camposantos

Vocabulario sobre la muerte en español

un asunto de vida y muerte - a matter of life and death

un ataúd - a coffin

un cadáver - a dead body

causar la muerte - cause death

un camposanto, el cementerio - a cementery

el derecho a la muerte - the right to die

enterrar, sepultar, dar sepulta  - to bury

el entierro, el funeral - funeral

enviudar - become widowed

el viudo - widower

la viuda - widow

estar de luto - be in mourning

la funeraria, el tanatorio - funeral home

hasta que la muerte nos separe - until death does not separate us

el heredero - heir

la herencia - inheritance

el luto - mourning

la morgue - morgue

morrir, fallecer - die

el muerto, el difunto -  a dead person

la pena de muerte - death penalty

perder la vida - perish

se debatía entre la vida y muerte - between life and death

el sepulcro, la tumba, la fosa - tomb

el sepultero - gravedigger

el testamento - testament

la última voluntad -  last will

el velatorio, el velorio - funeral meal

la muerte en un atentado - death in assassination

la muerte inesperada - unexpected death

la muerte por exceso de trabajo - death from overstrain

la muerte súbita - sudden death

la muerte trágica - tragic death

¿Hay vida después de la muerte? - Is there afterlife? 

el término de la vida - end of life

la muerte cerebral - brain death

RAB, LA AUSCHWITZ DIMENTICATA DAGLI ITALIANI

Mettiamola così: se un Paese mettesse in piedi un campo di concentramento rinchiudendovi in meno di 14 mesi circa 10mila persone, e facendone morire 1.500, passerebbe alla storia come aguzzino (il tasso di mortalità, del 15 per cento, è pari a quello del lager di Buchenwald). Se lo fa l'Italia, invece, niente.

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare del campo di internamento di Arbe. Oppure di quelli di Gonars, Monigo, Renicci e vari altri. Probabilmente quasi nessuno. Eh già, perché l'Italia preferisce l'oblio quando il passato è imbarazzante. E invece bisogna ricordare. Anche gli italiani hanno commesso efferatezze, hanno ammazzato, hanno rinchiuso nei campi vecchi, donne e bambini facendoli morire di fame e di malattie.

Nel 1941 l'Italia invade la Jugoslavia e si annette una parte del territorio, nelle attuali Slovenia e Croazia. Alle popolazioni locali l'idea di essere dominati da una potenza straniera non piace granché e dopo quasi un anno di situazione relativamente tranquilla, comincia una furiosa guerriglia partigiana. La reazione italiana è durissima: rastrellamenti, fucilazioni, deportazione delle popolazioni civili dai villaggi delle zone dove sono attivi i partigiani.

Viene creata una rete di campi di internamento (per chi volesse approfondire: Carlo Spartaco Capogreco, I campi del duce, Einaudi) dove sistemare le popolazioni deportate. Uno di questi campi sorge sull'isola di Arbe, nel golfo del Quarnero (oggi Rab, Croazia). Rispetto agli altri ha avuto un triste primato: quello di essere il più duro, quello dove sono morte più persone. È gestito dal Regio esercito, non da camice nere, milizie o quant'altro; non è un campo strettamente “fascista”, è un campo “italiano”.

Il primo gruppo di internati (240) ci arriva esattamente settant'anni fa, nel luglio 1942, poi ne giungono altri a gruppi, a fine agosto arrivano mille minori di 16 anni, tutti assieme. Quasi tutti sono vittime dei rastrellamenti in Slovenia, pochi i croati. Il campo sorge nel vallone di Sant'Eufemia, sul fondo della baia di Campora (Kampor), su un terreno paludoso, sottoposto all'azione dell'alta marea e a rischio inondazione (Arbe, contrariamente al resto della Dalmazia, è ricchissima d'acqua dolce).

Gli internati, come detto soprattutto vecchi, donne e bambini, vengono sistemati all'interno di tende. Le condizioni di vita sono durissime: «Campo di concentramento non significa campo di ingrassamento», annota il generale Gastone Gambara, comandante dell'XI corpo d'armata che aveva giurisdizione sulla zona (naturalmente è morto senza mai dover rispondere delle sue azioni nei Balcani, e dopo esser stato reintegrato nell'esercito nel 1952). Condizioni di vita aggravate dal sadico comportamento del comandante del campo, il tenente colonnello dei carabinieri Vincenzo Cuiuli (condannato a morte dai partigiani, si taglierà le vene la notte prima dell'esecuzione). Gli interrogatori degli internati, dopo la liberazione del campo da parte degli jugoslavi, l'8 settembre 1943, sottolineeranno anche la crudeltà del cappellano, don Enzo Mondini, mentre rimarcheranno i tentativi messi in atto dagli ufficiali medici per alleviare almeno di un po’ le pene.

Gli internati di Arbe muoiono per denutrizione (la razione era 80 grammi di pane al giorno, più una brodaglia cucinata in ex bidoni di benzina), per malattie (il generale Gambara, enuncia il principio «internato ammalato uguale internato tranquillo» e fa distribuire paglia infestata dai pidocchi) e per calamità naturali. L'episodio più grave avviene nella notte tra il 29 e il 30 settembre 1942 quando un furioso temporale provoca un'inondazione alta un metro che devasta il settore femminile, trascinando in mare tende, donne e bambini. Il giorno dopo vengono recuperati dalla baia decine di corpicini galleggianti. La sezione femminile e quella maschile sono divise da un ruscello che però è talmente infestato dai pidocchi da rendere impossibile non solo berne l'acqua, ma persino usarla per lavarsi.

Gli internati inscheletriti dalla fame, cotti dal sole, sporchi all'inverosimile, suscitano l'intervento del Vaticano che cerca di alleviarne le spaventose condizioni, viene costruita qualche baracca, ma nulla più. Herman Janez, allora un bambino di sette anni, ricorda il terribile inverno passato sull'isola: «Le guardie ogni giorno facevano l’appello di noi ragazzini per poi portarci nella rada di mare antistante al campo e farci fare il bagno. Ci nascondevamo, ma poi questi ci stanavano e ci costringevano ad andare in acqua. Eravamo già deboli, pieni di zecche e di pidocchi, di piaghe purulente, puzzavamo di sterco nostro e altrui, e dopo questi bagni un semplice mal di gola ha portato tanti di noi al camposanto». La mortalità maggiore si registra quando il freddo pungente della bora porta via gli internati a grappoli.

Non si sa esattamente quanti siano stati gli internati. Le stime vanno da 7.500 a 15.000. Teniamoci su una prudente via di mezzo e diciamo attorno ai 10mila. I morti accertati, con nome e cognome, sono 1.435, ma quasi certamente sono di più perché i sopravvissuti hanno testimoniato che poteva capitare di seppellire due salme in una tomba e che gli internati nascondessero il corpo di qualche deceduto per dividersi la sua porzione di brodaglia.

Gli ebrei, per lo più scampati agli ustascia croati, erano trattati meglio perché il Regio esercito non li considerava nemici, come invece accadeva per gli sloveni. Per esempio vivevano in baracche e non in tenda e non subivano le persecuzioni riservate agli altri. Evelyn Waugh li menziona in un suo racconto, “Compassione”: «Con improvvisa veemenza la donna, la signora Kanyi, tacitò i consiglieri e si mise a raccontare la sua storia. Quelli là fuori, spiegò, erano i sopravvissuti di un campo di concentramento italiano sull'isola di Rab. Per la maggior parte erano cittadini jugoslavi, ma alcuni, come lei, erano rifugiati dall'Europa centrale. Alla fuga del re, gli ustascia avevano cominciato a massacrare gli ebrei. E gli italiani li avevano radunati trasferendoli sull'Adriatico. Con la resa dell'Italia, i partigiani avevano tenuto la costa per qualche settimana, riportando gli ebrei sul continente, reclutando tutti quelli giudicati utilizzabili, e imprigionando il resto».

Dal 1945 a oggi, mai un rappresentante ufficiale dello stato italiano è andato ad Arbe a deporre una corona di fiori, mai il console italiano della vicina Fiume (Rijeka) è andato a pronunciare un'orazione funebre, mai l'ambasciatore italiano a Zagabria ha sentito il dovere di chiedere scusa. Soltanto una volta un rappresentante dell'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, è andato in forma ufficiale alle commemorazioni del campo di Gonars, in provincia di Udine. Ma mai l'Italia repubblicana ha preso definitivamente le distanze da quanto commesso ad Arbe e nei Balcani dall'Italia fascista.

Pa’

forse si è capito che in famiglia si aveva un tipo di confidenza alquanto strano. A parte quello materno, morto quando avevo forse cinque anni, non ho conosciuto i miei nonni.

stamattina sono andata a La Rocca, che non è un luogo, ma il nome della casa di origine del ramo paterno. Si trova a ridosso del Po.

arrivando ho visto per la prima volta il camposanto e mi sono fermato, così, d'istinto. Sono entrato a cercare le tombe dei nonni che non ho mai visto.

ho trovato una tomba con diverse foto, ma i nomi non mi corrispondono. Adesso mi trovo fuori dal ristorante della casa di riposo. Aspetto che Pa’ finisca le fragole.

mi ribollono la pancia e l'anima.


ricordi ispirati da @psicostregone

Spanish Vocabulary - Muertos, monstruos, y lo espantoso

In honor of the season, I’ll be supplying some spooky Spanish vocabulary for everyone.

  • la oscuridad = darkness
  • las tinieblas = darkness / evil / “the depths” [more literary or euphemistic of what “darkness” can represent]
  • la sombra = shade, shadow
  • la pesadilla = nightmare
  • la calabaza = pumpkin, gourd
  • el diablo = devil
  • el demonio = demon, devil
  • el monstruo = monster
  • la criatura = creature
  • la bestia = beast
  • la bruja / el brujo = witch / wizard (male witch) [most commonly la bruja]
  • el mago / la maga = mage, magician, witch/wizard
  • la brujería = witchcraft
  • la caldera = cauldron
  • el hechicero / la hechicera = sorcerer, sorceress
  • el hechizo = (magical) spell
  • el maleficio = curse / hex
  • el encanto = charm
  • la poción = potion
  • la escoba = broom
  • el aquelarre = coven of witches
  • embrujado/a = haunted / bewitched
  • la magia = magic
  • mágico/a = magic(al)
  • la quimera = illusion, fantasy, mirage [or a “chimera” in the Greek monster sense]
  • el hombre lobo = werewolf [lit. “man-wolf”, sometimes seen as mujer lobo or mujer loba for a female werewolf, though hombre lobo is the default]
  • el esqueleto = skeleton
  • el cadáver = cadaver, dead body
  • cadavérico/a = ghastly, deathly pale, gaunt, looking like death
  • el cuerpo = body / corpse
  • corporal = corporeal / of or relating to the body
  • el hueso = bone
  • el ataúd = coffin / casket
  • el féretro = coffin / casket
  • la cadena = chain
  • la lápida = tombstone
  • el camposanto = graveyard
  • el cementerio = cemetery
  • el vampiro = vampire
  • el / la cazavampiros = vampire hunter / vampire slayer
  • el cazador, la cazadora = hunter (or huntress)
  • el murciélago = bat [sometimes spelled murciégalo]
  • el / la chupasangre = blood-sucker [lit. “sucks blood”]
  • la araña = spider
  • la telaraña = spiderweb, cobweb
  • el espantapájaros = scarecrow
  • el payaso = clown
  • la sirena = mermaid / Siren [as in the Greek monster; also a “siren” in the sense of an alarm or a sound that indicates danger]
  • la Parca / la Muerte = Grim Reaper / Death
  • la hoz = sickle
  • la guadaña = scythe
  • el jinete sin cabeza = Headless Horseman
  • el sabueso = hound, large dog, hunting dog
  • el dragón = dragon
  • el hada, la hada, las hadas = fairy, fairies
  • el hado = fate
  • la ninfa = nymph
  • el dios, la diosa = god, goddess
  • (el) Dios = God
  • el rey = king
  • la reina = queen
  • el príncipe = prince
  • la princesa = princess
  • la muerte = death
  • la vida = life
  • los vivos = the living
  • los muertos = the dead
  • el / la zombi, los zombis = zombie, zombies [las zombis would be “exclusively female zombies”]
  • el / la mortal = mortal, human being
  • mortal = deadly
  • fatal = fatal, deadly / terrible, awful, very sick
  • enfermo/a = sick, ill
  • llorón, llorona = weepy / crybaby / whiner
  • la Llorona = the Wailing Woman [similar to a Latin American version of a “banshee”]
  • el fantasma = ghost
  • fantasmal = ghostly, creepy, eerie
  • el espíritu = spirit
  • el poltergeist / el espíritu burlón = poltergeist [German loanword] / mischievous spirit
  • el / la médium = psychic medium
  • el / la vidente = seer
  • el / la clarividente = clairvoyant
  • el / la espiritista = ghost whisperer / medium
  • el duende = mischievous spirit / gnome / elf
  • el azote = scourge [either in the sense of azotar “to whip”, or “a cause of suffering”]
  • la plaga = plague
  • la peste = pestilence / disease
  • el sufrimiento = suffering
  • el pavor = dread / intense fear
  • la sorpresa = surprise
  • sorprendido/a = surprised
  • sorprendente = surprising
  • el espanto = terror
  • espantoso/a = frightening, terrifying
  • el asombro = astonishment, surprise
  • asombroso/a = astonishing, amazing, causing surprise
  • alucinado/a = staggering, slack-jawed / dazed, delusional / hallucinating
  • alucinante = amazing, awesome / hallucinatory, causes hallucinations
  • el susto = a fright, a jump (from fright) 
  • el mal = evil
  • los malos = “the bad guys”
  • mal, malo/a (adj) = bad, evil
  • mal (adv) = badly
  • la malicia = malice
  • malicioso/a = malicious
  • malvado/a = wicked, evil, twisted
  • malévolo/a = malevolent, wishing ill, with bad intentions
  • el bien = good (as in a concept of morality) / good(s), item
  • los buenos = “the good guys”
  • buen, bueno/a (adj) = good, kind
  • bien (adv) = well
  • benévolo/a = benevolent, wishing well, with good intentions
  • retorcido/a = twisted, warped
  • loco/a = crazy
  • enloquecido/a = crazed, mad, driven mad
  • desquiciado/a = unhinged, deranged
  • peludo/a = hairy
  • velludo/a = fuzzy
  • salvaje = savage / wild
  • la garra = claw
  • el colmillo = fang
  • feroz = ferocious
  • atroz = atrocious, monstrous, despicable
  • espeluznante = blood-curdling, hair-raising, spine-tingling
  • horripilante = hair-raising, causing the hair to stand on end
  • el asesino, la asesina = murderer, murderess, killer
  • el asesinato = the act of murder
  • el homicido = homicide
  • homicida = homicidal
  • el / la psicópata = psycho(path)
  • el / la compinche = accomplice
  • el / la lacayo = lackey, servant [I’ve never seen lacaya so I assume it’s always lacayo]
  • el perro faldero = lap dog
  • el / la testigo = a witness [the word “testiga” is technically incorrect; it’s always testigo regardless of gender]
  • el masacre = massacre
  • la matanza = slaughter, bloodshed, massacre
  • el derramamiento = bloodshed [literary; it literally means “the spilling of”]
  • la herida = a wound / an injury
  • la carne = meat / flesh
  • la carnicería = carnage / butchery
  • la sangre = blood
  • sangriento/a = bloody, violent
  • sanguinario/a = bloodthirsty
  • repugnante = gross, disgusting, repugnant
  • asqueroso/a = gross, disgusting, nauseating
  • los escalofríos = chills / goosebumps
  • escalofriante = chilling / causing goosebumps
  • fuerte = strong / loud
  • débil = weak
  • pálido/a = pale, pallid
  • oscuro/a = dark
  • claro/a = clear, bright
  • grotesco/a = grotesque
  • raro/a = strange, odd, weird
  • abrumador(a) = daunting, frightening, overwhelming, oppressive
  • extraño/a = strange
  • el extraño, la extraña = stranger
  • desconocido/a = unknown
  • el desconocido, la desconocida = unknown person, stranger
  • temeroso/a = fearful, timid / frightening, scary
  • medroso/a = fearful, timid / frightening, scary
  • miedoso/a = someone easily frightened, cowardly
  • cobarde = coward
  • la cobardía = cowardice
  • podrido/a = rotten, putrid, decomposed
  • agudo/a = sharp
  • desafilado/a = dull, blunt
  • puntiagudo/a = pointy, sharp, pointed
  • perdido/a = lost
  • la selva = forest
  • el bosque = woods / forest
  • la raíz = root
  • la montaña = mountain
  • el pantano = swamp
  • pantonoso/a = swampy / murky / unclear / a place with squishy ground
  • la ciénaga = bog / marsh / swamp
  • el lodo = mud
  • lodoso/a = muddy
  • el barro = mud
  • la arcilla = clay
  • la nube = cloud
  • la niebla = fog
  • la neblina = fog, haze, mist
  • neblinoso/a = foggy, hazy
  • el grito = a scream
  • el aullido = a howl / a scream
  • el chillido = a scream / a shriek
  • el llanto = wailing / sobbing / crying
  • el gemido = a moan / a wail
  • triste = sad
  • enojado/a = angry
  • alterado/a = upset
  • furioso/a = furious
  • arrepentido/a = remorseful / sorry
  • feliz = happy
  • contento/a = happy
  • el pandemonio = pandemonium
  • el pánico = panic
  • caótico/a = chaotic
  • el caos = chaos
  • el Inframundo = the Underworld

Verbos

  • asustar = to startle / to scare / to frighten [having to do with the idea of “jumping” from fright]
  • tener miedo (a algo/alguien) = to be afraid of (someone / something)
  • tener miedo a + infinitivo = to be afraid to (do something)
  • dar miedo = to scare
  • dar(le) asco = to disgust (someone) [lit. “to give someone disgust”]
  • amenazar = to threaten / to menace
  • aterrorizar = to terrify
  • horrorizar = to horrify
  • espantar = to frighten
  • horripilar(se) = to make the hair stand on end
  • burlarse de (algo / alguien) = to make fun of (someone/something)
  • mofarse de (algo / alguien) = to mock (someone / something)
  • reírse de (algo / alguien) = to laugh at (someone / something)
  • seguir = to follow
  • perseguir = to pursue, to chase
  • cazar = to hunt
  • acosar = to stalk, to harass, to pursue relentlessly
  • crear = to create
  • inventar = to invent
  • hacer = to do / to make
  • deshacer = to get rid of, to unmake, to undo
  • deshacer(se) = to melt away, to dissipate, to become ruined
  • quebrar = to break
  • romper = to break
  • enterrar = to bury
  • desenterrar = to dig up / to exhume
  • tener hambre = to be hungry
  • tener sed = to be thirsty
  • tener sueño = to be tired
  • dormir = to sleep
  • soñar = to dream
  • soñar con (algo / alguien) = to dream of (something / someone)
  • devorar = to devour
  • destrozar = to rip apart, to tear up, to destroy 
  • destruir = to destroy
  • matar = to kill
  • aniquilar = to annihilate, to wipe out, to destroy
  • cosechar = to harvest
  • segar = to reap
  • perderse = to get lost / to be lost
  • lastimar = to hurt
  • herir = to injure
  • gritar = to scream
  • dar gritos / dar voces = to scream / to cry out
  • llorar = to cry
  • gemir = to moan / to wail
  • chillar = to shriek / to screech
  • aullir = to howl
  • compadecer = to pity
  • arrepentirse = to regret / to feel remorse
  • lamentar = to lament / to feel bad / to cry
  • cundir el pánico = for panic to spread
  • estar vivo/a = to be alive
  • estar muerto/a = to be dead
  • estar de luto = to be in mourning

Halloween

  • los dulces = sweets / candy [a general and broad term, los dulces can refer to anything sweet, including pastries or cookies or cakes]
  • los caramelos = sweets / candy [more specialized but a catch-all for candy since caramelo refers to “caramelized sugar”]
  • la golosina = candy
  • las chuches, la chuchería = candies
  • el azúcar = sugar
  • el maní / el cacahuete = peanut
  • el chocolate = chocolate
  • la chocolatina = chocolate bar / candy with chocolate
  • el envoltorio / la envoltura = wrapper / wrapping
  • el papel(ito) del dulce / el papel(ito) del caramelo = candy wrapper
  • la paja = straw
  • el heno = hay
  • el maíz = corn
  • el laberinto = maze / labyrinth
  • la casa embrujada = haunted house
  • el fuego fatuo = will-o-wisp / [lights that can be seen but quickly disappear as if they were ghosts or spirits]
  • la broma = prank / practical joke
  • la travesura = mischief
  • travieso/a = mischievous
  • la calabaza de Halloween = (carved) pumpkin for Halloween
  • la lámpara de calabaza = “pumpkin lamp” / jack-o’-lantern [a carved pumpkin with a light inside it]
  • el disfraz = costume / disguise
  • disfrazado/a = disguised / in costume
  • disfrazarse de (algo / alguien) = to dress up like (something / someone)
  • truco o trato = trick-or-treat [there are SO many regionalisms for this… literally this is “trick or treat”, but certain countries say different things]
  • dulce = sweet
  • salado/a = salty
  • agrio/a = sour
  • amargo/a = bitter
  • picante = spicy
  • agridulce = bittersweet / sweet-and-sour

El Día de los Muertos

  • El Día de los Muertos / El Día de los Difuntos = “Day of the Dead” (Nov. 2)
  • los dulces / los caramelos = candy
  • el altar = altar
  • la ofrenda = offering
  • la danza de los viejitos = “the dance of the old people”
  • la máscara = mask
  • el copal = incense [a special type of incense in Mexico and Latin America made from tree resin since before the Spaniards came]
  • la flor = flower
  • el cempasúchil / el sempasúchil / el zempasúchil = marigold / Mexican or Aztec margiold [coming from Nahuatl it means “twenty-flower”]
  • la flor de los muertos = marigold / “the flower of the dead”
  • el pan de los muertos = “bread of the dead”
  • el sarape / el zarape = a special Mexican blanket/shawl/poncho made with many different colors
  • la guitarra = guitar
  • el mole = mole; a South American mix of chocolate, peanuts, and chile peppers
  • el ataúd / el féretro = coffin / casket / grave
  • la tumba = grave / tomb
  • el panteón = a family crypt / mausoleum / vault [or “pantheon” in the sense of “a group of gods”]
  • el mausoleo = mausoleum 
  • la sepultura = grave / final resting place / tomb / 
  • el entierro = burial
  • fallecer = to die / to perish / to pass away
  • fallecido/a = dead, deceased
  • el fallecido, la fallecido = the departed (person)
  • el difunto, la difunta = a deceased person / “the late ___”
  • la última morada = “the final dwelling” / the afterlife
  • el más allá = the afterlife [lit. “the more over there”]
  • la calavera = skull
  • la calavera de dulce / la calavera de azúcar = sugar skull
  • la (Calavera) Catrina = a famous figure of a woman skeleton in European dress, culturally very famous because of the Spanish influence onto the native cultures of Latin America, but also represents death not caring about who it takes or when
  • el alfeñique = the art of creating figures or things with sugar / sugar figure
  • el maquillaje = makeup / cosmetics
  • la mariposa = butterfly [butterflies are symbols of death / resurrection, and in some places, the soul]
  • el murciélago / el murciégalo = bat [bats in Maya / Aztec mythology are linked to death]
  • la cruz = cross
  • el retrato = portrait
  • el cirio / la vela = candle [el cirio is a special type of candle used for more religious purposes]
  • la alabanza = praise / a Catholic hymn
  • el cielo = Heaven [or “sky”]
  • el paraíso = paradise / heaven
  • las almas / ánimas del Purgatorio = souls of Purgatory
  • los angelitos = the souls of those who died as babies [lit. “little angels”]
  • El Día de Muertos Chiquitos = “the Day of the Dead Little Ones” (Nov. 1)
  • La Noche de Duelo = “the Night of Mourning/Pain” (Nov. 1)
  • (El Día de) Todos (los) Santos = All Saints’ Day [has many names: Día de los Inocentes “day of the innocents”, La Conmemoración de los Fieles Difuntos “the commemoration of the loyal deceased”, and of course… El Día de los Muertos “Day of the Dead”]
  • Xolotl = a god associated with death who helped souls on their way to their final resting place in various myths
  • Xibalbá = “the hidden place” or “the place of fright”; the Maya Underworld 
  • Tlalocán = “the place of Tlaloc”, where Tlaloc is a rain/thunder deity. In some areas, Tlalocán is considered the final resting place for souls who have died due to natural disasters
  • Mictlán = the Underworld (in general); a part of the Underworld ruled by Mictlantecuhtli and his wife Mictecacihuatl, who are the King and Queen of the Underworld

There are so many regionalisms involved in the lists of Halloween and Day of the Dead, that I’m 100% sure I’ve missed important things or given one particular region’s words and not another’s, so please keep that in mind.

El ascenso <3 El ARCANO XX del Tarot es un excelente modo de leer éste tránsito Marte/Plutón de la Luna Nueva en Cáncer. Algo evidente, como el cementerio personal, recibe un llamado a la puerta, y pareciera que éste camposanto era más bien un armario, que hay que romper, liberar, un genio que hay que soltar, todas las almas que ascienden al cielo. A la nueva via. Al ocurrir en el eje Capricornio/Cáncer se puede pensar que también son las almas que entran y salen de la Tierra en el solsticio.

El pasado

   El pasado es la única temporada que crece cada día. Desde el hoy solemos contemplarlo con un poco de angustia. Y nunca está completo. La memoria se queda apenas con fragmentos, que no siempre son los más relevantes. En el pasado hay remansos de amor y pozos de odio. Ruiseñores canoros y cigüeñas mudas. Crímenes y caridades, octubres primaverales y junios congelados. El pasado es un tango deslumbrante, que de a poco empalidece. Un camposanto donde yacen esperanzas y quimeras. Sólo sobreviven unas pocas utopías que no llegan a destino, pero al menos nos animan, nos hacen creer que somos, que existimos.
   En el pasado fluye el río, la lluvia balbucea. El ayer es una envoltura de sucesos, de nunca más y todavía. Cuántos puentes habremos cruzado entre el descanso y el cansancio, entre el misterio y la revelación. Dicen que en el pasado crecen las semillas del futuro, pero en qué jardín, en qué cantero, si el futuro es cada vez más corto, más mezquino, más gravamen de rocas imbatibles. Lo pasado, pisado, dicen los pesimistas. Después suspiran y a veces expiran.


—Mario Benedetti, Vivir adrede.

One of my favorite things about languages is compound words.

I’m just saying. Look at this fun linguistic invention in action!

  • el espantapájaros = scarecrow [“scares-birds”]
  • el rascacielos = skyscraper [“scratches-sky”]
  • el quitanieves = snow plow [“removes-snows”]
  • el pasatiempo = pastime / hobby [“passes-time”]
  • el quehacer = chore [“to-be-done”]
  • el camposanto = graveyard [“field-holy”]
  • el / la cantamañanas = liar / swindler / deceitful person [“sings-futures”]
  • el pintalabios = lipstick [“paints-lips”]
  • el parasol = parasol / light umbrella [“stops-sun”]
  • el paraguas = umbrella [“stops-water”]
  • el parabrisas = windshield [“stops-breezes”]
  • el pararrayos = lightning rod [“stops-bolts”]
  • el parachoques = bumper (of a car) [“stops-crashes”]
  • el paracaídas = parachute [“stops-falls”]
  • el lanzallamas = flamethrower [“throws-flames”]
  • el saltamontes = grasshopper [“jumps-mountains”]
  • el tejemaneje = shady plot [“weaves-manipulates”]
  • la maniobra = maneuver [“hand-work”]
  • el rompecabezas = riddle / puzzle [“breaks-heads”]
  • el trabalenguas = tongue-twister [“trips-tongues”]
  • el lavaplatos = dishwasher [“washes-dishes”]
  • la bocallave = keyhole [“mouth-key”]
  • la bocacalle = side-street, smaller street [“mouth-street”]
  • la autopista = highway, freeway [“car-track”]
  • el mapamundi = atlas, a world map [“map-worldly”]
  • la contraseña = password [“counter-sign”]
  • el girasol = sunflower [“spins-sun”]
  • el baloncesto = basketball [“ball-basket”]
  • el menosprecio = disdain [“less-value”] | menospreciar = to underestimate / to look down on
  • el guardarropa = wardrobe / armoire [“holds-clothing”]
  • el quitamanchas = stain remover [“removes-stains”]
  • el / la guardaespaldas = bodyguard [“watches-back”]
  • el / la salvavidas = lifeguard [“saves-lives”]
  • el / la aguafiestas = spoilsport [“water(s)-parties”]
  • el / la matasanos = a bad doctor / a quack [“kills-healthy people”]
  • el vaivén = comings and goings / “the ups and downs” / “highs and lows” [va y ven; “goes and comes”]
  • la madreselva = honeysuckle [“mother-forest”]
  • la hierbabuena / la yerbabuena = mint [“herb-good”]
  • la telaraña = cobweb / spiderweb [“fabric-spider”]
  • el nomeolvides = forget-me-not [“don’t-forget-me”]
  • el hazmerreír = laughingstock [“make-me-laugh”]
  • agridulce = bittersweet [“sour-sweet”]
  • puntiagudo/a = sharp / pointy [“point-sharp”]
  • boquiabierto/a = stunned / shocked [“mouth-open”]
  • cabizbajo/a = ashamed / regretful [“head-down”]
  • el pasamanos / el quitamiedos = handrail / railing [“passes-hands”, and “removes-fears”; quitamiedos is more Spain than Latin America]
  • el pasamanos = the monkey bars [“passes-hands”; the second meaning of pasamanos]
  • el santiamén = “the blink of an eye” [“holy-amen”; or less literally “in the time it takes to say amen”]
  • el hincapié = emphasis [“thrusts-foot”]
  • el catalejo = telescope / viewfinder [“samples-far”]
  • el cortafuegos = firewall / the fire lane [“cuts-fires”]
  • el sinfín = an endless amount [“without-end”]
  • el duermevela = a light sleep / a restless sleep [“sleeps-stays awake”]
  • la buenaventura = fortune / good luck [“good-fortune”]
  • el padrenuestro = the Our Father prayer [Padre Nuestro “Our Father”]
  • la avemaría = the Hail Mary prayer [Ave Marí“Hail Mary”]
  • el / la sabelotodo = know-it-all [“knows-it-all”]
  • el / la correvedile = tattle-tale / gossip [“run-go-tell-them”]
  • sietemesino/a = a premature baby [“seven-monthly”; meaning “two months premature”]
  • enhorabuena / la enhorabuena = congratulations / “the saying of congratulations” [“in-hour-good” / “in-time-good”]