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Marc Chagall, pittore di origine ebraica, naturalizzato francese, pare essere per molti l'artista che più di ogni altro “amò l'amore” a tal punto da farlo diventare uno dei temi preponderanti della sua pittura. Certo tale poetica fu influenzata dal grande amore per la moglie Bella, e dal dolore per la sua morte prematura, dall’originaria cultura ebraica e dalla nostalgia per la sua cara Russia, fino all’inevitabile incontro con la pittura francese delle avanguardie.

Un amore per tutto ciò che lo circonda e un ottimismo di base che hanno determinato la visione di artista cosmopolita rimasto bambino che noi tutti abbiamo di lui. Centrale nelle opere di Chagall, e decisamente più noto, è stato il tema degli innamorati. La costanza di questo tema ha, indubbiamente, origine dal suo grande amore per la prima moglie Bella Rosenfeld Chagall della quale dice, ricordando il loro primo incontro: “Mio è il suo silenzio. Miei, i suoi occhi. È come se mi conoscesse da sempre, come se sapesse tutto della mia infanzia, della mia vita attuale, del mio futuro, come se vegliasse su di me, intuisse la mia esistenza più profonda, sebbene la vedessi per la prima volta. Sentivo che lei era mia moglie..”.

Comincia così a dipingere innamorati con atmosfere fantastiche, quasi oniriche, leggeri e ondeggianti o stretti l’uno all’altra come chiusi nel misterioso e fatato cerchio dell’amore. Perché innamorarsi è, per Marc e Bella, liberarsi, superando le barriere terrene e spirituali, è “volare, abbracciati nel cielo e i campi di fiori, le case, i tetti, i cortili e le chiese sembrano fluttuare sotto di noi”.