clemente mastella

Non possiamo accettare che Roma, la urbs urbi più famosa del mondo, la nostra Capitale, possa essere gestita da chi è compromesso
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  • Silvio Berlusconi (a chiedere il commissariamento della città fondata da “Romolo e Remolo” è l'uomo, al momento ai servizi sociali come pena alternativa ad una condanna a quattro anni di carcere per frode fiscale, che ha ospitato nelle stalle della sua residenza ad Arcore il mafioso Vittorio Mangano, il cui braccio destro, Cesare Previti è stato condannato a 6 anni per corruzione, mentre l'altro braccio, Marcello Dell'Utri, a 7 per concorso esterno in associazione mafiosa, che ha avuto nei suoi governi, andando a spanne: un esponente del clan dei Casalesi, in carcere per associazione esterna in associazione camorristica, Nicola Cosentino; un tangentaro condannato a 4 anni per corruzione, Raffaele Fitto; un rinviato a giudizio per truffa, abuso d'ufficio e appropriazione indebita, Clemente Mastella; uno attualmente agli arresti domiciliari con l'accusa di aver agevolato la latitanza dell'ex deputato Amedeo Matacena, Claudio “a mia insaputa” Sajola; uno condannato a due anni per ricettazione ed appropriazione indebita, Aldo Brancher; uno rinviato a giudizio per appropriazione indebita e truffa aggravata ai danni dello Stato, l'investitore dei rimborsi della Lega in diamanti e in “fondi neri” (neri nel senso di africani di Tanzania) Francesco Belsito; uno come Giancarlone Galan che ha patteggiato due anni e 10 mesi e 2,6 milioni di euro ammettendo la colpa di cui era accusato, la corruzione, nell'ambito del sistema di tangenti nel Mose, che vede coinvolto anche l'ex ministro Altero Matteoli. Questi solo alcuni componenti dei vari Governi Berlusconi, senza contare i vari presidenti di Regioni (oltre al già citato Galan), come Roberto Formigoni, accusato di associazione a delinquere, o come Giuseppe Scopelliti, condannato a 6 anni di reclusione per abuso e falso. E’ bene fermarsi qui. Ma è fuori di dubbio che Marino, con la sua multa non ancora pagata per la sua Panda rossa, debba davvero difendersi. Lui sì che, attaccato perché estraneo a questi giochi di potere e corruzione, non ha le carte in regola per governare Roma: nemmeno un'indaginetta. Che vergogna)