cancro

Tornata a casa da ripetizioni, mi sono messa a piangere. Perché mi importa così tanto come mi valutano i miei professori?
Ripenso a mia cugina che, dall'altra parte della classe, oggi mi ha lanciato un bigliettino, come se fossimo tornate all'elementari, con su scritto: “Ti vedo spenta, sono preoccupata per te, stai bene?”
Forse è la mia natura di cancro che mi porta questa profonda infelicità, che combatto ogni giorno portando un sorriso onnipresente, come arma contro la sofferenza. Questo penso lo capisca solo il mio prof di filosofia, cancro pure lui, ma di quelli che sono sprofandati già da tempo in questo senso di tristezza, stufi di combatterlo, e sa che tutte le volte che non sorrido, sto mettendo via la mia arma, mi arrendo.
Fatto sta che, come sempre, Non importa chi abbia accanto, in questo momento sono triste, sola, con un mondo che mi sta schiacciando.
O, forse, ha semplicemente ragione D. quando dice che se piove si ha sempre una brutta giornata.

Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
—  Una storia… Strappa lacrime 😭❤️
Auguri migliore amica✨ RIP

Ce l'avete una migliore amica? Non quella con cui parlate di qualsiasi cosa, ma quella che vi conosce davvero, quella con cui le parole semplicemente non servono. Se l'avete pensateci un attimo. Non a tutti i singoli momenti passati insieme, sarebbero troppi. Solo alle cose più belle, più significative. Tipo il giorno in cui vi siete conosciute, il primo sguardo, la prima risata. La prima volta in cui vi siete confidate per davvero, quando avete capito di esservi trovate, di essere fatte per essere amiche. La prima volta che avete dormito insieme, quando vi siete svegliate e ve la siete trovata accanto, magari ancora addormentata.
I sorrisi più veri, i viaggi che sognate di are insieme, le ore passate al cellulare. Gli abbracci stretti fortissimi, quelli che riescono a salvarvi da qualunque problema, quelli che vi donano la consapevolezza di sapere che lei c'è sempre, nonostante le liti, nonostante i pareri diversi o le incomprensioni. La prima volta in cui l'avete vista piangere e magari vi siete sentite inutili. La prima volta in cui avete pianto davanti a lei e avete capito quanto la sola sua presenza bastasse a consolarvi. Forse è semplicemente questo una migliore amica. Una persona che ti rende felice, che ti permette di andare avanti nonostante tutto, e che per farlo non ha bisogno di grandi gesti o dimostrazioni strane. Qualcuno che riesca a salvarti da tutto, anche semplicemente standoti affianco. E a volte siamo tutte portate a darla per scontato, a considerarla una cosa normale, ma non lo è affatto. Avere una persona che ti capisce senza le parole e che sa farti sorridere solo con la sua presenza, è la cosa più bella che ti possa accadere nella vita. Quindi, se ce l'avete, una migliore amica, tenetevela stretta. Ripetetele “ti voglio bene” fino a stancarla, abbracciatela forte, non permettetele di andare via. Perché la migliore amica, quella vera, non si può sostituire. Mai.
Non fate come me. Non abbiate paura di farle del male, quando in realtà fate del male solo a voi stessi. Non lasciate che ve la portino via. Lottate. Fatevi foto su foto. Vivete. Siate felici.

Auguri Principessa💕 +14
Spero tu sia in un posto migliore,lassù. Da sempre, per sempre. È una promessa. Ricordi?

Le cose in cui ogni segno non è bravo:

Ariete: Mostrare agli altri i suoi punti deboli senza provare paura o vergogna.

Toro: Essere motivato.

Gemelli: Prendere decisioni.

Cancro: Staccarsi dalle persone a cui vuole bene.

Leone: Collaborare.

Vergine: Fidarsi.

Bilancia: Stare lontano dalle persone che ama.

Scorpione: Non offendersi facilmente.

Sagittario: Fare nuove amicizie.

Capricorno: Corrispondere l’amore che gli viene donato.

Acquario: Lasciarsi aiutare.

Pesci: Rimanere concentrato a lungo.

Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
damn dream

houve uma festa, no meio da cidade, num galpão, com cerveja quente e jazz.
os letreiros luminosos e azuis diziam:
“BEM VINDO AO INFERNO, TRAGA UM PEDAÇO DO SEU”
e eu levei você.

y

Le cose che ogni segno ama fare:

Ariete: comandare
Toro: mangiare
Gemelli: parlare
Cancro: coccolare
Leone: regnare
Vergine: leggere
Bilancia: ballare
Scorpione: baciare
Sagittario: viaggiare
Capricorno: programmare
Acquario: innovare
Pesci: sognare

OROSCOPO SETTEMBRE 2016

Ariete: MAI UNA GIOIA
Toro: MAI DUE GIOIE
Gemelli: SIETE DUE QUINDI MAI QUATTRO GIOIE
Cancro: MAI UNA GIOIA
Leone: UN DESERTO DI GIOIE
Vergine: MAI UNA GIOIA
Bilancia: MAI 1 CHILO DI GIOIE
Scorpione: COSA SONO LE GIOIE?
Sagittario: GIRA L’ANGOLO E SCOPRI LA GIOIA CHE NON AVRAI
Capricorno: NO GIOIE PER TE
Acquario: LE GIOIE SONO EVAPORATE
Pesci: AL FORNO CON LE PATATE

L'avevo incontrata per la strada, dispersa nel suo mondo. Cercava una strada, ma non ricordo quale. Ero troppo perso a guardarla per assimilare tutti i dettagli delle sue richieste. Ricordo di averle detto che le informazioni non erano gratuite.
“Mi hanno detto di non accettare caffè dagli estranei”
“Chi te lo ha detto non mi conosce”
Ci siamo ritrovati uno di fronte all'altra al caffè italiano lì all'angolo. Lei mi raccontava del suo viaggio e io non ascoltavo una parola. Lei sorseggiava il caffè, il mio restava sul tavolo. Lei guardava fuori dalla vetrina mentre parlava. Io guardavo lei.
Io non perdevo tempo ad ascoltarla perché dovevo guardare lei, io non mi interessavo del suo viaggio perché dovevo guardare lei. Quando hai davanti una bellezza rara per poco tempo non puoi permetterti di perdere degli istanti.
Eppure lei non era la ragazza bionda dagli occhi azzurri. Il suo fisico non era magro come le ragazze nelle copertine delle riviste e la sua pelle non era perfetta come le bambole di porcellana. Lei era la bellezza nella semplicità, e le cose semplici mi erano sempre piaciute.
“Ora dovrei andare”
“E chi lo dice?”
Arrossì alla mia domanda, non sapeva evidentemente cosa rispondere. Nessuno le aveva imposto di andarsene, quale motivo aveva per farlo?
“Il tempo..”
“Il tempo? ”
“La giornata sta per finire” osservò sbirciando i raggi del tramonto che penetravano tra le vetrine del caffè.
“Pensi che il tramonto significhi fine?”
“È come chiedere se vedo il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?” Mi confuse la sua domanda “Tu mi chiedi se credo che il tramonto determini la fine, ma io potrei risponderti che segna un nuovo inizio. Sono due modi di vedere le cose”
“E tu come lo vedi?”
“Il tramonto o il bicchiere?” Osservai entrambi. Non era interessante quale dei due eppure lei li aveva distinti. Mi incuriosiva la sua idea.
“Entrambi”
“Il tramonto segna la fine della giornata. Il tramonto è uno.
Guarda le nostre tazze. La mia e la tua. Come le vedi?”
“Beh, tu hai quasi finito.. io ho appena iniziato”
Non capii dove voleva arrivare ma apprezzavo il suo modo di ragionare diverso e contorto. Incuriosiva e metteva pace. Ti innalzava da terra e ti donava quiete. Lei era diversa.
“Il mio è mezzo vuoto. Il tuo è mezzo pieno”
“Quindi distingui due bicchieri e un tramonto?”
“Puoi moltiplicare un tramonto? Puoi costruirlo o inventarlo?”
“No”
“E allora il tramonto è uno”
“Ma i bicchieri possono essere infiniti allora”
“Il modo in cui li vedi dipende da quanto hai bevuto il loro contenuto”
Tutto si stava facendo interessante. Stavo entrando nella sua mente e stavo scoprendo essere un altro mondo. Poche volte puoi incontrare persone che abbiano una mentalità come la sua. Non tutti sono vittime della società. “Tu come vedi il tuo bicchiere ora?”
“Mezzo pieno”
“La tua vita è appena iniziata”
“Il bicchiere rappresenta la vita?”
“E sei tu a decidere quanto bere dal tuo bicchiere, no?”
“Sì, ma… il tuo è…è mezzo vuoto, hai detto..”
“Ora dovrei davvero andare”
“Ma, il tramonto allora che c'entra?”
“Il tramonto è la vita degli altri. Tu bevi dal tuo bicchiere ma è il tramonto quello che segna la fine della giornata per tutti”
Se ne andò lasciando un paio di monete sul tavolo. Era stata la conversazione più breve e intensa che avessi mai avuto con una persona. Ma lei non era una persona. Era un angelo. Ne ero certo.
Nonostante sapessi dove alloggiava non andai a trovarla nei giorni successivi ma la aspettai nello stesso posto e nella stessa ora dove l'avevo incontrata la prima volta. Feci così per settimane.
Un giorno la mia panchina era occupata da un vecchio che leggeva il giornale.
“È occupato?” Chiesi indicando il posto accanto al suo. Concentrato scrollò la testa andandosene pochi minuti dopo.
Il giornale lo aveva lasciato lì, accanto a me. Come a farmi compagnia e nell'attesa decisi di sfogliarlo.
Non mi era mai interessata la politica e nemmeno lo sport quindi mi limitai alla prima pagina.
Poi la vidi. Era lei, era stupenda come sempre. Era in piedi, sorridente con i suoi capelli castani che le incorniciavano il viso. Portava sulla tracolla la stessa borsa e gli occhi erano sempre quei marroni sognanti e pieni di idee. Era un peccato che tutto questo fosse una fotografia sotto il titolo di “Un'altra vittima del cancro”.
Ripensai alle sue parole. Il suo bicchiere era mezzo vuoto e il tramonto aveva deciso che fosse la fine.
—  Emily
holocausto

As quinas, os cheiros, as vozes e as coisas não ditas moram onde nenhum livro e nenhuma cifra (ou cifrão) pode detalhar. A dor é uma propriedade publicamente singular, ou singularmente publica - de todo mundo mas só minha. Incomoda o vazio de desconhecer os porquês da vida e incomoda perder. Talvez os estudos e as teses e a fé e os cabos dos laboratórios científicos que procuram incessantemente respostas para cada lacuna um dia percebam que viver é, principalmente, perder. Saramago deixou: tudo o que começa nasce do que acabou.


Eu sei, algumas barreiras para quebrar e alguns limites para respeitar. Há uma ponte na parte remota e envergonhada do meu peito que me arrependo de ter cruzado. O gosto de querer deixar para trás si mesmo por não conseguir parar de pensar e ir fundo e fundo e cada vez mais fundo em acusações particulares e lembranças ruins permanece em conserva no canto da boca, como um bilhete.


Vinte e quatro meses atrás escrevi o que escrevo agora: medo. O medo é Zeus e Hades, que drenar suas asas e deforma o cérebro. Barreira e limite, âncora e vela. Andar e continuar perdido. Me diz o preço do oásis porque meu grito é pouco mas é tudo que tenho. Quiçá eu possa descansar no ácido da sua língua e te ligar pedindo por paz e paz, paz, paz, só paz. Te escrever uma carta definitiva - com inúmeras alternativas - e rir do nascer do sol, amar a rua da sua casa. Quiçá eu coloque fogo no rascunho do que seremos, ou num pneu em frente a Prefeitura. A revolução parte simultaneamente de pontos remotos e um deles deve ser nós dois.


Cruzar as pernas e acender um cigarro é a melhor idiossincrasia que se compra no mercado. Eu vi, daqui dois mil anos a tristeza ainda fará parte dos livros de História e esse elefante acinzentado posto no meio da sala continuará me atrapalhando a assistir TV.


Yasmin

  • Troppo silenzioso o troppo caciarone: Pesci, Vergine, Acquario
  • Prende le cose o troppo o per niente seriamente: Sagittario, Gemelli
  • E' troppo sensibile o troppo freddo: Leone, Capricorno, Bilancia, Toro
  • Ama o odia con tutto se stesso: Ariete, Scorpione, Cancro
Situazione sentimentale dei segni:

Ariete: Io, io e l'altro io.
Toro: Costruendo un impero.
Gemelli: Vivendo la mia vita.
Cancro: Con il cuore a pezzi.
Leone: Non mi importa.
Vergine: Troppo buono per conformarmi con te.
Bilancia: Sto bene da solo.
Scorpione: Forever alone.
Sagittario: Dipende da chi chiede.
Capricorno: Nessuno mi vuole.
Acquario: È complicato.
Pesci: Aspettando un miracolo.