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Berlusconismo: analisi di un sistema di potere.

Egregio Sancio Governatore d’Isole,

I dodici anni di Annarella escono dalla 2a B sospinti dalle urla del professore, nelle gomme firmate delle scarpe da ginnastica l’incedere della foglia impertinente. La matematica non sara’ mai il suo mestiere. Un insegnante la raccoglie nel corridoio. Sfogliano il giornale mentre in classe la verifica continua. Balenottera spiaggiata sul litorale di Villasimius, notizia perfetta per la didattica d’inganno: grammatica, antologia, scienze. La fiaba. Nulla. Annarella sfoglia oltre. E’ la cronaca nazionale ad addentarle l’attenzione. Omicidio Scazzi: Sabrina Misseri si dichiara innocente.“Certo- chiosa Annarella- lei voleva bene a Sarah. E’ stato quel vigliacco del padre a coinvolgerla”.

Fra lo spread sopra i 500 punti e la perdita dell’innocenza in una alunna di periferia non esiste differenza: sono entrambi il prodotto della politica italiana degli ultimi 30 anni.

Il destino ha voluto che il volume “Berlusconismo, analisi di un sistema di potere” (Laterza) fosse presentato a Cagliari pochi giorni dopo quello che uno dei due curatori, Paul Ginsborg, ha definito in sala “ il complotto di grandissima classe” del Presidente Napolitano, la “maestrina dalla penna rossa”, secondo una battuta sfuggita in questi giorni alla vittima. Gli atti del convegno tenutosi a Firenze nell’Ottobre 2010 sono baciati pertanto dalle divine labbra della profezia. Se gli otto traditori inchiodati nel cartiglio del capo fossero rimasti al loro posto l’opera sarebbe oggi il solido, velenoso slancio pre-storiografico di pochi, brillanti intellettuali contro l’imperatore che suona la lira (o l’euro) mentre Roma brucia.  Il primo nemico della storiografia e’ la Storia stessa. Storia che si ripete, come nota Ginsborg: “ La domanda che mi viene posta dai miei colleghi all’estero e’ sempre la medesima: come e’ possibile che nel ‘900 l’Italia abbia saputo contribuire alla modernita’ solo con l’introduzione di nuove forme di dittatura?”. Storia che non si ripete: nel 1931 furono solo undici i professori universitari a rifiutare il giuramento al fascismo. Oggi, invece, solo il bivacco di manipoli raccolto da Ginsborg e dalla giovane ricercatrice sarda Enrica Asquer ammonta a diciassette.

Annarella non conosce la ragione dello specchio incollato al suo astuccio e della sua morbosa attenzione per il sangue condominiale. E l’Asquer a spiegarcelo, con la sua sottile incursione nella media-crazia berlusconiana. Il giornale piu’ venduto in Italia e’ “Chi”, con tre milioni e mezzo di lettori, una massa ammorbidita anzitempo dalle intimita’ casalinghe radical-chic di Carlucci, Bonaccorti e Cuccarini. Nel ’94 Berlusconi disse: “Basta col Manzoni”. Secondo Tullio De Mauro solo il 20% degli italiani di oggi capisce cio’ che legge. E sui libri di testo spuntano le Cronache di Narnia, cara Annarella.

Sempre che le scuole pubbliche provvedano alla distribuzione dei libri di testo per gli studenti meno abbienti. Tanto denaro e’ stato dirottato verso quelle private. Altra similitudine dei “ventenni”: la connivenza fra palazzo Grazioli ed il Vaticano, come dimostrato da Antonio Gibelli.

La creazione del presepio istituzionale, il “Family day”, non corrisponde alla sostanza, Annarella. La gelida Danimarca contribuisce al benessere delle famiglie con una media di 1.500 euro all’anno. In Italia sono 132. Un’Italia dove un’auto su dieci e’ un Suv, ma dove 8.000.000 di persone si trovano in condizione di poverta’ relativa e 1.600.000 sono piagati da poverta’ totale, sostiene nel suo intervento Marco Revelli.

Non ti allarmare, Annarella. Tutto cio’ non e’ il progetto di un orco cattivo, o, meglio, di una casalinga sanguinaria. Senti cosa dice Marco Travaglio, ospite linguacciuto del volume: “Magari ci fosse un disegno, un’ideologia, una cultura: niente di tutto questo. C’e’ piuttosto un adattarsi quotidiano alle esigenze di un imputato impunito che vuole sottrarsi alla giustizia e contemporaneamente fare il suo esclusivo e personale interesse”.

In classe la docente di lettere spiega le asperita’ del nuovo esame. Si auspica che il nuovo primo ministro riesca a risollevare il paese. Un piccolo soliloquio. Annarella esclama: “Mario Monti!”. Televisione a doppio taglio. Cara Annarella, senti cosa dice Gustavo Zagrebelsky a proposito del verbo “scendere”, nella sua analisi del linguaggio berlusconiano, parlando di colui che lo sostituira’: “Che questo personaggio venga dal mondo della finanza, o dell’industria o dell’accademia, fara’ anche lui la sua discesa, si renda o non si renda conto del linguaggio ormai entrato nell’uso”. La nostra democrazia e’ diventata teocratica, Annarella. Ma sai, “per i bambini non si sa mai, per loro c’e’ sempre speranza”. Lo diceva Celine, il piu’ grande disilluso del ‘900.

 

 

Penuria di orgasmi multipli

Dopo giorni di attenta riflessione, ho deciso di rompere il silenzio con l'unica spiegazione possibile.

Seriamente, cos'hanno in testa le donne?

Viviamo in un paese alla deriva, martoriato da un conflitto di interessi che vede un nano ridicolo in possesso della maggior parte dei mezzi di comunicazione del paese. L'economia è allo sfascio, il futuro delle prossime generazioni buttato al vento dall'ingordigia e dall'opportunismo di chi ha votato destra per sessant'anni pur di non pagare un euro di tasse in più, gli ultimi baluardi della più moderna e prevenuta delle costituzioni stanno per cadere di fronte a criminali votati dal popolo bue a grande maggioranza e richiesta.

La stessa vicenda cui abbiamo ultimamente assistito: un sistema di corruzione e potere, un premier ridotto a pappone e sfruttatore di ragazze minorenni, il tutto condito da abuso di soldi pubblici, abuso di posizione, dall'usare l'intero stato come fosse la servitù della propria dimora, il totale disprezzo di ogni istituzione su cui il nostro paese poggia e la faccia tosta di presentarsi di fronte ad un popolo imbecille giustificandosi con scuse a cui nemmeno il più tonto degli ingenui potrebbe credere.

Ma tutto ciò passa in secondo piano, non conta, perde di importanza, perché il problema del nostro paese è un altro: la considerazione della donna manifestata dal premier. Ma si, chi se ne importa se è un mafioso corrotto, disprezzato nel mondo e simpatizzante di allegre democrazie evolute come la Libia, la Russia, la Bielorussia e l'Egitto. Chissenefrega se sta distruggendo un paese già non in splendida forma, se rischiamo di finire paragonati agli stati africani per indici economici, se la sua sapiente politica economica ci porta al collasso, se uccide cultura, sanità, ricerca e fa schizzare il debito pubblico a livelli che persino la Grecia non riesce ad eguagliare. In fondo, ciò non ha mai fatto scalpore, non ha mai indispettito nessuno, ma come tratta le donne… mio dio, esiste la prostituzione! Nelle tv si vedono ragazze succinte che ballano in maniera un po’ goffa ma sexy e provocante! Sono queste le cose per cui vale la pena combattere in questo paese.

Aggiornamento: Guarda a caso, proprio oggi Ferrara esce dal porcile in cui era stato chiuso fino ad ora ed attacca tutte le proteste tenutesi fin’ora bollandole come “neopuritanesimo”. Ringraziamo lo pseudofemminismo per aver fornito a Berlsuconi - pazzesco, volevo scrivere Berlusconi, ma con questo errore di battitura rende molto meglio! - e alla sua servitù un utile appiglio con cui attaccare i suoi avversari e con cui sviare il centro della discussione dalle sue malefatte a considerazioni di tipo “etico morale”.

Complimenti.

Gli uomini non cambiano ...

Foto tratta da focus.de

Ho letto la notizia stamattina su La Stampa: Berlusconi indagato per corruzione.

E che cazzo! Non si può stare tranquilli un attimo!”, avrà pensato il Cavaliere mascarato. Quello che ho pensato io, invece, è stato qualcosa di molto più simile a “E sai che sorpresa…”, più una sequela di imprecazioni non indifferenti.

Mi è venuta subito in mente Mia Martini e la sua “Gli uomini non cambiano”.  Un pezzo talmente struggente e significativo che associarlo a Berlusconi suona quasi una bestemmia, ma tant'è…

Pare che stavolta ci sia in mezzo il senatore Sergio De Gregorio ed il suo passaggio al PDL. Passaggio il quale, secondo i pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, sarebbe stato agevolato dalla modica cifra di 3 milioni di euro. E pensare che io la porchetta di Ariccia non la pago più di 15€ al Kg …
Berlusconi dovrebbe informarsi meglio sul prezzo di mercato di certi prodotti.

Foto tratta da politica.excite.it

Mi piacerebbe sapere cosa pensano gli elettori del PDL in merito a questa notizia. Posto che esistano, ovviamente. Giusto ieri me lo stavo chiedendo in questo post.

E visto che oggi mi sento particolarmente ispirato, ecco quale altro brano musicale di sanremese memoria mi ha fatto venire in mente questa lieta novella …

Era il 1994 e la strana coppia Jannacci/Rossi portava sul palco questo pezzo. Avevo solo 11 anni, eppure lo compresi in pieno e me lo godei esattamente come me lo godo oggi.

“Si cambiano i nomi,
rimangon bastardi,
tu guarda alla radio, le solite facce,
i soliti accordi.”

Meravigliosa *_*

Poi dice che a 30 anni ho il rifiuto verso la politica e non vado a votare … Ci credo!
Invece di giocare con gli Exogini contavo gli arresti di mani pulite!

Gioventù bruciata, la mia.

Mr. ShoutTube