che risate

Ciò che unisce una coppia oltre l'amore e il rispetto, sono le risate, la complicità e un pizzico di follia.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
Dille che è bellissima,
non che è un hot o che sta bene,
tienile la mano appena puoi,
baciala sulla fronte,
mandale messaggi la mattina,
quando è arrabbiata tienila stretta
e non lasciarla andare, riconosci le piccole cose:
di solito sono quelle che valgono di più,
chiamala amore, non baby,
canta per lei,
non importa quanto possa essere brutta la tua voce, mettila su un gradino più in alto delle altre ragazze, scrivile delle note,
gioca con i suoi capelli e se profumano diglielo, prendila e falle il solletico,
prendila e fai finta di farla cadere,
lei ti urlerà di lasciarla andare anche se le piace,
se è arrabbiata baciala,
falle fare i giri sulle tue spalle,
portale fiori senza motivo,
quando sei con i tuoi amici trattala come quando sei solo con lei,
falle fare quante foto vuole,
fai la lotta con lei e lasciala vincere
e la cosa più importante: la ami.. diglielo.
—  adessociseitu 🌸🌸
Capirai che il cielo è bello perché
in fondo fa da tetto a un mondo pieno di paure e lacrime
E piangerai, oh altroché! Ma dopo un po’ la vita ti sembrerà più facile,
e così fragile, ricomincerai!
—  Cesare Cremonini 

04:00 am


Non sarò bella, non sarò una di quelle ragazze che vedi una semplice foto e pensi “Vorrei proprio conoscerla e dirle quanto è magnifica!”, ma, se tu volessi, potresti comunque innamorarti di me, delle mie stranezze. 
Potresti amare i miei occhi dal colore indefinito e sempre un po’ tristi e disinteressarti del fatto che non ho due gambe chilometriche e magre. 
Potresti amare il mio sorriso, che, mi dicono, è davvero buffo.
Potresti amare il modo in cui ti parlo, in cui mi tocco i capelli ogni dieci parole e non importerebbe se non ho delle labbra carnose. 
Potresti amare la mia malinconia, i miei occhi che si illuminano quando piove, i miei sguardi.
Potresti amare le mie parole, tutte le parole che ti dedicherei se solo potessi, le lettere che ti scriverei. E quelle resterebbero, al contrario della bellezza, quelle potresti rileggerle col tempo e maledirmi per essermene andata o imprecare perché sarai stato fragile.
Forse entrambi, forse sarai felice che io mi sia tolta dalle scatole, forse sarò ancora io la persona che ti ritroverai fra le braccia la mattina. 
Potresti amare il fatto che io debba mettermi in punta di piedi per abbracciarti, che nelle tue felpe sparirei completamente, che sono così minuta e non faccio che combattere con cose più grandi di me.
Potresti amare la mia determinazione, come lotterei fino all’ultimo per te, per noi. 
Potresti amare le canzoni che ti canterei e il mio averti in tutto ciò che faccio.
Potresti amare i miei libri, le citazioni che ti scriverei su fogliettini sparsi un po’ ovunque e ti lascerei da qualche parte, così, per regalarti un sorriso.
Potresti amare il modo in cui ti preparerei il caffè alla mattina, magari anche impicciando lo zucchero col sale qualche volta. 
Potresti amare le risate che ci faremmo, il mio chiederti di portarmi al mare d’inverno e il mio lamentarmi sempre di come il mio corpo non mi piaccia.
O potresti odiarlo, arrabbiarti con me perché sminuisco tutto, perché non credo mai a nulla, e litigheremmo, litigheremmo sempre per questo e dopo ci baceremmo fino a farci mancare i respiri.
Potresti amare il mio parlare tanto e i miei silenzi che vanno riempiti, potresti amare il modo in cui ti stringerei le mani.
Potresti amare le mie insicurezze, i miei immensi complessi e le mie paure potresti sconfiggerle.
Potresti amare il mio mondo immaginario.
Potresti amare il fatto che quando andremo ai concerti dovrai prendermi sulle spalle perché sono bassina e non vedrei niente.
Potresti amare il fatto che io sia un casino assurdo.
Potresti amare il mio profumo e i miei pigiami. 
Potresti amare il mio essere negata in cucina.
Pensaci, non sarebbe divertente metterci a preparare il pranzo assieme e ridere delle cose stupide che farei? 
Potresti amare i miei capelli sempre arrabbiati e le mie labbra tutte smangiucchiate, le mie cuffiette sempre nelle orecchie e la mia testa sempre altrove.
Ma se ci fossi tu no, se tu fossi qui con me, io ci sarei sempre, ti ascolterei sempre, ti accarezzerei i capelli e farei di tutto perché tu possa essere felice.
Potresti amare il mio comportarmi da bambina, i cartoni Disney che vorrei guardare con te, i dolcetti che comprerò e che ti toccherá finire. 
Potresti amare le giornate sdraiati sul divano a giocare ai videogiochi e il broncio che metterei perdendo, o, al contrario, il mio viso felice di quando mi lascerai vincere. 
Potresti amare le fotografie che ti scatterei, il mio implorarti di andare ovunque perché vorrei un ricordo di te da qualsiasi parte, le foto che ci faremo insieme e in cui io verrò sempre male. 
Potresti amare le mie incazzature, il mio essere lunatica e perennemente in guerra contro il mondo.
Potresti amare l’autunno come lo amo io, le ore insieme sotto le coperte abbracciati mentre fuori piove, e le pizze che condivideremo perché non riuscirò mai a finirne una da sola. 
Potresti amare tanto, ma davvero tanto di me, perché non sarò bella, ma sono quel tipo di persona che, quando ama, ama davvero.
Mi innamorerei di ogni tuo difetto e detesterei ogni tuo pregio che mi faccia sentire inferiore, ti accarezzerei le guance tutti i giorni ripetendoti quanto tu sia importante per me.
Scriverei poemi solo sul tuo sorriso che, forse, un giorno leggerai, magari quando saremo vecchi, magari quando ci saremo già persi, e penserai che, alla fin fine, ne valevo la pena.
Non voglio lasciarti scappare, perché alla fin fine, tu ne vali la pena, io me lo sento che tu ne vali la pena e non sarà il tempo, l'età e la distanza a impedirmi tutto ciò.
Spero di averti fatto svegliare col sorriso, lo meriti.


04:00 il mio desiderio sei tu.
-M.

—  il-suono-dei-miei-pensieri

Non capisco cosa sono per te.
Ti ostini tanto a ribadire agli altri il nostro “essere amici”, però ci sono cose che gli altri non sanno.
Gli altri non sanno che ormai da un po’ almeno una volta a settimana dormiamo insieme.
Non sanno che mi abbracci durante la notte e che cerchi costantemente la mia mano, per intrecciarla alla tua.
Non sanno che il mio collo diventa di tua proprietà, perché baciarlo è un passatempo che adori.
Ed io ti dico: “Giuro che ti sto odiando.”
Tu mi lasci un bacio ancora, le tue labbra si curvano in un sorriso e domandi: “Perché?”
Anche se sai già la risposta.
Come sono sicura che adori farmi venire i brividi lungo tutto il corpo.
Gli altri non sanno che mi piace giocare con i tuoi capelli.
Non sanno che a te piace quando lascio il mio profumo sui tuoi vestiti.
Che io impazzisco per il tuo, di profumo. Che quando lo sento non ci capisco più un cazzo.
Gli altri non sanno delle risate che ci facciamo, dei morsi che ci diamo.
Gli altri non sanno tutto questo, eppure ci prendono in giro dicendo che siamo di più.

Se fossi qui ti direi che sei l'unico che mi abbia mai fatto provare qualcosa del genere. L'unico che io veda bello come il sole anche mentre si soffia il naso.
Ti direi che io ho problemi ad affezionarmi alle persone, ma con te è venuto tutto in modo naturale. Come se io fossi stata messa su questa terra appositamente per incontrarti e innamorarmi delle tue stravaganze.
Con te mi sentivo me. E i suoni delle nostre risate che si fondevano li avrei ascoltati per il resto dei miei giorni.
Se fossi qui ti direi questo e molto altro, ma tu non sei qui.
E non ci sarai.

Ci sono state volte in cui le mie lacrime sono state per te. Le mie risate. Le mie urla.
—  ibattitidelcuore

Non vedendo qualcuno da più di tre mesi, ti convinci che la sua immagine nella tua mente sia sbiadita.
Rimangono le risate che ti ha fatto fare, i sorrisi che ti ha strappato, gli abbracci che ti ha dato, i baci che ti ha rubato, ma la sua immagine non c'è.
O meglio, c'è ancora, ma come fosse nascosta dietro un banco di nebbia più o meno denso: certe volte intravedi abbastanza bene, altre quasi nulla.
E tu ci credi che ormai quell'immagine non la ricostruirai più come si deve, ci credi talmente tanto che, quando ti trovi davanti l'originale quasi ti stropicci gli occhi per la sorpresa.
Forse perché ti eri dimenticata dei suoi capelli sempre perfettamente ordinati, delle rughette ai lati degli occhi quando sorride troppo, della barba curata, delle sue labbra talvolta troppo anemiche.
In quel momento, quasi come colta da un'epifania, capisci che tutti quei tratti caratteristici, non li avevi dimenticati: ci avevi solo provato. Avevi provato a rimuoverli come meccanismo di difesa, in nome del tuo amor proprio.
E in un attimo riemergono anche tutti quei piccoli dettagli non visibili a primo impatto, ma che tu avevi imparato prima ad amare e poi a conoscere: il passarsi le mani tra i capelli se nervoso, il profumo Hermès misto all'odore delle sue Marlboro rosse, il mordicchiare l'angolo sinistro del labbro inferiore per provocare…
Lo stai ancora guardando in silenzio, ma quando vi abbracciate ti senti quasi una stupida per aver provato a cancellarlo come un errore qualunque, una virgola prima di una “e” di congiunzione.
Ti senti stupida perché proprio lui ti aveva insegnato che, ogni tanto, le virgole possono stare in quel punto preciso, prima delle “e” di congiunzione; ti aveva insegnato che non c'è nulla di male, anzi, la virgola e la “e” di congiunzione possono volersi un mondo di bene.
Lo stringi forte a te, infilando le dita tra i suoi capelli, perché tu eri l'unica a poterglieli accarezzare senza farlo arrabbiare. Quasi sei certa che appena vi allontanerete l'una dall'altro lui ti bacerà, mordendoti con forza le labbra nell'atto.
Sì, ne sei certa, è qualcosa di matematico.
Sciogliete l'abbraccio e lui ti guarda con un bel sorriso, seppure un po’ spento. Ti fissa le labbra, tu fissi le sue, ma poi abbassi lo sguardo e fai un passo indietro, perché la sua ragazza vi sta osservando da qualche minuto con faccia cattiva.
Tu continui a stirare un sorriso di circostanza, freddo come il ghiaccio e falso come le borse sulla bancarella poco distante da voi.
Deglutisci male una, due, tre, quattro volte, fino a quando non vi salutate ancora, prendendo due strade opposte.
Te ne vai con una sensazione a dir poco sgradevole alla gola, come quando stringi troppo la sciarpa intorno al collo.

Solo che stavolta non hai la sciarpa.

(via firebreather883)

Migliore amica grazie.
Grazie di esserci per me,indubbiamente da come mi comporto
Grazie degli aiuti che mi dai.
Grazie delle risate che provochi e grazie per quando ridi con me.
Grazie perché tu sei sempre rimasta,dopo bello e brutto.
Grazie perché alla fine sono 8 anni che ci conosciamo e hai la forza di sopportarlo ancora.
Grazie per tutte le avventure,a scuola,in giro ovunque.
Grazie perché ogni giorno che passo con te,ogni ora,ogni minuti e ogni secondo diventano più belli.
Grazie per avermi reso felice più di tutti.
Grazie perché mi riservi sempre la parte migliore del muffin.
Grazie perché la tua merenda diventa la mia qualche volta.
Grazie perché anche se sono un impedita tu mi aiuti,anche se sembrò una disabile quasi.
Grazie perché tu ci sei e ci sei sempre stata.
Grazie per tutte le meravigliose perle di saggezza o per tutte quelle barzellette pessime,ma che dette da te fanno ridere.
Grazie di sopportarmi 365 giorni su 365 ed è al quanto difficile.
Non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza e spero di aver detto almeno un milionesimo di quello che dovevo dirti.
Non so cos farei senza te,resta per sempre.
Salve prof ,
Si ricorda di me vero ? Sono quella che stava sempre seduta al primo banco , quella senza amici ;
Si ricorda??
Ormai è passato un po’ dall ultima volta che ci siamo parlate e non ho avuto l occasione di dirle che ho preso cucina alla fine , perché forse voglio diventare come la mia mamma;
Non le ho detto dei libri che ho letto senza lei;
Non le ho detto che quel ragazzo alla fine non lo penso più ma aveva ragione lei , non lo dimenticherò mai ;
Non le ho detto delle mie amiche e del viaggio che vogliamo fare ;
Del prof di economia che mi ha insegnato ad amare quella materia che avevo così paura di affrontare ;
Di quelle risate che ci sono state e che lei non ha visto mai ;
Mi manca prof , e vorrei tornare da lei e dirle che sento di non avere paura per la prima volta in vita mia, che aveva ragione sulla vita , sulla scuola e su di me ;
È stata una brava prof e sento di doverle molto di più di quello che sono in grado di darle ;
La porterò sempre con me prof e lei mi deve promettere che farà lo stesso , che mi cercherà in ogni tema che arriverà , come io la cercherò in ogni professore ;
Mi deve promettere che mi cercherà in tutti quei libri che ha saputo farmi amare come io la cercherò in ogni pagina , in ogni frase che leggerò ;
Arrivederci prof , ci si vede in giro .

è solo che ho voglia delle parole del prima, quelle leggere che rubano i battiti, quelle senza promesse ma piene di risate.Quelle che non rispondono a necessità, ma solo al piacere.Volevo solo dirti che qualche volta immagino la tua voce

A.knife