4

Resoconto di una giornata (Pt I of II).
Cronaca fotografica.
1) Per lo scaffale epistolari-diari-taccuini: “Una bellissima copia discorde: il carteggio tra Cesare Pavese e Bianca Garufi (1945-1950)”.
Leo S. Olschki Editore.
2) Per lo scaffale del mio adorato Scott: “Per te morirei. E altri racconti perduti”.
Rizzoli Editore.
Racconti inediti, mai pubblicati, rifiutati dalle riviste dell’epoca perché eccessivi o troppo “moderni” nelle tematiche, nel linguaggio e nella mentalità dei protagonisti. Dimenticati negli archivi di Princeton, sono riemersi negli ultimi anni e raccolti in un unico volume, insieme a soggetti di film anch'essi respinti dai produttori di Hollywood, nella parte finale della vita di Fitzgerald.
3) Dall'ultimo piano dell'Ospedale Ascalesi. Lato destro: cupola del complesso dell'Annunziata e profilo del Vesuvio.
4) Dall'ultimo piano dell'Ospedale Ascalesi. Lato sinistro: retro del Duomo di Napoli.

In mezzo a tutto quel casino sembravi una come tante, poi t'ho vista da vicino, sei diversa dalle altre, nel silenzio assordante tu sei molto più interessante.
—  cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi
Abbiamo la mania di scusarci per tutto.
‘Non sto bene, scusa.’
'Non posso uscire, scusa.’
'Ah, non dovevo dirlo, scusa.’
Scusa se non sono d'aiuto, scusa se non posso scappare e prendere il treno per raggiungerti, scusa se non ti ho mandato nessun messaggio, scusa se mi manchi.
Chiediamo sempre scusa a tutti, ma dimentichiamo continuamente di chiedere scusa a noi stessi e ogni tanto dovremmo farlo.
Scusa per tutte le volte che non sei stato te stesso per paura di deludere persone che non ti hanno mai voluto bene davvero;
scusa perchè a volte non ti sei amata affatto, persa nelle paranoie, senza trovare il coraggio di buttarle via.
Sì, dovresti chiederti scusa per non averti dato fiducia, per non averci creduto abbastanza, per non aver creduto in te stessa, per tutte le volte che ti sei data colpe che non avevi, per non esserti sentita abbastanza intelligente, abbastanza speciale, abbastanza importante.
Sì, chiediti scusa per esserti sentita brutta: non lo sei mai stata, mai! Chiediti scusa per esserti detta di non essere in grado di fare qualcosa; per aver dato amore, attenzione, fiducia a chi se n'è fregato;
chiediti scusa per tutte le volte che non riuscivi a dormire perchè avevi paura di svegliarti, paura di iniziare un'altra giornata, un'altra guerra; per tutte le volte che hai nascosto le lacrime dietro i tuoi capelli;
per tutte le volte che ti sei fatta lasciare in disparte;
per tutte le volte che hai dato importanza a chi ti ha criticato senza conoscerti;
per tutte le volte che ti sei fatta rubare la luce, il sorriso;
per tutte le volte che hai messo qualcuno che non se lo meritava davanti al tuo amor proprio.
E mi dispiace per chi ad un bacio dà il valore di una stretta di mano, per chi guarda solo l'involucro e non il contenuto;
mi dispiace per chi dice ad una donna che è bella solo per portarla a letto.
I momenti tristi arrivano per mettere alla prova il nostro cuore, per vedere quanto regge.
Quando più ti arrampichi per non annegare più ti senti fermo nello stesso punto.
Eppure c'è sempre un motivo per andare avanti: sei tu il più valido dei motivi, tu più di chiunque altro!
E chiediti scusa per tutte le volte che hai dimenticato di essere felice.
— 

Francesco Sole

Dite e pensate quello che volete di questo ragazzo, (magari nemmeno lo conoscete), ma con questa poesia mi ha fatta commuovere. Mi ha riportato alla mente un mare di momenti e mi ha colpita moltissimo.                             Sono dell’idea che valga la pena leggerla.

(via firebreather883)