campo arato

Mi disciplino al buono
non quell’attimo aperto
non l’assenza di dolore

piuttosto lo scavare nella terra
campo arato carne arsa
nel fiato ripreso a stento

dammi la mano
mentre scavo
fammi luce con gli occhi

la vedi la vedi tu
quella noce dolente
tra le zolle

Il buono pesa
nel cavo del petto
e riluce.

—  Francesca Ruth Brandes

Tu sei l’erba e la terra, il senso
quando uno cammina a piedi scalzi
per un campo arato.
Per te annodavo il mio grembiule rosso
e ora piego a questa fontana
muta immersa in un grembo di monti:
so che a un tratto
– il mezzogiorno sciamerà coi gridi
dei suoi fringuelli –
sgorgherà il tuo volto
nello specchio sereno, accanto al mio.

9 gennaio 1938

—  Antonia Pozzi/ Certezza

anonymous asked:

quest'anno mi bocciano, e se mi bocciano sarò la delusione della famiglia..piango da settimane per questa cosa..

Io al liceo ero vagamente odiato dai miei professori, pochi esclusi.
Ho passato cinque anni in una classe di gente che mi sfotteva, e di professori che le provavano tutte per bocciarmi, tranne pochi.

Il primo quadrimestre difatti avevo voti orrendi, perchè mi rifiutavo di fare qualsiasi cosa, pensavo che la scuola non servisse ad un cazzo, la reputavo un posto di merda, e non volevo andarci.

Il secondo quadrimestre rinunciavo ad uscire, mi tappavo le orecchie ed il naso come si fa quando non si vuole sentire niente di ciò che si ha attorno, e mi spaccavo il culo per farmi promuovere, a costo di perderci le notti di sonno.

Anche se mi faceva schifo.
Anche se mi odiavano.
Anche se non volevo starci lì.

Perchè pensavo che farmi il culo a mazzo a prescindere da qualsiasi cosa, sarebbe stato mille volte meglio del pensiero di dover ripetere un altro anno in quel posto del cazzo.

Alla fine è vero, succede che i professori possano provarle tutte, e dico davvero TUTTE, pure di mirare a levare dalla classe gli elementi per loro di disturbo.

Ma è anche vero - e l'ho visto sulla mia pelle - che non possono fare cose troppo inventate, e quindi c'è sempre quel limite in cui, magari non al 90, ma almeno per un buon 60-70%, quello che raccogliamo e ciò che noi stessi abbiamo seminato, un lungo campo arato a forza di “avrei potuto pensarci prima”, “potevo evitare di fare tutte ste cazzate” “potessi tornare indietro farei diversamente”, e simili.

Ed alla fine è indubbio, ci si piange pure un botto sopra, ma finito il pianto l'unica è davvero rimboccarsi le maniche, smetterla di guardare da altri parti che non sia dentro se stessi, e prepararsi a farsi il culo il più possibile, per evitare di dover arrivare a pensare queste cose.