chicco's

Voglio che tu voglia bene ad altri, ma sempre un poco meno, un centimetro in meno, un filo d’erba in meno, uno spillo, un chicco d’uva, un microbo, un istante in meno di quel che hai voluto a me.
—  Guido Catalano
Voglio
che tu voglia bene ad altri
ma sempre un poco meno
un centimetro in meno
uno spillo
un chicco d'uva
un microbo
un istante
in meno
di quel che m'hai voluto ammè.
—  Guido Catalano
Voglio che tu voglia bene ad altri
ma sempre un poco meno,
un centimetro in meno,
un filo d’erba in meno,
uno spillo, un chicco d’uva,
un microbo, un istante in meno
di quel che m’hai voluto ammè.
—  Guido Catalano
Italian songs that made my childhood/pre-adolescence

A very subjective playlist for all the Italian learners out there. In my family, we’ve always listened to a lot of music to kill time on long road trips (which would regularly end up turning into loud karaoke sessions), so this is what I gathered during my primary/middle school years. Shout-out to my grandma for her significant contribution in expanding my repertoire with classics from her youth. Enjoy!

1930s-’40s

  • Maramao, perché sei morto? [x]
  • Parlami d’amore, Mariù [x]
  • La strada nel bosco [x]
  • Camminando sotto la pioggia [x]
  • Baciami piccina [x]

1950s-’60s

  • Tu vuo’ fa’ l’americano (more Neapolitan really) [x]
  • Nel blu dipinto di blu (a.k.a. “Volare”) [x]
  • Una zebra a pois [x]
  • Piove [x]
  • Lontano lontano [x]
  • Se telefonando [x]
  • Abbronzatissima [x]
  • La bambola [x]
  • Sono bugiarda (actually a cover version of “I’m a believer”) [x]
  • Il ballo del mattone [x]
  • Proposta [x]
  • Bocca di Rosa [x]
  • Un’avventura [x]
  • Torpedo blu [x]
  • La guerra di Piero [x]
  • Il pescatore [x]

1970s

  • Far finta di essere sani [x]
  • Minuetto [x]
  • 4 marzo 1943 [x]
  • Rimmel [x]
  • Luci a San Siro [x]
  • Ma il cielo è sempre più blu [x]
  • Musica ribelle [x]
  • E la luna bussò [x]
  • La canzone del sole [x]
  • Una miniera [x]
  • La mia banda suona il rock [x]
  • Generale [x]
  • La torre di Babele [x]
  • Piccolo uomo [x]
  • Il carrozzone [x]
  • Ma come fanno i marinai [x]
  • Incontro [x]

1980s

  • Almeno tu nell’universo [x]
  • Per Elisa [x]
  • Rock ‘N’ Roll robot [x]
  • Sono solo canzonette [x]
  • Centro di gravità permanente [x]
  • Fiume Sand Creek [x]
  • Vacanze romane [x]
  • I treni di Tozeur [x]
  • Fotoromanza [x]
  • Un sabato italiano [x]
  • Quello che le donne non dicono [x]
  • Notte prima degli esami [x]
  • Caruso [x]
  • La leva calcistica della classe ‘68 [x]

1990s

  • Il bandito e il campione [x]
  • Don Raffaè [x]
  • Penso positivo [x]
  • Chicco e Spillo [x]
  • La terra dei cachi [x]
  • Strani amori [x]
  • I treni a vapore [x]
  • Il disertore [x]
  • 50 special [x]

2000s

  • Non me lo so spiegare [x]
  • Dalla parte del toro [x]
  • Happy hour [x]
  • Vorrei cantare come Biagio Antonacci [x]
  • A te [X]
  • Invece no [x]
  • Napoleone azzurro [x]
  • I 100 passi [x]
  • Il mondo nuovo [x]
  • Sentimento [x]
  • La mia parte intollerante [x]

Mi stufo sempre di tutti e finalmente ho capito perché.
Ho solo bisogno di qualcuno che mi sappia tener testa, non di qualcuno che appoggia qualsiasi cosa io dica.

“Odio chi mi asseconda, amo invece chi riesce a tenermi testa, chi mi affronta, chi mi sbatte in faccia il suo pensiero seppur differente dal mio. Amo il confronto non la competizione. Il contentino lo si da ai bambini, ed io probabilmente, nemmeno da piccola l’ho accettato.” Esattamente.
Me ne vado da una Roma che è meravijosa , quella bella sbiascicata rozza e caciarona.
Me ne vado da una Roma senza prospettive, una Roma che fortuna sa ancora soride.
Me ne vado dalla Roma di quel 71 Lulic, der giocamoce er picchetto che stamo sicuri.
La Roma der Francesco ce n'è uno, quale papa, er capitano,tutto er resto non te inculo.
La Roma de “ a chicco c'hai da venne du cannette?” la Roma der “fraté non passa famosela a fette”
La Roma dei notturni che so come dei fantasmi, che non vengono e se vengono te sfrecciano davanti.
Me ne vado da una Roma di promesse mantenute poco, colpa di sciacalli che se pensano che è n'gioco.
La Roma de dumila impicci, zitto, bono ao.
La Roma che fa capricci e la mafia è un tv show.
La Roma de "sticazzisempre a ciancicà politica."
La Roma che ti isola, te ama e poi te stritola
Me ne vado dalla Roma tappa fissa al bangladino, carichi di birre sopra un cinquantino. 
Roma de Cavour, der 3.14 e le sbronze
La Roma che distoglie dalle giornate storte.
La Roma dei cornetti caldi, quella der Libano er Dandi, quella che noi se va avanti, quella che semo ignoranti.
Me ne vado dalla Roma dei cannoni al Branca, dei cenoni co la banda sulla mia terrazza.
La Roma de San Pietro, delle birre sulla ferrovia.
Roma der supplì, Roma d'imperatori
Roma de Primavalle mica quella dei Parioli.
La Roma che amo, come l'aroma di rosmarino, quella che non lavora e non vorrebbe la Marino.
La Roma der colle di quel bel cielo da urlo, la Roma de primo Poeti der Trullo e Turco.
La roma del detestare il raccordo e la tangenziale.
La roma der Quirinale e di zerocalcare
La Roma do sta mi madre, la Roma che è un po’ mi madre.
La Roma che so rimare senza faticare come un drink al bar, con qualche aperitivo grezzo, con le facce da far pena, altro che apericena.
La Roma del mio Seneca, Virgilio, del Mamiani.
La Roma de Cornelia fino giù a a Prati fiscali, passando per Villa Ada e per i Musei Vaticani.
La Roma adornata dalle mani del Bernini pe poi venì rovinata da na mandria de cretini.
La Roma che d'estate non è Roma ma Ladispoli e d'inverno è bombe a casa perchè mancano gli spicci.
Mamma Roma vado guardami partire, mando un bacio al Tevere e al suo ingiallire.
Du pacchi de rigatoni fra i maglioni nella borsa, li pe damme forza che quassù é tutta na corsa..
—  Cranio