case della vetra

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Seconda meta degli anni ‘80: adesivi e giornalino Paninaro a Milano erano molto diffusi.

Si notino le espressioni “giustissimo”, “cuccare”, “sei ferrato?” nei quali è facile intravedere gli albori di un certo slang giovanile contemporaneo. Tutto era atto a rendere il giovane acquirente un “paninaro doc”. Si vede anche, dalle copertine, come i milanesi fossero attenti alle nascenti bande paninare nelle altre città italiane. 

(Sarebbe poi molto bello sapere di cosa trattasse l'articolo titolato neo-romaticamente “Sturm und drang”.)

Tra le foto anche “La posta del cuore” di Preppy, antesignana di quella, tipicamente 90s e ricca di tematiche più marcatamente sessuali, del Cioè

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Pagherete caro, pagherete tutto, 1975. 

Prima parte* del documentario realizzato dal Collettivo di cinema militante di Milano che testimonia le giornate di lotta e sciopero per l'assassinio di Zibecchi e di Varalli. Testimonianza preziosa di lotta antifascista e di una vecchia Milano antifascista.

Colpiscono le voci, i canti, la pochissima voce off e l'immediatezza con cui il canto collettivo raggiunge questo lato dello schermo, questo spazio di tempo distantissimo.

*le altre parti sono sempre su youtube, a lato di questo

Un colpo al cuore. In qualche modo questa è la fotografia che aspettavo da quando ho aperto questo blog. L'ho chiamata “Gli amanti della Vetra”. C'è tutto. Siamo nel 1976 e una coppia di innamorati o chissà si abbraccia o forse si bacia seduta su una panchina di piazza Vetra. Dietro di loro, sul muro, perpetue falce e martello. Una scena berlinese - mi ha fatto immediatamente persare a Karl Marx Allee -, forse sovietica, una commuovente immagine d'amore. Non so chi sia il fotografo, immagino Uliano Lucas ma è purtroppo solo una supposizione. (Grazie davvero a chi me l'ha inviata.)

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1954. Luciano Berio e Bruno Maderna sonorizzano un documentario radiofonico sulla città. Si tratta di un documento eccezionale anche grazie all'incredibile testo scritto dal musicologo Roberto Leydi che sottolinea gli spazi visivi e sonori della Milano degli anni Cinquanta. Un racconto di luci, ombre, fantasmi, cortili, deserti, tassì e tram…

Qua i link della seconda e della terza parte:

http://www.youtube.com/watch?v=Ioz2diJg6yE

http://www.youtube.com/watch?v=fklUr9ld7xo

Oggi su La Domenica di Repubblica, un bellissimo articolo di Ermanno Olmi che, raccontando dei suoi disegni ispirati a “Il sentiero dei Nidi di Ragno" di Italo Calvino ci dipinde anche la Milano immediatamente successiva alla liberazione. Ecco uno spezzone di cosa accadde dopo il 25 aprile del ‘45