centro di bologna

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Come già detto, qualche stronzo si è divertito a riempire una zona del centro di Bologna di merda sui muri.
Per fortuna, qualcuno pensa a metterci una toppa

Ma lei è Italiano

Decido di andare a fare due passi svuotamente per i vicoli del centro di Bologna. Oggi non c'è caldo, solo molto umido. Arrivo in Piazza Maggiore, poi proseguo per le viuzzole attorno fino a ritornare nella piazza. Mi fermo un momento e accendo una sigaretta. Sono dal lato opposto a San Petronio. Ad un certo punto un poliziotto scende dall'auto parcheggiata a pochi metri e mi si avvicina: 

- Cortesemente mi può favorire i documenti?
Io cortesemente rispondo che “certo, ma ho fatto qualcosa che non va?” e intanto tiro fuori il mio documento che, ci penso solo in quel momento, è reduce dal famoso acquazzone del concerto di Battitato di Luglio. Tutto arricciato dall'umidità e un poco scolorito. Speriamo bene.

- Lei parla molto bene l'Italiano- dice il poliziotto, senza più guardarmi in faccia, mentre prende in mano la carta d'identità che reca ovviamente lo stemma della REPVBBLICA ITALIANA. Vorrei urlargli “Lei ha vinto il premio CAG dell'anno”, ma mi trattengo. Non risponde alla mia domanda: avrò fatto qualcosa di male? Avrà sospettato che sono modenese in terra bolognese? Naaa, nemmeno lui è di Bologna.

Mi guarda, guarda la foto, mi riguarda, riguarda la foto. Ogni volta che mi fermano, in Spagna, in Brasile, in centro a Modena, è sempre la stessa cosa. Indipendentemente da documento si crea sempre uno sfasamento tra la foto e la mia faccia evidentemente.

Alla fine, con estrema amarezza nella faccia finalmente lo riconosce - ma lei è Italiano! -. Ora non sto più nella pelle, mi immagino con otto megafoni posizionati davanti a un microfono a sua volta collegato all'impanto di un concerto degli WHO dei bei tempi mentre gli urlo PREMIO GAC, PREMIO GAC, PREMIO GAC!!! Vorrei anche dirgli che per come si stavano mettendo le cose pensavo fosse un carabiniere travestito dal poliziotto. Taccio ancora. L'ironia potrebbe non piacergli.

Va verso l'auto, si siede, borbotta qualcosa negli ammennicoli radiotrasmittenti e tre minuti dopo torna, riconsegnandomi il documento e congedandomi. Lo vedo con la coda dell'occhio puntare ad un ragazzo di colore seduto li vicino. Speriamo non lo scambi per cinese, se no ci rimane male due volte in un giorno.