brennero

ho messo un annuncio su Blablacar, per trovare due passeggeri per il mio fine settimana in Germania, e per ora la maggior parte delle prenotazioni pendenti sono di richiedenti asilo che cercano un passaggio al di la del confine.

mi dovrei stupire?

no. 

siamo nel 2016 e internet è alla portata di tutti o quasi. così come lo sono le informazioni.

i rifugiati che mi hanno contattato scrivono in italiano, inglese o tedesco e mi chiedono se è possibile salire in auto anche senza i documenti oppure con solo i fogli rilasciati dalle questure italiane. se no chiedono di essere lasciati appena prima del Brennero, sperando di attraversarlo poi in altro modo.


io ora mi pongo i miei dovuti quesiti etici e morali, oltre che legali, se accettare o meno questi passeggeri.

ma intanto mi chiedo anche perché Felix, che sale a Monaco di Baviera e se ne va a Berlino, è tanto diverso da tutti gli altri.

la libertà di movimento dipende sempre da dove parti.

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07. Mai 2016 Am Brenner demonstrierten mehrere hundert Menschen gegen die europäische Flüchtlingspolitik und für offene Grenzen. Nach nur wenigen Minuten schon eskalierte die angespannte Situation zwischen Aktivist*innen und italienischen Sicherheitsbehörden und es kam zu heftigen Ausschreitungen. Die Polizei setzte großflächig Tränengas ein. Aus den Reihen der Demonstrant*innen wurden immer wieder Pressevertreter*innen bedroht und vereinzelt angegriffen.

L’Austria alza il muro

(…)  Frenesia anche legislativa. Non bastava aver stabilito un molto discusso tetto massimo del numero di rifugiati da accogliere. E neppure la drammatica chiusura della rotta balcanica, che ha blindato il confine austriaco. In cantiere è un ulteriore inasprimento del diritto d’asilo, «un nuovo folle raptus» come lo definisce la ong Asyl in Not. Una legge concepita per dotare il governo della facoltà di abrogare le norme centrali del diritto d’asilo proclamando lo stato d’emergenza.
In settimana la nuova legge verrà discussa in parlamento e dovrebbe entrare in vigore ai primi di giugno. Prevede la possibilità di decretare «norme speciali per il mantenimento dell’ordine pubblico e la tutela della sicurezza interna» applicabili sulla base di emergenze previste, non effettive, legate a presunti massicci arrivi di rifugiati. La stessa logica che vuole i soldati al Brennero. 

È un’emergenza inesistente, al Brennero non ci sono rifugiati che premono alle frontiere, eppure gli austriaci sentono necessario sospendere il diritto internazionale. 

Una malattia questa emergenza che si chiama razzismo, priva di memoria e vergognosa.

Oggi sono stata al Brennero per la manifestazione contro la chiusura delle frontiere da parte dell’Austria e, cavoli, voi siete mai stati al Brennero? È una valle infame, strettissima, desolata. C’è giusto lo spazio per farci passare la ferrovia, l’autostrada, e poi metterci due file di case e poi basta, il terreno utile è finito. È un posto dimenticato da dio e dagli uomini, e se lo dico io, che vivo in un paesino di seicento persone, figurarsi come deve sembrare per chi abita a Milano o a Roma. Come si può erigere un muro lì? Come si può far sostare delle persone in questa strettoia angusta, che chissà com’è stata trovata nei secoli passati come passaggio per l’altrove? Solo a pensarlo, mi viene da dare dei criminali a chiunque abbia avuto l’idea di volerci rimettere un muro, o quello che sarà, in un posto come questo. Comunque ci sono stati anche momenti un po’ surreali, perché a Brennero centro (che già dirlo mi vien da ridere) non ci si riusciva ad arrivare oggi. La polizia italiana bloccava una strada d’ingresso e la polizia austriaca l’altra, e se domandavi alla polizia italiana come entrare ti diceva: eh, vai in su verso l’Austria e poi di lì si passa, e la polizia austriaca: eh devi tornare indietro ed entrare dall’Italia. Dopo quaranta minuti buoni di giri nel nulla e bestemmioni, abbiamo parcheggiato in un'area di sosta dell’autostrada, ci siamo calati giù da un muro alto circa metri tre, abbiamo attraversato numero due binari, abbiamo scavalcato un altro steccato e siamo arrivati su una qualche strada statale che portava al luogo del ritrovo, e io nel frattempo imprecavo con (testuali parole): ma guarda te se uno a quasi trent’anni non può andare nemmeno a manifestare in pace e deve attraversare come un criminale la ferrovia per arrivare alla frontiera. In ogni caso è stato molto bello e abbiamo pure fatto il pasto unico del giorno a kebab turco a Brennero City, che poi risalire quei tre metri di muro è stato un po’ più impegnativo ma ne è valsa la pena.   

La New Jungla del Brennero

La New Jungla del Brennero

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Anna Lombroso per il Simplicissimus Magari qualcuno avrà pensato che siano rimati solo quelli virtuali e immateriali eretti dall’Impero di chi ha vuole sempre di più per difendersi dall’urto e tener fuori chi non ha e avrà ancora di meno, da quando uno, il Vallo di Adriano, è diventato patrimonio dell’umanità e meta turistica, l’altro, quello di Berlino, è stato commercializzato come set e…

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