli, e per quanto tu cammini con l'aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno.
Ti piace cucinare e tutto sommato ti viene anche bene, sei simpatica: dico sul serio.
Sei simpatica e non te ne rendi conto.  
Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano.
Lontana non ci sai andare, poi ti manca l'aria e non sai che fare, ti piace l'Italia, ma non è l'Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre.
O insomma, quasi.
Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere.
Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli.
Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo.
Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”.
E ora come sei? Ti senti grande?
Ieri ti ho visto camminare accanto a lui, quello che chiami il tuo amico, lui, lo scemo, non sai chiamare per nome le persone a cui tieni di più.
Non farmi male, non anche tu, non anche stavolta, stavolta che ci credo un po’ di meno, ma sogno comunque un po’ di più.
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più, gli abiti che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. 
Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole.
Perfino il modo di respirare.
Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare.
Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l'odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario.
Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai.
—  Susanna Casciani.