castrismo

anonymous asked:

Castro esta con satanas.

Pues prefiero un Satanás socialista que un dios yanqui. Nunca he negado que en Cuba se violen derechos humanos como el de la libertad de expresión, eso a mí tampoco me gusta. Pero no seamos hipócritas, en las democracias occidentales también se violan derechos humanos universales. 

En España tenemos la reciente aprobada Ley Mordaza, que limita severamente el derecho de reunión y manifestación pacífica. También basta con ver la política exterior de Estados Unidos para apreciar todas las barbaridades que han cometido “en nombre de la libertad”. Podría poner muchos más ejemplos. Y no hablemos ya de los medios de comunicación; los más predominantes pertenecen a unas pocas manos privadas que sirven a los mismos intereses del poder, por lo que la información generalista siempre es bastante sesgada.

Cuando alabo a Castro es por ser uno de los referentes por usar la vía revolucionaria en el empoderamiento popular frente al derrocamiento de las dictaduras que implantó Estados Unidos en América Latina.

Bien claro está que Cuba se quedó muy huérfana cuando cayó la Unión Soviética, y que eso ha sido la causa principal de las dificultades en sus relaciones económicas. Y más cuando ha sido sometida durante medio siglo al bloqueo económico de Estados Unidos, y a sus sanciones. Pese a ello, se puede hablar de que Cuba es pionera en materia de sanidad, ya que, según la OMS, su sistema de salud es un referente mundial. Destina gran parte de su presupuesto a los servicios sociales. También tiene uno de los mejores sistemas educativos de América Latina, es de los que más aportan del PIB en educación. Además, los informes de la ONU dicen que tiene uno de los mayores índices de desarrollo humano. Y la tasa de mortalidad infantil más baja de Latinoamérica. Así que podemos mirar también por las cosas positivas.

Sobre el castrismo, únicamente me limito a opinar que en unos años acabará abriendo tanto su sistema político como su sistema económico. A día de hoy es difícil hacer frente a la hegemonía mundial del sistema capitalista, pero no imposible. Sigo creyendo en la construcción de alternativas. Por lo demás, no vivo en Cuba y no estoy legitimado para opinar sobre el día a día de la gente.

Dicho esto, y después de extenderme tanto, doy por contestado a cualquier insulto/reproche/pregunta sobre este tema que reciba de gente anónima. Lo demás, por chat.

Castro!

Il giradischi con i vinili è diventato un monopolio di mio figlio, soprattutto da quando ha scoperto i “Pikkols” (The Beatles); al contrario, tutti i CD che girano dentro casa sono di mia moglie, che non ha mai smesso di comprarli, anche quando, ai tempi di Veltroni segretario di partito, le mostrarono le meraviglie dell’Internez. 

Salgo in macchina, accendo la radio e parte “Truth Be Known”, dal disco Mirror Ball di Neil Young insieme ai Pearl Jam. È una roba del 1995, quando eravamo tutti più felici per il semplice fatto che nessuno sapeva un cazzo di come passava le giornate l’altro e potevamo ancora sognare di avere amici speciali che facevano cose speciali e magari la vicina di casa con cui avremmo voluto procreare o anche solo scopare in attesa dell’ascensore la incensavamo, nella nostra mente, come una persona di elevate doti soprannaturali, tipo conversare di Neil Young e fare i pompini con due mani mentre oggi, invece, sai che va in giro a scrivere cose su Fidel Castro del tipo “io ho parlato con un cubano e posso assicurarvi che se la passano tutti molto male.”

Ho letto, coprendomi gli occhi, i pensierini di Saviano su Castro. Non li voglio commentare perché Neil Young non meriterebbe mai un ascoltatore che pensi a Saviano mentre un suo brano suona. 

“Saw your friend
Working in this hotel
Says he used to know you when
And your dreams”

Probabilmente per descrivere uno come Fidel Castro non basteranno altri 50 anni e io provo sempre di più la sindrome del commentatore a caldo. Alla fine di un film, quando finisco di ascoltarmi un disco - ché io c’ho ancora sto brutto vizio di ascoltarmi i dischi da inizio a fine, come quando leggi un libro, senza fare altro - non sopporto chi poi ti chiede “eh, che ne pensi?” Non lo so ancora, l’ho finito appena 13 mesi fa, non ho avuto il tempo di assimilarlo.

Una volta andai a Cuba, nel 2011. Casualmente conobbi un certo Jesus Martinez, un signore di 75 anni, veterano della rivoluzione, o come ci disse lui, “della seconda guerra d'indipendenza cubana, appartenente al primo plotone, agli ordini del comandante Camillo Cienfuegos.” Dei suoi racconti mi restano tante cose e la frase “il socialismo è per i poveri, il capitalismo per i ricchi”. 

Poi mi ricordo di un altro cubano, grande, enorme, nero e che aveva combattuto in Angola ma non mi parlò di politica, bensì del suo amore per una ragazza portoghese che aveva conosciuto lì. Anch’io ebbi una storia con una portoghese, anni e anni fa e mi sentivo molto vicino a lui e poi di abbracciarlo forte forte perché, in quella piazzetta di non mi ricordo dove, bevendo rum e fumando sigarette senza filtro, eravamo diventati nostalgici per due tipe del Portogallo che probabilmente non avremmo mai più rivisto. 

La cosa più importante, comunque, fu che dopo quel viaggio avevo ancora meno chiaro cos’era Cuba, il castrismo, i cubani, la rivoluzione, i gadget e via dicendo. Una sola cosa avevo capito: il “Che” era amato ma allo stesso tempo lo prendevano pure un po’ per il culo, forse per via di quel fatto di essere andato in Bolivia con 20 uomini e senza una mappa del Paese per fare la rivoluzione. 

Ovviamente, ogni volta che scoppia una discussione politica con in mezzo un personaggio tipo Castro, qualcuno spara sempre il commento “eh però col cazzo che avreste voluto vivere a Cuba!”. O in Russia, o in Cina, fate voi. Ovviamente è tutta gente che commenta mentre si trova in coda al check-in per venire qua negli Stati Uniti d’America a godere delle gioie sfrenate del capitalismo con le tasse basse, zero sociale e soprattutto zero burocrazia. Ah, quanti porchiddii caduti inutilmente sulla tastiera come marines in missioni di pace. Ah, ne cercano di nuovi da mandare in guerra. Le iscrizioni non chiudono mai, ma affrettatevi. Potrebbe essere l’ultima.

In generale, mi sento di dire che da adesso saremo tutti un po’ più soli.