ciao ragazzo

Chi ti ama, sceglierebbe di sedersi su di te di fronte a mille sedie libere.
—  diariodiunragazzofratanti

Esperimento

Sono etero e single dunque cerco una girl

Possibilmente che ascolti buona musica rock🤘🏿, che sia nerd, preferibilmente del sud e meglio ancora sicilia, altrimenti pazienza basta che sia italiana; inoltre dotata di buona intelligenza e fantasia, lontana da alcool e fumo, non troppo truccata nè dai facili costumi

Età dai 17 ai 23 (io ne ho 20)

C'è nessuna così qui su tumblr disponibile? Anche per un colloquio amichevole

La stazione

E’ un luogo d’eccezione

la cara vecchia stazione.

Ragazzo e ragazza s’abbracciano forte

prima di andar contro alla morte

che sa di mancanza 

e amplifica la distanza. 


Nell’atmosfera parole sussurrate,

da baci spezzate.

Ma ecco, il treno è arrivato

e il loro tempo si è fermato.

La ragazza viaggia lontano,

il ragazzo fa ciao con la mano.


A te, destino, si lascia 

la storia di due cuori separati

dalla forza dell’amore intrecciati.

Attenzione, post enorme. Ignorare per vivere più serenamente.



Perché ho fatto la scelta di non tornare in Italia quando ne ho avuto la possibilità?

I motivi sono tanti e talmente opprimenti che ho superato anche il disgusto per il cibo olandese.

All’estero valutano le mie capacità, si interessano al mio percorso e alle mie competenze. Se voglio, ho l’opportunità di provare e dimostrare che sono adatto. Studiare non è una perdita di tempo, è una preziosa opportunità. E il lavoro qualificato, si paga, e bene, è gratificato e sei spronato a fare meglio.


In Italia la conoscenza (accademica) si misura in quanti professori conosci, il resto conta niente (anzi, 7/20 per la precisione). Se hai deciso di studiare ulteriormente, ti dicono che hai perso tempo, che piuttosto dovevi andare a lavorare. In Italia apri i giornali e leggi di imprenditori che si lamentano perché i giovani non hanno voglia di lavorare e non riescono a trovare dipendenti. Bè no, ho speso circa €20.000 di Università nella mia vita (pubblica, tra l’altro), per una laurea e un master, ho faticato per avere delle pubblicazioni e quindi se permetti, non vengo a fare il cameriere per €400 al mese - “la ritenuta d’acconto però te la paghi tu eh”.


Peccato che in Italia quell’andare a lavorare prima vuol dire - come alcuni recenti esternazioni ci hanno confermato - andare a fare le fotocopie e i caffè. E, per la cronaca, se volevo fare fotocopie e caffè, potevo farlo da subito, avrei speso di meno in tasse universitarie, libri e case, imparato un mestiere decentemente e non mi sarei sentito frustrato. O quanto meno, mi avrebbero pagato per farlo, non “dato l’opportunità di imparare”. All’estero, se insisti e ti proponi volontario, non puoi “lavorare gratis”. Se collaboro per 2 ore la settimana con l’università, ho un contratto, una busta paga e pago le tasse.


Perché all’estero è davvero bello pagare le tasse. Perché riconoscono che le spese di studi superiori sono sacrosante e quindi i soldi te li ridanno indietro se inizi a lavorare, anche se sei straniero. Perché tutti le pagano, lo stato incassa e spende i soldi per migliorarti la vita. Davvero, è una bella sensazione.


Al contrario, in Italia sei sommerso dalla stessa quantità di tasse - a meno che non puoi permetterti di evaderle e barattare poi un accordo con Agenzia delle Entrate - e ogni giorno ti chiedi per cosa le hai pagate a fare, perché stai pagando un biglietto dell’autobus che non passa, di un treno che (a meno di essere fortunato e vivere lungo una tratta AV) andrebbe denunciato per crimini contro l’umanità. Perché sono assolutamente fortunato a essere cresciuto in una famiglia media, in cui non mi è mancato mai nulla e non posso permettermi di immaginare come si vive in questo paese in povertà.


E alla fine si finisce sempre alla classica guerra tra poveri. Poveri italiani che si rivoltano contro poveri di ogni altro paese che sono costretti a vivere da poveri e fatti scendere dagli autobus, anche se il biglietto (loro) l’hanno pagato. Italia dove essere fascisti non è più un problema e allora oltre essere fascisti razzisti e coglioni va di moda anche essere profondamente imbecilli. All’estero la parola “integrazione” ha un significato vero, e non si riferisce al dire ciao al ragazzo di colore fuori al supermercato ma al sindaco di Londra, musulmano o a quello di Rotterdam, marocchino. Con chi si professa neofascista e dai valori anticostituzionali non si fanno dibattiti, non ci si improvvisa teorici del pensiero libero perché anche questo fa click.


Ritengo di aver avuto più possibilità di molti altri in Italia: ho fatto la gavetta, ho lavorato mentre ho studiato, ho avuto la fortuna di avere vicino persone fantastiche con cui ho fatto esperienze incredibili a 20 anni. Ho deciso di andare via perché mi sono rotto di dover lottare per un paese migliore contro la maggioranza che evidentemente non lo vuole, dovendo sentirmi degradato e umiliato sul lavoro. E sono ancora più incazzato perché non siamo il terzo mondo. Abbiamo un potenziale incredibile, abbiamo cultura e abbiamo teste; ci fa schifo essere bravi, far funzionare le cose, un masochismo insensato che non è giustificato da alcuna precondizione storica o geografica che ci ha impedito di evolverci. Siamo semplicemente coglioni. Ed io, andando via, mi sento un po’ meno coglione ma più incazzato. Incazzato anche per le narrative delle “persone che ce l’hanno fatta”: 1 su 1000 (milioni in realtà) ce la fa, ma gli altri 999 sono nella merda; e forse quell’uno aveva anche il culo coperto e gli agganci giusti.


Mi sento fortunato perché ci saranno molte persone offese da questo post, persone che sono soddisfatte e orgogliose di aver fatto qualcosa in Italia. Fortunato perché sono tra i miei contatti, perché Facebook ha capito che voglio relazionarmi solo con persone intelligenti allo stesso mio livello (spesso in realtà molto più intelligenti di me, ma questo lo sanno).


E prima che si scatenino i blastatori del web che hanno sviluppato incredibili mani da 7 dita ciascune in modo da indicare e puntare ancora meglio, qualche disclaimer:

- Tutto quello che è ho scritto è basato su esperienze vere, personali. No fake news, nada.

- Possono esserci passaggi populisti, perdonate, sono solo amareggiato

- Non sono un rinunciatario: ci ho provato, ho avuto delle occasioni, ho fatto una scelta.

- Non sono completamente egoista: per anni mi sono impegnato per cambiare le cose, ho fallito.

- Potrei non volervi rispondere ai commenti perché semplicemente non mi va, fatevene una ragione

Tommaso Tani

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10155738002614376&id=590199375

oggi al ritorno dalla palestra son successe tre cose:

 - l’autobus s’è fermato mezz’ora per mancanza di CORRENTE ELETTRICA (ma com’è possibile una roba del genere?! boh), peccato che tutti, una volta capita la situazione, se ne fossero andati; tutti tranne me, che sono rimasto lì altri venti minuti per nessun motivo diverso dalla mia scemenza suprema;

- un ragazzo, su un altro autobus, provava in maniera molto evidente ad appoggiarlo a una ragazza molto evidentemente minorenne (non che se fosse stata maggiorenne sarebbe stato meglio, però dio buono…). che poi nemmeno ci riusciva, lo sfigato, eh. ero davanti a loro due e ho trattenuto a stento la nausea. la guardava con uno sguardo disgustoso. per provare a fare qualcosa ho messo un braccio tra lei e lui per provare a dividerli e lui m’ha guardato tipo “eddai bro cheppalle!!” e io l’ho guardato tipo “eh bro mi spiace ma le molestie nei bus alle minorenni non stanno nel libro delle cose ok in una società civile i’m sorry”. siamo usciti tutti e tre assieme, ce ne siamo andati in direzioni diverse. ciao ragazzo, insegna agli angeli ad essere un pessimo esempio per tutti i maschi del pianeta terra;

- tornando in bici dalla spesa all’esselunga è partita in riproduzione casuale first day of my life di bright eyes. quella stronzissima canzone cheesy m’ha colto di sorpresa e boom mi si sono inumiditi gli occhi e stavo per stamparmi su un palo.

una giornata piena d’emozioni