colonne

Cara me,
Ti auguro un anno che sappia togliere tutto il dolore che ti ha portato, un anno per rialzarti e migliorarti, un anno che non ti porti a odiare te stessa, un anno per accettarti, un anno per trovare il tuo posto.
Ti auguro un anno che ti faccia incontrare un ragazzo in grado di amare ogni tua imperfezione, un anno che non porti continue illusioni e delusioni, un anno di amicizie, un anno di nuovi incontri, un anno per apprezzare chi ti vuole bene.
Ti auguro un anno per ricominciare a danzare nonostante i problemi al ginocchio, un anno per essere te stessa sul palco e anche nella vita di tutti i giorni, un anno di spettacoli,un anno per esprimerti come desideri.
Ti auguro un anno per scrivere quello che ti scombussola il cuore, un anno per mettere ordine ai tuoi tanti pensieri, un anno senza troppe paranoie ma con cose concrete.
Ti auguro un anno per darti da fare, un anno per aiutare chi ti sta accanto, un anno per essere meno acida, un anno per perdonare.
Ti auguro un anno per crescere, un anno in cui fare i 18, un anno per maturare, un anno per fare la patente, un anno per imparare nuove cose, un anno di curiosità e osservazione.
Ti auguro un anno per metterti in gioco, un anno di sogni che si possono realizzare, un anno di danza,teatro,volontariato e tutto ciò che ti fa stare bene.
Ti auguro un anno per commuoverti ancora anche per un piccolo dettaglio, un anno per dare importanza ai piccoli gesti, un anno con tutte le emozioni che ti stravolgono ogni giornata.
Ti auguro un anno per ricominciare, un anno di sicurezza e anche di orgoglio, un anno spensierato, un anno con i film mentali ma anche sul pianeta terra.
Ti auguro un anno per soffrire sempre con qualcuno pronto a consolarti, un anno con una mano per stringerti forte quando qualcosa non va.
Ti auguro un anno di musica e canzoni che diventano le colonne sonore dei tuoi pensieri, un anno di salti e di corse, un anno di disegni e storie.
Ti auguro un anno di scoperte, un anno per impegnarti, un anno in cui raggiungere i tuoi obiettivi.
Ti auguro un anno come lo vuoi tu, un anno con le persone e le cose che ti fanno stare bene.
Ti auguro un anno che possa renderti davvero felice, un anno di sogni, un anno che ti faccia rialzare sempre dopo ogni caduta.
Ti auguro un anno da vivere a modo tuo
Ti auguro un anno…
Con affetto,
Me

As I mentioned in the bio I’m a wannabe illustrator - I’m considering opening a secondary blog for my art, but in the meantime, since I’m particulary proud of this painting, I’m posting it here ~

Inspired by @vodkaeinferno, a novel by Penelope delle Colonne

youtube

Alex Clare - Too Close

State insieme ma non troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono distanziate, e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.

Kahlil Gibran

Mediocri Speranze.

Conosco un karaoke tristissimo a Vienna che il mercoledì ti da la possibilità di salire su un palco lurido, dietro di te una tenda dorata e fari dai peggiori set di film porno anni 70. La lista delle canzoni è ridicola, saranno poco più di un centinaio così ogni volta sei costretto a riascoltare le stesse stonature. Ci vado quando sono parecchio giù, è il fondo del mio barile. Salgo sul palco e chiedo al “dj” di mettere su Everybody Hurts dei REM. La base sintetica parte e io inizio a cantare. Più mi addentro nella canzone più le parole diventano profonde, serie. Mi guardo attorno e vedo una platea di persone uscite per divertirsi costretta ad ascoltare sto stronzo che vuole farli tutti deprimere, in quel momento inizio a ridere. Rido mentre canto e sento che sto cacando il cazzo a chi vorrebbe Britney Spears. Rido e non penso al motivo che il mercoledì mi spinge ad andare a toccare il fondo.
Una volta ero nella mia vecchia città ad un aperitivo discutibile. C’era un ragazzo, mio ex compagno di classe delle elementari, con cui parlavo. Era estate e guardava le mie gambe, si sofferma su i tatuaggi stupidi che mi sono fatto e si complimenta “Hai Jessica Fletcher! E ne hai uno dedicato a La Pallottola Spuntata! Ma sei un grande! Sei sempre stato un grande in effetti, mi hai sempre fatto ridere un casino. Dove trovi questa energia per dire stronzate?” e lì mi feci scappare una battuta sbagliata, risposi “Si chiama depressione!”. Col senno di poi mi pento di averlo detto, per rispetto nei confronti di chi soffre di depressione, ma un fondo di verità c’era. Faccio sempre battute e mi circondo di espedienti di cazzate apposta per scappare dalla tristezza che vive al mio fianco fin da quando ero un bambino spaventato che non riusciva a dormire senza luce accesa ed era sicuro i genitori sarebbero scappati nella notte abbandonandolo. Quel senso di vuoto, solitudine, oppure semplice comprensione della realtà. Dopo aver dato quella risposta, l’aperitivo piombò nel più profondo silenzio. Non puoi dire ad alta voce che il motivo per cui sei un coglione è perché scappi dai tuoi demoni. La società non è pronta per questa banale verità. Vogliono credere che il buffone sia sempre felice.
Tra un mese è il mio compleanno e penso di essere finalmente arrivato a capire che tipologia di uomo sono. Attorno a me vedo desolazione, aridità, madri che si nutrono delle carcasse dei figli, volgarità, ignoranza, deserto di sentimenti, palazzi distrutti, prati bruciati, ma sono in piedi e ho lo sguardo rivolto verso un punto indefinito dell’orizzonte. Quel punto è la mia fonte infinita di stronzate. Lo fisso cercando di non distogliere l’attenzione, di non guardare verso il basso. Rido per quello che mi suggerisce di pensare, comunico quello che mi fa ridere per aiutare anche gli altri a non osservare i dintorni. E penso forse sia questa la maturità. Capire il contesto in cui sei inserito, continuare a viverci giorno per giorno avendo scoperto come fare per non guardare in basso. Lo so, è una visione estremamente semplicistica. Ma è la mia visione. Si applica a me.
Devo tanto alla mia tristezza e a coloro che si impegnano per aiutarmi ad alimentarla e farla crescere. Senza questa affidabile compagna non sarei in grado di scrivere nemmeno una battuta. Forse non sarei neppure in grado di ridere. Non riuscirei a capirne il bisogno.
Così mentre stamattina ero sulla metro verso il più distante ospedale di Vienna ho messo in loop Everybody Hurts, perché la prossima volta che andrò a cantarla voglio essere perfetto. Alla dodicesima riproduzione consecutiva la tristezza mi aveva invaso e lo so che il buon Michael voleva scrivere una canzone di speranza, ma io dopo i recenti fatti riesco solo a trovarci lati negativi. Mi sono commosso. Odio chi piange su i mezzi pubblici mi fa sentire in dovere di provare uno straccio di emozione. Ma è durato un attimo, appena due lacrime, ho cercato il mio punto all’orizzonte e l’ho trovato in un ragazzo che per riuscire ad allacciarsi le scarpe, non sapendo dove mettere la banana che aveva in mano, decide di mettersela in bocca con tutta la buccia. Si abbassa. Allaccia. Si alza. Cammina con la banana imbucciata in bocca per alcuni metri. Ho riso, la mia stronzata necessaria.
Non combatto più con il contesto, non cerco più qualcuno che mi aiuti a scapparne. Avevo pensato di invitarti qua ma non lo vorrei mai per te. Nonostante tu mi abbia detto che andava bene, che ti sarebbe piaciuto. Ognuno ha il proprio contesto dove inserirsi. Non è colpa di nessuno, se non della realtà o della lontananza.
Sono felicissimo di essere triste perché ogni volta le mie storie diventano più forti, vere. Le battute per il film che sto scrivendo diventano colonne portanti e fa lo stesso se alla fine non troveremo i soldi per girarlo mai. Avrò creato una scenografia sopportabile con cui abbellire il contesto. Ed è pure lo stesso se quelle battute fanno ridere solo me. Non importa. Tanto ci sono solo io qua attorno, nella desolazione e i palazzi crollati e i prati bruciati e i deserti di madri cannibali. Servono a me per ridere. E a chi è disperato abbastanza per avvicinarsi senza disturbare, e ascoltare. Chi opta per restare lontano lo capisco, è la scelta più saggia e se potessi lo farei anche io, stare lontano da me.
Però dopo 34 anni inizio a starmi finalmente simpatico. Mi sa che voglio sopportarmi ancora e vedere quanto coglione posso diventare. Ho mediocri speranze.

antiquité/mythologie

- greek : grec / grecque

- latin : latin-e / roman : romain-e


religion :

- god : dieu / goddess : déesse / ritual : rituel (m) / prayer : prière (f) 

- piety : piété (f) / faith : foi (f) / worship : culte (m) / sacrifice : sacrifice (m)

- ceremony : cérémonie (f) / muse : muse (f)

- Chaos / Gaïa (Terre : earth) / Érèbe (Ténèbres : shadows) / Éros (Désir)

- mount Olympus : mont (m) Olympe

déités :

- olympians : olympien-nes / Cronos/Saturne + Rhéa/Cybèle

- Zeus/Jupiter, dieu des dieux et dieu de la foudre (lightning)

- Héra/Junon, déesse du mariage et de la fécondité 

- Aphrodite/Vénus, déesse de la beauté et de l’amour

- Apollon/Phébus, dieu de la musique et de la médecine

- Artémis/Diane, déesse de la chasse (hunt)

- Hermès/Mercure, messager des dieux, protecteur des voyageurs

- Arès/Mars, dieu de la guerre

- Hadès/Pluton, dieu des morts

- Poséidon/Nepturne, dieu de la mer

- Déméter/Cérès, déeesse de la terre et des moissons (harvest)

- Héphaïstos/Vulcain, dieu du feu et de la forge

- Athéna/Minerva, déesse de la sagesse (wisdom) et de la guerre

- Hestia/Vesta, déesse du foyer (home/household), protectrice de la maison

- Dionysos/Bacchus, dieu du vin et de l’ivresse

- Clio : la muse de l'histoire / Euterpe : la muse de la musique, joueuse de flûte / Thalia : la comédie / Melpomène : la tragédie / Terpsichore : la poésie lyrique et la danse / Erato : le chant nuptial / Polymnie : la pantomime et la rhétorique / Uranie : l'astronomie et l'astrologie / Calliope : la poésie épique

hells (enfers (m)) :

- lieux (m) (: places) : le Tartare, les Champs (m) Élysées, le Pré de l’Asphodèle, les Champs du châtiment

- fleuves (m) : le Styx, l’Érèbe, l’Achéron, le Phlégéthon, le Cocyte, le Léthé

- Cerberus : Cerbère

- underworld : séjour (m) des morts


art :

- epic : épopée (f) / Iliade (f) / Odyssée (f) / myth : mythe (m) / fable : fable (f) / hero : héros (m) / héroïne (f)

- Persée, Hector, Ajax, Héraclès/Hercule, Jason, Thésée, Oedipe, Ménélas

- tragedy : tragédie (f) / comedy : comédie (f) / theater : théâtre (m) / play : pièce (f) / poetry : poésie (f) / poem : poème (m)

- fiction : fiction (f) / history : Histoire (f) / verbal sparring : joute (f) oratoire / rhetoric : rhétorique (f)


people :

- Homère / Odysseus : Ulysse / Achilles : Achille / Hésiode

- Virgil : Virgile / Aeneas : Énée / Ovide

- Eschyle / Euripide / Sophocle / Aristophane

- Platon / Aristote / Socrate / Suétone / Cicéron

- Thucydide / Xénophon / Plutarque / Tacite

- Rome’s emperors : Julio-Claudiens (César, Auguste/Octave, Tibère, Caligula, Claude I, Néron), Année des Quatre Empereurs (Galba, Othon, Vitellius, Vespasien), Flaviens (Vespasien, Titus, Domitien), Antonins (Nerva, Trajan, Hadrien, Antonin le Pieux, Marc-Aurèle, Lucius Aurelius Verus, Commode)

- Alexandre le Grand, Pompée, Sylla, Cléopâtre, Justinien, Octave…


creatures :

- satyr : satyre (m) = Pan, Silène / titan : titan (m)/titanide (f) = Ouranos, Prométhée, Mnémosyne, Thémis… / hecatoncheires : hécatonchires (ep)

- cyclops : cyclope (m) = Polyphème / centaur : centaure (m) = Chiron, Orios / giant : géant-e / mermaid : sirène (f) / Hydre (f) de Lerne

- minotaur : minotaure (m) / boar : sanglier (m) / nymph : nymphe (f) / chimera : chimère (f) / les Gorgones, les Moires/Heures, les Grées (sisters)


daily life :

- feast : banquet (m) / wine : vin (m) / grapes : raisin (m)

- slave : esclave (ep) / soldier : soldat (m) / baths : thermes (f) / circus : cirque (m)

- temple : temple (m) / column : colonne (f) / statue : statue (f)

- emperor : empereur / impératrice / empire : empire (m) / toga : toge (f)

- manuscript : manuscrit (m) / laurel wreath : couronne (f) de laurier

youtube

Avevo 16 anni, lei si chiamava Marika, era in vacanza al mare per due settimane, la notai il primo giorno che arrivò, lei mi guardava, io la guardavo, lei sorrideva io arrossivo, io sorridevo lei con la mano davanti alla bocca diceva alle amiche: sta guardando me, vero? Un amore sottinteso per tredici giorni. Il 14° giorno, paonazzo e imbranato le chiesi se quella sera voleva venire a ballare con me, LEI DISSE SÌ e io le dissi ok alle 21 ci troviamo al bagno (inteso come stabilimento balneare) poi andiamo insieme? Lei disse ancora SÌ. Arrivai con venti minuti di anticipo, lei con 15. Parlammo di tutta la vita nello spazio di pochi minuti e poi ci baciammo sulla spiaggia al tramonto. Non andammo a ballare ma restammo tutta la sera a parlare e baciarci e bucammo pure l'orario del suo rientro che i genitori di lei avevano stabilito alle 00:45 (non ho mai capito la mania dei genitori per i quarti d'ora). Ci separammo con gli occhi lucidi dicendoci che non ci saremmo mai più persi. Io le regalai quello che avevo preparato per lei il pomeriggio, quando ancora non sapevo come sarebbe andata, una cassetta da 15 minuti che avevo registrato col mio registratore Sony, la prima parte con la mia voce che le diceva quanto mi piacesse e quanto tempo avevamo sprecato per colpa della mia timidezza, la seconda parte una canzone. Solo di Claudio Baglioni, non so perché l'avessi scelta ma mi sembrava il modo migliore per spiegarle come mi sarei sentito dal giorno dopo. Non ci siamo mai più rivisti, ma ancora oggi ripenso a lei quando mi capita di ascoltarla.

Martha Botto et Gregorio Vardanega. Cree 1 8 1969
“Dans l'ensemble des colonnes, les variations, le rythme que produisent les éclats de lumière et les sons émis, sont programmés à volonté et leurs variations sont susceptibles de multiplication à l'infini.”