Un giorno troverai qualcuno per cui verrai prima del resto, prima della playstation, prima del calcio in tv.
Troverai qualcuno che tra una serata con gli amici e una serata con te col ciclo da passare a casa, sceglierà di sfidare la sorte rischiando di essere maltrattato, ma ti starà accanto.
Non avremo Woodstock ma abbiamo Tomorrowland, non avremo gli Smiths ed i Pink Floyd, ma abbiamo i Bastille ed i Coldplay. Non avremo le lunghe lettere scritte da un capo all’altro dell’oceano, ma abbiamo i messaggi chilometrici inviati alle due del mattino a qualcuno lontano mille chilometri o forse solo cinque, ma che sembrano anni luce. Non sarà la stessa cosa, forse è vero, ma al diavolo quelli che dicono che non c’è niente di bello in quesi fottuti anni zero. Penso alle vacanze ad Ibiza che i nostri non ci concederanno mai, all’Italia che vince i mondali, a Vasco Rossi, penso agli amori a distanza che a volte son più forti di quelli tra persone che abitano nelle stesse città, a tumblr, penso a Jovanotti, alle serate in webcam, ai cuori blu su whatsapp, ai messaggi del buongiorno, penso agli schiuma party, alle Vans, all’università che pochi vogliono fare, alle olimpiadi in Russia, ai pantaloni a vita bassa, al primo presidente nero americano, ai Mc Donald’s che fanno male ma ci piacciono tanto, penso agli Ipod e alle playlist, penso che chi dice che questi sono anni bui abbia torto. Forse non sono i migliori che questa terra abbia visto, ma sono i nostri, che ci piaccia o meno. Noi siamo nati qui, in quest’epoca, un’epoca digitale, fatta di distanze e muri di vetro, di telefonini, serate a bere, musica da discoteca, e troppo, tanto altro ancora.Saranno dei cazzo di anni zero, ma i NOSTRI anni zero
—  cit.