circolar

Come stai, chiede. Come sto, non lo so neanche io come sto, certi giorni, pochi, mi sembra meglio, altri no, va proprio male, allora mi fermo e aspetto che passi, che torni il giorno del quasi meglio, prendo tempo e respiro piano. Il momento migliore della giornata è la mattina quando rimescolo il caffè, mi piace quel gesto lento, circolare, così lascio andare i pensieri cattivi e ascolto il rumore del cucchiaino che gira nella tazzina, annuso il profumo, intanto si raffredda.

Ricapitolando...

Quindi per anni fate entrare in un paese, senza cultura multirazziale, migliaia e migliaia di persone, in grande maggioranza senza né arte né parte.

Poi le lasciate circolare sul territorio senza un minimo di controllo, oppure le affidate a cooperative dell’assistenza che, in alcuni casi, lucrano profumatamente sulla pelle di poveri disperati, comunque lì “parcheggiati” senza far niente in attesa di un visto o di un permesso.

Oppure li lasciate cadere nelle mani della criminalità organizzata (prostituzione, spaccio, caporalato edile e agricolo) e, nei centri urbani più grandi, gli lasciate occupare immobili pubblici e privati abbandonati e senza un minimo di sicurezza per la loro e altrui incolumità.

Quindi fate generare un’ondata di razzismo con altri cittadini, già al margine della società e in un contesto di degrado.

Conclusione:

avete creato il problema, cercate tardivamente e blandamente di correre ai ripari con un rigurgito di legalità che è più ridicolo che fruttuoso ottenendo nient’altro che un aumento di razzismo e odio. 

Complimenti. Voi sì che siete quelli bravi.

++ Stop scuola infanzia a non vaccinati ++
Anche se si paga la multa non si può frequentare

(ANSA) - ROMA, 17 AGO - Niente nido o scuola dell'infanzia per chi non vaccina il figlio, anche se paga la sanzione pecuniaria. Lo ribadisce la circolare esplicativa del decreto vaccini pubblicata dal ministero della Salute.

“La sanzione estingue l'obbligo della vaccinazione - si legge - ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore,
dei servizi educativi dell'infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l'anno di accertamento dell'inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda
all'adempimento dell'obbligo vaccinale”.(ANSA).

—  Ansa.it
The Owl Sevice and the Wings/YNWA concept

These are all the similarities that I found searching on the net

What we can see is that the circle is an important topos in Wings and in The Owl Service. In TOS it is the hole of the Llech Rown (click the link to read the myth), and we could say it rappresents a weakness, because the point were the spear that killed Gonw passed throught the rock. All the different circolar Wings logos at the end of the short films rappresent a weakness too, the one mentioned in the solo songs of each member.

Buonanotte

IL PIÙ BEL REGALO DELLA VITA SONO I RITORNI INATTESI

Il più bel regalo della vita sono i ritorni, i ritorni inattesi: i frammenti di storie vissute che incrociano la tua vita molti anni dopo e ti riportano dove eri stato, dove non sarai più. Questo movimento circolare della vita è la danza più bella. C’è sempre qualcuno che ti accompagna anche se non lo vedi. “Nessuno può toglierti quello che hai ballato” dicono gli argentini

Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.
—  Pier Paolo Pasolini
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Gifs create da me, VIETATA LA RIPRODUZIONE SENZA IL MIO CONSENSO.

-Se le utilizzate sui vostri profili twitter, vi chiedo gentilmente di citare —> IL MIO PROFILO <— (xalessiax_).

Se vedrò circolare le mie gifs senza permesso vi segnalerò senza problemi. 

 Ps:se cliccate sul “il mio profilo” vi porterà direttamente al link per citarmi e seguirmi.

Grazie.

-Alessia. -Ikmsonolamiarovina

Un ragazzo come cui ogni tanto parlo su Instagram, che conosco di vista perché prendevamo lo stesso pullman per andare a scuola, mi ha invitata a sentirlo suonare in un locale che si trova in uno dei quartieri peggiori di Torino, dicendomi che i proprietari hanno i mastini in cucina liberi di circolare. A me non sembra una grande proposta.

“Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com’è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale.”

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975

Dell’organizzazione militare dei ristoranti di HK... che sono pieni!

Accennavo alcuni post fa di come i ristoranti a HK fossero pieni.

Questo penso dipenda da:

  • una vita stressante e rilassarsi al ristorante aiuta
  • un costo relativo al reddito relativamente basso
  • una discreta densità di persone
  • il fatto che i cantonesi abbiano una forte cultura del cibo

La “fila” non c’è solo in questo tipo di ristoranti, ma anche per gli snack, noodle shop, dessert, etc…

Sebbene l’offerta sia varia è comunque un mercato molto competitivo.

Ma veniamo al fulcro del post: l’organizzazione.

Questa tipologia di tavoli è una grossa tavola di legno circolare che spesso si vede spinta rotolare dai vari camerieri per le sale per allestire tavoli di varie dimensioni.

Le tavole vengono apparecchiate, sui bicchieri viene posata un’altra tavola, poi un’altra ancora. Qua siamo a 3 come potete contare dalle tovaglie.

Il necessario è ordinato in cassette di plastica, quelle che potete vedere nella prima foto a DX.

Probabilmente le cassette arrivano direttamente dalle lavapiatti.

Il personale di sala ha ruoli precisi, controllare i tavoli liberi, accompagnare i clienti ai tavoli, servire il te etc… anche se per efficienza i gradi “alti” si prestano anche alle mansioni più basse all’occorrenza.

Quest’anno non m’è capitato, ma in alcuni ristoranti, per alcune pietanze, alcuni piatti vengono serviti da carrellini che girano tra i tavoli.

Occasionalmente una parte della cucina prepara piatti on-demand “take away”, nel senso che ce li si porta la tavolo da soli.

Per ordinare, il più delle volte, ai tavoli ci sono foglietti da crocettare che poi vengono consegnati ai camerieri… ce n’è una scorta. Per altro è assolutamente comune ordinare a più riprese durante il pasto.

Specialmente per il dim sum che è una specie di “pasticceria mignon” di varie cose… salate… dai wanton al vapore a vari piattini di ogni cosa… inclusi si anche dolci.

Al momento di servire il piatto al tavolo, il cameriere timbra un foglietto in base al quale verrà calcolato il conto.

I piatti vengono spesso messi a centro tavola, per i tavoli grandi, comprensivo di un piano rotante e condivisi. Non c’è il concetto di primo, secondo, contorno…

In pasti con molti commensali la cosa richiede una certa logistica, causa affollarsi del tavolo di cibo e infatti i camerieri sono sempre attenti a liberare il tavolo o “concentrare” portate che stanno terminando su altri piatti in modo da far spazio (per chi si preoccupa del mischione… no, la cosa viene fatta con logica).

Oltre alla logistica c’è il galateo della rotazione del tavolo e anche quello del servire gli altri commensali del te. I più cortesi lo fanno non appena vedono dei bicchieri vuoti, i più ogni volta che riempiono il loro procedono a riempire quello dei vicini.

«[…] e ancora una volta rabbrividì constatando che il tempo non passava […] ma che continuava a girare in giro.»

Queste parole sono tratte da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez; in essa vi è espressa la concezione ciclica del tempo di cui tutto il romanzo è permeato.

Filosofi hanno espresso il proprio pensiero a riguardo (Vico, Nietzsche), ma non mi soffermerò su questo. Indugierò invece su quanto di vero e reale possiamo trovare nell'esistenza da una supposizione del pensiero umano.
E di tale concezione del tempo circolare ho trovato forse rispondenza (non uguale ed esatta; dopotutto la realtà raramente è come la immaginiamo o pensiamo che sia) nella stessa vita umana: forse che invecchiando non ritorniamo bambini? Che durante la vecchiaia, sapendo di più dall'esperienza di una vita, non ritorniamo all'essenzialità delle cose, le più importanti, come da bambini quando allora non sapendo ancora sapevamo di più? Che spesso ritroviamo la gaiezza dei bambini (che, secondo me, è stata sempre custodita dentro di noi)? Che alla fine della vita siamo fragili e indifesi come lo eravamo quando venimmo al mondo?

Marguerite Yourcenar in Archivi del Nord scriveva:

«Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. Il viso liscio di Michel bambino e quello inciso al bulino di Michel vecchio si somigliano, ciò che non sempre accade con i visi intermedi della giovinezza e della maturità. Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito.»

Math vocabulary in Italian

(inspired by @enthousiaste-extraordinaire‘s French math vocabulary)


(l’) operazione (f) - operation

(l’) addizione (f) - addition

aggiungere - to add

(la) sottrazione - subtraction

sottrarre - to subtract

(la) moltiplicazione - multiplication

moltiplicare - to multiply

(la) divisione - division

dividere - to divide

(la) cifra - figure, digit

  • arrotondare per difetto - to round down
  • arrotondare per eccesso - to round up

(il) numero - number

  • (il) numero positivo - positive number
  • (il) numero negativo - negative number

(il) calcolo - calculation

(il) risultato - result

  • (la) verifica dei risultati - verification of the results

(il) segno - sign

(il) prodotto - product

  • prodotto in croce - cross-multiplication

(la) somma - sum

(la) frazione - fraction

(la) semplificazione - reduction, simplification

(il) numeratore - numerator

(il) denominatore - denominator

(il) fattore - factor

(il) diagramma - diagram

(la) risposta esatta - the right answer

(la) calcolatrice - calculator

(l’) algebra (f) - algebra

(la) geometria - geometry

(le) forme - shapes

  • (il) cerchio - circle
  • (il) quadrato - square
  • (il) rettangolo - rectangle
  • (il) parallelogrammo* (or parallelogramma*) - parallelogram
  • (il) poligono - poligon
  • (il) rombo - diamond
  • (il) trapezio - trapezoid
  • (il) triangolo - triangle

(i) solidi - solids

  • (il) cono - cone
    • (il) cono circolare - circular cone
  • (il) cubo - cube
  • (la) piramide - pyramid
  • (il) parallelepipedo - parallelepiped

al quadrato/alla seconda - to the square

forma decimale - decimal form

(l’) esponente (m) - exponent

(l’) area (f) - area

(la) base - base

(il) diametro - diameter

(il) perimetro - perimeter

(il) raggio - radius

(il) volume - volume

(la) lunghezza - length

(l’) altezza (f) - height

(la) formula - formula

comparare - to compare

disuguaglianza - inequality

equazione - equation

risolvere - to solve

(la) soluzione - solution

(la) percentuale - percentage

(la) proporzionalità - proportionality

(il) grafico - graph

(le) coordinate - coordinates

(l’) ascissa (f) - abscissa

(l’) ordinata (f) - ordinate

(la) media - average

(il) teorema - theorem

(l’) ipotenusa (f) - hypotenuse

(l’) angolo (m) - angle

  • (l’) angolo acuto - acute angle
  • (l’) angolo ottuso - obtuse angle
  • (l’) angolo retto - right angle

(la) tangente - tangent

(il) punto - point

(la) distanza - distance

perpendicolarmente - perpendicularly

(la) bisettrice - bisector

(l’) asse di simmetria (m) - axis of symmetry

equidistante - equidistant

(le) facce laterali - side faces

(il) vertice - summit

(il) centro - center

(l’) espansione (f) - expansion

(la) riduzione - reduction

(la) figura - figure

(il) coefficiente - coefficient


*both forms are male

- sei -

un pensiero circolare
trasparente
come il movimento del cielo
il rumore del mare
il respiro degli alberi
come l'odore del sangue
il peso dell'anima
intenso, assoluto
tenace
come le cose che tornano
come le cose che restano
come la fame
come la sete,
Sei

Alcune volte penso ancora a te. E non credo sia così sbagliato, perché nonostante io sia mille passi in avanti rispetto a prima, i ricordi rimangono e rimarranno sempre nella mia testa, a ricordarmi ogni giorno chi sei stato e cosa hai provocato in me, se gioia, dolore, vita o semplicemente amore. E potrei descriverti in ogni modo ogni giorno della vita che hai e che vivi perché semplicemente so riconoscerti a memoria. Quella camminata che hai, il modo assurdo di parlare, ragionare, gli occhi sgranati e azzurri come il mare.
Vorrei poter fermare il circolare di ‘sti pensieri assurdi, strani, ancora inspiegabili, e vorrei potermi dire che sono felice adesso se penso che non amo più te, ma dov'è la felicità se la felicità eri te?
E non prenderla come tristezza, adesso, questo testo che non ha senso, perché non è un altro di quegli sfoghi in cui scriverò che non vivo più, non penso ad altro, non rido più perché il mio sorriso eri tu. Semplicemente ho voglia di scriverti. Di scrivere di te, e non a te. Perché il primo amore è il primo e non si scorda, non lo elimini, non lo bruci, va in fiamme e ti brucia dall'interno, rendendo vulnerabile ogni più piccola parte che ti verrà toccata, solo sfiorata, e berrai mille bicchieri d'acqua per nascondere il dolore, per alleviare il bruciore, e invece il fuoco continuerà ad arderti dentro e tu brucerai, brucerai, non respirerai.
E respiro ancora te.
—  Seccasetedite.
Si sa come funzionano gli autobus e i tram a Roma. Una volta Moravia prende la solita circolare e non so come si mette a litigare col tramviere. A un certo momento scende, e il tramviere gli grida dietro “Ignorante!”. Be’, si è visto Moravia correre dietro al tram, agitando l'ombrello, fino alla fermata successiva, e quando le porte si sono riaperte lo si è sentito gridare, tutto trafelato: “Ignorante sarà lei!”.
—  Fernanda Pivano, Alberto Moravia (da Medaglioni)