coffa

NO FRILLS, NO FUSS, NO FEATHERS

[página de The New Architecture in Mexico de Esther Born, 1937 con la Escuela Técnica Industrial de Juan O’Gorman | page from Esther Born’s The New Architecture in Mexico (1937) with Juan O’Gorman’s School of Industrial Technics]

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O fa' coffi


Del rapido e incruento passaggio delle truppe inglesi in quel luglio del 1943, i pachinesi conservarono pochi ricordi, al limite dell’irriconoscenza.

Il primo fu all right, che essendo incapaci di profferire parole che non finissero per vocale tradusssero in orràitti. E il secondo fu fuck off!, che adattarono in o fa’ coffi!

Conoscevano bene in quale contesto andassero usate le due espressioni, ma dubito che ne conoscessero il significato; di fuck off! in particolare, dal momento che per una strana coincidenza la coffa, a Pachino, non era altro che una robusta borsa di paglia intrecciata che ogni vecchio sapeva farsi da sé, come una scopa di foglie di palme nane o un panaro di canna. Mandare una persona a fare coffe risultò quindi ai pachinesi un simpatico modo di invitarla a togliersi di torno, e fino a tutti gli anni cinquanta o fa’ coffi restò a testimoniare che sì, l’esercito alleato era passato da Pachino in quel luglio del 1943 che segnò il corso della storia.

(Sopra, soldati inglesi nella piazza di Pachino, luglio 1943. Da Anticapachino. Sotto, la coffa. Ho preso l’immagine qui.)