bottony

Voglio essere la tua persona.

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un’amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un’estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l’amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all’alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d’amore, quella che porti nei musei d’arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell’unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri.
Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant’anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.

Quando ero piccola, mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le braccia.
Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere.
Dormivo con tutti gli animali di peluche così nessuno di loro si offendeva.
Avevo quella penna a quattro colori, e cercavo di spingere i bottoni tutti in una volta.
La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del Nintendo giocare.
Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci aveva messo troppo tempo per uscire.
Fingevo di dormire, così potevo essere trasportata a letto.
Pensavo che la luna seguisse la mia macchina.
Guardavo due gocce scivolare sulla finestra e facevo finta fosse una gara.
Andavo sul computer solo per usare Paint.
L'unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il Tamagotchi.
Gli unici “falsi” amici che avevo erano quelli invisibili.
Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto.
Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere.

-TheGirlOfMilkshake

—  TheGirlOfMilkshake
Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un'amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un'estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l'amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all'alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d'amore, quella che porti nei musei d'arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell'unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri. Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant'anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.
—  -La Tua Persona- serena musco ( @meteora-x
Quando ero piccola:
Mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le mie braccia.
Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come una bambina, così nessuno di loro si offendeva.
Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta.
La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare.
Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì.
Fingevo di dormire, così potevo essere trasportato a letto.
Pensavo che la luna seguisse la mia macchina.
Guardavo due gocce d’acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara.
Andavo sul computer solo per usare paint.
L’unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi.
Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto.
Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere. A che diavolo stavamo pensando?
Mi ricordo i pomeriggi davanti a Disney Channel.
Mi ricordo “Raven”, “Cory alla casa Bianca”, i “maghi di Weverly”, “High School Musical”, “Camp Rock” e “Hannah Montana”.
Erano quei tempi in cui i voti erano sempre belli, quei tempi che potevi mangiare di tutto e non ingrassavi. Erano quei tempi in cui andavi al parco con la tua amichetta a leggere “cioè”. Quei tempi in cui l’unica forza arrivava dai personaggi delle tue serie preferite.
Era tutto così semplice e naturale. In fondo erano solo pochi anni fa, ma sembra passata una vita.
Volevo tanto crescere, volevo tanto poter uscire con gli amici e tornare tardi a casa, volevo tanto andare al liceo e sentirmi grande. E ora, tutto quello che vorrei è vivere un’ altra volta, anche solo per un secondo, quegli anni stupendi.. per poi essere pronta a dire “addio” a tutti questi ricordi e capire che piccola non lo sono più.
—  vogliadiscapparedamestessa

Work the the UK paperback edition of Course of Love by Alain de Botton

I feel so thankful to have drawn for this and happy to see my images accompany de Botton’s insight into human relationships. Here’s one of my my favorite passages: 

What makes people good communicators is, in essence, an ability not to be fazed by the more problematic or offbeat aspects of their own characters. They can contemplate their anger, their sexuality, and their unpopular, awkward, or unfashionable opinions without losing confidence or collapsing into self-disgust. They can speak clearly because they have managed to develop a priceless sense of their own acceptability. They like themselves well enough to believe that they are worthy of, and can win, the goodwill of others if only they have the wherewithal to present themselves with the right degree of patience and imagination.

a chi oggi continua a ripetere che la vera famiglia è “mamma, papà, figli” rispondo che sono cresciuta senza padre. 
per diciotto anni mi son sempre chiesta chi fosse, dove fosse, se mi pensasse. 
certo, l’ha fatto, m’ha pensata quando sono diventata maggiorenne, quando non avevo bisogno di pannolini o di qualcuno che mi guardasse e “dai, tesoro, dì papà”. 
mi ha cercata quando non ero più la bimba di cinque anni che un giorno, durante la festa del papà, portò a casa un cartoncino verde con dei bottoni neri e, rivolgendosi a sua madre, disse che era una cosa stupida, gettandolo nella pattumiera. 
quella cosa stupida mia madre l’ha raccolta e ancora la conserva, lui non ne sa neanche l’esistenza. 
m’ha cercata adesso e non quando venivo presa in giro a scuola ed accusata d’essere una bastarda. 
non c’è stato durante il saggio di danza o quando cambiavo sport. 
non c’è stato durante il mio battesimo o quando girai negozi e negozi per scegliere l’abito da prima comunione. 
non c’è stato durante i primi giorni di scuola o negli ultimi.  non c'è stato quando ho avuto il cuore spezzato e non c'è stato quando ho incontrato l'amore della mia vita. non c'è stato quando l'ansia mi divorava o quando ero la ragazza più felice del momento
non c’è stato in ogni mio giorno, a vivermi quotidianamente. 
non ho avuto una figura maschile presente, 
mia madre si è fatta il culo per mantenermi. 
lui non m’ha dato nulla, neanche un pizzico di bene, ha preferito rinunciare. 

io, a tutto questo, avrei preferito due mamme presenti piuttosto che una mamma presente ed un papà inesistente. 


ah, e no, non sono lesbica perché sono senza padre e quindi ho paura degli uomini.

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un’amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che un per certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un’estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l’amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all’alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d’amore, quella che porti nei musei d’arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime.
Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell’unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli.
Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri.
Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi.
Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio.Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant’anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.

Immagino che un giorno tocchera’ a me spogliarti.
Slegare i tuoi capelli e lasciare che si poggino con audacia sulla tua schiena.
Cosi’ dal nulla.
Tra la leggerezza delle mie mani che sbottona il secondo bottone della tua camicia bianca e i tuoi sospiri sempre piu’ a rilento.
Immagino che tocchera’ a me fermare il tempo e baciarti la fronte e poi il polso sinistro prima di togliere i bottoni.
Cosi’ solo per farti attendere un momento.
Prima che io possa sfiorare la forma delle tue labbra con le dita.
E allungare le tue braccia per sfilare via la camicia e lasciarla cadere come neve al suolo.
Cosi’ tocchera’ a me guardarti negli occhi e per un momento lasciare al silenzio che divide le nostre labbra lo spazio necessario per scandire in altri modi il tempo.
Immagino che il silenzio sara’ spezzato in due dallo schiocco del distacco delle nostre labbra ma non prima di un lieve morso.
E immagino che ti spostero’ con cautela i capelli dietro l'orecchio destro, prima di affondare le labbra sul tuo collo e lasciarti andare ovunque tu voglia per un momento.
Cosi’ per poi riprendere la tua vita e poggiarla alla mia.
In una danza lenta ma costante.
E poi dopo tanta lentezza verra’ il momento dove le mie dita percorreranno la tua pelle.
Tra il centro delle tue emozioni e il centro del mondo.
Ma non prima di aver lasciato qualcosa che sappia di eternita’ sulla tua costola sinistra.
E immagino che tocchera’ prenderti con mostruosa gentilezza per mano e farti entrare in vasca e porgerti un bicchiere di vino.
Lasciare che il tuo rossetto rimanga impresso sul bordo e poi ripoggiarlo lontano.
E con audacia accarezzare la tua pelle.
Mentre il tuo sguardo scruta dentro i miei occhi e il tuo corpo si abbandona alla lentezza delle mie mani.
Finché non mi tirerai a te e mi lascerai senza fiato.
Un bel giorno dopo tanto patire.
Ricorderai d'avermi atteso tanto e avrai negli occhi un rapido sospiro.

Quando ero piccola: Mettevo le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le mie braccia. Riavviavo il videogioco ogni volta che sapevo che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come un bambino, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna a 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportato a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d’acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare paint. L’unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Gli unici ‘falsi’ amici che avevo erano quelli invisibili. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere.
A che diavolo stavamo pensando?

Quando ero piccola: Mettevo sempre le mie braccia nella maglietta e dicevo alle persone che avevo perso le mie braccia. Riavviavo il videogioco ogni volta che stavo per perdere. Dormivo con tutti gli animali di peluche come un bambino, così nessuno di loro si offendeva. Avevo quella penna 4 colori, e cercavo di spingere i bottoni in una volta. La decisione più difficile era scegliere con quale gioco del nintendo giocare. Aspettavo dietro una porta per spaventare qualcuno, poi me ne andavo perché ci avevano messo troppo tempo per uscire o dovevo fare pipì. Fingevo di dormire, così potevo essere trasportata a letto. Pensavo che la luna seguisse la mia macchina. Guardavo due gocce d'acqua scivolare sulla finestra e facevo finta che fosse una gara. Andavo sul computer solo per usare paint. L'unica cosa di cui mi dovevo preoccupare era il tamagotchi. Gli unici ‘falsi’ amici che avevo erano invisibili. Mi sbucciavo le ginocchia che guarivano meglio di un cuore distrutto. Ricordo quando eravamo bambini e non potevamo aspettare di crescere. A che diavolo stavamo pensando?

Per prima, la mantellina di tulle,
tolta dolcemente dalle sue spalle e posta
sullo schienale di una sedia di legno.

E la cuffia, sciolto il nodo con una leggero tiro in avanti.

Poi il lungo vestito bianco, una faccenda
più complicata con bottoni di madreperla
giù per la schiena, così piccoli e numerosi che ci vuole l’eternità
prima che le mie mani possano dividere il tessuto,
come la separazione dell’acqua di un nuotatore,
e scivolare dentro.

Avrete voglia di sapere che stava in piedi
accanto a una finestra aperta in una stanza al piano di sopra,
immobile, con gli occhi un po’attoniti,
mentre guardava di sotto l’orto,
con l’abito bianco in un mucchio ai suoi piedi,
sul pavimento di legno a grandi riquadri.

La complessità degli indumenti intimi femminili
nell’America del diciannovesimo secolo
non è da sottovalutare,
e io procedevo come un esploratore polare
attraverso fibbie, fermagli, e ormeggi,
ganci, nastri, e stecche di balena,
mente navigavo verso l’iceberg della sua nudità.

Più tardi scrissi in un taccuino
che era come cavalcare un cigno nella notte,
ma naturalmente non posso dirvi tutto -
il modo in cui ha smesso di guardare l’orto,
come i suoi capelli si sono sciolti dalle forcine,
come all’improvviso si inserivano dei trattini
ogni volta che parlavamo.

Quello che posso dirvi
è che ad Amherst c’era un’immensa quiete,
quel Sabato pomeriggio,
c’era solo una carrozza che è passata accanto alla casa,
e una mosca che ronzava sul vetro di una finestra.

Così ho potuto udirla distintamente inspirare
quando ho slacciato il primo
gancio in alto del suo corsetto
e l’ho sentita sospirare quando poi quello ha ceduto,
al modo in cui alcuni lettori sospirano quando si accorgono
che la Speranza ha piume,
che la Ragione è una tavola,
che la Vita è un fucile carico
che guarda proprio te con un occhio giallo.

(Spogliando Emily Dickinson, Billy Collins)

Non so bene come spiegartelo, ma voglio diventare per te quella persona che viene prima in tutto. Voglio essere la tua migliore amica, voglio essere la persona a cui chiederesti un consiglio se ti trovassi di fronte a un problema, quella che coinvolgeresti se finissi in qualche grosso casino per aiutarti a tirartene fuori, quella che sai che potrebbe toglierti un peso. Voglio essere per te la persona con cui parli di tutto, quella con cui ti sfoghi, quella con cui vuoi superare le tue paure, quella a cui fai vedere il lato a cui nessuno mostri mai perché a te non piace e hai paura della reazione altrui. Voglio essere per te colei che è un’amante, un’ amica e una compagna allo stesso tempo e modo, quella persona che per un certo verso sai che è tutto quello che necessiti per andare avanti. Voglio essere la persona che chiami alle tre di notte un’estate perché hai voglia di vederla e di farti un giro con lei, voglio essere quella che di pomeriggio ci prendi un gelato e la notte ci fai l’amore e, perché no, anche la mattina, dopo pranzo, di sera, all’alba, al tramonto, sempre. Voglio essere la ragazza che corteggi in un pub offrendole una birra in una sera in cui ti senti solo, e voglio essere quella che guardi e pensi “come sono fortunato ad averla”. Voglio essere quella con cui studi, quella con cui scherzi su battute idiote e quella con cui parli fino alle quattro di notte perché non riesci a smettere. Voglio essere quella a cui dedichi poesie, quella a cui scrivi lettere d’amore, quella che porti nei musei d’arte e che baci di fronte al quadro più bello, quella che porti al cinema e ai concerti, e allo stesso tempo voglio essere la stessa con cui vai a comprare il cibo peggiore della terra e lo mangi con lei sul divano mentre guardate i programmi più ignoranti alla televisione insieme. Voglio essere la persona che accompagni la sera a casa, quella con cui vai alle feste e quella che ti fa ridere fino alle lacrime. Quella che ti stravolge e ti migliora, quella che ti fa arrabbiare, e allo stesso tempo quella che ti da pace e calma. Quell’unica persona di cui ti fidi, che ti fa godere di piacere fino allo sfinimento, quella con cui fai il gioco del solletico e poi ci fai la lotta dei cuscini. Voglio essere la persona che ti sa consolare, quella che sa premere i bottoni giusti che ci sono dentro di te e smuovere la malinconia, trasformarla in vita e farti sognare. Voglio essere la persona a cui racconti i tuoi progetti sul futuro e volere che anche lei sia uno di quelli. Voglio essere la tua compagna di avventure, disavventure, prime volte, scoperte e desideri.
Voglio essere quella persona che porti in giro per il mondo, quella con cui non ti vergogni di nulla, ne di quello che sei, ne di quello che pensi, ne di quello che vuoi. Voglio essere la prima a cui pensi quando devi raccontare qualcosa, quella che ti lascia il suo profumo addosso e ti fa sentire parte di qualcuno. Voglio essere quella persona che tieni stretta tra le braccia e non fai andare da nessuna parte, quella che tieni per mano fiero mentre cammini tra le persone e quella che guardi con ammirazione e orgoglio. Voglio essere quella con cui litighi tutta la notte, quella con cui poi risolvi tutto e ricominci da dove vi eravate interrotti.
Voglio essere la tua ragazza, bambina e donna.
Voglio creare con te un legame così profondo e vero che ce lo ricorderemo per sempre, non importa quello che succederà, ma tra venti, trenta, quarant’anni, quando magari nemmeno ci parleremo più, solo allora vorrò essere per te un solo tipo di persona: quella che ricordi come la migliore che hai avuto, e di cui avrai nostalgia.
Voglio essere per te, la persona che più ami e odi al mondo, voglio essere gli antipodi e piacerti comunque, in tutti i modi, in tutte le salse, in tutte le mie sfumature.
E non so dirtelo in altro modo.
Voglio essere la tua persona.
La Tua Persona.

Da sinistra. Tuxedo, camicia e papillon: tutto Louis Vuitton. Collana pennisi. Smoking YSL Rive Gauche; camicia e bow tie, Ungaro; Decorazioni massoniche, Bernardini Luxury Vintage. Dinner suit, camicia e gilet, Gucci; spilla Pennisi; bottoni da sparato e gemelli, Bernardini Luxury Vintage. Abito, shirt & bow tie, Ungaro; gilet Giorgio Armani; croce Alberti Medaglie. Black tuxedo, Valentino; camicia Gilles Rosier; bow tie Charvet. Giacca e pantaloni,  DKNY; gilet Eton; shirt & bow tie, Charvet; spille Alberti Medaglie; catene da panciotto, Bernardini Luxury Vintage. Shawl collar tuxedo, shirt e cache-col: tutto Boss Hugo Boss. Spilla-gioiello, Pennisi

Stasera ho pensato di insegnarti questo :
tu ribellati
qualunque cosa accada: ribellati
ribellati alle lettere allineate
ai colori alle cornici intorno al foglio
agli indici nei libri alle immagini nel verso giusto
agli orli alle cinture ai calzini uguali
ai bottoni sempre nelle asole
e alle asole sempre in cerca di bottoni
ai saponi alle creme ai dentifrici raccomandati
alla pelle che si rimargina alle cicatrici ai calli ossei
alle donne ai sentimenti ai patimenti
al tempo che guarisce tutto
e al dolore che si lascia guarire
a me soprattutto, e certo!
—  Carla Lebowski Cavallini, eteronimo di Emilio Piccolo