capo bianco

M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama,
M’ama,
Non m’ama……..

Arrivi agli ultimi due petali, ma per paura che possa essere NON M’AMA
butti via la margherita e
ricominci da capo….

—  let-me-kiss-u-hard-before-u-go
3

Edgardo Laplante

(1888 - 1944)

Detto

Grande Capo White Elk

La figura autentica e le false piume del “Cervo Bianco”

Masnadiero canadese di tralignati costumi, girò il Connecticut fingendo di conoscere le segrete virtù delle erbe, spacciando per unguento miracoloso una melma a base di solfo rammollito

Poscia, falsandosi a paramedico, rubò i proventi della Croce Rossa, depredò i malati di cibo e vestiti e fuggì a New York a fare il tenore

Nello spettacolo “La carovana verso il West”, assunse per esigenze artistiche l’identità di “Capo Cervo Bianco”, ultimo Principe Irochese

Impostora identità dalla quale, volente o nolente, non uscirà mai più

Dopo aver razziato l’incasso del Music Hall di Londra, scappò in Francia per esibirsi daccapo nei teatri, stornellando cantiche Irochesi e dondolando forsennato nel costume tipico che lo rese paradigmatico

Ironico, scherzatore o disturbato di pensiero, si fuse in toto col personaggio

E in questa farsa rimase tutta la vita, con gran diletto

Nei gesti e nel favellare in guisa di pellerossa, rivendicò alla Società delle Nazioni i diritti dei nativi d’America e conquistò la benevolenza di Re Giorgio d’Inghilterra, da cui ottenne tutela per i suoi (presunti) figli indiani

Col suo maliardo fascino polarizzò l’interesse delle folle, attraendo una platea di fautori sempre crescente

Superbo di nobile e antica ascendenza, frequentò aristocratici e industriali, alti prelati, produttori cinematografici, ufficiali di alto grado, nobili e popolani

Sposò una ricca contessa austriaca

Di buona regola, era solito lanciare i denari della moglie, per compiacer la folla sottostante, dai balconi dei teatri, salotti e lussuosi hotel in cui era ospitato

Un viaggio trionfale lo portò in giro per l’ Italia

Dovunque acclamarono la sua generosità, fece regali, promise, incantò

Nel 1924 si fece annunciare a Mussolini come Tewanna Ray della tribù dei Tuscarora, Capo Politico e Grande Sciamano Indiano

Venne proclamato “Fascista ad Honorem”, con la promessa di aiuti economici per la causa degli Irochesi, Papa Pio XI gli fece dono di due ritratti con dedica manoscritta e Richard Ginori realizzò per lui un busto in porcellana che lo effigiava in scala 1:1

Dedito ai piaceri del senso e forte bevitore, fu riverito d’omaggi d’autorità, scorte d’onore, banchetti e suon di campane

Per anni, nell’insidiosa malizia, trovò soddisfazione e diletto

Tutti a far vezzi al Cervo Bianco, ma l’inattesa comparizione di una moglie del Rhode Island, tale “Judith”, svelò l’obliqua peripezia del mitomane piumato

“Sono un artista, tutto ciò che ho detto di me era da intendersi nel quadro di una narrativa teatrale”

La sua carriera finì nel manicomio cantonale di Medrisio

Folle è chi crede in questo mondo loco

Ch'è tutto truffe, e buffe, e falso giuoco

L’impostura come avventura esistenziale

Gloria , nominanza, e grande stima