chiudendo

Ricordo il tuo odore alla perfezione,
adoravo quando mi restava sulla pelle,
era come se ci mescolassimo a vicenda,
era la tua presenza anche in assenza.
Ricordo il tuo odore alla perfezione,
non era molto delicato,
era abbastanza deciso ma io lo adoravo
e, per sentirlo, tra il mento e la spalla il mio capo portavo.
Ricordo il tuo odore alla perfezione,
e adesso che non ci sei lo cerco tra le persone,
e quando mi sembra di sentirlo,
inutile dirlo,
che chiudendo gli occhi l'unica cosa a cui riesco a pensare,
è il tuo viso, il tuo corpo che vorrei tanto riabbracciare.
—  onlyletmewrite

In oriente, catturano le scimmie con un semplice artifizio:
Si servono di un cesto con una piccola fessura e poi ci mettono dentro un frutto.
Poi, legano il cesto ad un palo.
La scimmia arriva, mette la zampa dentro il cesto e afferra il frutto.
Chiudendo la mano e stringendo saldamente il suo premio, la mano diventa troppo grossa per uscire dalla fessura. Allora gli uomini arrivano e la catturano.
Resta intrappolata dalle sue stesse credenze.
Non c'è nient'altro che la trattiene.
Potrebbe andare via facilmente se lasciasse andare il frutto. Ma non mollerà mai la presa.

Ciò che la intrappola è un pensiero:
“se lascio andare perderò qualcosa”.
Questo stesso concetto intrappola anche noi.
Sentiamo che se lasciamo andare cio’ che abbiamo
- il nostro sè limitato -
perderemo qualcosa.
Così ci aggrappiamo saldamente alla nostra identità o ego, e restiamo intrappolati.
Se lasciamo la presa, e questo ci fa paura perché non sappiamo cosa ci aspetta, saremo liberi.

—  Lee Coit “Accettare”
Dicono che si cambia per amore,
si scende a compromessi,
si trova una quadra a metà strada
tra due cuori.
Questo dicono essere amore.
Non cambiarmi,
voglio rimanere la persona
che ero la prima volta che ci siamo baciati,
lo stesso che ti ha fatta anche piangere
mentre si aspettavano i fuochi artificiali,
poi sorridere facendoti il solletico alle caviglie.
Voglio restare chi ha dormito accanto a te
e hai svegliato nel mezzo della notte
per paura di qualche rumore sospetto.
Poi siamo rimasti svegli
a raccontarci storie scaccia-paura
fino mattina.
In realtà ci siamo riaddormentati
ma più sereni.
Non cambiarti mai,
mi piaci come ti ho conosciuta,
testarda,
un po’ matta e timorosa
ma comunque decisa
a buttarti tra le mie braccia,
chiudendo una vecchia porta
e aprendo una finestra gigante
su cui affacciarci
per guardare avanti
e mai verso il basso.
Non cambiamoci mai,
questo mi vien da sussurrarti
mentre ti leghi i capelli
come piace a me
e aspetto che ti giri
per completare, con i tuoi occhi,
l'opera che sto ammirando.
—  Simone Carta

Caro ex, oggi ti scrivo
Quando finisce una storia
non sempre è facile trovare le parole giuste.
A volte ci vogliono anni.
È stato amore a prima vista, il mio. Ricordo con precisione la prima volta che ti ho incontrato: eravamo a casa di amici,
tu avevi un maglione scuro girocollo e io le vampate di quando si va in menopausa.
A distanza di anni mi ricordo ancora con precisione quella sensazione fortissima di calore e vertigine, in una stanza che in quel momento mi appariva come un’opera di Esher.
Credo di avere passato i successivi quattro anni a cercare di demolire l’istante in cui ci siamo fissati per la prima volta, e nel quale seppi con precisione che era te che avrei voluto accanto per tutta la vita.
Ma poi la nostra relazione è finita, come del resto accade a tutti gli amori che nascono quando hai solo 18 anni, gli ormoni a palla e il cervello in sciopero permanente.
La nostra non è stata una storia da favola: niente fiori, niente follie né lettere d’amore. Ho desiderato tanto le attenzioni di un fidanzato da te; ho provato a immaginarle ogni giorno, chiudendo gli occhi come si fa quando da bambino aspetti la Befana rannicchiato nel letto. Quello stesso letto dal quale anni dopo mi chiedevo dove fossi, con chi parlassi, e nel quale ricordo di avere pianto più di un neonato. Quando tu sparivi all’improvviso e mi veniva voglia di aprire la finestra e lanciarmi di sotto.
Devi esserti accorto della mia presenza quando ho deciso di andare via per sempre, per concedere a me stessa la possibilità di trovare l’amore vero. Quello sincero, leale e spontaneo. L’amore che ho trovato per fortuna subito dopo e che ho cercato di tirarti fuori in ogni giorno della nostra relazione.
Ci sono tante cose che avrei voluto dirti prima del silenzio, prima di tagliare tutti i contatti con il tuo mondo. Nonostante la consapevolezza di avere fallito, e di averlo fatto malamente, non rimpiango nemmeno un momento del tempo passato insieme a te. Forse non lo immagini, ma senza saperlo mi hai insegnato tantissime cose.

A lottare

Hai saputo rendermi determinata, caparbia e testarda. Mi ero convinta che saresti stato il padre dei miei figli e ho lottato fino all’ultimo per fare in modo che tu mi volessi allo stesso modo. Non saprei dirti se tu mi volevi come io volevo te; so, però, che non ho mai visto alcuna progettualità in te. Non mi hai mai parlato del nostro futuro mentre io, stupidamente, ci pensavo ogni giorno. Nonostante i nostri limiti di coppia in quel momento avrei portato avanti un rapporto imperfetto fino alla morte e ti avrei scelto ogni giorno in maniera infelice. Ma lo avrei fatto.

A soffrire

Non mi vergogno nel dirti che per te ho sofferto da morire; il dolore che provavo quando sembravi sfuggirmi dalle mani mi ha lacerata per anni. Senza sosta.
All’epoca soffrivo di strane coliche all’addome, ma da quando ci siamo lasciati non ne ho più avute. Coincidenza? Non lo so. Ma so che mi trema l’occhio sinistro mentre parlo di te e che ho imparato, a mie spese, che la rabbia di una donna che non ottiene ciò che vuole non conosce limiti. Quella maledetta assenza di confine l’ho pagata a caro prezzo, con la mia salute. Ma tu non eri una persona cattiva, anzi: sono più che sicura che tanti uomini sono stronzi a prescindere, perché la natura li ha creati così. Si comportano male perché non saprebbero fare altrimenti.
Tu ti sei comportato da stronzo centinaia di volte, abbandonandomi quando ne avevo più bisogno e ritornando alla base quando ne avevi tu. Forse con me avrai imparato che una donna detesta giocare a ping pong e che prima o poi arriva il momento in cui la racchetta va lasciata cadere per terra, per sopravvivere.

A toccare il fondo

Con il tempo ho capito che anche io ho le mie colpe, che ho un brutto carattere e che rendevo le cose difficili.
Non voglio giustificarmi, ma il mio era un riflesso involontario alla insoddisfazione che mi procurava la tua sordità. Parecchie volte mi sono sentita come il protagonista de ‘L’Urlo‘ di Munch, e proprio come accadeva nel quadro, tu eri uno di quelli che passava di li. Senza fermarsi.
Con te ho scoperto che non sono invincibile e che non sono in grado di stare in piedi da sola. E quando stavamo insieme crollavo di frequente, per la mia incapacità di vivere basandomi solo su me stessa.
Ma le persone fragili non conoscono indipendenza, al contrario hanno sempre bisogno di qualcuno che gli dica che andrà tutto bene. Tu non l’hai mai fatto. Ed essendo piccola e inesperta non sapevo partire da me stessa, perché nella mia testa l’unico ‘via’ possibile eri tu.

A fottermene

Dopo la nostra rottura ho capito che anche se mi avessi dato quello che cercavo insieme non avremmo mai funzionato. Nemmeno su un altro pianeta. Ma mi hai insegnato ad essere egoista, a non darmi troppo alle persone. Forse è proprio questo ciò che amavo di te: il tuo bastarti. Sì, tu bastavi a te stesso e io ti ammiravo da morire. Non mi hai mai fatto entrare veramente, non ho mai toccato la tua anima. Tu sei uno che sopravviverebbe anche nello spazio, da solo. Non avevi bisogno di qualcuno come ne avevo io e per uno così la persona che ero poteva essere solo un limite.
Oggi mi guardo allo specchio e non sono contenta di come sono diventata: vorrei riacciuffare l’animo che avevo quando ti ho conosciuto, e che ti sei portato via. Forse sarà stata l’età o il periodo storico differente, ma prima ero una persona migliore. Più dolce e capace di dare agli altri. Certi giorni mi osservo e capisco che me ne fotto del mondo, che non faccio entrare quasi nessuno e che non ho più bisogno di tante cose che prima erano indispensabili. Spesso mi sorprendo a fare le cose che facevi tu, e che io detestavo. Oggi non ho paura di dire che, per alcuni aspetti, sono esattamente uguale te.

A camminare mano nella mano

Ho sempre voluto che mi prendessi per mano, che camminassi al mio fianco in ogni momento. Ma tu non eri un ‘mano nella mano‘, anzi, quando camminavamo assieme tu eri sempre cinque passi avanti a me. Io ti inseguivo con convinzione, proprio come si inseguono i professori universitari alla fine delle lezioni.
Hai sempre tirato via dritto, senza esitare. Ti voltavi di rado, solo per vedere se riuscivo a tenere il tuo passo. Io ero sempre li, in affanno.

Ad essere puntuale

In amore il tempismo è tutto, e credo che io e te lo abbiamo capito a nostre spese.
A volte per trovarsi non basta piacersi soltanto: bisogna sintonizzarsi sulla stessa frequenza. Io e te non ci siamo mai riusciti, e la colpa credo sia di entrambi. Ma forse avrai capito anche tu che l’amore non vince su tutto come dicono gli scrittori, e che qualsiasi corda si spezza quando viene tirata con troppa forza.
La cosa più tragica della nostra storia è stato il tuo arrivare in ritardo. Perché alla fine sei arrivato.
A quel punto avrei voluto non arrivassi mai, esattamente come mi aspettavo da te. Sarebbe stato nel tuo stile tirare via dritto per sempre, come un treno veloce che non fa fermate.
Invece ti sei accorto di me quando ho ribaltato le tue previsioni, quando ho cominciato a volare in tua assenza. Ti sei ricordato di me quando mi sono innamorata di un altro ed era ormai troppo tardi.
Molte volte ho pensato al fatto che avrei preferito saperti indifferente alla mia nuova vita, invece hai fatto di tutto per riprendermi con te. Finalmente vedevo avverarsi tutti i miei desideri, ma a tempo scaduto. Non immaginerai mai e poi mai quanto è stato difficile per me tirare dritto senza voltarmi, proprio come facevi tu. Ho avuto il cuore pesante per moltissimo tempo, anche ad amore esaurito. Perché ho dovuto farlo evaporare con la forza, come l’acqua quando prepari una zuppa. Mi tormentava il dubbio atroce di avere sbagliato ad andarmene, di avere cestinato il progetto di vita che avevo sempre sognato. Ma che tu mi offrivi con imperdonabile ritardo.

Non ti ho mai tradito

Si, non ti ho mai tradito. Ma avrei dovuto. Te lo saresti meritato ogni volta che mi piantavi per una uscita o una vacanza, mentre io rimanevo a casa ad aspettarti con le coliche addominali. Ti saresti meritato questo e altro, eppure non ho mai avuto il coraggio di farlo. Tradire te sarebbe stato come tradire me stessa, quindi la cosa più importante in quel momento. Immaginavo spesso di farlo per farti dispetto, ma avevo così paura di perderti che nemmeno una sana vendetta sono riuscita ad organizzare.
Ho cambiato registro solo quando sapevo che non ti avrei più cercato, anche se in questi casi è più facile credere il contrario.

Perché

Oggi sono così felice da non chiedere nient’altro alla vita, ma mi chiedo il perché di tante cose. Perché la vita ci ha fatto incontrare al momento sbagliato, perché ci ha fatto innamorare e, soprattutto, perché ci ha fatto ritrovare in ritardo. C’è un libro che mi piace moltissimo, si chiama ‘Il Minotauro‘, e parla di una storia d’amore tra due persone che parlano per lettere, come io e te in origine facevamo per mail. I due si innamorano senza incontrarsi mai, almeno fino a quando si trovano ad essere così vicini da poterlo fare. Peccato però che lui muore proprio in quel momento, come sono morta io. Perché per quanto tu possa credere il contrario in quegli anni io sono morta dentro e nonostante sia tutto così lontano, porto ancora addosso il peso del mio fallimento. Una donna, specie una come me, metabolizza con difficoltà l’idea di avere commesso un errore, in particolare in amore.
Certe volte penso di avere sbagliato a volerti a tutti i costi, a pretendere di volerti cambiare. Se solo avessi avuto un minimo di lucidità in più sarei stata in grado di non innamorarmi? Non lo so, ma forse avrei dovuto provarci. Per mettermi in salvo e per mettere in salvo te da una sofferenza inevitabile, perché la stella sbagliata sotto cui nascemmo non ci avrebbe dato mai scampo. Invece ho abbassato la guardia in un giorno di maggio, sparando i miei sentimenti nel cielo affinché potessi vedere il film che avevo girato nella mia mente. In soli 5 minuti.

Scusa

Ai miei occhi sei il responsabile della morte del mio primo amore, del suicidio che ho dovuto orchestrare per sopravvivere a te. Eppure ti devo chiedere scusa per tante cose, in particolare per tutte le piccole cattiverie che ho commesso per punirti. Perché ho voluto fartela pagare.
Non ho avuto rispetto per il tuo dolore, ma devi sapere che se l’ho fatto è stato perché non ero in grado di gestire il mio.

Per sempre

Non è possibile esserci nella tua vita, come sarebbe impossibile una tua presenza nella mia. Eppure io ti vorrò bene fino a quando vivrò, né mai ti porterò rancore per come sono andate le cose.
So solo che la vita ha unito le persone sbagliate, ma non due persone sbagliate. Perché per quanto io ti abbia detestato so bene che la colpa è di entrambi, e che tu sarai in grado di rendere felice qualcuno esattamente come allora desideravo facessi con me. Non sono stata in grado di insegnarti ad essere migliore, perché onestamente non lo ero nemmeno io. So solo che ci siamo amati tantissimo, e che anche se l’amore è finito da tempo continueremo a esserci nella vita dell’altro. Magari dall’altra parte del mondo, come diceva quella canzone. In silenzio.

—  Azzurra D'Ercole
7

Non si può vivere di dolci, ma non puoi farne a meno. E’ come con l’amore: non puoi vivere di solo amore ma non puoi farne senza. Se lo fai, allora fai una vita di surrogati come fanno i diabetici. Ti metti ad amare i cani, i gatti, l’arte, i viaggi, ma sono tutte alternative che ci si crea per sostituire il bisogno fondamentale: l’amore. Ora nei dolci è la stessa cosa, non puoi mangiare tutto il giorno dolci, nello stesso tempo non puoi far finta che i dolci non esistono, vivere una giornata di astinenza per poi alzarti la notte e divorarti tutto un vassoio di pasticcini. Devi quindi vivere i dolci nel modo giusto. Non devi farne un’attività segreta e nascosta come se mangiare la pasta di mandorle e bignè alla crema equivalesse a masturbarsi. Fanne un’attività sociale, trovati con un amico o amica o visitalo con un vassoio di dolci, parlate di questo e di quello, vi bevete un passito, un bicchiere di marsala, e giù uno o due pasticcini, una fetta di torta, un gelato. Come con l’amore, il dolcetto bisogna gustarlo con qualcuno se no diventa solo una stimolazione personale della gioia, un appagarsi da soli chiudendo il mondo fuori della porta. Il che ha un senso di sbagliato che in fondo ci piace, ma che alla lunga potrà mai soddisfarci? Concludo, amare, come per i dolci, non fa male, è una cosa naturale, e con i dolci, come nell’amore, bisogna essere onesti, altrimenti diventano un feticcio dietro cui nascondi cose che non sai affrontare diversamente. Ora devo lasciarti che ho un bel vassoio di paste di mandorle che mi aspetta….


You can not live only with cakes and sweets, but you can live without. It’s like with love: you can not live only with love but you can not live without it. If you do, then you start to looking for surrogate like are doing diabetics. You start to love dogs, cats, art, blogs, travel, but they are all alternatives that have been created to replace the fundamental need: love. Now in sweets is the same thing, you can not eat all the sweet day, at the same time you can not pretend that sweets do not exist, have a day of abstinence and then get up at night and devour a whole tray of pastries. So, you have to face the sweets in the right way. You do not have to do it as a secret and hidden activity as if you are eating almond paste and bunches of cream like if you masturbate. Make it a social activity, meet with a friend or visit them with a cake, a sweets tray, talk about this and that, drink a glass of Pantelleria Passito, a glass of marsala, and eat one or two pastries, a slice of cake, a ice cream. As with love, you must have to enjoy sweets with someone, otherwise it become only a personal stimulation of joy, a self-satisfaction by closing the world outside the door. Probably it is the type of mistake that we really like, but it can satisfy us for long time? I conclude, loving, like for sweets, does not hurt, it’s a natural thing, and with sweets, like in love, you have to be honest, otherwise you become a fetish behind which you hide things you do not know how to deal differently. Now I have to let you: have a nice tray of almond paste that awaits me ….

SO CHE NESSUNO LEGGERÀ MA È IMPORTANTE

Sono su questa poltrona rosa antico e penso alla morte, quella voluta, quella sorridente e vogliosa.
Più ci penso più la mia voglia aumenta.
Penso a come mi potrei suicidare e alle conseguenze,mi è sempre piaciuto immaginare come sarebbe il mondo se io morirei.
Sarebbe tutto nuovo perché sarebbe la novità:la ragazza che si è suicidata porta rancore e dolore alla famiglia e agli amici.
Credo che mia madre si chiederebbe il perché di continuo, senza sosta perché sua figlia apparte qualche lacrima insignificante non stava male, perché sua figlia urlava, giocava, scherzava e usciva. Piangerebbe a dirotto, all'improvviso magari una mattina, mentre pulirebbe si girerebbe e si sentirebbe un mancamento, si accascerebbe a terra e comincerebbe a piangere, rumorosamente e ricorderebbe ogni singolo particolare di quella figlia ormai morta,magari le se accenderebbe una lampadina quando ricorderebbe quei tagli sui polsi, le cuffiette con la musica al massimo e le canzoni deprimenti, si ricorderebbe della porta chiusa, di quelle stupide foto, di quel colore nero onnipresente e di tutti quei dettagli piccoli, insignificanti e stupidi.
Forse capirebbe che non era soltanto un periodo quello.
E tra le lacrime, il mal di testa accrescente,i conati di vomito e la bocca arricciata le mancherebbe il fiato e si stenderebbe, chiudendo gli occhi e continuerebbe a piangere finché non cadrebbe come in coma dove i singhiozzi si placherebbero.
Nemmeno finirebbe di pulire.
Immagino mio papà:piangerebbe e gli si formerebbero delle borse sotto gli occhi perché non dormirebbe, si tormenterebbe per tutte quelle volte che litigava con la figlia e che quando lei tirava i pugni al muro lui dal salotto le urlava di fare più forte. Smetterebbe di mangiare proprio come sua figlia che le veniva ripetuto che era grassa.
Si direbbe tanti schiaffi, forti da portarlo alle lacrime ma non davanti alla moglie perché lui è forte e deve esserlo per tutti.
So che i miei genitori, ma soprattutto mia mamma, guarderebbero le mie foto, le mie poesie e si rassegnerebbero finalmente al fatto che le mie poesie erano non altro che richieste di aiuto, erano le mie lettere d'addio; scaverebbero tra i miei vestiti e troverebbero le mie lamette, sporche di sangue e nella loro mente comincerebbero ad immaginare la loro povera figlia deceduta nel bagno prima di fare la doccia a mettere il polso sopra il fazzoletto e infilzare quel pezzo di ferro affilato nel mio polso, irriconoscibile. E fa male lo so.
Ma magari prenderebbero in mano il mio telefono e guarderebbero il mio blog,ciò che scrivevo e questo post, lo leggerebbero da cima a fondo.
Vedrebbero che mi odiavo, tanto, anzi fin troppo per avere solo quest'età.
Il mio ragazzo, distrutto.. Magari sarebbe solo distrutto.
La mia morte avrebbe ucciso più lui che me, dall'alto lo vedrei morire lentamente ogni giorno, uccidersi con le cuffiette sempre di più, tagliarsi da perdere il controllo e far sì che il cibo diventasse una sua lontana idea.
Dal 7° cielo cadrebbe del fondo più scuro, quello che si diverte a metterti davanti al felicità ma fermarti, imprigionarti con una lama a terra.
Starebbe così male che non piangerebbe dal vuoto ma il fiato si farebbe difficile da prendere e l'ansia sarebbe tale perché non saprebbe come farà senza di me.
Piangerebbe ogni notte nel buio più silenzioso, nel buio che diventa prigione che non ti fa più muovere dal letto, che fa rileggere i messi 5 volte, che fa memorizzare ogni particolare mio ma solo da una foto.
I miei compagni di scuola non se lo aspetterebbero, sarebbero perplessi da quel gesto folle ed egoista perché nelle foto sorridevo.
La mia migliore amica so che si incolperebbe, come tutti, rimpiagerebbe i suoi errori, quelli che magari nemmeno notavo.
Tutti mi darebbero dell'egoista perché non ho pensato alle conseguenze, a come sarebbero stati tutti, a come sarebbe cambiato il mio piccolo mondo ma penso che siete più egoisti voi a non capire che se penso al suicidio, alla morte, sangue, lamette, anoressia, bulimia, bilance e tagli allora ho bisogno di aiuto, pure se lo nego.
Siete voi gli egoisti a non vivere nella realtà di noi ragazzi che non siamo solo in un'età.
Aprite gli occhi perché dire che tutto questo è “normale” è follia, non quella povera ragazza che punisce il suo corpo.
Ci insegnate sin da piccoli che chi si taglia è cattivo, chi si veste solo di nero è pericoloso, che bisogna stare alla larga dai depressi, che chi non mangia è pazzo ,chi non si veste firmato è un pezzente, chi ha una passione è ridicolo, chi è bravo e ne è cosciente allora è patetico perché se la tira, chi non studia è stupido.
Ci insegnate che sono tutte fasi le nostre.
Ci insegnate a sminuire.
Ci insegnate a dividere in classi le persone.
Ci insegnate sbagliato.
Ci insegnate il contrario di ciò che dovremmo essere.

—  Superninni
Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l’andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell’alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l’unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.
Sono stato al centro commerciale davanti all'aeroporto di Bergamo. Di recente hanno inaugurato una nuova parte moderna multisala enorme piena di negozi l'impressione è stata quella di tornare negli Stati Uniti, gli stessi Stati Uniti dove paradossalmente i grandi Mall stanno chiudendo uno dietro l'altro. L'intera operazione di rinnovamento e allargamento non è sbagliata la presenza dell'aeroporto antistante è un plus , e non ho idea di come sarebbe potuto essere utilizzato altrimenti il terreno prossimo al centro commerciale. Il vero problema, se di problema si può parlare è il fatto che in un pomeriggio di sabato d'estate, in pieno luglio, il centro commerciale sia pienissimo . Il mio motivo per essere qui è semplice: sto aspettando una persona che arriverà in aeroporto.. ma tutta quest'altra gente qui?
Dyo che alienazione e disagio.
—  3nding
Non è permesso chiudere gli occhi. Tanto, non serve a migliorare nulla. Non è che chiudendo gli occhi si spenga qualcosa. Anzi, se lo fai, quando li riaprirai nel frattempo le cose saranno decisamente peggiorate. Questo è il mondo in cui viviamo, Nakata. Devi tenere gli occhi bene aperti. Chiudere gli occhi è da rammolliti. Evitare di guardare in faccia la realtà è da codardi. Mentre tu tieni gli occhi chiusi e ti tappi le orecchie, il tempo avanza.
—  Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia

Una lettera a me stessa; da leggere spesso.


E ho pensato che andava bene comunque, che era solo un’altra notte, che avrei superato tutto persino l’essenza e invece ho sbagliato perchè certe cose non le superi, non riesci neanche a liberarti di loro perchè restano lì, aggrappate e ti fanno compagnia anche quando ormai i tuoi occhi sono chiusi e hai sperato con tutta te stessa che finalmente, chiudendo gli occhi, avresti messo a tacere i pensieri e invece sono i pensieri che mettono a tacere te. E allora accetti questa cosa e speri di addormentarti il prima possibile, stringi le palpebre come quando da piccola avevi paura di qualcosa e allora pensavi che bastasse chiudere gli occhi e adesso sei grande e adesso capisci che le cose arrivano da dentro, che i cuori si rompono, che le cicatrici non se ne vanno, che le assenze sono anche più forti delle presenze e che non importa perchè alla fine passa, passa tutto, anche quando sembra non esserci via d’uscita. E io aspetto la luce, in fondo a quel tunnel ma non posso restare ferma, devo correre per riprendermi questa vita, devo avere la forza di combattere, devo avere la forza di farcela. E sai, il tuo cuore verrà spezzato altre volte e altre volte ti ritroverai a fare a pugni con i tuoi mostri, con i tuoi silenzi e ti ritroverai seduta su un pavimento freddo e penserai di essere sola, di non aver nessuno e batterai i pugni, farai i capricci e ti renderai conto che tutte quelle persone che dicevano “io non ti lascio” alla fine ti hanno lasciata, o semplicemente in quel momento saranno impegnate a bere una birra, saranno con gli amici a far serata o semplicemente avranno i cazzi loro per la testa e allora tu a quel punto diventerai un enorme peso, uno di quelli grandi e non devi dispiacerti di questa cosa perchè succede. Perchè è così che va, è una di quelle prove che la vita ti mette davanti per farti capire se sei forte abbastanza per sopravvivere e allora tu sorridi alla vita, sfoggia uno dei tuoi sorrisi migliori e falle vedere che si, sei capace di camminare senza ricevere per forza l’aiuto di qualcuno che in quel momento ha scelto altro. Fai in modo di arrivare in alto con le tue mani e con le tue forze perchè il giorno che splenderai, saprai che è solo merito tuo. E non avere paura di vivere, non avere paura di assaggiare la felicità, non avere paura di urlare, di sbattere i piedi, di piangere, di gioire, di fare pazzie, di cantare a squarciagola, di ballare in mezzo alla strada, di fare l’idiota, non aver paura di sentirti viva perchè un giorno potresti pentirti di non aver vissuto abbastanza forte e di non aver vissuto questa vita a pieno. Non arrivare mai a dire “avrei potuto” perchè le cose bisogna farle, bisogna rischiare, sempre. Non aver paura di dire alla persona che ti piace, che ti piace, che ha due occhi meravigliosi e che forse quando si arrabbia è un po’ buffa, non aver paura di piangere davanti alla sua bellezza, non aver paura di non essere abbastanza, non aver paura di fare pazzie. Tu corri, devi correre, devi mangiartela la sabbia, devi sentire il vento in faccia, l’amore nel cuore e la vita nelle vene. Devi essere pronto a correre in ogni situazione e non avere paura perchè la vita è questa, la vita è tua e tu devi assolutamente viverla al meglio e non smettere mai di aver cura di te, abbi sempre cura di te, dei tuoi sorrisi, delle tue felicità, della tua persona, delle volte in cui qualcosa andrà storto, abbi sempre cura di vivere, di alzarti, di sorridere, di splendere! E svegliati con il sorriso di chi può affrontare tutto, svegliati con la consapevolezza che puoi arrivare ovunque e che niente è impossibile e non perdere tempo a dire “ma si, forse”, il forse non esiste! Giocatele tutte queste possibilità e chissene frega se si cade, è inevitabile ma non fermarti, alzati e corri più veloce. E te lo dico io, che ho perso troppo tempo. Ti dico di fare tutto quello che ti passa per la testa, ti dico di perderla la testa, ti dico di battere i pugni, di saltare, di vivere, di essere maledettamente felice perchè la felicità è tutto, perchè non c’è cosa più bella che ridere a crepapelle, non c’è cosa più bella che splendere ad ogni ora del giorno e della notte e va bene, andrà bene anche se ci sarà qualche delusione, anche se porterai qualche cicatrice, anche se qualcuno purtroppo si prenderà gioco di te, andrà fottutamente bene perchè è così che deve andare, perchè è questa la vita! Perchè non sarà mai rose e fiori, perchè cadrai, perchè metterai il cuore in mani sconosciute ma non pentirtene mai, non pentirti di aver osato. Sceglila la felicità, scegli di alzarti la mattina con quell’adrenalina che solo una persona pronta a vivere ha. Scegli di splendere, di stare bene, di riempire di felicità ogni cosa. Scegli di vivere perchè la vita è un dono meraviglioso e solo uno sciocco sceglierebbe di restare fermo, immobile. Solo uno sciocco sceglierebbe di non vivere.

—  Cristiana Tognazzi

Mordi il mio collo, con baci possenti, sento le tue labbra annegare nella mia pelle,un grande brivido sconvolge il mio corpo, chiudendo gli occhi mi immergo nel paradiso dell'amore….

«E ho pensato che andava bene comunque, che era solo un’altra notte, che avrei superato tutto persino l’essenza e invece ho sbagliato perchè certe cose non le superi, non riesci neanche a liberarti di loro perchè restano lì, aggrappate e ti fanno compagnia anche quando ormai i tuoi occhi sono chiusi e hai sperato con tutta te stessa che finalmente, chiudendo gli occhi, avresti messo a tacere i pensieri e invece sono i pensieri che mettono a tacere te. E allora accetti questa cosa e speri di addormentarti il prima possibile, stringi le palpebre come quando da piccola avevi paura di qualcosa e allora pensavi che bastasse chiudere gli occhi e adesso sei grande e adesso capisci che le cose arrivano da dentro, che i cuori si rompono, che le cicatrici non se ne vanno, che le assenze sono anche più forti delle presenze e che non importa perchè alla fine passa, passa tutto, anche quando sembra non esserci via d’uscita. E io aspetto la luce, in fondo a quel tunnel ma non posso restare ferma, devo correre per riprendermi questa vita, devo avere la forza di combattere, devo avere la forza di farcela. E sai, il tuo cuore verrà spezzato altre volte e altre volte ti ritroverai a fare a pugni con i tuoi mostri, con i tuoi silenzi e ti ritroverai seduta su un pavimento freddo e penserai di essere sola, di non aver nessuno e batterai i pugni, farai i capricci e ti renderai conto che tutte quelle persone che dicevano “io non ti lascio” alla fine ti hanno lasciata, o semplicemente in quel momento saranno impegnate a bere una birra, saranno con gli amici a far serata o semplicemente avranno i cazzi loro per la testa e allora tu a quel punto diventerai un enorme peso, uno di quelli grandi e non devi dispiacerti di questa cosa perchè succede. Perchè è così che va, è una di quelle prove che la vita ti mette davanti per farti capire se sei forte abbastanza per sopravvivere e allora tu sorridi alla vita, sfoggia uno dei tuoi sorrisi migliori e falle vedere che si, sei capace di camminare senza ricevere per forza l’aiuto di qualcuno che in quel momento ha scelto altro. Fai in modo di arrivare in alto con le tue mani e con le tue forze perchè il giorno che splenderai, saprai che è solo merito tuo. E non avere paura di vivere, non avere paura di assaggiare la felicità, non avere paura di urlare, di sbattere i piedi, di piangere, di gioire, di fare pazzie, di cantare a squarciagola, di ballare in mezzo alla strada, di fare l’idiota, non aver paura di sentirti viva perchè un giorno potresti pentirti di non aver vissuto abbastanza forte e di non aver vissuto questa vita a pieno. Non arrivare mai a dire “avrei potuto” perchè le cose bisogna farle, bisogna rischiare, sempre. Non aver paura di dire alla persona che ti piace, che ti piace, che ha due occhi meravigliosi e che forse quando si arrabbia è un po’ buffa, non aver paura di piangere davanti alla sua bellezza, non aver paura di non essere abbastanza, non aver paura di fare pazzie. Tu corri, devi correre, devi mangiartela la sabbia, devi sentire il vento in faccia, l’amore nel cuore e la vita nelle vene. Devi essere pronto a correre in ogni situazione e non avere paura perchè la vita è questa, la vita è tua e tu devi assolutamente viverla al meglio e non smettere mai di aver cura di te, abbi sempre cura di te, dei tuoi sorrisi, delle tue felicità, della tua persona, delle volte in cui qualcosa andrà storto, abbi sempre cura di vivere, di alzarti, di sorridere, di splendere! E svegliati con il sorriso di chi può affrontare tutto, svegliati con la consapevolezza che puoi arrivare ovunque e che niente è impossibile e non perdere tempo a dire “ma si, forse”, il forse non esiste! Giocatele tutte queste possibilità e chissene frega se si cade, è inevitabile ma non fermarti, alzati e corri più veloce. E te lo dico io, che ho perso troppo tempo. Ti dico di fare tutto quello che ti passa per la testa, ti dico di perderla la testa, ti dico di battere i pugni, di saltare, di vivere, di essere maledettamente felice perchè la felicità è tutto, perchè non c’è cosa più bella che ridere a crepapelle, non c’è cosa più bella che splendere ad ogni ora del giorno e della notte e va bene, andrà bene anche se ci sarà qualche delusione, anche se porterai qualche cicatrice, anche se qualcuno purtroppo si prenderà gioco di te, andrà fottutamente bene perchè è così che deve andare, perchè è questa la vita! Perchè non sarà mai rose e fiori, perchè cadrai, perchè metterai il cuore in mani sconosciute ma non pentirtene mai, non pentirti di aver osato. Sceglila la felicità, scegli di alzarti la mattina con quell’adrenalina che solo una persona pronta a vivere ha. Scegli di splendere, di stare bene, di riempire di felicità ogni cosa. Scegli di vivere perchè la vita è un dono meraviglioso e solo uno sciocco sceglierebbe di restare fermo, immobile. Solo uno sciocco sceglierebbe di non vivere. »
Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E’ qualcosa hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non fare entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro.
—  Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia