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Grillate

Per Beppe Grillo i giornalisti vanno tenuti fuori dal parlamento, accolti solo su appuntamento.

Esticazzi se l'articolo 64 della Costituzione stabilisce che le sedute delle Camere sono pubbliche.

Ma a parte questo la cosa più grave è questo suo nuovo vezzo di accompagnare certi suoi post con delle filastrocche/canzoni/nonsisacché a dir poco orrende. Eddai, per favore, per favore.

Fucking hell e de chi non te lo dice con la mano alzata.

Non parlo più un cazzo. Le lingue che conosco mi si confondono in testa e ne esce fuori una poltiglia incolore. Ascoltando le mie frasi mi rendo conto, sempre con sufficiente ritardo, d'infilare singole parole di una lingua in un'altra. Esclamazioni che solamente io so decifrare, traduzioni approssimative o quell'operazione terribile di -izzare le parole (inglesizzare, italianizzare, tedeschizzare) per assonanza, perché ero convinto fosse giusta o anche solo per pigrizia.  

A volte poi balbetto, le mie labbra vanno più veloci del mio cervello e e e e la parola arriva comunque dopo e mi mastico la pronuncia, non so mai dove mettere gli accenti, le “h” le tiro a casaccio. L’altro giorno ho aspirato due “ho” un “hanno”, a volte sembro uno di quei campioni olimpici di bob a due, del Trentino Alto Adige, quando intervistati dal giornalista RAI si ricordano di usare l’italiano e noi di considerarli nostri connazionali, più che altro per il medagliere. 

Non ho seguito il dibattito Trump-Clinton né tanto meno il Renzi-Zagrebelsky. Probabilmente non seguirò neanche il prossimo Clinton-Trump o Renzi che si confronta con una copia parlante della costituzione, doppiata da Neri Marcorè, ma ho letto che nel primo caso, secondo tutti, ha vinto la Clinton. Renzi, invece, ha vinto solo secondo Repubblica, Corriere, Unità, Rai, Twitter e buona parte di Facebook, mentre per il Manifesto, Tumblr, Beppegrillo.it e buona parte dei commenti Youtube, Zagrebelsky avrebbe avuto la meglio.

Otis Redding è quel genere di autore di cui conosci l’intera discografia ma non sai che è la sua. Gli altri sono i CCR (Creedence Clearwater Revival) e Maurizio Costanzo.

Ultimamente mi sono fissato sulle tette. Non di tutte, ma di chi mi fa il favore di mostrarmele. Non possono andare in giro a chiederlo a tutte. Mi ricordo, infatti, quando ero ragazzo e andavo a ballare e rimorchiavo e gli altri pensavano fossi bravo a rimorchiare ma no, non ero bravo a rimorchiare, ero bravo a capire chi mi voleva rimorchiare per mostrarmi le tette! Poi ero bravo a farle credere di essere quello che loro stavano cercando. Il trucco era restare in silenzio per un po’ e poi annuire 2-3 volte di fila. Non avete idea di come il silenzio spinga la gente a raccontarvi qualsiasi cosa. Una volta una tipa arrivò a confessarmi pure la sua password di Facebook. Ma m’ero scordato come si chiamava quindi non mi servì a molto.

La cosa da cui ho imparato a diffidare, con il tempo, sono i falsi amici. Tutte quelle parole che in una lingua vogliono dire una cosa e nella tua, invece, il contrario; “salida” che in spagnolo vuol dire uscita, aceite che è l’olio, “kalt” che in tedesco è freddo e “fuck” che in inglese può essere scopami, fanculo, oh cazzo!, togliti dalle palle, no dai sul serio?, muori, sì, no e altre 5-6 diversi significati a seconda se siate nudi o meno in una stanza con o senza un vibratore ficcato nel culo.

I miei nuovi vicini di casa vengono dall’Utah, hanno 5 figli e sono dei Mormoni. Sarà la prossima storia. Non loro, i Mormoni.