bottony

Nike SB Coaches jacket. Available in dark obsidian or white from S to XL

Uno dei capi più cool del momento realizzato in fresco nylon e fodera mista cotone, label tag posteriore, hidden pocket porta stupefacenti su manica sx, culisse sul fondo e doppia chiusura con zip a doppio cursore più bottoni a pressione!

#nikesb #coachjacket #coachesjacket #skateboarding #lifestyle #menstyle #menswear #nike #mensfashion #jacket #windbraker #spring2016 #streetwear #streetstyle #urbanwear #casualwear

anonymous asked:

10 cose random su di te?

okay, wow, ci provo. amo fare cose del genere omg

  1. piego gli angoli dei libri quando trovo un paragrafo che mi piace, di qualsiasi tipo
  2. non riesco ad andare a dormire se la camera prima non è perfettamente in ordine (le ante degli armadi chiusi, la sedia attaccata alla scrivania)
  3. ho una “scatola dei ricordi” ed è piena (enorme!) di veri e propri ricordi, pezzi di quaderni, cose inimmaginabili
  4. mi lavo continuamente le mani dopo aver toccato qualsiasi cosa perché odio la sensazione dei germi addosso
  5. ho la paurosa capacità di capire cosa fa star male gli altri, durante le conversazioni riesco a spingere bottoni particolari nelle persone che sono anche i più dolorosi, per loro
  6. ho un diario dove segno tutti i sogni che faccio (e ne ho tantissimi altri dove segno tuttotuttotutto) (e ho le note del cellulare super organizzate)
  7. nei sogni, non riesco /mai/ a suonare il pianoforte, nemmeno metterci le dita sopra. quando sto sognando e non riesco nemmeno a suonare un brano semplice, /realizzo/ che sto effettivamente sognando (ha senso?)
  8. fino a qualche anno fa ero una cattolica convinta e praticante, poi sono accaduti fatti che mi hanno portato ad essere atea
  9. ho scritto un discorso per il funerale di una persona che non sono mai riuscita a leggere, e che è ancora rinchiuso nella sopracitata “scatola dei ricordi” e non ho il coraggio di leggerlo adesso
  10. vorrei avere i tratti maschili (?), non so come altro dirlo. nel senso che a volte mi piacerebbe tantissimo comprare una di quelle fasce strette che ti stringono il seno facendotelo scomparire sotto le maglie. vorrei avere il bacino stretto (e io ho l’opposto.) tagliarmi i capelli cortissimi e avere gli zigomi più pronunciati. non sono una trasgender o cose simili, però a volte mi capita di fantasticare sull’essere un ragazzo, con le spalle larghe, le braccia toniche, la completa assenza di seno e anche la parlata simile o il tono di voce. 

Ecco a te! :))

“La staccò dal chiodo. La vecchia camicia di Jack dei tempi di Brokeback. Il sangue secco sulla manica era invece il suo, un fiotto che gli era sgorgato dal naso nell'ultimo pomeriggio sulla montagna quando Jack, in uno dei loro contorsionistici corpo a corpo, gli aveva assestato una ginocchiata tosta. Poi, con la manica della camicia, Jack aveva cercato di fermare il sangue che schizzava dappertutto, inondandoli, ma il tampone non aveva tenuto perché di botto Ennis si era buttato giù dalla piattaforma stendendo l'angelo tutelare tra l'aquilegia, le ali ripiegate. La camicia pareva pesante ma poi Ennis si accorse che all'interno ce n'era un'altra, con le maniche accuratamente infilate dentro quelle della camicia di Jack. La sua vecchia camicia scozzese persa tanto tempo prima, aveva creduto, in qualche lurida lavanderia, la sua camicia sporca, con il taschino strappato, i bottoni saltati, rubata da Jack e nascosta là, dentro quella di Jack. Eccole là, come due pelli, una nell'altra, due in una.”

Vi presento la nuova linea di camicie su misura artigianali che partano da €75,00 studiate sia per le persone che con la camicia ci lavorano e non vogliono rinunciare al giusto fit, sia alle persone che vogliono entrare nel mondo del su misura.

Le vestibilità sono ovviamente a scelta, classiche, trendy o slim. Sempre con la collezione infinita di colletti, polsini e bottoni.

La selezione dei tessuti vanno dall'oxford al twill e giro inglese, dalle righe ai quadretti. Non solo, ho selezionato anche alcuni tessuti più divertenti tipo in chambray (tipo jeans leggero), pois e stampe deliziose come la vespa, la cinquecento e la bicicletta stampata.

Non avete più scuse, ora è il momento di acquistare le vostre camicie “Su Misura” #fattainItalia!

Scali Via Marconi, 11/D rosso - Firenze - www.scalisumisura.com

#Scalicamiceriasumisura #ScaliAP #Chiedoascali #Camiceriasumisura #Camicie #Camicia #Colloallafrancese #Tessutooxford #Tessutotwill #Tessutofilafil #Tessutogiroinglese #Tessutopopeline #Tessutobastoncino #TessutoChambray #Tessutopois #Camiciabianca #Cifrericamate #Stampedeliziose (presso Scali)

origo.hu
Bottoni sok okosságot mond
Mindenféle dologról, ami 56-tal kapcsolatos ("Nagyon fontos" - mondhatnánk Schmidtmacásan: persze majd ő és dementorai fogják szétszedni a másként gondolkodó Bottonit)
By Origo

Ami viszont számomra érdekes, hogy ő is megemlít egy “sajátos magyar külpolitikai gondolkodást,” ami jelen volt a kommunisták idején, és ma is: gesztusok, mások lesajnálása vagy meg nem értése, méltányosság és kompenzáció várása - furcsa, hogy Kádár és Horthy külügyérei is mennyire hasonlóan gondolkodtak, és várták a sült galambot (á la revízió, vagy szabad IMF kölcsön módra).


Csak nekem gyanús ez a mintázat, vagy tényleg már jó egy évszázada ilyen beszűkült a magyar külpolitikai gondolkodás?

Quando ero piccolo: Mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che le avevo perse. Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come un bambino, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportato a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d’acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare paint. L’unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Gli unici ‘falsi’ amici che avevo erano quelli invisibili. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere.

Diario di viaggio del mio Bartop

Inizialmente userò un PC Minix Z64 che è un Mini PC con processore baytrail 


Sistema Operativo Windows 10
procedo ad eliminare il Login (sarebbe impossibile loggarsi col Joystick)  
Win+R , digitare comando “ control userpasswords2
Non è possibile mettere l Auto Power On da Bios col Minix , per avere l auto power on bisogna spostare un Jumper interno .
http://www.aukihenry.com/2015/03/minix- … er-on.html
Tuttavia ho deciso di mettere la macchina all'esterno considerando le dimensioni ridottissime e il peso inesistente.
Devo solo trovare un modo per bloccarla sul cabinato .

Il Kit di Joystick e bottoni che ho ordinato è questo su AliExpress 

Il front end che sto configurando è LaunchBox BigBox Edition http://bit.ly/1nVf6Hu

Emulatori che saranno utilizzati : Mame + Retroarch + Nestopia +KegaFusion

Note, in quanto a Mame utilizzerò la vers. 0.170 modificata NONAG , sarebbe che all’avvio di ogni gioco viene eliminata la schermata che richiede il movimento sinistra destra sulla tastiera oppure bisogna digitare O-K , La scelta è caduta su Nestopia per il NES perché usando lo stesso Nestopia di Retroarch avevo dei problemi audio , cosi come avevo riscontrato un conflitto col core del Megadrive in retroarch e quindi l’emulazione passerà attraverso Kega Fusion .

Foto Work in Progress dei vari settaggi su LauncBox . 
I video dei vari emulatori li ho fatti cosi  LINK 

Nel mentre tutto procede dal punto di vista software , per far un bartop serve il legno :D e quel segmento non è articolo mio . 
Mi sono rivolto ad Andrea di Bartop Creation , ragazzo cordiale , gentile , cortese onesto e per bene . Andrea mi ha fornito (in spedizione) 

  • Kit legno
  • Monitor 19 pollici formato 4:3 
  • Speaker Audio 
  • Adesivi 

La scelta per gli adesivi è stato lunga e tormentata , indecisione totale tra Donkey Kong, Bubble Bobble e in cuor mio anche Popeye :D 

Ma poi la scelta è caduta inevitabilmente su……………. 

Questa è la plancia 

Nel mentre arrivano  Joystick da AliExpress e il Kit di Bartop Creation , vi lascio un video del Minix Z64 pronto per essere montato nel bartop :D 

Misurazione delle prestazioni 


Questo è il video del BOOT della macchina .

……………………………………Continua

  • “Quando ero piccolo:Mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che le avevo perse. Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come un bambino, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportato a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d’acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare paint. L’unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Gli unici ‘falsi’ amici che avevo erano quelli invisibili. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere.”

“Quando ero piccola  mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le mie braccia. Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come una bambina, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perchè ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportata a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d'acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare Paint. L'unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Mi ricordo i pomeriggi davanti a Disney Channel. Mi ricordo Raven, Cory alla casa Bianca, i maghi di Weverly, High School Musical, Camp Rock e Hannah Montana. Erano quei tempi in cui i voti erano sempre belli, quei tempi che potevi mangiare di tutto e non ingrassavi. Erano quei tempi in cui andavi al parco con la tua amichetta a leggere "CIOÈ”. Quei tempi in cui l'unica forza arrivava dai personaggi delle tue serie preferite. Era tutto così semplice e naturale. In fondo erano solo pochi anni fa, ma sembra passata una vita. Volevo tanto crescere, volevo tanto poter uscire con gli amici e tornare tardi a casa, volevo tanto andare al liceo e sentirmi grande.
E ora, tutto quello che vorrei  vivere un altra volta, anche solo per un secondo, quegli anni stupendi, per poi essere pronta a dire “addio” a tutti questi ricordi e capire che piccola non lo sono più.“

- Pensieri di #vivodijeans

Vorrei entrare nel tuo cappotto ora, senza permesso, chiudendo i tuoi bottoni dietro la mia schiena guardandoti negli occhi, frugando ti il fondo delle tasche e la pazienza vuote di spiccioli fuori corso e scontrini del bar.
Con te sulle punte, sopra le mie scarpe, mani nelle maniche, nel valzer del pomeriggio faremmo [sconci] cerchi concentrici a tempo indeterminato.
Unduettrè.

“Dogana in fotografia” è il nome del progetto ideato da “L’Officina dei Bottoni” di Stefano Bottoni, direttore artistico del Ferrara Buskers Festival, e ospitato negli spazi del Ristorante “Dogana” di Valter Lucchini in via della Luna, 30 a Ferrara.

Prima mostra, “Istantanee – Emozioni” della giovane fotografa Martina Rubbi, visitabile fino al 24 marzo.

Qui le immagini dell’inaugurazione svoltasi sabato scorso.

[Qui il mio articolo uscito su la Nuova Ferrara]

Andrea Musacci

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Martina Rubbi
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Stefano Bottoni, Martina Rubbi e Valter Lucchini
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Martina Rubbi
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Stefano Bottoni, Martina Rubbi e Valter Lucchini Scatti di note: l’inaugurazione della mostra di Martina Rubbi “Dogana in fotografia” è il nome del progetto ideato da “L’Officina dei Bottoni” di Stefano Bottoni, direttore artistico del Ferrara Buskers Festival, e ospitato negli spazi del Ristorante “Dogana” di Valter Lucchini in via della Luna, 30 a Ferrara.
4 bottoni
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Vi mostro un giacchetto che ho tagliato e cucito per mia figlia un paio di anni fa ed ho sfruttando molto. Lo trovo divertente perché i suoi 4 bottoni sono uno diverso dall’altro sia per forma che per colore. Sono diversi più che altro per una questione di praticità. Nel momento in cui devo sostituirne uno posso utilizzare i bottoni che ho a disposizione senza doverli cambiare tutti!

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Il ristorante "Dogana" diventa sede per personali di fotografia

Il ristorante “Dogana” diventa sede per personali di fotografia

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Una foto di Martina Rubbi “Dogana in fotografia” è il nome dell’ambizioso progetto nato dalla collaborazione tra il Ristorante “Dogana” di Valter Lucchini e L’Officina dei Bottoni di Stefano Bottoni, per riprendere l’eredità della Galleria della Fotografia presente fino a vent’anni fa a Palazzo Massari. La prima esposizione del progetto è stata inaugurata ieri nel ristorante di via della Luna, 30…

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