chinesedoodles

June 22, 1900, “The Discovery of the Dunhuang manuscripts”

South of the city of Dunhuang, once an important crossroad of the Silk Road, lies the monumental complex of the Mogao Caves, a system of 492 temples carved into the side of a cliff, containing frescoes and statues that cover more than a thousand years of Buddhist tradition.

Initially designed for meditation and then a place of pilgrimage for scholars and religious, the caves were gradually forgotten following the abandonment of the Silk Road.

On June 22, 1900, the taoist monk Wang Yuanlu, self-proclaimed guardian of those places, accidentally discovered a walled passage, behind which lied a cave crammed with paintings and manuscripts, the oldest of which date back to the 5th century AD.

Although Wang Yuanlu was forced by the governor of the Gansu province to seal the cave again in 1904, the interest of scholars from around the world had been captured. In 1907, the Hungarian explorer Aurel Stein arrived first, followed by the French orientalist Paul Pelliot and numerous others expeditions from Russia, Japan and U.S.A..

Persuaded to give up the precious documents for a small amount, Wang Yuanlu sold to each one of them thousands of artifacts, which are now scattered in many places around the world, including the British Museum and the Bibliothèque nationale de France.

Declared a World Heritage Site by UNESCO in 1987, the Mogao Caves are home to an artistic treasure that is not limited to that found in the “Cave 17”, even though it contained the oldest known dated printed book in the world: a copy of the Diamond Sutra, dated 868 AD.

The International Dunhuang Project, which involves all the countries that retain the documents of the Mogao Grottoes, is digitizing the entire catalogue, making it freely accessible on the internet.

***

22 giugno 1900, “Scoperti i manoscritti di Dunhuang”

A sud della città di Dunhuang, un tempo importante crocevia della Via della Seta, si trova il monumentale complesso delle Grotte di Mogao, un insieme di 492 templi scavati sul fianco di una rupe, contenenti affreschi e statue che coprono più di un millennio di tradizione artistica buddista.

Inizialmente concepite per la meditazione e poi meta di pellegrinaggio per studiosi e religiosi, le grotte furono gradualmente dimenticate in seguito all'abbandono della Via della Seta.

Il 22 Giugno del 1900 il monaco taoista Wang Yuanlu, autoproclamatosi custode di quei luoghi, scoprì casualmente un passaggio murato, dietro al quale si nascondeva una caverna stracolma di manoscritti e dipinti, i più antichi dei quali risalgono al 5° secolo d.C..

Sebbene Wang Yuanlu fosse stato costretto dal governatore della provincia del Gansu a murare nuovamente la grotta nel 1904, l'interesse degli studiosi di tutto il mondo era stato catturato. Nel 1907 fu l'esploratore ungherese Aurel Stein ad arrivare per primo, seguito dall'orientalista francese Paul Pelliot e da numerose altre spedizioni provenienti dalla Russia, dal Giappone e dall'America.

Persuaso a cedere i preziosi documenti a poco prezzo, Wang Yuanlu affidò ad ognuna delle spedizioni migliaia di reperti, che ora sono sparsi in numerosi luoghi del mondo, tra cui il British Museum e la Bibliothèque nationale de France.

Dichiarate Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1987, le Grotte di Mogao ospitano un tesoro artistico che non si limita a quello rinvenuto nella “Grotta 17”, sebbene essa contenesse il più antico libro stampato di cui si abbia datazione certa: una copia del Sutra del Diamante datata 868 d.C..

Ad oggi, l'International Dunhuang Project, che coinvolge tutti i paesi che conservano i documenti delle grotte di Mogao, sta digitalizzando e rendendo pubblico l'intero catalogo.