circolar

Buonanotte

IL PIÙ BEL REGALO DELLA VITA SONO I RITORNI INATTESI

Il più bel regalo della vita sono i ritorni, i ritorni inattesi: i frammenti di storie vissute che incrociano la tua vita molti anni dopo e ti riportano dove eri stato, dove non sarai più. Questo movimento circolare della vita è la danza più bella. C’è sempre qualcuno che ti accompagna anche se non lo vedi. “Nessuno può toglierti quello che hai ballato” dicono gli argentini

The Owl Sevice and the Wings/YNWA concept

These are all the similarities that I found searching on the net

What we can see is that the circle is an important topos in Wings and in The Owl Service. In TOS it is the hole of the Llech Rown (click the link to read the myth), and we could say it rappresents a weakness, because the point were the spear that killed Gonw passed throught the rock. All the different circolar Wings logos at the end of the short films rappresent a weakness too, the one mentioned in the solo songs of each member.

youtube

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YURI ON ICE 「 ユーリオンアイス 」| I DO

Be sure to watch with Subtitles!

Lyrics:
nell'illusione ho creduto alla mia forza inesorabile
e inevitabilmente sono diventata debole
ora sento gli eventi si transformano e so già
di emozioni che aprono ricordi lontaninell'anima ritrovo la speranza che nel corpo stanco ormai
ha smesso di vibrare come un fuoco spento dal mio pianto
tra le mani un filo d'acqua porterò con me e
nel deserto un filo d'erba sopravviveràI do, I do emergere dal fondo per lottare e poi
salire in alto più che mai
I do, I do guardare nel futuro e sorridere
senza temere nulla piùin un instante nuove aspirazioni anche se davanti a me
si apre uno scenario di conquiste e smarrimenti
nel silenzio, riflessi de epoche lasciate via
respirando ne avverto il moto circolare e poi…il tempo si è fermato per tracciare nuovi confini, ed io
mi spingerò lontano raccogliendo le mie forze nel vento
tra le mani riflessi di epoche lasciate via
camminando ritrovo le tracce indelebiliI do, I do gridare contro gli occhi spenti e gelidi
per essere sempre di più
I do, I do oltrepassare mondi inespugnabili
senza temere nulla più…
I do, I do emeregere dal fondo per lottare e poi
salire in alto più che mai
I do, I do guardare nel futuro e sorridere
con una nuova identità
fino a quando il sole sorgerà…
I do…
I do…

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Grazie.

-Alessia. -Ikmsonolamiarovina

Che storie

Conversazione con Madre al telefono:

- Ma cos'è quell'iconcina circolare (le storie) che è apparsa su WhatsApp?
- Non la toccare, che poi se la pigi ti muore il telefono!
- Ussignur, ok!

Bisogna pur mettere un limite ai genitori.

anonymous asked:

Cosa vorresti chiedere ai parlamentari europei in questo momento ?

Mi costringi ad essere banale e anche un po’ ingenuo, Anon.
Vorrei che non parlassero di soldi e iniziassero a parlare di persone, di famiglie, di comunità, di strutture sociali che possano produrre benessere, e di un'interscambio tra i popoli in cui la parte economica non è il principale problema, ma consequenziale ad altro. inoltre gli chiederei di fare in modo che le Banche siano al servizio di tutti e non soltanto a far circolare il denaro tra i pochi che già lo possiedono.
Gli chiederei di fare il loro dovere che non è il loro lavoro, ma la rappresentanza di tutti i lavoratori, i disoccupati e i nullatenenti che li hanno votati e hanno affidato a loro le sorti dei paesi, i quali intendono unirsi in funzione del benessere comunitario.
Mi ascolterebbero?

a volte sento così forte le cose che provo che avverto sulle punta delle dita il sangue circolare fortissimo. mi si fanno le mani bollenti insieme a tutto il resto, tanto da farmi venire voglia di strapparmi via tutto per liberare quello che è immenso e che non trova spazio dentro

La torta Paris-Brest.

Va fatta con la pasta dei bignè, la pâte à choux, e con la crème mousseline, che è una crema pasticcera con vaniglia e molto burro. I filetti di mandorla sono obbligatori, le fragole e la panna invece sono una divagazione, che comunque ci sta decisamente bene.

Obbligatoria è anche la forma a ciambella perché allude sia alla ruota di bicicletta che al percorso circolare di una corsa ciclistica molto nota, la Parigi-Brest-Parigi, in onore della quale la torta venne inventata nel 1910.

Le sue calorie permettono di raggiungere la fusione nucleare.

Alcune volte penso ancora a te. E non credo sia così sbagliato, perché nonostante io sia mille passi in avanti rispetto a prima, i ricordi rimangono e rimarranno sempre nella mia testa, a ricordarmi ogni giorno chi sei stato e cosa hai provocato in me, se gioia, dolore, vita o semplicemente amore. E potrei descriverti in ogni modo ogni giorno della vita che hai e che vivi perché semplicemente so riconoscerti a memoria. Quella camminata che hai, il modo assurdo di parlare, ragionare, gli occhi sgranati e azzurri come il mare.
Vorrei poter fermare il circolare di ‘sti pensieri assurdi, strani, ancora inspiegabili, e vorrei potermi dire che sono felice adesso se penso che non amo più te, ma dov'è la felicità se la felicità eri te?
E non prenderla come tristezza, adesso, questo testo che non ha senso, perché non è un altro di quegli sfoghi in cui scriverò che non vivo più, non penso ad altro, non rido più perché il mio sorriso eri tu. Semplicemente ho voglia di scriverti. Di scrivere di te, e non a te. Perché il primo amore è il primo e non si scorda, non lo elimini, non lo bruci, va in fiamme e ti brucia dall'interno, rendendo vulnerabile ogni più piccola parte che ti verrà toccata, solo sfiorata, e berrai mille bicchieri d'acqua per nascondere il dolore, per alleviare il bruciore, e invece il fuoco continuerà ad arderti dentro e tu brucerai, brucerai, non respirerai.
E respiro ancora te.
—  Seccasetedite.

L'Italia è un paese pronto a piegarsi ai peggiori governi.
È un paese dove tutto funziona male, come si sa.
È un paese dove regna il disordine, il cinismo, l'incompetenza, la confusione.
E tuttavia, per le strade, si sente circolare l'intelligenza, come un vivido sangue.
È un'intelligenza che, evidentemente, non serve a nulla.
Essa non è spesa a beneficio di alcuna istituzione che possa migliorare di un poco la condizione umana.
Tuttavia scalda il cuore e lo consola, se pure si tratta d'un ingannevole, e forse insensato, conforto.

- Natalia Ginzburg
Le piccole virtù

14 luglio 1916

A Roma salutavo gli amici. Dove vai? Vado in Perù. Ma che sei matto?
Me ne andavo da quella Roma puttanona, borghese, fascistoide, da quella Roma del “volemose bene e annamo avanti”, da quella Roma delle pizzerie, delle latterie, dei “Sali e Tabacchi”, degli “Erbaggi e Frutta”, quella Roma dei castagnacci, dei maritozzi con la panna, senza panna, dei mostaccioli e caramelle, dei supplì, dei lupini, delle mosciarelle…
Me ne andavo da quella Roma dei pizzicaroli, dei portieri, dei casini, delle approssimazioni, degli imbrogli, degli appuntamenti ai quali non si arriva mai puntuali, dei pagamenti che non vengono effettuati, quella Roma degli uffici postali e dell’anagrafe, quella Roma dei funzionari dei ministeri, degli impiegati, dei bancari, quella Roma dove le domande erano sempre già chiuse, dove ci voleva una raccomandazione…
Me ne andavo da quella Roma dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle, degli ex-voto, della Circolare Destra, della Circolare Sinistra, del Vaticano, delle mille chiese, delle cattedrali fuori le mura, dentro le mura, quella Roma delle suore, dei frati, dei preti, dei gatti…
Me ne andavo da quella Roma degli attici con la vista, la Roma di piazza Bologna, dei Parioli, di via Veneto, di via Gregoriana, quella dannunziana, quella barocca, quella eterna, quella imperiale, quella vecchia, quella stravecchia, quella turistica, quella di giorno, quella di notte, quella dell’orchestrina a piazza Esedra, la Roma fascista di Piacentini…
Me ne andavo da quella Roma che ci invidiano tutti, la Romacaput mundi, del Colosseo, dei Fori Imperiali, di Piazza Venezia, dell’Altare della Patria, dell’Università di Roma, quella Roma sempre con il sole – estate e inverno – quella Roma che è meglio di Milano…
Me ne andavo da quella Roma dove la gente pisciava per le strade, quella Roma fetente, impiegatizia, dei mezzi litri, della coda alla vaccinara, quella Roma dei ricchi bottegai: quella Roma dei Gucci, dei Ianetti, dei Ventrella, dei Bulgari, dei Schostal, delle Sorelle Adamoli, di Carmignani, di Avenia, quella Roma dove non c’è lavoro, dove non c’è una lira, quella Roma del “core de Roma”…
Me ne andavo da quella Roma del Monte di Pietà, della Banca Commerciale Italiana, di Campo de’ Fiori, di piazza Navona, di piazza Farnese, quella Roma dei “che c’hai una sigaretta?”, “imprestami cento lire”, quella Roma del Coni, del Concorso Ippico, quella Roma del Foro che portava e porta ancora il nome di Mussolini, Me ne andavo da quella Roma dimmerda! Mamma Roma: Addio!

…e poi ce so’ tornato!

—  Remo Remotti, Mamma Roma Addio

foto a colori sul blog http://trettioett.tumblr.com/

per chi preferisce vedere la foto a colori.

Ho deciso che ogni tanto mettero’ i nomi dei blog dove trovo alcune foto (che modifico).Sono sicura che qualcun altra l avra’ messa prima di me.Che se la ritirera’ fuori.E che la rifara’ circolare perche’ questo è il suo comportamento.

Per me puoi anche tappezzarti il bagno se la cosa ti eccita tanto :))

Volevo imparare a non soffrire per la sua assenza; lasciavo vagare nella mia testa i pensieri di cuore come leggere condensazioni di umori, li spingevo e li soffiavo dentro di me, li lasciavo girare e circolare, permettevo loro di espandersi ed estinguersi. Non offrivo resistenze, non li volevo trattenere, non mi volevo arrestare in loro. Stavo cercando di non soffrire. Solo così potevo evitare una tempesta.
—  Pier Vittorio Tondelli, Pao Pao
Si sa come funzionano gli autobus e i tram a Roma. Una volta Moravia prende la solita circolare e non so come si mette a litigare col tramviere. A un certo momento scende, e il tramviere gli grida dietro “Ignorante!”. Be’, si è visto Moravia correre dietro al tram, agitando l'ombrello, fino alla fermata successiva, e quando le porte si sono riaperte lo si è sentito gridare, tutto trafelato: “Ignorante sarà lei!”.
—  Fernanda Pivano, Alberto Moravia (da Medaglioni)

Diceva Fernando Pessoa: “porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato”.
Quello che più logora, a conti fatti, è il non aver mosso un dito, per cambiare le circostanze, per mutare gli eventi, per trasformare le situazioni, per evolvere, rinascere, riscoprirsi; quello che più ci danneggia, a conti fatti, è il restare sempre nello stesso punto, il crogiolarci in una viziosa commiserazione di sè, in una circolare svalutazione del nostro mancato coraggio e nel riempirci dei tanti “se” e dei tanti “forse”, che, alla resa dei conti, non significano proprio nulla.
E allora diceva bene Fernando Pessoa: “porto addosso le ferite di tutte le battaglie che ho evitato”.
Perché, a conti fatti, quello che ci distrugge è la nostra stessa distruzione e il nostro guardare gli altri vivere, andare avanti, credendo di non essere all’altezza, credendo di non farcela, quando l’unico modo per non sentire tutte le ferite che portiamo addosso, è quello di guardare in faccia la battaglia che abbiamo davanti e provare ad affrontarla, per cambiare le circostanze, mutare gli eventi, trasformare le situazioni, evolvere, rinascere, riscoprirci e tornare a vivere.
Con le ferite addosso delle battaglie che abbiamo affrontato, quindi con le ferite che possiamo risanare, per andare ancora avanti e vivere, senza più guardare gli altri correre più veloci di noi.