chiudendo

Ho lasciato un po di spazio per te
ho pensato se magari ti va di ripassare
c'è del posto libero;
anche se
tu non avresti fatto lo stesso.
Avrei dovuto raccogliere coraggio
chiudendo ogni porta
lasciando fuori te e le tue scuse
e forse stavolta bisogna dirlo,
te lo meriti
fanculo.

Ti lascerò un po’ più distante
anche se.

-Cristiana De Sciscio

Saranno le due di notte, e chissà se mi starai pensando in questo momento. Chissà se mi pensi come sto facendo io, ora che stai un bel po’ di chilometri lontana da me. Chissà se mi cerchi durante la notte proprio come io cerco te ogni volta, in quel momento durante il quale ci si immerge nelle proprie mancanze. Chissà se chiudendo gli occhi immagineresti mai il mio viso. Chissà se guardando la luna immagineresti mai che in questo momento la stia osservando anche io, pensando a te. Chissà se mi hai mai sognato, arricchendo di me anche le tue notti. Chissà se hai mai pensato a noi due insieme e se pensi che potrebbe nascere quella storia che non ci ha ancora toccati.
Chissà se rimani in bilico sullo scrivermi uno di quei messaggi nel bel mezzo della notte. Chissà se anche tu immagini film mentali su baci che non sono mai esistiti. E chissà se almeno tu riesci ad addormentarti felice, nel migliore dei modi. Chissà se nel profondo dei tuoi occhi si legge ogni volta che mi hai cercato ma non ero accanto a te. E chissà se anche tu qualche volta hai pensato di dimenticarmi e non ci sei riuscita, come succede a me durante ogni fottuta giornata. Chissà se anche tu hai creduto che per me valesse la pena.
E chissà se la tua graziosa pelle rabbrividisce ancora all’udire il mio nome.
Chissà se mi ami, perché io ti amo da impazzire.
—  parliamo-tuparlieioamo.
Ciao nonna.
Ieri era il tuo compleanno. Spero ti siano piaciuti i fiori che ti ha portato mamma.
Esattamente un anno stavi festeggiando con noi nipotine un pò cresciute. Esattamente un anno fa ti stavamo cantando la canzoncina di buon compleanno. Un anno fa ti ho abbracciato. Ti ho stretto quelle mani e ti ho sfiorato quella pelle ormai piena di rughe.
E adesso non ci sei più. Anche lassù si festeggiano i compleanni? E dimmi cara nonna, le prepari ancora quelle torte così buone?
Mi mancano tantissimo.
Ma soprattutto credo che manchi tu.
Non avrei mai pensato che un giorno te ne saresti andata, nonna.
La tua casa ora è vuota.
Ogni volta che apro quella porta, spero con tutta me stessa di vederti là seduta sul divano a cucire, o a leggere il giornale.
Ma non ci sei, e non me ne sono ancora abituata.
Penso sia solo un brutto sogno, ma anche chiudendo e riaprendo gli occhi la realtà non cambia.
E la realtà è che mi mamchi tantissimo, nonna.
Mi manca venirti a trovare.
Mi manca preparti i biglietti di Buona Pasqua o Buon Natale.
Mi manca vederti sorridere.
Mi mancano le tue sgridate.
Mi manca stringerti quelle mani così fredde, ma così forti che mi facevani sentire al sicuro.
E scusa se non ti ho mai abbracciato, e se non ti ho mai detto che ti voglio tanto bene, e che sei la nonna più bella del mondo..
Forse mi vergognavo, ma adesso arrivano i rimorsi.. Perchè non posso più farlo, ormai è troppo tardi e indietro non si torna. Non so se l'hai capito nonna: sei unica al mondo.
Sarò sempre la tua piccola nipotina.
Ciao nonna, un saluto da tutti.
‘Glielo scrivo o non glielo scrivo?’
Questo è il dubbio che mi assale ogni volta che devo scrivere un messaggio importante. Ma di quelli seriamente importanti. Non tipo: “il cibo è nel frigo” o “stasera mi dai uno strappo in macchina?”.
Parlo dei messaggi davvero importanti come “mi manchi”, “ti amo” o “mi fai stare bene”. Quelli che mentre li scrivi senti il cuore in fibrillazione e le mani che tremano.
A me succede sempre così. Non sono brava ad esprimere i miei sentimenti, e quando devo farlo il mio corpo va in cortocircuito.
E quindi parte la vocina in testa che mi dice: 'va beh. Lasciamo perdere. Tanto ci fai solo la figura della stupida.’
Anche adesso, con la vocina nella testa e lo schermo illuminato cancello tutto il testo invece di premere sul tasto 'invio’.
Poso il telefono ai piedi del letto, spengo la luce e mi sdraio chiudendo gli occhi. Cerco di dormire e allontanare i brutti pensieri.
Un senso di vuoto al petto. Una vaga domanda nella testa 'che cosa mi risponderebbe se gli scrivessi?’
Resto immobile per qualche minuto.
Poi il desiderio di buttarmi prende il sopravvento. A tastoni cerco il telefono per terra, lo afferro, lo schermo s'illumina.
Entro sulla chat e velocemente compongo il messaggio. “Vorrei un sacco abbracciarti in questo momento”.
Rileggo giusto per essere sicura che il correttore non mi faccia sembrare una dislessica. Invio. Scrivi un altro messaggio per spezzare l'imbarazzo, ma tanto il messaggio importante l'ho già inviato.
Spengo il telefono e torno a dormire.
Il telefono s'illumina.
Con mezzo occhio aperto, più per la paura che il sonno, leggo la risposta.
Sorrido.
«E ho pensato che andava bene comunque, che era solo un’altra notte, che avrei superato tutto persino l’essenza e invece ho sbagliato perchè certe cose non le superi, non riesci neanche a liberarti di loro perchè restano lì, aggrappate e ti fanno compagnia anche quando ormai i tuoi occhi sono chiusi e hai sperato con tutta te stessa che finalmente, chiudendo gli occhi, avresti messo a tacere i pensieri e invece sono i pensieri che mettono a tacere te. E allora accetti questa cosa e speri di addormentarti il prima possibile, stringi le palpebre come quando da piccola avevi paura di qualcosa e allora pensavi che bastasse chiudere gli occhi e adesso sei grande e adesso capisci che le cose arrivano da dentro, che i cuori si rompono, che le cicatrici non se ne vanno, che le assenze sono anche più forti delle presenze e che non importa perchè alla fine passa, passa tutto, anche quando sembra non esserci via d’uscita. E io aspetto la luce, in fondo a quel tunnel ma non posso restare ferma, devo correre per riprendermi questa vita, devo avere la forza di combattere, devo avere la forza di farcela. E sai, il tuo cuore verrà spezzato altre volte e altre volte ti ritroverai a fare a pugni con i tuoi mostri, con i tuoi silenzi e ti ritroverai seduta su un pavimento freddo e penserai di essere sola, di non aver nessuno e batterai i pugni, farai i capricci e ti renderai conto che tutte quelle persone che dicevano “io non ti lascio” alla fine ti hanno lasciata, o semplicemente in quel momento saranno impegnate a bere una birra, saranno con gli amici a far serata o semplicemente avranno i cazzi loro per la testa e allora tu a quel punto diventerai un enorme peso, uno di quelli grandi e non devi dispiacerti di questa cosa perchè succede. Perchè è così che va, è una di quelle prove che la vita ti mette davanti per farti capire se sei forte abbastanza per sopravvivere e allora tu sorridi alla vita, sfoggia uno dei tuoi sorrisi migliori e falle vedere che si, sei capace di camminare senza ricevere per forza l’aiuto di qualcuno che in quel momento ha scelto altro. Fai in modo di arrivare in alto con le tue mani e con le tue forze perchè il giorno che splenderai, saprai che è solo merito tuo. E non avere paura di vivere, non avere paura di assaggiare la felicità, non avere paura di urlare, di sbattere i piedi, di piangere, di gioire, di fare pazzie, di cantare a squarciagola, di ballare in mezzo alla strada, di fare l’idiota, non aver paura di sentirti viva perchè un giorno potresti pentirti di non aver vissuto abbastanza forte e di non aver vissuto questa vita a pieno. Non arrivare mai a dire “avrei potuto” perchè le cose bisogna farle, bisogna rischiare, sempre. Non aver paura di dire alla persona che ti piace, che ti piace, che ha due occhi meravigliosi e che forse quando si arrabbia è un po’ buffa, non aver paura di piangere davanti alla sua bellezza, non aver paura di non essere abbastanza, non aver paura di fare pazzie. Tu corri, devi correre, devi mangiartela la sabbia, devi sentire il vento in faccia, l’amore nel cuore e la vita nelle vene. Devi essere pronto a correre in ogni situazione e non avere paura perchè la vita è questa, la vita è tua e tu devi assolutamente viverla al meglio e non smettere mai di aver cura di te, abbi sempre cura di te, dei tuoi sorrisi, delle tue felicità, della tua persona, delle volte in cui qualcosa andrà storto, abbi sempre cura di vivere, di alzarti, di sorridere, di splendere! E svegliati con il sorriso di chi può affrontare tutto, svegliati con la consapevolezza che puoi arrivare ovunque e che niente è impossibile e non perdere tempo a dire “ma si, forse”, il forse non esiste! Giocatele tutte queste possibilità e chissene frega se si cade, è inevitabile ma non fermarti, alzati e corri più veloce. E te lo dico io, che ho perso troppo tempo. Ti dico di fare tutto quello che ti passa per la testa, ti dico di perderla la testa, ti dico di battere i pugni, di saltare, di vivere, di essere maledettamente felice perchè la felicità è tutto, perchè non c’è cosa più bella che ridere a crepapelle, non c’è cosa più bella che splendere ad ogni ora del giorno e della notte e va bene, andrà bene anche se ci sarà qualche delusione, anche se porterai qualche cicatrice, anche se qualcuno purtroppo si prenderà gioco di te, andrà fottutamente bene perchè è così che deve andare, perchè è questa la vita! Perchè non sarà mai rose e fiori, perchè cadrai, perchè metterai il cuore in mani sconosciute ma non pentirtene mai, non pentirti di aver osato. Sceglila la felicità, scegli di alzarti la mattina con quell’adrenalina che solo una persona pronta a vivere ha. Scegli di splendere, di stare bene, di riempire di felicità ogni cosa. Scegli di vivere perchè la vita è un dono meraviglioso e solo uno sciocco sceglierebbe di restare fermo, immobile. Solo uno sciocco sceglierebbe di non vivere. »
E a un certo punto ti arrendi.
La stanchezza dentro
e fuori,
negli occhi
e nelle vene.
Il vuoto dentro
e fuori.
Dove sei più?
Con chi sei più?
Che fai?
Chi guardi ormai?
Non ci penso
neanche più, eri solo una stupida abitudine.
Una bella abitudine.
Non lo so più.
Domande che neanche mi faccio più.
A volte mi chiedo
come sia possibile
che non sei più lì,
sì proprio lì,
nella mia mente
a torturarmi,
che chiudendo gli occhi
non mi compaiono più i tuoi,
che il cuore
mantiene il battito
normale al
tuo pensiero.
Forse ho scelto me.
Forse stavolta
ho messo da parte te.
Forse.
Dove sei più?
Con chi sei più?
Che fai?
Chi guardi ormai?
Non mi interessa più.
Eppure me lo chiedo
a volte.
A volte.
Forse stavolta ho messo da parte te,
il problema è che
ti ho messo nella parte importante della mia vita.
Quella in cui
ci sono stata
anche io.
Quella
in cui
mi guardavi da lontano
e sorridevi.
E sorridevo.
Quella che fa
male.
Quella importante.
E ora dove sei?
Con chi sei?
Che fai?
Chi guardi ormai?
Sei ancora importante.
—  questovuotochemihailasciato
Corri,
dov'è che vuoi andare?
i remi, il timone e questo pezzo di Mare.
E mi dici che hai paura,
ma solo chiudendo gli occhi
si impara a nuotare.
—  Alessio Dandi

Stamattina, alla quarta ora, ho chiesto alla professoressa di andare in bagno.
Sono uscito dalla mia classe chiudendo la porta, e sono entrato in un'aula vuota. Probabilmente i ragazzi non erano entrati.
Sono stato seduto lì, da solo, con la porta chiusa a fissare il vuoto per almeno un quarto d'ora.
Ero proprio… Estraniato dal mondo. Ero rinchiuso nei miei pensieri, la realtà per me era secondaria.
Questo è il massimo che posso spingermi a dire, perché ormai non riesco più a parlare di cose mie personali (del tipo “sto male”, “sono triste”), neanche su Tumblr.
Ho voluto condividere questo con voi perché boh… non mi era mai successo di isolarmi così dal mondo.
È stato strano, sì.