bukowski

I am listening to a composer now who is taking me completely
out of this world and suddenly
I don’t give a damn if I live or die or pay the
gas bill on time, I
just want to listen,
I feel like hugging my radio to my chest so
that I can be part of the
music, I mean,
this actually occurs to me and I wish I could capture
what I am hearing
and write it
into this poem
now
but I can’t
all I can do is sit and listen and type small
words as he makes his grand
immortal
statement.

now the music is finished and I stare
at my hands
and the typewriter is
silent
and suddenly I feel both
much better
and far
worse.

- Charles Bukowski, “Hungaria, Symphonia Poem #9 by Franz Liszt”

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.
—  Charles Bukowski

Nunca me sentí solo. He estado en una habitación y he tenido impulsos suicidas. He estado deprimido, me he sentido horrible más allá de lo descriptible, pero nunca pensé que una persona podía entrar a una habitación y curarme. Ni varias personas. En otras palabras, la soledad no es algo que me moleste, porque siempre tuve este terrible deseo de estar solo. Siento la soledad cuando estoy en una fiesta, o en un estadio lleno de gente vitoreando algo. Citaré a Ibsen: “Los hombres más fuertes son los más solitarios”. Nunca pensé: “Bueno, ahora va a entrar una rubia hermosa y vamos a tener sexo, y me va a lamer las pelotas, y me voy a sentir bien”. No, eso no iba a ayudar. ¿Has visto cómo piensa la gente común?: “Guau, es viernes por la noche, ¿qué vamos a hacer?, ¿quedarnos aquí sentados?”. Bueno, sí. Porque no hay nada allá afuera. Es idiotez. Gente idiota mezclándose con gente idiota. Que se idiotizan entre ellos. Nunca tuve la necesidad de lanzarme a la noche. Me escondía en bares porque no quería esconderme en fábricas. Eso es todo. Les pido perdón a los millones de personas que habitan ahí fuera, pero nunca me sentí solo. Me gusta estar conmigo mismo. Soy la mejor forma de entretenimiento que puedo encontrar.

Charles Bukowski

Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.
Ad un certo punto bisogna saper andar via. Io sono il tipo che vuol sempre restare fino all’ultimo, fino a che la festa non è finita, finché c’è vita c’è speranza, fino a che non mi dici chiaramente che è ora di andare. Invece dovrei imparare a sparire, a un certo punto, perché tanto alle persone piace sentire la mancanza di qualcuno, più della sua presenza. Fanno così: dicono che vorrebbero qualcuno che non se ne vada mai, poi lo trovano e sai a chi pensano? A chi non c’è.
—  Charles Bukowski
Van Gogh writing his brother for paints
Hemingway testing his shotgun
Celine going broke as a doctor of medicine
the impossibility of being human
Shakespeare a plagiarist
Beethoven with a horn stuck into his head against deafness
the impossibility the impossibility
Nietzsche gone totally mad
the impossibility of being human
all too human
this breathing
in and out
out and in
these punks
these cowards
these champions
these mad dogs of glory
moving this little bit of light toward us
impossibly.
—  Charles Bukowski, Beasts Bounding Through Time (1986)