bestemmie

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Da quando mio padre ha il diabete mangiamo pesce tre volte a settimana e sarebbe ok se io non dovessi trovarmi i piatti da lavare della sera prima che odorano di orata al cartoccio che proprio non è di quegli aromi che vorresti sentire mentre bevi latte macchiato.

Il libro per l'esame contiene nove capitoli. Uno di questi è per la metà interamente dedicato ad Hegel. Quante possibilità ci sono che mi chieda lui e faccia scena muta? Non lo so, in matematica sono una capra. Ma garantisco il 100% della scena muta e delle relative bestemmie.

Ieri ho visto Jurassic World e mi viene ancora troppo da ridere pensando al fatto che i Velociraptor erano praticamente i Power Rangers della preistoria e poi il tirannosauro il loro Megazord ( si scrive così? ).

Non ho la forza fisica di sollevarmi dal divano e immagino un mondo perfetto dove se sogno fortissimamente un caffè quello mi compare davanti fumante. Oh immagino anche cose zozzissime che non si possono riferire ma che magari racconterò al professore domani per colmare le mie lacune dovute alla troppa ansia e alla troppa pigrizia del ripetere oggi perché dormirei ad oltranza.

Portatemi in carcere tanti taralli.

Fresano da questa mattina.
Tagliano arbusti da questa mattina.
Il campo dietro la mia stanza sarà il parcheggio.
Ho letto il “Programma della Festa di Quartiere”: ve lo mostrerei, ma riaprirlo, per me, è troppo.
Da giovedì 2 a domenica 5 luglio: un gruppo musicale diverso a sera.
Più tornei di briscola.
Più “Gara dello Spaghetto Indiavolato”.
Più “Cinghiale’s Day”.
Che me lo devono spiegare.
Il Cinghiale’s Day: qui ci sono campi, la Daikin, l’Emmepiù, la palestra, il pasticcere, un bar, un forno a legna e…che dimentico?
Il Cinghiale’s Day.
Intanto l’orecchio e l’occhio sinistro mi stanno abbandonando: Drago abbaia da questa mattina!
Domenica, alle nove, i “fuoristrada” attraverseranno non so cosa.
E gli sbandieratori di giovedì, che ce lo dimentichiamo?
In tutto questo, io ho l’allergia e sono indietro con l’esame.
C’è il sole quando non dovrebbe: un dato di fatto.
La Sagra del Cinghiale: cos’ho fatto di male, per meritarmi questo?
L’anno scorso ho assistito in diretta audio, nella mia stanza, a tutto il processo della cocomerata: il tutorial.

Il tutorial per costruire Molotov: dov’è che l’ho salvato?

La mia maturità si può riassumere in una prima prova scritta in preda a pianti disperati e bestemmie singhiozzanti appena prima di cominciare, ché io stessa con le mie dannate manine avevo pescato tra i dannati biglietti per il sorteggio dell’orale il mio dannato cognome e sapevo già di essere la prima in assoluto a rompere gli indugi immediatamente dopo gli scritti e volevo già morire sul colpo, poi considerando che da ogni dolore e disperazione è bello trarne una gioia immensa e risate isteriche,  fresca come una rosa piena di rugiada nelle fresche mattine d’estate, ho cominciato a sparare soluzioni di funzioni a caso urlando a me stessa che “se magari la smetti di sparare risultati ce la fai a dare la soluzione” ammutolendo un’intera commissione, subito dopo il trauma della matematica, la gioia della crisi del ‘29, la mia esaltazione con la prima guerra mondiale, dopo Manzoni e Montale, Seneca e traduzioni varie, dopo Freud, la Montessori e Croce, dopo Wordsworth e Stevenson, biologia a caso e tutto il resto, ho trascorso tre quarti di esame partendo da Hegel, sfidando la prof con la quale giorni era già nell’aria la possibilità di chiedermi antitesi ti tesi di sintesi casuali, continuando con Kant amore mio che ok ok, questi due tipelli erano solo nella mia tesina, quindi poi mi hanno condotta a qualcuno come Kierkeegard, Feurbach, Schelling, notti in cui tutte le vacche sono nere, ancora Croce, riferimenti ai naturalisti  primordiali che ho voluto inserire così per gusto, un po’ di Etica Nicomachea così per dire, qualche accenno al simposio col finire poi con l’arguta di turno che “ma lei vuol fare filosofia da grande?”

Ma no, che cosa glielo fa pensare?

Non sei migliore se fumi, hai capelli colorati, hai tatuaggi, bestemmi ogni secondo della tua vita e se sei tutta ”I Hate everyone” . Non bisogna avere le Dr.Martens, truccarsi, avere i piercing e mettersi gonne che ti coprono si e no metà culo. Non bisogna avere necessariamente un iphone e avere i vestiti firmati, ne bisogna essere alte 1.70m e pesare 40kg. Se fai schifo a scuola non sei ”figa”, n’è tanto se l’hai fatto a 12 anni; se ascolti rap non sei meglio di chi ascolta i One Direction. Essere migliori significa avere le palle di essere diversi e di distinguersi dalla massa.
Sono bestemmie e eyeliner sciolto. Sono acidita’ e dolcezza. Sono libri e Tumblr. Sono amore e odio. Sono felpe giganti e cuffie nelle orecchie. Sono film mentali e illusioni, a non finire. Sono parole dette a cazzo, e un'inguaribile romantica. Sono quella che da’ tutto, e spesso non riceve niente. Sono il mare d'inverno e il sole a dicembre. Sono tante cose, eppure non mi sento niente.
Sapete la tristezza cos'è?
È vivere in una società dove ovunque ti giri non vedi sorrisi, ma senti bestemmie.
Dove tutti insultano questo Dio e poi si lamentano di non avere niente in cui credere.
E allora con chi ti stai arrabbiando?
La tristezza è che se fumi e ti fai canne sei “figo” e ben voluto da tutti
se invece frequenti l'oratorio, ti stanno alla larga.
La tristezza è che nessuno ha più il coraggio di cantare per strada, ma di far risse in pubblico, quello si.
Se prendi bei voti sei strano, se vieni bocciato sei un grande.
Nessuno più ha il coraggio di dire in cosa crede,
nessuno ha più il coraggio di fare due preghiere.
È triste i fatto che andare a strafarsi il sabato sera in discoteca sia considerato più divertente di una pizza con le amiche,
è triste non sentire più “grazie”, “prego”, e “per favore”, l'educazione dove'è finita?
non vedere più persone che si sbracciano per salutarsi, ma tutti persi nei loro cellulari
tutti presi dai cuori su whatsapp e nessuno dai baci sulla fronte
tutti presi per il culo e nessuno per la mano
troppi sguardi nel vuoto, pochi che osservano,
troppi tablet, pochi libri
troppi “ti amo” volati, pochi “ti voglio bene” sinceri,
questa è la tristezza.
Tutti pronti a morire,
nessuno con un pò di forza per vivere.
—  toomanyplans.