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PETER EISENMAN : WHITHER ARCHITECTURE? LA RELAZIONE TRA TEMPO E SPAZIO COME FONTE DI ISPIRAZIONE PROGETTUALE. RACCONTO DI UNA CONFERENZA

GIOVEDÌ 9 GENNAIO PETER EISENMAN HA TENUTO UNA CONFERENZA ALLO IAAC ( INSTITUE FOR ADVANCED ARCHITECTURE OF CATALONIA) DI BARCELLONA.

L’argomento della conferenza è racchiuso nel titolo: la parola “whither” in inglese significa letteralmente “in che luogo”, dove sta andando quindi l’architettura? La pronuncia però, ha lo stesso suono di un’altra parola inglese: “wither”, che significa morire, appassire. Su questo gioco di parole si basa la conferenza: una solo parola può racchiudere due significati diversi, talvolta opposti.

Eisenman è partito dal 18° secolo per avvalorare la sua tesi secondo la quale non ci sia più bisogno di far corrispondere significato e significante, segno e oggetto.

Prima che l’architettura prendesse coscienza di essere solo un oggetto (mentre i fruitori, ovvero i futuri abitanti sono il soggetto), gli architetti si potevano suddividere in due poli, con due differenti modi di progettare: il primo, che basava il disegno sul Genius Loci, lo spirito del luogo; il secondo, che si basava sul Genius Seculi, ovvero lo Zeitgeist, il tempo come fonte di ispirazione.

Il primo a rompere con questa tradizione è secondo Eisenman Piranesi, la cui raccolta  “Campo Marzio” è l’emblema dell’idea che tempo e luogo siano relazionati e inscindibili. In quest’opera infatti Piranesi compie varie azioni: colloca edifici esistenti nel 1762 (data delle incisioni) assieme ad edifici immaginari e ad edifici esistenti nell’Antica Roma. Sovverte il tempo, sposta le architetture dal loro sito originario e le cambia di scala.

In epoca moderna invece, il discorso continua con l’affermazione che l’edificio non debba necessariamente essere site-specific: si prenda per esempio l’opera di Le Corbusier, e l’utilizzo di criteri formali come i pilotis, che staccano l’architettura dal sito.

Opposto invece è il percorso della scultura, che a partire dagli anni ’50 si stanca di girare da museo a museo, e decide di diventare site-specific: esempio è la Spiral Jetty. Altri nomi citati sono Robert Venturi e Aldo Rossi.

Nell’ultima parte della conferenza, l’architetto si è soffermato a spiegare il suo progetto per la Città della Cultura della Galizia, a Santiago de Compostela.

L’equipe del suo studio ha deciso di rendere visibile nel progetto lo scorrimento del tempo; per questo, sceglie di ricercare nel paesaggio le tracce della storia antica, moderna e contemporanea di Santiago. Il progetto pretende quindi di combinare 4 tempi: il tempo medievale, quello naturale, il tempo cartesiano e quello digitale.

Questo concept prende forma nelle griglie di linee che si intersecano, tagliano l’edificio in 6 corpi e creano nuovi sentieri nelle coperture del progetto, riproducendo gli antichi sentieri del cammino, le curve topografiche, le linee cartesiane, etc.  

(fg)

A Cidade da Cultura de Galicia, acolle estes días unha ampla actividade cultural. O proxecto do arquitecto Peter Eisenman, é un expoñente en Santiago de Compostela da Cultura para propios e foráneos.