chicco's

Voglio che tu voglia bene ad altri, ma sempre un poco meno, un centimetro in meno, un filo d’erba in meno, uno spillo, un chicco d’uva, un microbo, un istante in meno di quel che hai voluto a me.
—  Guido Catalano
Voglio
che tu voglia bene ad altri
ma sempre un poco meno
un centimetro in meno
uno spillo
un chicco d'uva
un microbo
un istante
in meno
di quel che m'hai voluto ammè.
—  Guido Catalano
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Vuoi dimenticarti anche di me?..
..E tutti i sogni che avevamo fatto?

Cris_braccialetti rossi 2

Me ne vado da una Roma che è meravijosa , quella bella sbiascicata rozza e caciarona.
Me ne vado da una Roma senza prospettive, una Roma che fortuna sa ancora soride.
Me ne vado dalla Roma di quel 71 Lulic, der giocamoce er picchetto che stamo sicuri.
La Roma der Francesco ce n'è uno, quale papa, er capitano,tutto er resto non te inculo.
La Roma de “ a chicco c'hai da venne du cannette?” la Roma der “fraté non passa famosela a fette”
La Roma dei notturni che so come dei fantasmi, che non vengono e se vengono te sfrecciano davanti.
Me ne vado da una Roma di promesse mantenute poco, colpa di sciacalli che se pensano che è n'gioco.
La Roma de dumila impicci, zitto, bono ao.
La Roma che fa capricci e la mafia è un tv show.
La Roma de "sticazzisempre a ciancicà politica."
La Roma che ti isola, te ama e poi te stritola
Me ne vado dalla Roma tappa fissa al bangladino, carichi di birre sopra un cinquantino. 
Roma de Cavour, der 3.14 e le sbronze
La Roma che distoglie dalle giornate storte.
La Roma dei cornetti caldi, quella der Libano er Dandi, quella che noi se va avanti, quella che semo ignoranti.
Me ne vado dalla Roma dei cannoni al Branca, dei cenoni co la banda sulla mia terrazza.
La Roma de San Pietro, delle birre sulla ferrovia.
Roma der supplì, Roma d'imperatori
Roma de Primavalle mica quella dei Parioli.
La Roma che amo, come l'aroma di rosmarino, quella che non lavora e non vorrebbe la Marino.
La Roma der colle di quel bel cielo da urlo, la Roma de primo Poeti der Trullo e Turco.
La roma del detestare il raccordo e la tangenziale.
La roma der Quirinale e di zerocalcare
La Roma do sta mi madre, la Roma che è un po’ mi madre.
La Roma che so rimare senza faticare come un drink al bar, con qualche aperitivo grezzo, con le facce da far pena, altro che apericena.
La Roma del mio Seneca, Virgilio, del Mamiani.
La Roma de Cornelia fino giù a a Prati fiscali, passando per Villa Ada e per i Musei Vaticani.
La Roma adornata dalle mani del Bernini pe poi venì rovinata da na mandria de cretini.
La Roma che d'estate non è Roma ma Ladispoli e d'inverno è bombe a casa perchè mancano gli spicci.
Mamma Roma vado guardami partire, mando un bacio al Tevere e al suo ingiallire.
Du pacchi de rigatoni fra i maglioni nella borsa, li pe damme forza che quassù é tutta na corsa..
—  Cranio

Voglio che tu voglia bene ad altri, ma sempre un poco meno, un centimetro in meno, un filo d'erba in meno, uno spillo, un chicco d'uva, un microbo, un istante in meno di quel che hai voluto a me.

   

G. Catalano

Se ti muoio addosso (…)
voglio
- ma già lo sai –
una lapide di pongo blu
che i bambini
che mi vengono a trovare
la possano plasmare
a piacer loro

voglio
che il mio corpo sia abbondantemente zuccherato
che ai vermetti
che mi vengono a mangiare
sia dolce il pasto

vorrei
che mi ricordassi bello
bello e buono
buono e canterino
e ballerino

voglio
che tu voglia bene ad altri
ma sempre un poco meno
un centimetro in meno
un filo d’erba in meno
uno spillo
un chicco d’uva
un microbo
un istante
in meno
di quel che m’hai voluto ammè

—  Guido Catalano, “Se ti muoio addosso”