combinato

Quando sbaglio, mi assumo le mie responsabilità, stavolta ho fallito, ho perso una persona davvero importante per me. 
Sembro un coglione, che senso ha piangere dopo aver combinato un casino.. Avrei dovuto pensarci prima.. 
Maledetto il mio carattere di merda. 

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“DRAGHI, RAZZA DI UN DEFICIENTE, ECCO COSA HAI COMBINATO!”- STREPITOSO BARNARD: E’ LUI, IL MASSONE A CAPO DELLA BCE, UNO DEI RESPONSABILI DI QUESTA TRAGICA CRISI

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STRAORDINARIO BARNARD CONTRO IL MASSONE EX BILDERBERG-GOLDMAN SACHS MARIO DRAGHI, IL CAPO DELLA BCE

“Il sogno di uno come me sarebbe che Mario Draghi leggesse questo post e avesse il coraggio di rispondere punto su punto. E gli direi:


Senti razza di un deficiente, hai annunciato una serie di ‘gran misure’ per salvare la ormai completa distruzione dell’economia dell’euro, e ciascuna di queste è già stata dimostrata da anni essere fallimenti colossali, delle tragiche frittate spiccicate sul pavimento.

Le tue iniezioni di liquidità a tassi inesistenti (TLTRO-QE forse-acquisti di ABS) sono SOLO soldi facili alle banche che NON li prestano alle aziende o alle famiglie, ma speculano in Borsa come pazzi. Infatti dal 2012 al settembre 2014 mentre USA e Giappone facevano appunto queste demenziali iniezioni a tutto spiano, il PIL mondiale è crollato e le scommesse di Borsa sono schizzate alle stelle (vedere i grafici Bloomberg). Il tuo primo LTRO (soldi alle banche a tassi ridicoli) non solo ha portato al collasso finale dell’Europa in acclarata DEFLAZIONE oggi, ma è riuscito spettacolarmente a trascinare anche la Germania nel fango. Sei un genio! E insisti.

Oggi annunci con piglio trionfante che ti metterai a comprare anche gli Asset Backed Securities (quei pacchetti finanziari in mano alle banche o alle assicurazioni che sono garantiti da prestiti fatti alle aziende o altri). Peccato che 1) gli ABS sono proprio quei prodotti finanziari che hanno portato nel 2007 il mondo al collasso economico perché erano zeppi di prestiti marci, inesigibili, putridume assoluto che la banche vendevano ai gonzi con roba di prima qualità. 2) Dopo quella esperienza tu hai detto che comprerai solo ABS europei di qualità Senior, cioè quelli garantiti da prestiti super sicuri, e non comprerai gli ABS Junior, quelli marci per intenderci. Ma qui c’è un piccolo problema scemo d’un Mario: come TU SAI BENISSIMO, le banche europee sono strafallite all’80%, sono fradice, putride, e per ogni ABS Senior (sano) che hanno, ne detengono 30.000 Junior (marci), e allora gli analisti sono giorni che ti stanno chiedendo:

Ma dove cazzo li vai a trovare gli ABS Senior in sufficiente quantità per dare sufficiente capitale al sistema? Semplicemente, Mariolino stupidotto, NON CE NE SONO.

Ecco, mi piacerebbe che Draghi mi rispondesse, nel mondo dei sogni, perché i miei colleghi del Sole 24 Ore, quelli che io amichevolmente chiamo i culi tremebondi di Milano, certe domande non gliele faranno mai. Draghi è stato bravo a svendere l’Italia pubblica negli anni ’90, obbediva come un cagnolino a istruzioni di Goldman Sachs, non ci voleva uno scienziato. Ma lasciato solo è di certo il più demente banchiere mai esistito da quando Lucy era viva nella Savana. Non per nulla i Neofeudali l’hanno piazzato lì: distrugge tutto quello che è economia (del 99%), e gonfia a dismisura tutto quello che è speculazione (dell’1%). Ma un Drone della NATO che un giorno per caso sbagliasse mira… mai eh?”

Paolo Barnard

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Il Grande Cocomero

Visto che mi è saltato Cannes (no comment)  oggi mi sono fatto un combinato da 65k in bici+8,5 di corsa.

Non avevo mai fatto un combo così lungo e mi è sembrato una vera mazzata, specie la corsa con gambe pesantissime all'inizio e una fatica mai provata a farle girare.

Comunque è andato e sono abbastanza soddisfatto, prima di giugno cercherò di farne altri 2 o tre altrettanto impegnativi.

Bello il triathlon!

Rimani li a pensare, pensare e poi a ripensare e ti domandi “cosa ho combinato di buono nella mia vita?”. Rimani li fermo immobile e ti rispondi con un bell “nulla” e ti deprimi per ciò che non sei riuscito a fare.
—  gliocchisonogloespecchidell-anima
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'è una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'è che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto fra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buona notte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto: fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli, un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave”. Ci rimasi secco. Fran.
—  A. Baricco
Novecento
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Rifiuta il matrimonio combinato e i genitori la uccidono

Ennesimo macabro episodio di violenza contro le donne in India dove una coppia è stata arrestata a New Delhi per aver ucciso la figlia che si era ribellata a un “matrimonio combinato”. La giovane invece aveva sposato in segreto il suo innamorato, un uomo di una casta “inferiore”. Alla polizia i genitori avevano detto che la figlia era morta per il morso di un serpente. Invece era stata picchiata e strangolata.
La notizia è stata diffusa dal quotidiano “The Hindustan Times”. Il crimine è avvenuto qualche giorno fa nel quartiere di Dwarka, nel sud ovest della capitale. I genitori, Jagmohan and Savitri Yadav hanno poi cremato il corpo della giovane nel loro villaggio di origine dicendo che era morta a causa del morso di un serpente.

La vittima, Bhawna, era una studentessa di medicina di 21 anni, che tra pochi giorni avrebbe dovuto sposare con un uomo della sua casta “prescelto” dai genitori, come è tradizione nella maggior parte delle famiglie indiane. Rifiutandosi di sottostare all’imposizione, la ragazza aveva deciso di sposare in segreto il suo innamorato, un programmatore informatico che aveva conosciuto due anni prima ad una festa. Le nozze erano state celebrate il 12 novembre in un tempio di Connaught Place, la popolare piazza della metropoli indiana.

“Hanno deciso di forzare gli eventi e di sposarsi – ha raccontato un amico – sperando che la famiglia alla fine avrebbe accettato la loro scelta”. Ma così non è stato: i genitori infuriati sono andati dalla famiglia del neo marito e fingendo di acconsentire al matrimonio hanno prelevato Bhawna con la scusa di voler celebrare una grande festa.

Una volta a casa, la coppia ha iniziato a picchiare selvaggiamente la figlia per aver “disonorato” la famiglia. Poi, di fronte al suo ostinato rifiuto di divorziare, il padre l’ha strangolata con l’aiuto della moglie. Secondo quanto hanno raccontato alla polizia, i due hanno poi caricato il cadavere su un’auto e l’hanno portata ad Alwar, in Rajasthan, dicendo ai vicini che era stata morsa da un serpente e che dovevano andare immediatamente da un esperto ayurvedico per salvarla. Al ritorno hanno poi raccontato che la ragazza era morta durante il tragitto e che l’avevano cremata nel loro villaggio natale.

Nel frattempo però il marito, Abhishek, ha denunciato la scomparsa di Bhawna alla polizia. Dopo alcune ore di interrogatorio gli investigatori hanno smascherato il complotto e ottenuto la confessione della coppia.

India, 20 novembre 2014
TGCOM
AL

Sostenitori delle Forze dell’Ordine » Sostenitori delle Forze dell’Ordine

Questa è l'ultima cosa che scrivo dedicata a te, queste sono le ultime lacrime che lascio cadere per te, questi sono anche gli ultimi sorrisi ripensando a tutto quello che abbiamo combinato io e te, questi sono gli ultimi pensieri rivolti a te.
Perché finisce qui. Cosa? Penserai, cosa? Beh, non lo so nemmeno io, noi. Noi finiamo qui. Anche se, forse, un noi vero e proprio non c'è mai stato. Allora, mi correggo, io e te finiamo qui. Io e te. Qualcosa. Quel qualcosa finisce, ma sul serio. Perché qualcosa, in fin dei conti, eravamo e non sai quanto avrei voluto che durasse, ma se c'è una cosa che ho imparato da questo è che non sempre le cose vanno come ti aspettavi, non sempre le cose prendono la giusta piega. E ho imparato anche che sono le cose che ami di più a distruggerti, travolgerti come un uragano.
Ecco cosa sei. Tu sei un uragano, vai e vieni, scappi e torni, e io sempre lì, come una stupida, a lasciarmi travolgere, senza costruirmi un minimo riparo.
Forse è stato questo il mio sbaglio con te, sapevi che comunque andassero le cose io sarei rimasta, che mi avresti trovata esattamente dove mi avevi lasciata. Ma sai, io le mantengo le mie promesse, cosa che non fai tu.
Però non ne vale la pena continuare a mantenere questa promessa, sai perché? Perché ho capito che per te non è importante, o almeno, non quanto lo è per me. Io non sono importante. Non lo sono mai, nemmeno per me. Ma adesso dovrei cominciare a mettere me stessa al primo posto, perché sono stanca di distruggermi per le persone.
Però una cosa posso promettertela, ti metterò tra le cose che non dimenticherò mai.
E lo sai che sono un casino, un caso disperato, che mi spavento facilmente, e allora cerco di infuriarmi: la rabbia è più facile da controllare rispetto al vuoto schiacciante che sento nel petto, ma provo solo tristezza.
E ti odio per questo, ti odio perché non riesco ad odiarti, perché non riesco ad immaginare niente con nessun'altro, solo perché ho già immaginato tutto con te.
Però non capisco, anzi si, io sono un casino: non era così difficile prendere una scelta, dopotutto, giusto?
Ma basta tormentarsi, è inutile, non serve a nulla. Perché è questo che resterai, un ricordo. Solo un dolce ma al tempo stesso triste ricordo. Perché sei un continuo contrasto, tra male e bene, tra serenità e nervosismo, tra veleno e antidoto. Ecco sì, veleno e antidoto sei. O meglio eri.
Ma va bene così, cercherò di abituarmi.
Mi abituerò a svegliarmi e non trovare più il tuo “buongiorno”, a non addormentarmi con la tua “buonanotte”; mi abituerò a non sentire più i “ti amo” sussurrati; mi abituerò a immaginarti tra le braccia di altre e farò finta che non m'importi; mi abituerò a voltarmi e non trovarti; mi abituerò a non sentire più la tua voce, il suono nella tua risata, a non scherzare più con te. Mi abituerò alla tua assenza, a stare senza di te. Imparerò ad abituarmi.
Non ti cercherò, di questo puoi starne certo, resto alla distanza cui mi tieni e, se è possibile, più lontano ancora. Ma smettere d'amarti è un'altra cosa.
Non mi prolungo più, anche se di cose da dire ce ne sarebbero a palate. Questo non è un addio, no. È piuttosto un arrivederci, un arrivederci amore.
“Buona fortuna amore, nel viaggio che farai, buona fortuna amore, ovunque tu sarai. Nei posti più lontani che non hai visto mai, perché non c'è domani se non come vorrai.”
—  da-sola-nella-tempesta
A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. Quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: “A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave”. Ci rimasi secco.
—  Alessandro Baricco -  Novecento.
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PREPARATE LA LEGNA! RENZI HA FATTO INCAZZARE PUTIN, PUR DI “LECCARE” OBAMA! ECCO COSA HA COMBINATO

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1. SIETE PRONTI A PASSARE UN INVERNO AL GELO? L’ITALIA HA CONGELATO I BENI ITALIANI DI ARKADIJ ROMANOVICH ROTENBERG, L’OLIGARCA RUSSO GRANDE AMICO DI JUDO DI PUTIN –

2. SIGILLI A VILLE E APPARTAMENTI IN SARDEGNA, ALTRI IMMOBILI NEL LAZIO, QUOTE SOCIETARIE, CONTI CORRENTI E UN LUSSUOSO ALBERGO A ROMA, IN VIA VENETO: IN TUTTO FANNO 30 MILIONI DI EURO DI BENI ACQUISTATI ATTRAVERSO LE AZIENDE CHE POSSIEDE ALL’ESTERO –

3. UN COLPO DURISSIMO. LO PUTIN AVEVA AVVERTITO: “SE USA E UE INSISTERANNO CON LE SANZIONI IN RELAZIONE ALLA CRISI UCRAINA, LA RUSSIA DOVRÀ RIVEDERE LA PRESENZA DELLE AZIENDE AMERICANE ED EUROPEE NEI SETTORI STRATEGICI” IN PARTICOLARE DELL’ENERGIA –

4. AI FRATELLI ROTENBERG VIENE ATTRIBUITA UNA FORTUNA DI 5,5 MILIARDI DI DOLLARI. ENTRAMBI HANNO LEGAMI CON LA DYNAMO DI MOSCA (CALCIO E HOCKEY). DA SEMPRE ASSAI VICINI AI SERVIZI SEGRETI, POSSEDIONO DUE ENORMI CASTELLI GEMELLI ALLE PORTE DI MOSCA -

1. CONGELATI I BENI ITALIANI DELL’OLIGARCA RUSSO AMICO DI JUDO DI PUTIN

Fiorenza Sarzanini per “il Corriere della Sera

 Nella «black list» compilata dalle autorità degli Stati Uniti sui soggetti da sanzionare è al quinto posto. Perché Arkadij Romanovich Rotenberg, 63 anni, è il compagno di judo di Vladimir Putin, ma soprattutto è l’imprenditore che si è aggiudicato numerosi appalti per le Olimpiadi invernali di Sochi dello scorso febbraio. E dunque nei suoi confronti è scattato il «congelamento dei beni», misura prevista dall’Unione Europea contro i «fedelissimi» del presidente russo dopo la guerra scatenata in Ucraina.

In Italia è la prima volta che accade. Sigilli sono stati messi a ville e appartamenti in Sardegna, altri immobili nel Lazio, quote societarie, conti correnti bancari e un lussuoso albergo a Roma, a due passi da via Veneto. L’operazione del Nucleo valutario della Guardia di Finanza è scattata ieri mattina.

 Gli specialisti guidati dal generale Giuseppe Bottillo hanno eseguito il provvedimento — così come stabilito dalla procedura prevista in caso di «misure previste per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale» — notificandolo allo stesso Rotenberg anche per quanto riguarda le sue società: la «Olpon Investment Limited» che ha sede a Cipro e la «Aurora 31» che possiede l’hotel “Berg Luxury” nella capitale.

L’elenco degli immobili «sigillati» comprende un appartamento a Cagliari, una villa a Villasimius, una villa a Tarquinia, due ville ad Arzachena, l’albergo in pieno centro di Roma. In tutto fanno 30 milioni di euro di beni che l’imprenditore russo risulta aver acquistato attraverso le aziende che possiede all’estero.
È un colpo durissimo che certamente non mancherà di sollevare polemiche visto che alla fine di agosto, pochi giorni prima che i presidenti della Commissione europea, José Manuel Barroso, e del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy rendessero nota la decisione di nuove sanzioni, lo stesso Putin aveva dichiarato: «Se Usa e Ue insisteranno con le sanzioni in relazione alla crisi ucraina, la Russia dovrà rivedere la presenza delle aziende americane ed europee nei settori strategici» della sua economia e in particolare dell’energia.

La minaccia non ha fermato la Ue visto che il 6 settembre scorso proprio Barroso ha annunciato la scelta di «estendere la lista dei cittadini russi che andranno incontro al congelamento dei beni in Europa e al divieto di viaggio, tra cui la nuova leadership a Donbass, il governo di Crimea, oligarchi e altre figure di rilievo».

E proprio tra queste figure di rilievo c’è Rotenberg, ma non solo. Nell’aprile scorso analoga misura era stata infatti presa nei confronti di Oleksii Mykolayovych Azarov, figlio dell’ex primo ministro ucraino, risultato titolare di una società con sede a Milano che gestisce una villa con annessi terreni sempre in Sardegna, esattamente nel golfo di Marinella a Olbia, altri immobili nella zona, oltre a numerosi conti correnti bancari, azioni, titoli e partecipazioni societarie.

I provvedimenti hanno valore retroattivo e, come viene specificato nel decreto notificato dagli investigatori del Nucleo valutario, sono efficaci a partire dal 30 luglio scorso, come prevede il Regolamento sul congelamento dei beni e «comporta la indisponibilità da parte del titolare».

 L’obiettivo è chiaro, indicato nello stesso accordo stipulato in sede di Unione che fa proprie le linee imposte prima dagli Stati Uniti: impedire qualsiasi genere di affari con gli uomini vicini a Putin individuati anche come i suoi principali finanziatori, ma anche bloccare l’accesso delle banche russe ai capitali europei e vietare l’import ed export di tecnologie ritenute strategiche.

Nella lista trasmessa al Valutario, oltre a Rotenberg figurano le persone che gravitano intorno a lui, parenti o semplici prestanome sui quali sono ancora in corso verifiche e che potrebbero diventare destinatari di analoghe misure proprio per evitare che attraverso una «rete» occulta le persone ritenute più vicine al presidente Putin possano continuare ad operare finanziariamente fuori dai confini russi.

2. ARTI MARZIALI, DACIE E TANTI APPALTI: CHI È L’UOMO D’AFFARI NEL MIRINO

Fabrizio Dragosei per “il Corriere della Sera

 In un momento di ispirazione, o forse di sincerità, Arkadij Rotenberg ha detto di Putin: «È una persona mandata al nostro Paese da Dio». Non sappiamo se tutti saranno d’accordo sul bene che Vladimir Vladimirovich ha fatto alla Russia da quando è presidente. Certamente per Arkadij e per il fratello Boris i 14 anni di Putin sono stati anni di splendore, di crescita e di ricchezza. Naturalmente non grazie al loro vecchio amico, col quale iniziarono a praticare judo quando San Pietroburgo si chiamava ancora Leningrado.

 «Non puoi certo andare da lui e chiedergli qualche cosa», ha confessato Rotenberg al Financial Times . «Intanto questo non è il mio stile; e poi lui non mi farebbe nemmeno superare la porta». In vena di sincerità, l’imprenditore ammette comunque che l’amicizia «non fa male». Se la gente non continuasse a definirlo amico di Putin, «allora il business certamente andrebbe peggio».

E in tutti questi anni il biznes , come lo chiamano i russi, ai Rotenberg è andato proprio bene. Soprattutto grazie a contratti munifici con aziende ed enti controllati dallo Stato. Ma anche in questo caso si tratta di pura combinazione. A San Pietroburgo i due fratelli, Putin e Gennadij Timchenko, anche lui oggi ricco imprenditore e banchiere finito nella lista delle persone sottoposte a sanzioni, si frequentavano parecchio. Nel 1998 fondarono un club di judo, Yavara-Neva, di cui Putin divenne presidente onorario. Il presidente russo era già in fase di decollo dal Comune della città baltica al governo nazionale e poi, due anni dopo, alla presidenza.

Arkadij e Boris si aggiudicavano tutte le commesse per fornire tubi a Gazprom, il colosso del gas. Grazie ad alcune acquisizioni mirate, i due riuscirono poco dopo a ottenere la quadratura del cerchio: Boris, il fratello più giovane, forniva i tubi e Arkadij costruiva i gasdotti. Alle società di costruzione, come Stroygazmontazh, si univano le banche, Smp e InvestKapitalBank. In tutti gli affari più importanti i Rotenberg sono stati presenti.

Da North Stream, il gasdotto che raggiunge la Germania bypassando Bielorussia e Polonia, a South Stream, il gemello che a sud dovrà saltare la riottosa Ucraina. Poi le olimpiadi di Sochi; la nuova autostrada Mosca-San Pietroburgo. Il gruppo che si occupa delle costruzioni ha visto aumentare i suoi introiti di 50 volte dal 2008, secondo la rivista Forbes . La banca Spm è solo la 35ª del Paese, ma cresce del 52% l’anno e si prevede che farà molta strada.

Vladimir Putin non ha molti amici e quasi tutti vengono da lontano, soprattutto dal Kgb e da San Pietroburgo. C’è il gruppo del judo; quello degli amici di dacia fuori città; coloro che lavoravano al Comune assieme a lui e gli ex colleghi dei servizi segreti che spesso avevano la dacia nella cooperativa di Putin e amavano le arti marziali. Tutti, tranne forse qualche rara eccezione, sono diventati ministri, grandi manager e/o hanno fatto quattrini a palate. Evidentemente erano particolarmente dotati dall’inizio.

Ai Rotenberg oggi viene attribuita una fortuna di 5,5 miliardi di dollari. Entrambi hanno legami con la Dynamo di Mosca (calcio e hockey), da sempre assai vicina ai servizi segreti. Secondo il leader dell’opposizione Aleksej Navalny, si sono fatti costruire due castelli gemelli alle porte di Mosca in un parco recintato. Le magioni occupano più di settemila metri quadri ciascuna, dieci volte quella del fondatore di Facebook Marc Zuckerberg in California.

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FONTE:

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/siete-pronti-passare-inverno-gelo-italia-ha-congelato-beni-85019.htm

Il Grande Cocomero

anonymous asked:

In comunità sono gentili con te?

Io mi sono trovato bene, anche se ho combinato un po’ di stronzate.

Tentativo

Penso solo di aver bisogno di una seconda occasione per migliorare.
Ho combinato un disastro nei mesi precedenti ed è forse per questo che attualmente tutto ciò che faccio mi si rivolta contro.
Non voglio più comportarmi da totale imbranata quando ci sei tu, voglio avere la capacità di pronunciare più di due parole in tua presenza.
Voglio smetterla di essere sempre la parte più divertente della serata, specialmente se si tratta di un divertimento che per me non è altro che imbarazzo.
È tutto dannatamente difficile. Forse perché io sono un po’ troppo complicata.
Sarà questo il motivo per cui allontano tutti quelli che sembrano avvicinarsi anche un minimo a me.
Non voglio più andare avanti in questo modo.

Un tentativo. Solo questo ultimo tentativo per mostrare cosa posso essere se davvero lo voglio.
Non sono mai stata capace di rimanere impressa nella mente di qualcuno per più di un minuto. Ed io infondo sento di potercela fare.
Nessuno mi ha mai consciuta per quella che sono davvero.
Posso farcela.
Ce la faccio. Ce la faccio. Ce la faccio.

pandacornos ha risposto al tuo post“anche per me al primo posto ci…”…”

speriamo! 😍 comunque sono davvero felice che tu sia riuscita ad andare. ☺️ date da segnare insomma ahah come mai dici che non torneresti al posto loro? che hanno combinato? 🙈

aww grazie cara❤️
adesso ti narrerò alcune delle cose fantastiche che ho visto accadere durante il periodo in cui i ragazzi erano in Italia l'anno scorso e quest'anno:
-fan che si insultano e quasi si mettono le mani addosso
-fan che dopo averli mobbati (tra l'altro loro sono un tesoro e nonostante una situazione davvero stressante come quella sono stati carini e hanno fatto foto con praticamente tutte le fan presenti) li rincorrono per strada nonostante loro fossero a piedi e quindi sono stati letteralmente costretti a scappare dalle fan
-fan che cercano di togliere loro cappelli, vestiti
-all'albergo james e connor erano uscti nella piscina per prendere il sole, stare tranquilli e cercare di rilassarsi, questa piscina era circondata da delle vetrate, le fan erano dietro a queste e alcune hanno iniziato a urlare/farsi selfie con loro che prendono il sole nonostante fossero separati da una vetrata((?))(della serie loro sono famosi quindi posso invadere la loro privacy quando e come voglio xdxd)
-al concerto una mia amica (che fa parte di the vamps italia) era in prima fila ed è uscita con tagli,lividi e una cicca tra i capelli..
-fan che si lamentano perchè James appena sveglio non vuole fare le foto con loro (perchè ci sono davvero persone che credono che i personaggi famosi abbiano il dovere di fare la foto con qualsiasi fan urlante si ritrovino davanti in qualsiasi momento e luogo)
e fidati purtroppo potrei continuare 😩
Naturalmente non tutte le fan sono così, ma se prima del 21 maggio credevo che il fandom italiano dei the vamps fosse uno dei più belli, ora di sicuro non lo penso più..
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CENTINAIA DI MEZZI MILITARI ALLA DERIVA NELL’OCEANO INDIANO! RENZI HA SECRETATO (MA L’ESPRESSO LO HA SCOPERTO) UNA FIGURACCIA PLANETARIA! LEGGI COSA HANNO COMBINATO!

Disastro sfiorato nel ritiro dall’Afghanistan
Un mercantile carico di centinaia di mezzi militari italiani di ritorno dall’Afghanistan ha preso fuoco. Ed è rimasto alla deriva per giorni, senza equipaggio, nella zona dei pirati. Senza nessuna scorta: i naufraghi sono stati soccorsi dalla marina cinese. Ma la notizia è rimasta segreta

E’ stato sfiorato il disastro durante l’operazione italiana di ritiro dall’Afghanistan, ma la notizia è rimasta segreta. Nel numero in edicola domani, “l’Espresso” rivela che un mercantile lungo 150 metri con a bordo centinaia di mezzi dell’Esercito, inclusi blindati da combattimento, ha preso fuoco nel Golfo di Aden, proprio nella zona infestata dai pirati, ed è rimasto alla deriva per giorni. L’equipaggio ha abbandonato la nave ed è stato soccorso dalla flotta cinese. Il trasporto di veicoli e armamenti infatti non era scortato dalla nostra Marina, nonostante si trovasse nelle acque dei predoni somali.La vicenda è accaduta nella notte tra il 5 e il 6 maggio.


L’Altinia, una nave da 9000 tonnellate noleggiata dal ministero della Difesa, era partita da Abu Dhabi verso Salerno, zeppa di materiali trasferiti via aereo dall’Afghanistan. A bordo anche decine di blindati Lince e Freccia, i più moderni in dotazione all’Esercito. Verso le due è scoppiato un incendio in sala macchine, che il personale civile ha tentato invano di domare. Poi le fiamme si sono estese e l’equipaggio è salito sulle scialuppe. In zona però c’era solo una squadra militare cinese, che ha salvato i naufraghi: secondo il resoconto del giornale dell’Esercito popolare di Pechino la nostra Marina era troppo lontana. Dopo l’allarme rilanciato tramite il comando americano, da Roma hanno fatto intervenire un altro mercantile, la Jolly Diamante, che ha preso in consegna i marinai.

L’Altinia con il suo arsenale è rimasta in balia delle onde. Solo l’8 maggio un elicottero partito dal caccia Mimbelli, che si trovava a Giubiti, ha calato un team di incursori per verificare che il carico fosse intatto. Dopo una settimana alla deriva, il mercantile è stato messo in sicurezza da una società specializzata olandese e poi rimorchiato fino alla base di partenza. Ma l’operazione di rientro del contingente dall’Afghanistan ha subìto un mese di ritardo. E secondo la Marina cinese, già nel 2013 l’Altinia ebbe un guasto ai motori nella stessa zona, fermandosi nel mare dei pirati. Anche allora non c’erano navi di scorta italiane e fu assistita da una fregata tedesca.

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FONTE:

http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/09/04/news/disastro-sfiorato-nel-ritiro-dall-afghanistan-1.178703?ref=HEF_RULLO

Il Grande Cocomero

Cresci, mi è stato detto

Sono una calamita per gli errori.
Dovrei provare a chiudere i cerchi, gettare alle spalle, andare avanti. Ogni volta che provo a farlo qualcosa cambia. Mi ritrovo in un casino più grande.
Cresci, mi è stato detto. Ci provo, mi sono detto. E nel frattempo disastri attorno a me.
Dico a me stesso che è la serenità ciò che desidero. Comincio a non credermi più. Comincio a pensare che ogni casino che ho combinato è lì perché l'ho desiderato io.
Per una vita sono stato un soldatino, affidabile, preciso, semplice, probabilmente anche prevedibile. Concettualmente simile al marito in stile pubblicità del Mulino Bianco (le pubblicità vecchie con la famiglia a fare colazione, non so se le fanno ancora). Realizzo solo ora che non lo sono più. Non mi fiderei di me stesso. Seguo solo un istinto distruttivo e autodistruttivo. Sono una barca in tempesta e ho rotto il timone. Voglio ripararlo? Razionalmente vorrei. Ma non lo faccio. Forse non mi frega più nulla della barca e del timone e delle vele e della fottuta tempesta.
Al mattino mi sveglio, dopo l'ennesimo errore, e un senso di colpa mi bussa alla porta. Mi alzo, mi avvicino alla soglia, sospiro e torno indietro. Cerco di tenere estraneo a me quel briciolo di coscienza che mi ricorda, nonostante tutto, che da qualche parte esiste ancora l'uomo affidabile che desiderava solo una famiglia. Lo sento scalpitare, il senso di colpa, urla, piange, grida fino a strapparsi le corde vocali. Purtroppo per lui, la sua voce è filtrata dalla porta chiusa, ovattata, lontana. Inizia un altro giorno con la consapevolezza che farò altri danni. Prima o poi tutto mi crollerà addosso.