camicia di jeans

L'ho visto da lontano. Era girato di spalle, la camicia di jeans a evidenziargli la schiena larga, i capelli biondi rasati più da un lato che dall'altro.
È bastato un secondo, un battito di ciglia e avevo già le lacrime agli occhi.
Mi hanno chiesto perché piangevo, mi hanno chiesto se era davvero lui, se magari non avevo visto male.
Ma no, non si può vedere male. Non avrei potuto non riconoscerlo.
Si gira e il suo sguardo mi trafigge il cuore, due occhi che si incontrato e il dolore che si espande.
Il tempo di realizzare e lui non c'era già più.
Fanno tutti così in fretta ad andarsene.
—  (Ungiornocirincontreremoalmare)

Un piccolo sfogo personale.
Lui, quello con la camicia di jeans ,che è uno dei miei più grandi e veri amici, abita in un paesino fuori firenze e va in centro una volta ogni tanto.
Io passo in centro OGNI CAZZUTISSIMO SANTISSIMO POMERIGGIO, apparte oggi che ho deciso di andare in piscina perché faceva troppo caldo. Però lui ha deciso di farsi una passeggiata e indovina chi incontra in centro?!
ZACK E CODY
quelli del grand hotel
Quelli della crociera
Quei due strafighissimi assurdi che mi hanno accompagnato nella mia crescita facendomi credere che fosse possibile passare attraverso i tubi dell'aria.
PERCHÉ QUANDO VADO IN CENTRO IO NON BECCO MAI NESSUNO ?!
Uffaaaaaa

Caro Tumblr,
oggi vorrei prendermi un piccolo spazio per raccontare una cosa che mi è successa ieri… I miei genitori hanno scoperto che sono, o almeno, ero, autolesionista.
Per me è stato scioccante essere stata scoperta cosi, senza essermi preparata mentalmente prima.
Due giorni fa, mio padre mi aveva picchiata perché avevo alzato il tono di voce con lui e per averlo ignorato tutto il giorno. È stato abbastanza violento, ma non mi va di parlarne. Ieri aveva giurato davanti a Dio di non alzare più un dito su di me e la cosa mi ha fatto capire che si sentiva in colpa..e lo apprezzato.
Allora ieri pomeriggio, verso le 18:30, siamo andati a fare un giro del laghetto nel posto dove abitiamo e lui ha proposto di farne anche un secondo. Indossavo una camicia di jeans con le maniche alzate e i tagli avevo cercato di nasconderli con dei braccialetti…comunque confidavo nel fatto che mio padre non faceva attenzione ai particolari e sarei stata anche io attenta a tenere le braccia attaccate al corpo. Faccio per battere il cinque con lui, dimenticandomi dei tagli, contenta di fare un altro giro, e lui vede il mio braccio. Me l'ha afferrato e mi ha chiesto “Cosa sono questi?” ed io dico “È stato un gatto”, mentendo. Lui ripete: “Beatrice, cosa sono?” ed io continuo a mentire. Sapevo che aveva capito, la sua calma celava tutto. Allora mi ha portata a casa ripetendomi che anche mia madre doveva vedere.
Tremavo. Tremavo come non mai.
A casa mi ha portata subito da lei e non poteva credere ai suoi occhi. Quando è scoppiata a piangere, mi si è spezzato il cuore.
Mi aspettavo urla, offese, schiaffi…niente. Abbiamo parlato come non mai. Tranquillamente. È una cosa che mi ha spiazzata. Ho letto sul loro viso la..delusione e la perplessità del mio gesto. Ma stanno cercando di cambiare. Adesso mi controllano, sempre. Controllano che io non mi tagli ancora.
Mia madre, mi ha fatta piangere dicendomi: “Ti strapperei la mia pelle per metterla al posto della tua per non vedere più i tagli”. Piange…piange in continuazione. Mio padre è più forte, cerca di comportarsi normalmente.
Per la prima volta in tutta la mia vita, mi pento di quello che ho fatto.
—  hosolobisognodiessereamata