cancro

OROSCOPO SETTEMBRE 2016

Ariete: MAI UNA GIOIA
Toro: MAI DUE GIOIE
Gemelli: SIETE DUE QUINDI MAI QUATTRO GIOIE
Cancro: MAI UNA GIOIA
Leone: UN DESERTO DI GIOIE
Vergine: MAI UNA GIOIA
Bilancia: MAI 1 CHILO DI GIOIE
Scorpione: COSA SONO LE GIOIE?
Sagittario: GIRA L’ANGOLO E SCOPRI LA GIOIA CHE NON AVRAI
Capricorno: NO GIOIE PER TE
Acquario: LE GIOIE SONO EVAPORATE
Pesci: AL FORNO CON LE PATATE

Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
LETTERA DA UN PADRE MALATO DI TUMORE AL CERVELLO ALLA FIGLIA (se avete voglia di perdere 10 minuti del vostro tempo, leggetela, non ve ne pentirete).

Mi dispiace tanto non poterti veder crescere come vorrei. Ti prego di non incolpare nessuno o il mondo per questo. La vita è semplicemente fortuna e la mia si sta esaurendo. Vorrei dirti le parole giuste per farti sentire meglio. Vorrei non aver avuto il cancro e non averti costretta a vedermi star male, come succede spesso ora. Avrei voluto che tante cose fossero andate diversamente, ma non è successo.

La maggior parte dei papà e delle figlie hanno a disposizione decenni per chiacchierare intorno al tavolo della cucina, le loro mani riscaldate dalle tazze di caffè, mentre le ragazze girano gli occhi quando ascoltano i consigli dei genitori. Noi non abbiamo questo tempo. Non sarò in grado di accompagnarti per il tuo primo giorno di scuola, di venirti a prendere dopo il tuo primo appuntamento, di consolarti quando il cuore soffrirà o di tifare per te quando prenderai la laurea. Ma mentre sono ancora in giro ho pensato di provare a darti qualche consiglio per la tua vita. Spero che questo ti sarà di conforto. Mi auguro che il cancro non ritorni mai in modo che la tua vita sarà lunga, piena di soddisfazioni e felice.

Scuola: Tutti ti diranno che è vitale lavorare sodo a scuola. Spero che potrai sempre fare del tuo meglio. E’ importante andare bene a suola, ma assicurati anche di divertirti.

Ragazzi: Al momento non c’è distinzione tra maschi e femmine e vedi tutti i bambini come amici. Questo è tipico della tua natura dolce. Ma Kel, questo cambierà quando diventerai più grande. Potresti vedere i maschietti come compagni di classe fastidiosi nel giro di pochi anni. Ma, probabilmente, alle superiori ti renderai conto che può essere molto piacevole stare con loro. Avrai fidanzati quando sarai più grande – molto più grande spero! – e io non sarò qui per capire le loro intenzioni. Quindi, ecco alcuni consigli dal tuo vecchio. E’ molto difficile descrivere come ci si sente ad essere davvero innamorati. Forse ti ricorderai di me e della mamma, ci hai visti ridere insieme e farci le coccole sul divano, hai visto che ci vogliamo davvero bene; questo è ciò cui l’amore vero assomiglia.

Scegli sempre ragazzi con valori signorili, educazione e rispetto. Immaginali a casa a bere un tè e fare una chiacchierata con la nostra famiglia intorno al tavolo e se pensi che lo potranno fare, avrai trovato un uomo decente. Purtroppo, avrai il cuore spezzato un giorno. Fa male come l’inferno e ti sentirai come alla fine del mondo. Ma queste cose si superano. E anche se una storia d’amore non funziona, cerca di essere gentile. Non calpestare i sentimenti dei ragazzi. Infine, se avrai un amico speciale che è sempre lì per te quando i fidanzati vanno e vengono, non lo dare per scontato. Non lo trascurare. Lui potrebbe davvero sapere come starti vicino.


Matrimonio: Mi capita spesso di sognare il giorno del tuo matrimonio e mi immagino lungo la navata con le lacrime agli occhi prima di lasciarti a lui. Non sarò in grado di farlo Kelli. Mi dispiace tesoro. Ma sarò dietro le tue spalle quel giorno, orgoglioso e felice che avrai trovato una persona speciale che ti amerà e si prenderà cura di te.

Mamma: Fatti sostenere dalla mamma, soprattutto quando sarai un’adolescente. Ricordati che lei ti adora e vuole il meglio per te. Abbraccia mamma quando lei si sente triste e aiutatevi a vicenda a superare il momento in cui me ne andrò. Quando sarai adolescente potresti pensare che i tuoi amici avranno sempre ragione e che tua madre sbaglia. Ma lei deve prendere decisioni difficili per te, lei è più di ogni amico che potrai mai avere, lei ha a cuore i tuoi interessi. Trattala con amore.

Famiglia Niente è più importante della famiglia e dei valori che ci ha trasmesso. Niente.

Amici: Tratta le persone come ti trattano. Sii gentile con chiunque ti aiuta, sempre. Il bullismo è orribile – non diventare mai una ragazza che lo esercita.

Natale e compleanni: Nel tuo primo Natale senza di me, mi piacerebbe se tu e la mamma accenderete una candela e mi ricorderete per qualche minuto. Sarebbe bello se voi due ballerete insieme la danza della scimmia. Saltare scuotendo i nostri sederi ci ha sempre fatto ridere. Questo è qualcosa che riuscirà a farmi sorridere da lassù. Mi piacerebbe anche se andrete a trovare i miei genitori il giorno di Santo Stefano. Staranno troppo male. Ho dato alla nonna i regali per tutti i tuoi compleanni. Vorrei poter essere lì per aprirli insieme. Speriamo che ti piaccia tutto, è difficile immaginarti a 10, 15 o 20 anni. Mi chiedo se ti piaceranno ancora gli One Direction. Mi chiedo se ti faranno ancora ballare in giro per il salotto. […]

Sii felice: Non si può mai ridere al 50%: si ride sempre al 100%. La tua risata è altamente contagiosa. Spero che non la perderai mai. Non posso chiederti di non essere triste quando andrò via. So che lo sarai, principessa. E vorrei poter essere lì per avvolgere le mie braccia attorno a te e coccolarti fino a farti sorridere di nuovo. Ti ricordi l’orsacchiotto che ti ho comprato da un negozio di beneficenza? Hai detto che lo avresti tenuto per farti difendere e che lo avresti coccolato quando non ci sarò più. Questa è una grande idea. Se ti aiuta a sentirti meno triste, usalo come una forza trainante per tutta la vita. […]

Ricordati il motto della tua vita: Tentare sempre, provare. Ricordati che ti ho insegnato a dire “rinunciare è per i perdenti”. Ho fallito un certo numero di volte nella mia vita, ma non ho mai rinunciato. Kelli, non mollare mai.

Credi in te stessa: Nella vita, molte persone ti diranno che non si possono fare le cose. Pensa con la tua testa. Si può? Lo voglio? Grandi sfide comportano rischi per fare scelte intelligenti. Coloro che mi hanno detto che non potevo fare certe cose non volevano che le facessi. Se si desidera qualcosa, è quasi sempre possibile, fai del tuo meglio.

E per finire … Grazie per esserci Kelli. Grazie per avermi fatto il più grande complimento di tutti i tempi chiamandomi papà. Averti come mia figlia è il più grande onore della mia vita. Grazie per avermi insegnato di più sull’amore e sulla felicità di qualsiasi altra persona.

Goditi la vita. Non aver fretta. Io saprò aspettarti.

Tutto il mio amore, sempre, a te mia principessa e alla mamma.

Mi chiamo Hazel. Augustus Waters è stato il grande amore avversato dalle stelle della mia vita. La nostra è stata una storia d’amore epica, e io non riuscirò ad aggiungere nemmeno un’altra frase senza scomparire in una pozza di lacrime. Gus sapeva. Gus sa. Non vi racconterò la nostra storia d’amore perché come tutte le vere storie d’amore morirà con noi, come deve. Speravo che facesse lui il discorso funebre per me, perché non c’è nessun altro che vorrei lo facesse… Non posso parlare della nostra storia d’amore, quindi vi parlerò di matematica. Non sono un matematico, ma una cosa la so: ci sono infiniti numeri tra 0 e 1. C’è 0,1 e 0,12 e 0,112 e una lista infinita di altri numeri. Naturalmente c’è una serie infinita di numeri ancora più grande tra 0 e 2, o tra 0 e un milione. Alcuni infiniti sono più grandi di altri infiniti. Ce l’ha insegnato uno scrittore che un tempo abbiamo amato. Ci sono giorni, e sono molti, in cui mi pesano le dimensioni della mia serie infinita. Vorrei più numeri di quanti è probabile che ne vivrò, e Dio, voglio più numeri per Augustus Waters di quelli che gli sono stati concessi. Ma Gus, amore mio, non riesco a dirti quanto ti sono grata per il nostro piccolo infinito. Non lo cambierei con niente al mondo. Mi hai regalato un per sempre dentro un numero finito, e di questo ti sono grata.
—  Hazel, Colpa Delle Stelle (via erapermevelenoeantidoto)
Mentre mia moglie mi serviva la cena ,
le presi la mano e le dissi:”Devo parlarti”.
Lei annui e mangio’ con calma.
La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi,
quel dolore che all’improvviso mi bloccava la bocca,
Mi feci coraggio e le dissi:” Voglio il divorzio”.
Lei non sembro’ disgustata dalla mia domanda
e mi chiese soavemente: ” Perché?”.
Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte.
Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio,
ma io non potevo risponderle,
aveva perso il mio cuore a causa di un’altra donna, Giovanna.
Io ormai non amavo più mia moglie,
mi faceva solo tanta pena,
mi sentivo in colpa,
ragion per cui sotto-scrissi nell’atto di separazione
che a lei restasse la casa, l’auto e il 30% del nostro negozio.
Lei quando vide l’atto lo strappo a mille pezzi ! ”Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!”.
A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero’ non potevo farci nulla, io amavo Giovanna.
All’improvviso mia moglie comincio’ a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l’idea del divorzio cominciava ad essere realta’.
Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna.
Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li’ seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire.
La mattina dopo mia moglie mi presento’ le condizioni affinché accettasse la separazione.
Non voleva la casa, non voleva l’auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso,
quel mese che stava per cominciare l’indomani.
Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto!
Il suo ragionamento era semplice : ”Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e’ giusto distrarlo con i nostri problemi”.
Io fui d’accordo pero’ lei mi fece un ulteriore richiesta.” Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero’ ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ”.
Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace.
Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio’ in una fragorosa risata dicendo: ”Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!”.
Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi’ quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:” Grande papa’, ha preso la mamma in braccio!”.
Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:”Non dirgli nulla del divorzio,per favore…
Acconsentii con un cenno , un po’ irritato, e la lasciai sull’uscio.
Lei usci’ e andò a prendere il bus per andare al lavoro.
Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione.
Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo .
Mi resi conto che non era più cosi’ giovane,
qualche ruga, qualche capello bianco.
Si notava il danno che le avevo fatto!
Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi’?
Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l’intimità stava ritornando tra noi,
questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più’ .
Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente.
Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera.
Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:”I miei vestiti mi vanno grandi, ”.
Li’ mi resi conto che era dimagrita tanto…ecco perché mi sembrava cosi’ leggera!
Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione…
troppo dolore e troppa sofferenza pensai.
Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro’ all’improvviso nella nostra stanza e disse :” Papa’ e’ arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita).
Mia moglie lo abbraccio’ forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio’ il mio modo di vedere il divorzio.
Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo,
la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere!
L’ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:” Non mi ero reso conto di aver perduto l’intimità con te…
Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto’ a casa.
Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri’ la porta
e io le dissi:”Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie…”
Lei mi guardo’ e disse: Ma sei impazzito?
Io le risposi :” No…e’ solo che amo mia moglie…era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l’ho portata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita! Giovanna pianse mi tiro’ uno schiaffo e entro’ in casa sbattendomi in faccia la porta.
Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori.
Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto?
Le dissi:”Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché morte non ci separi”
Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca.,
ma mia moglie era a terra …morta!
Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene.
Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese…
affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre.”
Questi sono i dettagli che contano in una relazione.
Non la casa….non la macchina….non i soldi…queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d’amore.
A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.
—  Una storia… Strappa lacrime 😭❤️
Le cose in cui ogni segno non è bravo:

Ariete: Mostrare agli altri i suoi punti deboli senza provare paura o vergogna.

Toro: Essere motivato.

Gemelli: Prendere decisioni.

Cancro: Staccarsi dalle persone a cui vuole bene.

Leone: Collaborare.

Vergine: Fidarsi.

Bilancia: Stare lontano dalle persone che ama.

Scorpione: Non offendersi facilmente.

Sagittario: Fare nuove amicizie.

Capricorno: Corrispondere l’amore che gli viene donato.

Acquario: Lasciarsi aiutare.

Pesci: Rimanere concentrato a lungo.

Mentre mia moglie mi serviva la cena , le presi la mano e le dissi:''Devo parlarti''. Lei annui e mangio' con calma. La osservai e vidi il dolore nei suoi occhi, quel dolore che all'improvviso mi bloccava la bocca, Mi feci coraggio e le dissi:'' Voglio il divorzio''. Lei non sembro' disgustata dalla mia domanda e mi chiese soavemente: '' Perché?''. Quella sera non parlammo più e lei pianse tutta la notte. Io sapevo che lei voleva capire cosa stesse accadendo al nostro matrimonio, ma io non potevo risponderle, aveva perso il mio cuore a causa di un'altra donna, Giovanna. Io ormai non amavo più mia moglie, mi faceva solo tanta pena, mi sentivo in colpa, ragion per cui sotto-scrissi nell'atto di separazione che a lei restasse la casa, l'auto e il 30% del nostro negozio. Lei quando vide l'atto lo strappo a mille pezzi ! ''Come ?! avevamo passato dieci anni della nostra vita insieme ed eravamo ridotti a due perfetti estranei?!''. A me dispiaceva tanto per tutto questo tempo che aveva sprecato insieme a me, per tutte le sue energie, pero' non potevo farci nulla, io amavo Giovanna. All'improvviso mia moglie comincio' a urlare e a piangere ininterrottamente per sfogare la sua rabbia e la sua delusione, l'idea del divorzio cominciava ad essere realta'. Il giorno dopo tornai a casa e la incontrai seduta alla scrivania in camera da letto che scriveva, non cenai e mi misi a letto, ero molto stanco dopo una giornata passata con Giovanna. Durante la notte mi svegliai e vidi mia moglie sempre li' seduta a scrivere, mi girai e continuai a dormire. La mattina dopo mia moglie mi presento' le condizioni affinché accettasse la separazione. Non voleva la casa, non voleva l'auto tanto meno il negozio, soltanto un mese di preavviso, quel mese che stava per cominciare l'indomani. Inoltre voleva che in quel mese vivessimo come se nulla fosse accaduto! Il suo ragionamento era semplice : ''Nostro figlio in questo mese ha gli esami a scuola e non e' giusto distrarlo con i nostri problemi''. Io fui d'accordo pero' lei mi fece un ulteriore richiesta.'' Devi ricordarti del giorno in cui ci sposammo, quando mi prendesti in braccio e mi accompagnasti nella nostra camera da letto per la prima volta, in questo mese pero' ogni mattina devi prendermi in braccio e devi lasciarmi fuori dalla porta di casa ''. Pensai che avesse perso il cervello , ma acconsentii per non rovinare le vacanze estive a mio figlio per superare il momento in pace. Raccontai la cosa a Giovanna che scoppio' in una fragorosa risata dicendo: ''Non importa che trucchi si sta inventando tua moglie, dille che oramai tu sei mio, se ne faccia una ragione!''. Io e mia moglie era da tanto che non avevamo più intimità, cosi' quando la presi in braccio il primo giorno eravamo ambedue imbarazzati, nostro figlio invece camminava dietro di noi applaudendo e dicendo:'' Grande papa', ha preso la mamma in braccio!''. Le sue parole furono come un coltello nel mio cuore, camminai dieci metri con mia moglie in braccio, lei chiuse gli occhi e mi disse a bassa voce:''Non dirgli nulla del divorzio,per favore... Acconsentii con un cenno , un po' irritato, e la lasciai sull'uscio. Lei usci' e andò a prendere il bus per andare al lavoro. Il secondo giorno eravamo tutti e due più rilassati, lei si appoggiò al mio petto e potetti sentire il suo profumo sul mio maglione. Mi resi conto che era da tanto tempo che non la guardavo . Mi resi conto che non era più cosi' giovane, qualche ruga, qualche capello bianco. Si notava il danno che le avevo fatto! Ma cosa avevo potuto fare da ridurla cosi'? Il quarto giorno , prendendola in braccio come ogni mattina avvertii che l'intimità stava ritornando tra noi, questa era la donna che mi aveva donato dieci anni della sua vita, la sua giovinezza, un figlio e nei giorni a seguire ci avvicinammo sempre più' . Non dissi nulla a Giovanna per rispetto!.Ogni giorni era più facile prenderla in braccio e il mese passava velocemente. Pensai che mi stavo abituando ad alzarla, e per questo ogni giorno che passava la sentivo più leggera. Una mattina lei stava scegliendo come vestirsi, si era provata di tutto, ma nessun indumento le andava bene e lamentandosi disse:''I miei vestiti mi vanno grandi, ''. Li' mi resi conto che era dimagrita tanto...ecco perché mi sembrava cosi' leggera! Di colpo mi resi conto che era entrata in depressione... troppo dolore e troppa sofferenza pensai. Senza accorgermene le toccai i capelli, nostro figlio entro' all'improvviso nella nostra stanza e disse :'' Papa' e' arrivato il momento di portare la mamma in braccio( per lui era diventato un momento basilare della sua vita). Mia moglie lo abbraccio' forte ed io girai la testa, ma dentro sentivo un brivido che cambio' il mio modo di vedere il divorzio. Ormai prenderla in braccio e portarla fuori cominciava ad essere per me come la prima volta che la portai in casa quando ci sposammo, la abbracciai senza muovermi e sentii quanto era leggera e delicata, mi venne da piangere! L'ultimo giorno feci la stessa cosa e le dissi:'' Non mi ero reso conto di aver perduto l'intimità con te... Mio figlio doveva andare a scuola e io lo accompagnai con la macchina, mia moglie resto' a casa. Mi diressi verso il posto di lavoro, ma a un certo punto passando davanti casa di Giovanna mi fermai, scesi e corsi sulle scale, lei mi apri' la porta e io le dissi:''Perdonami..ma non voglio più divorziare da mia moglie...'' Lei mi guardo' e disse: Ma sei impazzito? Io le risposi :'' No...e' solo che amo mia moglie...era stato un momento di noia e di routine che ci aveva allontanato ..ma ora ho capito i veri valori della vita , dal giorno in cui l'ho poortata in braccio mi sono reso conto osservandola e guardandola che dovevo farlo per il resto della mia vita!Giovanna pianse mi tiro' uno schiaffo e entro' in casa sbattendomi in faccia la porta. Io scesi le scale velocemente , andai in macchina e mi fermai in un negozio di fiori. Le comprai un mazzo di rose e la ragazza del negozio mi disse: Cosa scriviamo sul biglietto? Le dissi:''Ti prenderò in braccio ogni giorno della mia vita finché orte non ci separi'' Arrivai di corsa a casa, feci le scale entrai e di corsa mi precipitai in camera felicissimo e col sorriso sulla bocca., ma mia moglie era a terra ...morta! Stava lottando contro il cancro, ed io che invece ero occupato a passare il tempo con Giovanna senza nemmeno accorgermene. Lei per non farmi pena non me lo aveva detto, sapeva che stava per morire e per questo mi chiese un mese di tempo, si un mese... affinchè a nostro figlio non rimanesse un cattivo ricordo del nostro matrimonio, affinché nostro figlio non subisse traumi, affinché a nostro figlio rimanesse impresso il ricordo di un padre meraviglioso e innamorato della madre." Questi sono i dettagli che contano in una relazione. Non la casa....non la macchina....non i soldi...queste sono cose effimere che sembrano creare unione e invece dividono. Cerchiamo sempre di mantenere il matrimonio felice, ricordando sempre il primo giorno di questa bella storia d'amore. A volte non diamo il giusto valore a ciò che abbiamo fino a quando non lo perdiamo.

L'ho trovato su una pagina..è una cosa tristissima..

(via thegirlwiththecoldinside)

I segni in due parole
  • Ariete:energico, aggressivo
  • Toro:romantico, testardo
  • Gemelli:spumeggiante, nervoso
  • Cancro:protettivo, delicato
  • Leone:onesto, arrogante
  • Vergine:preciso, esigente
  • Bilancia:affascinante, pigro
  • Scorpione:intenso, geloso
  • Sagittario:distratto, libero
  • Capricorno:ambizioso, serio
  • Acquario:eccentrico, distante
  • Pesci:creativo, sensibile