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Le sorelle Giussani

«Olindo Romano, il responsabile della strage di Erba, come si è letto sui giornali era un fan accanito di Diabolik»

Nate da una famiglia benestante, cresciute fin dagli anni ‘20 nella casa paterna della centrale piazza Buonarrotti, proprio di fronte alla Casa di riposo per musicisti Giuseppe Verdi, le sorelle Giussani si distinsero subito dalle loro coetanee per una modernità a dir poco inconsueta. Soprattutto la maggiore, Angela: nata nel 1922, nel dopoguerra era tra le pochissime donne ad avere la patente e a guidare un automobile. Ma non solo: Angela, subito attratta dal “male” in una società dove le donne non si erano ancora del tutto emancipate, iniziò la carriera di modella finendo sulle copertine dei maggiori rotocalchi di moda dell’ epoca e dando scandalo proprio per questo suo apparire, allora giudicato disinvolto. Al tempo bastava poco ma Angela Giussani continuò sulla strada dell’ anticonformismo: fu la prima donna a lavorare in un’ agenzia pubblicitaria, fondata nel 1945 insieme al futuro marito Gino Sansoni, e la prima ad aprire una casa editrice. Era il 1960 e Angela Giussani diede vita alle edizioni Astorina: nei primi tempi pubblicava giochi in busta, di moda in quegli anni, e il fumetto Big Ben Bolt. Ma è il 1° novembre 1962, giorno di uscita del numero 1 di Diabolik, che si compie la vera e propria svolta. Angela Giussani, che poi verrà affiancata dalla sorella Luciana, con la prima uscita di Diabolik inventa il fumetto tascabile. L’ idea le viene guardando fuori dalla finestra della casa editrice, allora in piazza Cadorna: comprende che sul mercato italiano non esiste una pubblicazione a fumetti che abbia un formato adatto ad un pendolare e che soprattutto abbia un tempo di lettura adatto a chi compie un breve viaggio in treno. Così, grazie ai treni delle Ferrovie Nord, nasce Diabolik. L'altra intuizione è proporre un personaggio che sia un eroe negativo vincente: in Italia non ce ne sono e Diabolik, con il suo cinismo di ladro senza scrupoli, diventa subito un caso non solo editoriale.

«Diabolik è un criminale, non un giustiziere» A. Giussani

Nei primi anni di pubblicazione Diabolik è perseguitato non solo sulla carta, inseguito come sempre dal suo acerrimo nemico l'Ispettore Ginko, ma anche nelle aule di Tribunale: le sorelle Giussani, infatti, vengono più volte citate per «incitamento alla corruzione». Sono sempre assolte dai giudici, ma non dalla società che spesso sbatte il mostro Diabolik in prima pagina. Come nel 1966 quando un settimanale di costume dedica la copertina al “Processo ai fumetti dell’ orrore”. A vedere in Diabolik un vero e proprio nemico, in grado di influenzare in negativo soprattutto i più giovani, sono scrittori e artisti come Dino Buzzati, Gianni Rodari, Mina e Alberto Sordi che condannano senza appello “il re del terrore”. Nel frattempo Diabolik, che ha il viso e gli occhi dell'attore Robert Taylor, e la sua compagna Eva Kant, che ha le fattezze di Grace Kelly, diventano il fumetto più venduto in Italia. [G.P. Serino]