cerchie

anonymous asked:

Come va?

E poi boh, cerchi su internet informazioni sulle illusioni ipnagogiche e ti imbatti in forum di sensitivi rincoglioniti che sostengono si tratti di presenze demoniache. Anni e anni di ricerche scientifiche sulle paralisi del sonno per arrivare a questo strazio…

E poi ci sono quei giorni che ti sembra di non farcela.
Quando vorresti solo stare da sola perché ogni cosa ti ferisce a morte, anche cose sciocche.
Quando in quella vasca piena d'acqua vorresti sprofondarci e non rialzarti più.
Credi che tutti ti odiano e che nessuno ti vorrà mai.
Credi che potresti anche andartene tanto non importerebbe a nessuno della tua presenza.
Cerchi di fare di tutto per gli altri ma non è mai abbastanza, perché non sei abbastanza.
E quando ti guardi allo specchio e vedi tutto quello che non volevi diventare, tutto quel grasso, tutta quella ciccia che ti fa davvero schifo e in quell’ istante avresti solo voluto sparire.
Quando credi che ne sei uscita ma quella voglia di infilarti due dita in gola c'è ancora, quel senso di colpa dopo aver mangiato che non se ne va.
E dopo tutto questo ti senti così sbagliata, ma non importa tanto passerà, passa tutto, bisogna rialzarsi farlo per te, perché almeno una volta nella vita meriti di apprezzarti un pochino, meriti la felicità, la pace con te stessa, basta fare guerra contro il proprio corpo perché ti stanchi e se ti stanchi
È finita.
—  La ragazza acida
Quando soffri, il cuore non lo senti più, come non senti nient'altro. Il vento leggero che ti scompiglia i capelli, le nuvole dalle forme bizzarre, il sole timido, i fiori fragili, le bolle di sapone, la delicatezza di un bacio soffiato, la torta della nonna non hanno nessun valore. Tutto sembra causarti un'insopportabile tristezza. Vorresti essere invisibile e lasciarti accarezzare soltanto dal silenzio, dal temporale e dalla solitudine; perché impari ad amare ciò che ti assomiglia, che credi possa capirti. Ogni risata non tua ti brucia sulle labbra, ogni carezza riporta a galla un ricordo e ogni secondo sembra non avere mai una fine. Pensi tante cose e tutte ti spaventano. Demolisci ogni contatto con la felicità. Non sogni più la notte. Ti vesti con la prima cosa che ti capita sottomano. Non curi la tua pelle e i tuoi capelli. Cerchi di mostrare al mondo le tue debolezze, e ci riesci. Però, ecco, volevo dirti di non accanirti contro il dolore perché ti farà apprezzare il buono, la gentilezza e la fragilità che sfugge quasi sempre agli occhi. Non avere paura. Adesso fa male - lo so bene -, ma nella sofferenza non spegnere mai il cuore. Non ripudiare la felicità degli altri. Non odiare chiunque solo perché non sei pronta ad amare. A cuore spento precludi alla vita di meravigliarti. E tu, credimi, hai bisogno che la luce ti scorra dentro per riuscire a sopportare il buio che ti annerisce ogni giorno di più.
—  Viviana V.
E che non c’è niente di peggio che ritrovarsi di fronte a quei sentimenti di anni fa e non poter far niente.
Ancora peggio è quando cerchi di scappare e più sembra che ti corrano dietro, quasi da volerti prendere, di nuovo.
Più ti dici -scappa, se ti lasci prendere sei fottuto-
Più sembrano dirti -fermati, guardami, lasciati prendere-.
Io al primo accenno mi sono fermata, mi sono voltata per sentirli meglio.
E quando l’ho fatto non ho trovato nessuno, quei sentimenti sembravano non parlarmi più.
Forse volevano vedere fin quanto avrei resistito, o semplicemente, per il gusto di vedermi fermare e lasciarmi prendere.
Adesso però è troppo tardi per riprendere la corsa.
Si sa, giocare a rincorrersi è sempre stato pericoloso.
Ed infondo si sa anche che la paura di riprovare qualcosa, la paura di rivederlo, di guardarsi, di sorridersi, è già un sentimento.
Che tu voglia ammetterlo o meno sei già fottuto così.
—  Maria Auriemma, @traimieirestifiorisco.
Si vede che lo ami.
Si vede dal modo in cui lo ignori.
Si vede da come non lo guardi, come fosse qualcosa di proibito.
Si vede da come speri di sentire i suoi occhi posati su di te.
Si vede da come cerchi di nascondere l'agitazione quando lo senti più vicino.
Si vede cara, e potrai dire in giro di odiarlo, potrai convincerli che ti è indifferente e che hai voltato pagina, ma non puoi mentire a te stessa.
Si vede, che non hai mai smesso di amarlo, e che hai una paura fottuta di non smettere mai.
—  Dev.

anonymous asked:

È possibile smettere di amare per gelosia? Non so, tipo quando continui ad essere geloso e poi arrivi a dire basta. È gelosia quella?

La gelosia piace a molti, perché è in quel caso che capisci quanto l'altra persona ti vuole, quanto sei importante, è in questi casi che capisci come stanno le cose. Per esempio alcuni citano apposta alcune loro amiche o amici per vedere che reazione verrà fuori per poi godersi il momento ( è da bastardi, ma lo faccio anch'io)
La gelosia scatta quando qualcuno cerca di avvicinarsi troppo a ciò che è tuo, come se il tuo allarme antifurto iniziasse a suonare ed entri in allerta. Può esserci anche paura, paura di essere sostituti da qualcuno che è meglio di noi, quindi cerchi in tutti i i modi di fare qualcosa. Quello che è mio, è solo mio e basta, questa è la tipica frase. La gelosia è qualcosa che non puoi controllare, se scatta, scatta, non c'è nulla da fare amico mio. In alcuni casi l'individuo può essere così frustrato che cerca di convincersi di non essere più innamorato, è una cosa che si impone, perché in parte la gelosia è causata anche dal tuo cuore.

-Elle

«Che cosa cerchi?», chiedeva.
«Non lo so».
«Te stesso?».
«Mia cara Léila, se pretendessi di cercare me stesso, avverrebbe perché mi sarei già trovato. Sono ancora al punto di partenza. Io cerco che cosa cercare».
—  René Crevel, Détours, 1924 - Affascinante serata

anonymous asked:

Tu credi che l'amore bisogna trovarlo o lasciare che sia l'amore stesso a trovarti?

L'amore capita. È una cosa molto spontanea. Quandi invece lo cerchi è una cosa forzata e finisci per accontentarti di qualcuno pur di illuderti che hai trovato l'amore.

I secondi amori sono quelli che scegli con consapevolezza e non per istinto, quelli che maturano in ritardo per gli errori fatti in precedenza, quelli nascono un po’ così, come conseguenza della fatidica frase: “d'ora in poi penserò soltanto a me stesso”. Sono strani i secondi amori, arrivano di punto in bianco quando ormai il tuo stile quotidiano è dolcemente trasandato, quando cerchi in tutti i modi di distogliere gli occhi altrui in un'altra direzione. Ti colpiscono anche se non sollevi lo sguardo, anche se passeggi a testa bassa come se non li meritassi, come se stessi cercando di evitarli. Sono amori che ti tengono stretti tra braccia, che ti cullano per assicurarti che da quel momento in poi non ti accadrà nulla. Spesso non arrivano perché sui primi ci hai investito troppo, così troppo da provare uno strano senso di sconfitta nel lasciarli andare.
—  Alessandro Muscatello