buon lavoro

Dialoghi a pranzo

mia madre: hai visto??? il tuo amico Guido si sposa!!!

io: ah……… Crunch Crunch Crunch Crunch

mia madre: mi hanno detto all’alimentari che è diventato direttore di filiale!!!

io: ah……… Crunch Crunch Crunch Crunch

mia madre: dice che pure la fidanzata ha un buon lavoro!

io: ah……… Crunch Crunch Crunch Crunch

mia madre: bhè??? non dici niente???

io: che devo di?? auguri e fiii maschi, glu glu glu glu glu glu glu glu glu glu….

Sono colpevole Vostro Onore.
Colpevole di avere: un cuore, un cervello, due occhi, due braccia, due gambe.
Come dice? Tutti gli esseri umani sono esattamente come così descritti e dovrei esser più dettagliata nel confessare?
Ah… Pensavo fossero soltanto queste le mie colpe. Ma ora che ci penso su, di cosa sono colpevole?
Ricomincio da capo: Vostro Onore, sono colpevole di avere capelli lunghi, un seno caldo e un grembo accogliente in grado di generare vita.
Sono colpevole di aver mangiato quella stramaledetta mela dall'albero dell'Eden e di essermi macchiata di tutti i peccati del mondo.
Sono colpevole di portare in grembo una vita per nove mesi e per questo motivo non posso mica essere assunta a pieno titolo perché ritenuta “troppo costosa”.
Sono colpevole, sì, sono colpevole.
Sono colpevole di suscitare pensieri peccaminosi nella mente degli uomini ogni qualvolta io voglia indossare il mio vestito rosso e per questa ragione, semmai dovessi esser vittima di abusi sessuali, dovrei ritenermi responsabile.
In fondo, si sa, “se solo mi fossi coperta un po’ di più” tutto ciò non sarebbe successo.
Sono colpevole della mia bellezza, troppo abbagliante e accentuata per poter mostrare la mia intelligenza posta inevitabilmente in secondo piano.
Sono colpevole di avere un salario basso perché le mie capacità lavorative non sono come quelle di un uomo, si sa.
Sono colpevole di voler studiare, lavorare e rendermi economicamente indipendente e quindi egoista perché non penso a “metter su famiglia”.
Sono colpevole perché ritornando a casa la sera io non posso permettermi di sdraiarmi sul divano e lasciare a mio marito le faccende di casa. Verrei additata come irresponsabile e folle,quelle sono cose che toccano a me, no? Mentre lui e il divano hanno velocemente stretto un bellissimo rapporto di amicizia.
Sono colpevole di essere vittima di una emorragia 5 giorni al mese e per questo motivo vengo definita: scorbutica, schizzata, intrattabile, irascibile, lunatica.
Sono colpevole di aver portato gli uomini a compiere crimini quali femminicidio e violenza sessuale, essendo stata io la causa prima di tutto ciò, avendoli invogliati a macchiarsi le mani del mio sangue semplicemente perché “me la sono cercata”.
Sono colpevole di essere troppo “esigente” perché ho bisogno di attenzioni, dolcezza e un po’ d'amore. Diamine, non mi accontento mai.
Sono colpevole perché quando capita di brindare in famiglia non dico “auguri e figli maschi” ma “auguri e figli sani” pensando sia questa la cosa più importante.
Sono colpevole delle mie forme e della mia identità a tal punto che se mi sposto verso Oriente devo coprirmi interamente mentre io vorrei lasciare ai miei capelli e al mio corpo la possibilità di esser “liberi”. Pensi che io lì non posso neppure girare in bicicletta perché è ritenuto indecoroso e devo persino dividere mio marito con altre donne e mostrarmi al contempo felice e onorata di ciò.
Sono colpevole di voler ambire a cariche politiche rilevanti senza riconoscere che è “un mestiere da uomini, non sai guidare una macchina, figurati un paese”, come se davvero l'importanza delle idee dipendesse dalla persona che le pronuncia.
Sono colpevole e per evitare che il “contagio” dilaghi devo sentir dire agli uomini frasi come “smettila di frignare,sembri una femminuccia” quasi come se esser come me implichi in qualche modo debolezza e fragilità.
Sono colpevole e se ottengo un buon posto di lavoro o se lavoro nel mondo dello spettacolo, devo sentirmi dire affermazioni quali “chissà cosa avrà dovuto fare per esser lì! Chissà quanti uomini si sarà portata a letto” e nessuno pensa mai che potrei aver talento o potrei esser capace,semplicemente.
Sono colpevole d'esser il “sesso debole” o il “sesso gentile”, se mi aveste mai visto arrabbiata fidatevi che non direste così!
Sono colpevole, Vostro Onore, e non mi resta che chinare il capo, non è forse questo ciò che voi volete? Che io resti in silenzio al vostro cospetto, che mi limiti ad annuire, a servirvi, che mi occupi della casa e che mi senta inferiore.
E invece, sa che le dico? Io urlo.
Urlo la gioia di esser donna e in quanto tale piena di vita e di ribellione.
Urlo al vostro cospetto perché su quel gradino in basso non voglio starci, pretendo il piedistallo accanto a voi…
Chiedo rispetto dopo anni in cui mi son dovuta sentire inferiore.
Chiedo attenzioni, opportunità, occasioni.
Chiedo, anzi, pretendo libertà.
Oggi io voglio sentirmi libera di indossare ciò che voglio, di dire ciò che penso, di ambire ad un posto di lavoro e ad uno stipendio che non abbia nulla in meno rispetto a quello di un uomo.
Voglio poter un giorno presentare a mia figlia un mondo che sappia portarle rispetto.
E se ciò mi rende colpevole Vostro Onore, allora mi imprigioni, urleró piú forte il mio canto, perché il mondo che lei mi mostra non fa per me, perché si parla e si riparla di parità di sessi eppure io continuo ad esser sul gradino più basso.
Fatemi spazio!
Inizia la scalata verso il podio, accanto a voi uomini. Ci sarà spazio a sufficienza per entrambi un giorno.
Ma quel giorno non è oggi, purtroppo!
—  Maria Marra
Buon Natale a chi sta in un ospedale.
Buon Natale a chi dorme per strada.
Buon Natale a chi ha appena perso il lavoro.
Buon Natale a chi ha perso qualcuno di caro.
Buon Natale a chi non crede più in nulla.
Buon Natale a chi non riesce a guardarsi allo specchio.
Buon Natale a chi sta piangendo.
Buon Natale ai figli, ai gentiori, agli zii, ai cugini, ai nonni.
Buon Natale ai bambini che aspettano Babbo Natale.
Buon Natale a quella persona anziana che è sulla sua poltrona al caldo del camino da sola.
Buon Natale a lui o a lei.
Buon Natale agli amici.
Buon Natale ai nemici.
Buon Natale alle persone malavagie.
Buon Natale a me.
Buon Natale a te.
Buon Natale a tutti.

Ore 13.23, papà rivolgendosi a me: “Devi trovare uno che abbia tre qualità:
1. dev'essere un tipo buono, non addurmuto;
2. deve avere un buon lavoro;
3: non deve romperti le palle perché tu gliele rompi a lui e se ve le rompete a vicenda non andate da nessuna parte.
Ok?”

Quanto deve essere faticoso essere donne

Cerco di essere abbastanza critico con me stesso e trovo che mostrare empatia sia un ottimo modo per trovare compagni di percorso.

Sulla carta sono consapevole della disparità di ruolo e trattamento che la società riserva alle donne. Credo di avere un rapporto il più possibile paritario con mia moglie o almeno non inquinato dai bias della società in cui vivo. Se sono stronzo con mia moglie credo per lo meno di non esserlo perchè lei è donna.

Penso di aver fatto un buon lavoro con mia figlia che credo abbia capito che essere donna è solo un altro modo di stare al mondo e non dovrebbe toglierle nessuna opportunità.

L’apice in cui ho dovuto pensare a quanto questa società sia ingiusta con le donne è stato dover preoccuparsi della loro sicurezza quando tornavano a casa la sera.

Ma ho sempre vissuto in una società maschilista, è difficile mantenere un livello di sensibilità così alto abituati a un contesto, per apprezzare meglio le cose. Ovviamente avere una famiglia di donne di cui condividere le responsabilità da adulto è stato un cambiamento, ma avevo già vissuto in una famiglia con donne.

Il più grande cambiamento è stato quello di avere una famiglia “non ariana”.

Il cambiamento l’ho sentito più io, perchè evidentemente mia moglie era già “non ariana”. Ovviamente le girature di palle le ha sentite più lei ma c’era abituata, se lo aspettava, c’è crescuta

Non so quanto faccia onore alla mia capacità di empatia ma ero già un convinto anti-razzista… avevo già “amici negri” come direbbe qualcuno.
Ma quanto ti girano le palle DOPO… quando la vita cambia. Ordini di grandezza… e sono maschio bianco etero, attraverso la vita su un panfilo come quello che secondo Salvini usano gli immigrati con lo smart phone e il wifi gratis.

Frequento poco la ggente se non per lavoro o per amicizia.

Tumblr è il primo social network “di massa” che frequento, che già rispetto a facebook mi sembra “aristocratico”.

Le amicizie sono ben selezionate.

Sul lavoro le donne sono un esiguissima minoranza. E già questo…
Però toglie l’opportunità dell’esperienza quotidiana.

Sono informato sui divari salariali e occupazionali, sul mobbing, sulla violenza domestica…
Mi faccio un sacco di pippe mentali sui cognitive bias che posso avere.
Penso di riuscirmi a fare almeno una vaga idea di quanto  possa essere difficile conquistarsi anche un’autonomia di pensiero in un mondo così consolidato di pregiudizi, rapporti di potere…

Ecco il thread della “fica pelosa vs. depilata” (e che Coatlicue mi risparmi dal doverlo scrivere ancora) m’ha un po’ sbrecciato il mio walled garden di civiltà.

E così il flash e ti rendi conto dell’immane rottura di coglioni che deve essere per una donna stare sull’internet… 2, 3 post, 4 commenti, anche di donne che ti danno una mano ad aprire gli occhi e già è abbastanza per aprirti un mondo caricaturale di pregiudizi, bassezze, volgarità, stalking…

E certo l’internet è sta cosa un po’ particolare su cui discutiamo un altro giorno, che scatena le peggiori pulsioni, ma fuori mica c’è il ban e chiudo l’account eh!

E oggi ci fermiamo alle donne, lasciamo fuori il resto dell’arcobaleno, chi discrimina sulla religione, chi ti schifa che sei povero, perchè sei malato…

E non è una captatio benevolentiae, non aspiro a cene eleganti, è proprio uno scusa mi dispiace tanto, non mi rendevo conto, cosa posso fare di più per riparare a sta merda?

- salve sono Bahir di Amazon, ho ricevuto richiesta sgocldmsksuvendlxojddhjiy vuole qualcuno sua lingua?

Bahir parla velocissimo, ho capito solo due parole ma ora aspetta una risposta, d’altro canto io riesco solo a pensare che non solo ho speso 40€ e dopo 2 settimane non mi è ancora arrivato niente, ma oggi mi sveglio e leggo pure che il mio ordine non può essere consegnato, voglio solo sapere che problemi hai con me Amazon

comunque dopo un attimo di esitazione, azzardo:- beh si, in realtà mi servirebbe qualcuno che capisca l’italiano

risposta sbagliata, Bahir mi dice:- IO CAPISCO, LAUREA IN LINGUE

chissà cosa sta pensando di me, mi immagina vestita di nero con una svastica in petto a guardare la foto del duce mentre stiamo parlando rimpiangendo il ventennio? cerco di apparare la situazione

- no ma guarda se puoi aiutarmi non c’è nessun problema, anzi è perfetto

parliamo e ci capiamo a fatica, però dopo un quarto d’ora invia una mail a qualcuno che riaccende la speranza, nell’attesa Bahir mi confessa:

- io sono andato a Caserta, pure a Napoli, bello

- ah ma allora ti sei spostato molto? si vede però, parli molto bene anche l’italiano (l’ultimo tentativo di essere riabilitata ai suoi occhi)

- eh si, poi quando hai detto che volevi italiano e ho visto che eri del sud ho pensato “no ci devo parlare io” eheh

al che penso “ma allora si scem Bahir”, poi però ci mettiamo a parlare, 10 minuti in più non mi cambiano niente

alla fine la telefonata più strana della mia vita si conclude con Bahir che mi dice:

- ciao Tina, salutami il sud

- ciaoo, buon lavoro e buona giornata, ti aspettiamo qua

ho dato il massimo della valutazione a Bahir, tu sei sempre una merda caro Amazon ci sta poco da fare

anonymous asked:

Non mi è rimasto più nessuno. Ora sono sola a casa e ho vicino a me la lametta. Mi ero prefissata di farlo l'ultima volta per sempre il giorno del mio 18esimo compleanno, ma manca troppo. Domani non ci sarò più.

Punto primo: Non dire scemenze. Togliersi la vita non è un gioco e, da persona adulta, dovresti dare l'esempio ai ragazzi più piccoli di te, non scrivere a una perfetta sconosciuta di una malattia di cui, okay forse puoi soffrire, ma che sicuramente hai iniziato per esibizionismo. Perché, parliamoci chiaro, chi sta realmente male sa di avere un problema SERIO e chiama subito aiuto.
Punto secondo: Scrivere del dolore su un blog o condividerlo in un messaggio anonimo non fa onore, amore. Non c'è nulla che più mi irrita delle persone che mostrano foto di tagli o che scrivono “sono autolesionista” come se stessero dicendo “sono vegetariana”. Le malattie non sono particolari da aggiungere alla biografia per attirare l'attenzione, perché io le persone che stanno male le vedo tutti i giorni e sicuramente non stanno su Tumblr a scrivere “sono depressa, mi ammazzo di pasticche perché voglio uccidermi”. Chi sta male si fa curare, perché non è vero che esiste gente che preferisce “nascondere”. Non puoi nascondere un brufolo, figuriamoci i tagli.
Punto terzo: Hai appena detto di non volere raggiungere i diciotto anni. Seriamente? Io ne ho diciassette e non ho dato il mio primo bacio, questo non vuol dire che rimarrò sola tutta la vita. In diciotto anni che vuoi fare se ancora bisogna vivere sotto le regole dei propri genitori? È normale che non puoi andare a vivere alle Bahamas con l'anima gemella se non studi e non trovi un buon lavoro. Non potete buttarvi giù alla prima cazzata. Non si ammazzano i ragazzi che non hanno un pezzo di pane e lo fate voi che vi fate pure pulire il culo?

Bene, amore non me la sto prendendo direttamente con te. Ti sei solo fatta influenzare dalla massa. Non essere un'altra vittima dell'ignoranza. Sii intelligente, perché se parli di suicidio e autolesionismo come se fossero cose da nulla significa che non sei nel pieno della tua intelligenza.
Smettetela di parlare di malattie simili, state giocando con la sensibilità delle persone.

10

In Sicilia, per le feste dei morti si donano dolci e regali ai bambini, questo per ricordare loro che l’amore di chi non c’è più, sopravvive loro. Dall’alto, le ossa dei morti, il rame di Napoli, i biscotti di san Martino, i pupi, le piparelle e la frutta martorana.

In Sicily, tduring the days dedicated to the dead people, we are use to give gifts and biscuits  to the children, to remind them that the love of who died survives to them. From the top, the bones of the dead, the copper of Naples, the biscuits of San Martino, the piparelle,, the Martorana fruit.

Lei, Lui e i Biscotti dei morti.

Sabbuccio scappò verso il cancello del cimitero e aggrappandosi alle sbarre di ferro incominciò a farlo oscillare avanti e indietro “ vidi chi ti struppii (ti fai male) ” gli gridò lei severa. “È sempre tostu!” disse sua madre sorridendo. Lui arrancava dietro a lei con un enorme mazzo di fiori. Sebbene fosse metà ottobre faceva caldo e lui era già sudato nel percorrere la piccola salita che dal parcheggio saliva al piccolo cimitero sulla collina, da cui si vedeva , tra gli alberi di limoni e di olivo la striscia azzurra del mare.  Arrivati al cancello Sabbuccio scese e si mise a correre tra le tombe. “veni ca, sta femmu!!” Fece lei ancora più arrabbiata “fa sempre cosi – disse sua madre – lo sai che questo posto lo innervosisce, non essere troppo cattiva con lui” “ E’ tostu e basta, chi nibbusu e nibbusu” poi rivolgendosi a lui disse ad alta voce “ Fa cosi perché questo posto non gli piace” lui fece solo un cenno del capo preso com’era dai suoi pensieri. Neanche a lui piacevano i cimiteri soprattutto ora che vedeva suo padre invecchiare velocemente. Sua madre guardò a lui e poi sottovoce le raccomandò “devi parlargli, lo devi fare ora” “mamma lo so, non insistere” “non sto insistendo, te lo ricordavo e basta” e sorrise serena come sempre faceva quando le parlava. “Mamma ha ragione, devo parlargli. Ma che gli dico?” Si chiese Concettina disorientata. Qualche giorno prima stava tornando al paese dopo aver dato un esame nell’ università del capoluogo con il pullman, e stranamente con lei, al capolinea, era salito anche il padre di lui e ancor più stranamente, partito il pullman il vecchio pasticcere si era alzato da dove era seduto e si era accomodato nel posto accanto al suo. Non è che tra loro due vi fosse una grande intimità, lui sapeva che lei stava con il figlio e lei quando si incontravano lo salutava sempre con rispetto, ma non si erano mai parlati. “Sei stata all’università” chiese “si ho dato un esame. È andato bene per fortuna” “oh brava brava. E quanti te ne mancano?” “Ancora cinque e poi ho finito” “oh brava brava. Allura si quasi nu dutturi” “beh no, io faccio farmacia, non medicina” “ma ne saprai  sempre chiossa i mia, senti leggi ca, dimmi che dice questa carta” le passò una busta intestata con il nome di un famosi cardiologo siciliano “ lei lesse e lo stomaco le si contrasse per quanto c’era scritto . Il dottore che curava il vecchio, raccomandava al dottore del paese di avviare con urgenza le procedure per far entrare il vecchio nella lista di chi doveva subire urgentemente un trapianto di cuore. Alzò gli occhi dal foglio e lo guardò. Il vecchio sorrideva. Avevo lo stesso sorriso di lui; lei capì che sapeva cosa c’era scritto e se glielo aveva fatto leggere era per dirglielo “non su cosi boni” fece lei seria. “Mu magginava. Ma a mio figlio non diciamo niente” e ripreso il foglio lo ripiegò e lo mise in tasca. “ lo sai che lo hanno preso nella scuola di pasticceria a Parma? – chiese facendo una domanda retorica perché la richiesta di iscrizione l’aveva compilata lei, ma lei annui e lui continuò – è na bella scola, è grande e ci sono maestri molto bravi. Se avessi potuto ci sarei andato anch’io, ma ai miei tempi i soldi erano pochi e biniditti Ora però la scuola gliela posso pagare e lui ci vuole andare – le toccò una mano con le sue dita lunghe e scheletriche come a raggiungere una intimità tra loro due per passarle un pensiero importante – Cuncettina: iddu c’avi annari deve andarci per forza a quella scuola! “e la guardò scuotendo in senso affermativo la testa. “Io non mangio ma la scuola gliela pago!! Deve andarci perché è bravo, fa bellissime torte piene di fantasia e molto buone, ma il nostro lavoro non è fare torte, è saper fare mille cose, se no non guadagni. Lui ha la presunzione che sa fare tutto ma non è cosi, senza di me che lo correggo e che conosco il mestiere, sinn’annaria o funnu in un mese!!” Si mise a guardare davanti scuotendo la testa preso da mille pensieri. “ senza di me non saprebbe fare neanche le ossa dei morti o le piparelle, anche se lui si sente un artista - fece muovendo la mano ad arco come se recitasse un dramma – ma il nostro lavoro è sacrificio, sudore, è impegno non è solo fare le torte strane: deve andare a quella scuola! Io di più non posso insegnarli perché non ce la faccio e lui è presuntuoso come a sua madre e pensa di sapere tutto e nun mi scuta (ascolta)!! - si giro verso di lei - tu sei una brava ragazza, lui ti ascolta, senti: lui quasi quasi ci sta ripensando e se sente che non sto bene o tu lo vuoi tenere qui con te, lui pigghia l’occasioni e manna a fanculu tuttu. Tu ci ha diri chi da scola l’avi fari!” E la guardo serio serio. Lei scacciò quel ricordo e s’incamminò tra le tombe fino a quella di sua madre dove lei l’aspettava seduta sopra di essa. “Che bei fiori che hai portato! A me piacciono tanto le gerbere e le rose” lei rispose pensando “le rose te le manda papà, oggi va col camion in Germania e non è potuto venire”  “sono belle“ fece la mamma contenta osservando mentre lui le scartava. Lei parlava sempre a sua madre; dopo qualche settimana che era morta lei l’aveva incominciata a vedere, la sentiva in casa o sentiva che le parlava. “Sabbucciu ietta i ciura vecchi davia” suo fratello raccolse i fiori ormai secchi che c’erano e li portò dall’altra parte del cimitero. Lei cercava di tenerlo impegnato; quando la mamma era morta, suo fratello per quasi un mese non aveva parlato, era stato sempre da parte e la notte voleva dormire con lei se no si faceva la pipi a letto. Lentamente lei riempi il vaso di fiori disponendoli con attenzione. Sua madre guardava felice i fiori. Lei sapeva che dove lei era seduta non c’era nessuno ma sapeva anche che sua madre era li; l’amava troppo per pensare che lei non ci fosse più. Sua madre guardò ancora I fiori e ne sistemò qualcuno che usciva troppo. “ e a lui non me lo presenti?” Lei guardo a lui, che le sorrise, poi rivolta alla foto di sua madre le disse indicandolo “ mamma, questo è Gaetano, il figlio del signor Todaro, nui dui…” ’non riuscì a finire di parlare, incominciò a piangere e per la emozione si coprì il volto con le mani singhiozzando. Quando era piccola aveva sempre immaginato quel momento quando avrebbe presentato a chi più l’aveva amata colui che lei più di tutti amava, ed ora che quel momento tanto desiderato era arrivato, sua madre non c’era più. Sabbuccio appena la vide piangere si strinse a lei nascondendo il volto nel suo grembo e pianse anche lui.

Lui sapeva che tutti noi abbiamo qualche stanza nell’anima dove non facciamo entrare nessuno, dove chiudiamo qualcosa che riguarda solo noi. Aveva capito che nella stanza di lei c’era sua madre, il suo rapporto con lei, quello che era stata ed era per lei. Lui però li dentro non ci voleva entrare, perché percepiva quella la stanza come piena di dolore e di lacrime, di solitudine e disperazione, un luogo infelice dove lei non lo voleva, che non poteva o sapeva condividere con lui. Alle volte la vedeva muovere le labbra come se parlasse a qualcuno che non c’era, ma invece di chiederle cosa diceva, faceva finta di niente. Alla fine non faceva più caso a quel suo isolarsi per poco nel suo mondo interiore di cui lui non era curioso e non per vigliaccheria, ma perché l’amava per come era, e amarla per lui voleva dire accettarla senza compromessi per come era fatta. Ora le sue lacrime, il suo nascondere il volto tra le mani, era stato solo un attimo in cui la porta di quella stanza oscura che lei aveva dentro di se, si era schiusa lasciando uscire tutto il dolore, la pena che conteneva; lui doveva aiutarla a richiuderla. “Concettina chi fai? No vidi chi fai cianciri puru a to frati? Vieni qua”  e se la strinse insieme a Sabbuccio “tua madre lo sa chi sono e che ti voglio bene non c’è bisogno di piangere dai…” e le asciugò gli occhi con il fazzoletto di carta. Lei si calmò. Asciugò gli occhi a Sabbuccio e gli fece soffiare il naso. “Alla mamma piacevano tanto i fiori” disse solo per tornare alla normalità, all’indifferenza quotidiana con cui accettiamo e dimentichiamo la nostra precarietà e quella di chi amiamo. Stettero ancora un pò, poi baciarono la foto della mamma e se ne andarono. Lui diede una caramella a Sabbuccio che incominciò a succhiarla saltellando tra le tombe. Appena fuori dal cimitero lei si sedette sulla vecchia panchina messa appena fuori dell’ingresso. Lui aveva fretta perché dovevano preparare tutti i dolci che si usavano nel periodo dei morti, suo padre sembrava sempre stanco e non era svelto come una volta, per cui lui doveva fare di più. Osservò lei che si asciugava il naso e gli occhi. Non sopportava che lei piangesse o soffrisse. Si alzò, andò verso la macchina e prese qualcosa. Tornò con in mano un sacchetto di piparelle calde e ne diede qualcuna a Sabbuccio. “Mancia chi sunnu boni” disse al bambino, poi ne porse una a lei sorridendo. Lei rispose con un sorriso e la prese ma non la morsicò. “Hai deciso cosa fare?” Chiese con un tono normale quasi casuale. “No! Non so cosa fare, non ho deciso niente e sono stanco di pensarci” rispose seccato con se stesso sedendosi “ogni volta che decido qualcosa, mi vengono fuori mille motivi contrari” “ma tu, cosa vorresti fare” lui penso un secondo “ io vorrei andare. Poi penso a te, a mio padre che ultimamente sta sempre male… e mi sento un egoista, come se facessi la cosa più comoda per me! E se poi mentre sono li lui muorisse? Non me lo perdonerei mai!” Lei non rispose, morse il biscotto guardando fissa di fronte a sé.” Se tu resti, lui muore prima. Muore di dispiacere. Perché ti ha dato una grande opportunità e tu non l’hai colta. Se vai, avrà un motivo in più per vivere, e quel poco che gli rimane da vivere lo vivrà come se fosse il periodo più importante della sua vita. Ma se vai o se resti non lo devi decidere per lui o per me, ma perché pensi che sia importante per te. Se sei convinto di questo, qualsiasi cosa che sceglierai sarà quella giusta per lui e per me”. Lui incominciò a pensare. A lui andare in quel posto per tre anni da solo faceva paura. Ma sapeva che voleva andarci, perché lui non era bravo come suo nonno o suo padre. Loro dentro la pasticceria c’erano nati, lui c’era arrivato perché non voleva studiare. Solo ora aveva capito che quel lavoro gli piaceva, che era quello che voleva. Per carattere e perché ci teneva, voleva frequentare la scuola, per confrontarsi con gli altri e imparare cose che nessuno lungo la costa sapeva. Ma pensarsi li solo, in una città che non conosceva, in mezzo a tanti più bravi di lui gli faceva paura. Suo padre stava male, ma non si lamentava, anzi ogni giorno diceva che si sentiva un leone, e lui aveva capito che lo diceva per farlo andare a Parma tranquillo. Lei aveva ragione, se fosse rimasto, suo padre si sarebbe fatto morire, lui si mise nei suoi panni e si disse che anche lui avrebbe voluto dare a suo figlio il meglio, anche lui avrebbe voluto essere orgoglioso di suo figlio.. “Eh tu? Tu che dici?” Chiese lui tornando a guardarla. “io dico che io sono noi, io e te. Quello che decidi sarà la cosa giusta per entrambi. Ma tu hai talento ed è un peccato per te stesso non farlo crescere”. Lui la guardò. Non aveva mai pensato che lei, ora, era noi, che la sua vita era unita a quella di lei e che qualsiasi cosa lui decideva, lei ne sarebbe stata coinvolta. Si diede della testa di cazzo perché metteva sempre davanti a tutto se stesso, mentre lei metteva sempre davanti a tutto loro due, il loro amore. La guardò negli occhi, quegli enormi occhi color nutella che gli avevano cambiato la vita. Non doveva scegliere di fare la cosa migliore per sé stesso ma per loro due. Loro due stavano insieme, non avevano i legami che fanno una famiglia ma ne avevano l’amore che è l’essenza stessa di una famiglia. Lui doveva andare, doveva smetterla di fare come da piccolo il bambino viziato che aspettava le coccole, le carezze e le caramelle in regalo quando non voleva andare a scuola: doveva pensare a loro due. Doveva andare: quando incominci a sacrificarti pensando agli altri diventi uomo e per lui era ormai il momento di diventarlo.  “Sabbuccio – gridò al fratello di lei che stava tirando pietre alle ciauli – veni chi minni aiu iri o laboratorio chi haiu cu fari” si alzò scuotendosi le briciole dai pantaloni. “Veni - disse a lei allungando la mani - annamuninni (andiamocene) che si fa tardi ” lei si alzò senza fiatare. Lui prese per mano Sabbuccio e gli chiese” ma tu, se andassi a Parma, mi veni a truvari ?”, “Si veni Cuncetta vegnu puru jo” rispose serio serio il bambino. “ va bhe – fece lui facendo finta di essere seccato – allura facciamo venire anche lei – rivolgendosi a lei le chiese – tu ci vieni a  Parma a trovarmi?” E la guardò negli occhi come la prima volta che l’aveva baciata sulla panchina sul lungo mare. Lei sorrise “ Si me patri ni manna, vegnu” e sorrise con un sorriso ancora più grande. Lui se la strinse al fianco mentre Sabbuccio scappava verso la macchina “u vidi? – le fece sua madre che camminava accanto a loro mentre guardava che sabbuccio non si facesse male -  tutti i cosi venunu o ghianu e comi venunu si cuntanu” (lo vedi tutte le cose si aggiustano e poi come vengono, le affronteremo)

anonymous asked:

40giorni fa ho messo al mondo un piccolo cucciolo d'uomo. Come crescerlo con sani principi e valori, in modo che sia fiero di se stesso e rispettoso di ciò che lo circonda? Mi pare che Lei con Kon-igi abbia fatto un ottimo lavoro.

Congratulazioni per te e per il piccolo nato, Anon.
Sì, credo che, sia io che mia moglie, con @kon-igi, abbiamo fatto un buon lavoro, ma personalmente ho sempre l'impressione che, in fondo, abbia fatto tutto lui. ;)
Noi abbiamo alimentato delle tendenze cercando di esaltare le migliori e sdrammatizzando, senza reprimere, quelle che ritenevamo pericolose.
Infatti, a mio parere, l'educazione è importante per istruire degli indirizzi, creare delle sicurezze, permettere che l'emotività del bambino e le sue idee possano trovare dei percorsi preferenziali in armonia con l'ambiente.
Ritengo che la parola se giustamente dosata, possa essere sufficiente per correggere un comportamento.
Ma anche la parola, se abusata, potrebbe creare un’assuefazione al “no” con risultati contrari all’intenzione.
Voglio dire che un bambino deve imparare che non può ottenere tutto quello che vuole. Quindi le proibizioni e la repressione a un comportamento, sono importanti. Diversamente la vita lo schiaccerà con la sua violenza.
Però eccedere nell’imposizione senza concedere qualche libertà di trasgressione, è altrettanto negativo.
Tutto deve essere tarato alla sensibilità del bambino e al suo bisogno di scoprirsi e scoprire.

In generale sono convinto che l'educazione possa cambiare il comportamento del bambino, non il suo intimo. Prima o poi questo dovrà emergere e, se venisse sacrificato, lo farà con una violenza maggiore di quella che era nell'intenzione di reprimere.
Quindi sono del parere che l'educazione è necessaria per lo sviluppo delle migliori qualità delle persone, ma non può e non deve forzare ideali che non possono appartenere a quegli individui.
Deve essere una proposta che poi va accompagnata in base alle risposte ricevute dal bambino, e bisogna farlo  con la discrezione che sappia conservare tutta la vitalità di quella vita che sta imparando a pensare.
Auguri di cuore.

Donne….questi sono i segreti per essere felice………:)
1.E’ molto importante trovare un uomo che condivida con te la responsabilità e i compiti della casa e che abbia un buon lavoro.
2.E’ importante trovare un uomo allegro,che sappia godere del ballo,delle passeggiate e che ti faccia ridere.
3.E’ importante trovare un uomo tenero dal quale si possa dipendere affettivamente ma che non ti sottometta e inoltre che non menta.
4.E’ importante trovare un uomo che sia un buon amante e adori fare sesso con te.

5.E’ molto, ma molto importante che questi 4 uomini non si conoscano tra loro.

Squirt day

Oggi è il punto G della settimana. Giovedì. Attenti a come vi muovete, è un giorno estremamente sensibile, potrebbe regalare parecchie soddisfazioni come pure una grossa delusione. Dipende tutto da voi. Buon lavoro.

Tutto mi dice di essere forte, determinato negli scopi, capace di andare avanti nella Vita, ma se uno sente che è arrivato il momento di cambiare un po’ rotta o anche solo il bisogno di fermarsi a ragionare sul serio per proprio conto?
Voglio dire, e i cazzo di sette e mezzo in latino, per esempio, che da semplici strumenti sono diventati una specie di fine ultimo?…
Insomma, a quanto ne so dovrei studiare per strappare un titolo di studio che a sua volta mi permetta di strappare un buon lavoro che a sua volta mi consenta di strappare abbastanza soldi per strappare una qualche cavolo di serenità tutta guerreggiata e ferita e massacrata dagli sforzi inauditi per raggiungerla.
Cioè, uno dei fini ultimi è questa cavolo di serenità martoriata.
Il ragionamento è cosi.
Non ci vuole un genio.
E allora, perchè dovrei sacrificare i momenti di serenità che mi vengono incontro spontaneamente lungo la strada?
Perchè dovrei buttarli in un pozzo, se fanno parte anche loro del fine ultimo a cui tendere?
Se un pomeriggio posso andare a suonare o uscire con una ragazza che mi piace, perchè cavolo devo starmene in casa a trascrivere le versioni dal traduttore o far finta di leggere il sunto di filosofia?
La realtà è che mi trovo costretto a sacrificare il me diciassettenne felice di oggi pomeriggio a un eventuale me stesso calvo e sovrappeso, cinquantenne soddisfatto, che apre la porta del garage e dentro c'ha una bella macchina, una moglie che probabilmente gli fa le corna con il commercialista e due figli gemelli con i capelli a caschetto identici in tutto ai bambini nazisti della kinders.
Tutti dentro al garage, magari no.
Diciamo più o meno intorno. Cioè, circondato.
Dunque la domanda è:
un orrore di queste proporzioni vale più del sole e del gelato di oggi pomeriggio? Più di una qualunque ragazza?
—  Jack Frusciante è uscito dal gruppo.
[INTERVISTA] BTS X ET

“Benvenuti nel nuovo capitolo dei BTS.

La band K-Pop ha scioccato i più grandi nomi della musica quando ha battuto artisti come Justin Bieber e Selena Gomez per il premio Top Social Artist ai BBMAs dello scorso maggio, ma il loro successo non è una sorpresa.

Con 8.4 milioni di follower su Twitter e un fan base super attivo chiamato ARMY, i BTS sono la sensazione del momento in Asia e presto anche negli Stati Uniti.

“Ora la musica dei BTS viene apprezzata di più in confronto a prima dei BBMAs”, ha detto V, uno dei membri del gruppo, a ET. “E questo significa che i fan hanno aspettative più alte. Stiamo cercando di fare del meglio per esserne all’altezza e spero che il nuovo album possa essere la risposta giusta a questa grande aspettativa.”

Il nuovo album ‘Love Yourself: Her’ è stato rilasciato questo lunedì ma già dalle settimane precedenti stava raggiungendo nuovi record con oltre un milione di preordini. Martedì Love Yourself aveva già raggiunto la cima delle classifiche di iTunes Album prendendosi la prima posizione in 73 paesi, il più grande risultato per un artista sud coreano. E ‘DNA’, il singolo estratto dall’album, sta sconvolgendo YouTube con quasi 30 milioni di visualizzazioni dalla sua pubblicazione.

ET ha incontrato V, Rap Monster, Jimin, Jin, Jungkook, Suga e J-Hope questo martedì. I ragazzi hanno parlato del loro incredibile successo, del loro quinto EP e di cosa verrà in futuro.

-DOMANDA- Love Yourself: Her è già una grande hit in tutto il mondo. Siete sorpresi?
RM: Siamo sorpresi dell’enorme risposta ogni volta che un album viene rilasciato ma questo va oltre le nostre aspettative. Le nuove canzoni hanno raggiunto la prima posizione nelle classifiche di 73 paesi e ha fatto il suo debutto alla n.4 nella classifica di US iTunes Song. Il video musicale di “DNA” ha superato i 10 milioni di visualizzazioni in solo 8 ore, ed è stato il più veloce tra gli artisti K-Pop di sempre. Siamo davvero grati ai nostri fan in tutto il mondo per apprezzare la nostra musica e il video.

-DOMANDA- Il video per “DNA” è un po’ diverso dai vostri video passati e include una coreografia molto intensa. Questo ci dà qualche suggerimento su quello che sarà per altri video di questo album? Quanto tempo ci è voluto per girare questo video?
JH: I video musicali dei BTS hanno sempre una coreografia intensa ma questa volta è stato ancora più difficile imparare i passi prima di registrare. Può sembrare diverso da altri video perché sono state usate complesse grafiche al computer e stili di edit diversi, ma ci sono voluti tre giorni per girarlo. Tutti hanno imparato bene la coreografia anche se ci sono molti movimenti diversi. Penso che Jungkook e Jimin abbiano fatto un buon lavoro.

-DOMANDA- Avete collaborato con Andrew Taggart dei The Chainsmokers per la canzone ‘Best of Me’ dopo l’incontro ai BBMAs. Com’è stato il processo di creazione? Cos’hai imparato da lui?
RM: Ci siamo incontrati per la prima volta ai BBMAs lo scorso maggio. Siamo stati invitati nel backstage delle prove dei The Chainsmokers per lo show e ci siamo divertiti a parlare di musica e di altre cose. Il duo ci ha inviato parecchie tracce dopo che siamo tornati a casa dai BBMAs e abbiamo selezionato un paio di canzoni su cui lavorare insieme. Per molte ragioni ‘Best of Me’ sembrava essere la migliore per il nostro nuovo album così abbiamo deciso di scrivere il testo e di terminarla insieme. La canzone è venuta bene e siamo tutti soddisfatti delle dinamiche di questa collaborazione. Andrew è fantastico; è appassionato di musica e penso che in futuro ci saranno altre opportunità per lavorare insieme di nuovo.

-DOMANDA- Chi è il vostro prossimo grande sogno per una collaborazione?
JK: Io sogno di collaborare con Justin Bieber perché amo la sua voce e il modo in cui collabora con altri artisti. Comunque mi piacerebbe provare con chiunque dimostri di avere una certa affinità musicale con i BTS.
SU: Sono abbastanza aperto a chiunque sia unico e abbia una passione per la musica come quella dei BTS. Ho alcune tracce e canzoni scritte per future collaborazioni e sono felice di lavorare con artisti che hanno la giusta voce e il giusto gusto.

-DOMANDA- Rap Monster ha già rivelato che Barak Obama è stato l’ispirazione per ‘MIC Drop’. Perché? Cos’altro vi ha ispirato per questo album?
SU: ci sono molte cose che ci ispirano. Per quanto riguarda me sono le persone che mi stanno attorno e per RM possono essere i libri che legge. In generale quello di cui i fan parlano o pensano diventa per noi un’importante fonte di ispirazione perché vogliamo scrivere qualcosa che sia reale/vero per le persone, specialmente per chi ascolta la musica dei BTS.

-DOMANDA- Durante la live di lunedì Rap Monster ha detto che la sua canzone preferita è ‘Ocean/Sea’ ma questa canzone non è stata rilasciata insieme all’album. Cosa potete dirci di questa canzone che verrà pubblicata e qual è il suo sound?
RM: È una delle due tracce nascoste che si possono ascoltare solo nel cd fisico. ‘Ocean/Sea’ contiene molte delle cose a cui pensavo fin dal mio debutto con i BTS quattro anni fa. In questi anni passati ho vissuto molti e diversi sogni, attraversato preoccupazioni e provato emozioni e volevo condividere questi momenti in questa canzone. Per quanto riguarda il sound sono stati usati una chitarra e un sintetizzatore. La canzone dura più di cinque minuti, il che è tanto. Spero che alle persone piaccia questa sorpresa che ho preparato.

-DOMANDA- Avete cambiato il colore dei capelli dall’ultima volta che vi abbiamo visti. Chi decide quando è tempo di cambiare look?
JM e JH: Il colore dei capelli è deciso a seconda del concept del nuovo album e le tempistiche sono discusse con tutta la produzione e a seconda degli impegni. L’opinione di ogni membro è importante quindi i nostri stilisti e il team creativo propongono delle opzioni di colore per ognuno di noi tra cui scegliere. Ma alla fine loro sono professionisti e sanno cosa fanno quindi in molti dei casi i colori proposti poi si rivelano le scelte migliori per ogni membro.

-DOMANDA- Questo nuovo album segna un nuovo capitolo della vostra carriera dopo (la serie sulla) Scuola, The Most Beautiful Moment in life e Wings. Cosa volete far sapere ai fan di questa nuova era dei BTS?
RM: Abbiamo provato tante cose nuove per questo album e mi piacerebbe etichettarlo come ‘innovativo’, se mi è concesso. Ci saranno canzoni con uno stile nuovo, nuovi video e molte altre cose. Vogliamo evolverci come artisti e sviluppare ciò che abbiamo. Se mai rallentassimo o persino cadessimo per i nostri tentativi è OK, saremo e resteremo sempre i BTS. Inoltre mi piacerebbe che le persone amassero sé stesse e pensassero a cos’è il vero amore mentre ascoltano il nuovo album perché il vero amore mi dà il coraggio di apprezzare me stesso per ciò che sono.

-DOMANDA- Cosa amate di voi stessi?
J: Amo il mio viso e come appare, lo apprezzo davvero molto.
JM: Mi piace la mia attitudine verso il lavoro e la tendenza alla perfezione.
V: Il mio nuovo talento a scattare belle foto.

-DOMANDA- State per concludere il tour questo dicembre. Quando tornerete negli U.S.?
RM
: Abbiamo dei piani per un tour mondiale nel 2018. Torneremo sicuramente negli US presto e incontreremo i nostri fan più che possiamo. Se presto ci saranno opportunità speciali per noi faremo in modo di condividerle prima con voi.”

Traduzione a cura di Bangtan Italian Channel Subs (©CiHope) | ©ETonline

Crime Butchers Innocence

Title: Crime Butchers Innocence
Summary: Reader/AU Castiel. Reader is a hired assassin for an important Italian mafia family along with her partner, Darius. At a party, she caches the eye of a certain Russian crime lord. And against Darius’ warning, entices the man further.
Words: 3,031
Authors Note: I used google translate. My apologies to all you native speakers of Russian and Italian because I know google translate sucks. Translations at the end of each section.

Part 2 || Masterpost List

Keep reading

“E così oggi è la festa di chi ha uno stipendio fisso, Lloyd…”
“Temo che stia confondendo lavoro e occupazione, ”
“C’è qualche differenza, Lloyd?”
“Una buona occupazione dipende da quanto si prende, sir”
“E un buon lavoro, Lloyd?”
“Da cosa si lascia, sir”
“Rimaniamo lavoratori, Lloyd”
“Con piacere, sir"

De opportunitatibus: non solo donne

Pensavo a cosa avevo scritto nel post sulla sfiga di essere donne oggi sul pianeta terra.

E la frase più significativa continua a parermi questa:

Penso di aver fatto un buon lavoro con mia figlia che credo abbia capito che essere donna è solo un altro modo di stare al mondo e non dovrebbe toglierle nessuna opportunità.

E non solo perchè i figli so “piezz ‘e core”, ma perchè i figli sono una tra le nostre migliori opportunità di crescita, non la sola.
In fondo se il nostro obiettivo è quello di avere dei figli che siano migliori di noi, i nostri figli non potranno far altro che raggiungere obiettivi più grandi dei nostri.

Ma appunto non sono l’unica possibilità di crescita, in generale investire nell’altro fatto con cura ha un buon ritorno, ha un effetto esponenziale.
E da cinico quale sono o magari come alibi conscio della limitatezza delle mie risorse e di quanto la società possa essere già di merda di suo, sottolineo “investimento”.

Questo anche per sottrarmi alle solite (a)critiche del “sinistrorso buonista”.
Occuparsi dell’altro è un investimento.

Però appunto, la questione figli in realtà è tangenziale. Potete senza prole essere delle noiosissime e brutte (to be continued) ingegnere e vi amerò lo stesso se mi levate dalle palle un po’ di problemi, dei puzzoni biologi trans e vi amerò lo stesso se mi levate dalle palle altri problemi, dei fisici pakistani che mangiano couscous e amerò voi e il vostro couscous, degli spazzini brianzoli… (no, brianzoli è troppo!)….

Il fulcro sono le opportunità, perchè non si tratta solo delle donne, ma di tutti.
Ed è una questione di investimento, non di carità nei confronti degli altri.

Siamo una specie che più di tutte le altre è stata capace di sottrarsi dal meccanismo casuale e irrazionale dell’evoluzione grazie alle nostre capacità di pensiero complesso e di una società articolata che moltiplica il potenziale di ognuno.

Date le premesse è difficile pensare che sia conveniente per ognuno di noi essere “homo homini lupus”, farsi invaghire dal “uomo che si è fatto da solo”.

Già in passato, ma ancora più facilmente nel futuro, mano a mano che le conoscenze si ampliano e diventano sempre più intrecciate e complesse, il progresso verrà portato avanti da gruppi.

Senza necessità di sminuire le capacità di Einstein, la teoria della relatività è comunque frutto del contributo di diversi studiosi. Ma anche scoperte fatte più in “solitaria” come la scoperta della penicillina non sarebbero state possibili su un isola deserta. Fleming non avrebbe potuto studiare e non avrebbe avuto un equipe e un supporto economico per fare ricerca. Senza altri studiosi che avessero preso in mano le sue ricerche non avremmo nulla.

Persone assolutamente ammirevoli per diverse ragioni come Alex Zanardi o Bebe Vio o Stephen Hawking e apparentemente “sfortunate” hanno raggiunto obiettivi preclusi alla maggior parte dei bambini del centro africa.

Non possiamo permettere che le nostre vite siano decise dal caso o dal magico “mercato”.

Ma che dire invece di gente come Gianluca Vacchi, Lapo Elkan, Elettra Lamborghini, Donald Trump… ?

Quantità di ricchezze che sono addirittura al di la delle possibilità di consumo delle persone che le detengono ma che servono per negare opportunità agli altri.

È proprio nella predominanza della struttura sociale tra le ragioni del successo di un individuo e la consapevolezza che il processo di selezione naturale è casuale che un volta raggiunta una posizione sociale vantaggiosa si rompe anche quel processo seppur casuale di adattamento che è appunto la selezione naturale.

Così il potere non ha più bisogno di confrontarsi con gli altri per mantenere una posizione di rendita. È più interessato allo status quo.
E se lo status quo vuol dire “maschio eterossessuale bianco cristiano”, be it. Nei secoli dei secoli amen.

E uno degli effetti è che anche le menti migliori, i ricercatori, che potrebbero contribuire maggiorente allo sviluppo della società si trovano in posizioni precarie, drammaticamente sottopagati, perchè sono le più dirompenti nei confronti dello status quo.

Nel post precedente scrivevo:

L’apice in cui ho dovuto pensare a quanto questa società sia ingiusta con le donne è stato dover preoccuparsi della loro sicurezza quando tornavano a casa la sera.

E magari qualche donna l’ha ritenuto irritante. Non è un atteggiamento paternalista o di carità, un’ulteriore sfregio da una posizione di dominanza, ma un investimento per poter percorrere un cammino assieme.

Se c’è qualche cosa che possiamo imparare dalle lotte delle donne, da applicare a tutto il nostro agire sociale non è la parità ma è proprio aver chiarito, anche nel uso centrale del vocabolario, qual’è lo strumento principe di crescita in un organismo plurale, fatto di diverse culture, religioni, provenienze geografiche, orientamenti sessuali, professioni, esperienze familiari.

La pari opportunità, anche in momenti diversi della vita di un’individuo, come ci insegna la costituzione con l’articolo 27, sono la strada per avere una società dinamica, che si migliora, che sfrutta ogni occasione, per tutti.

Fino a quando non ci impegneremo ad garantire che le opportunità di un bambino dell’africa, di una donna, di un omosessuale, di un sikh… non saranno le stesse di Lapo Elkan, Gianluca Vacchi, Flavio Briatore, Donald Trump staremo buttando via enormi risorse di capitale umano e non solo.