befana

E giuro che lo faccio, prima che torni da scuola vado a casa tua, tua madre sarà felicissima di vedermi, le dirò che ti devo fare una sorpresa e mi chiuderò in camera tua, i ricordi mi inonderanno la mente come un altamarea, prenderò un bel respiro guardando il letto e avrò nei polmoni un po’ dei tuoi sogni che fai di notte e ci gonfierò tanti di quei palloncini che a stento riuscirai ad entrare nella stanza. E per ognuno scriverò i motivi per cui mi sei mancata così tanto, per cui non riesco a stare senza il tuo sorriso, per cui ti sogno tutte le notti.
Monterò le casse per quando entrerai e partirà la nostra canzone.
Ti farò fare una caccia al tesoro per tutta casa, per cercare il tuo regalo di natale che non hai mai ricevuto, ti prenderò per mano e ti prometterò di esserci sempre in questo nuovo anno, se lo vorrai. Ti farò trovare sul letto la calza con tutte le tue caramelle preferite: i vermi tutti colorati, le cocacola giganti i gummy bear, tantissime goleador e le gomme al cocomero, senza dimenticare un ovetto kinder che ti piace tanto non per la cioccolata ma oer aprire la sorpresa ti fa tornare qualche minuto bambina. Farò come se in queste feste ci fossi stata, credimi avrei voluto.
Ti abbraccierò così stretta che impregnerai i miei vestiti del tuo profumo per tutta la giornata.
Ti chiederò perdono della mia assenza, dei miei continui sbagli.
Ti giuro che entrerai in quella stanza e ti farò sentire come mai prima d’ora. Io già ti vedo: aprirai la porta e per prima cosa vedrai gli innumerevoli palloncini magari uno scoppierà e alzerai la testa di scatto ed io sarò lì, ti accoglierò come fosse normale, abbozzerai quel sorriso imbarazzato che amo tanto. La camera suonerà della nostra canzone e lì te lo giuro rinasceremo.
Ti chiedo solamente di aprire le tue braccia e farmi tornare in paradiso, con un tuo abbraccio. Piangerò e forse piangerai, mi dirai in lacrime che sono una stronza, e che ti sono mancata tanto.
Ti vedrò scartare il regalo, divorare le caramelle come sai fare tu, e io non potrò che essere felice di esserti accanto, sfoderare il mio sorriso più bello perchè ora sei lì, accanto a me sei reale in tutte le tue imperfezioni così meravigliose che ti rendono unica.
Ci guarderemo negli occhi e saremo infinite, come lo siamo sempre state, sei la mia vita tesoro e credimi non esagero.
—  Pensieri notturni, saremmostatieterni.

“Come faccio a farmi accettare dagli altri?”

“Mh?”

“Eh prof. Sono un casino totale, non faccio bene niente…”

“Hai presente cosa dicevano no? Si vis amari, ama.”

“Ma quella è una cazzata, non vuol dire niente.”

“…Grazie al cazzo non vuol dire niente, se non sai che vuol dire”

“Se vuoi essere amato, devi amare. E che vuol dire?”

“Bene. Alessà, pausa caffè, che se ti faccio tradurre in questo stato diventa accanimento terapeutico.”

“Ok…”

“E visto che ci siamo, lezione di etimologia 101, giusto perchè sennò non ti schiodi te dal puttanaio che hai in testa. Da dove viene la parola Amore?”

“Lo so!”

“Via il cronometro allora.”

“Da A-Mors, senza morte, perchè è eterno!”

“Certo, se i latini avessero lavorato per i baci perugina, ti avrei dato pure ragione. Poetico, ma non vuol dire niente. Però per quanto sballato è vicino.”

“Eh? Non viene da lì?”

“Na. Viene dal sanscrito. Kama. Stessa radice di Kama-sutra, presente?”

“Non è quel libro del sesso…?”

“Sssì. Quello magari te lo spiego n'altra volta che sennò t'incasini. Allora, Kama è il desiderio. Viscerale, assoluto, totalizzante, che ti trascina e ti fa risplendere dentro di passione. Non ha alcun valore temporale, non ha alcuna valenza introspettiva. E’ puro desiderio, che scollega il cervello e fa ragionare solamente con il cuore. Ci sei?”

“Mh mh.”

“Bene. Da quanto facciamo lezione assieme?”

“Due anni?”

“Ecco. Ed in due anni che ti ho detto dei latini? Che se vogliono dire qualcosa…”

“…scelgono sempre le parole adatte.”

“Esatto. Era gente semplice i latini, quindi non avevano voglia di mettersi ad interpretare troppo ciò che scrivevano. Se usano un tempo verbale, è perchè ha quello scopo in quel momento. Stesso per le parole. Se volevano dirti che Amare è una faccenda in cui ci metti la testa, usavano Diligere, che vuol dire scegliere l'oggetto della propria passione, letteralmente. Invece usano Amare, che vuol dire appassionarsi senza nessuna base razionale dietro. Ci sei?”

“Sì, e allora?”

“E allora, prendi quella frase. Si. Vis. Amari. Ama. Sai realmente che vuol dire?”

“Cosa?”

“Intanto è una cosa potenziale: Si. "Se.” Nessuno ti obbliga, la prima parte è un'ipotesi che ti buttano lì. Se, ma non è che detto alla fine. Ma se proprio ti svegli un giorno e decidi, allora. Poi hai Vis. Vuoi. Volere per i latini è sempre un verbo a doppio taglio. Per loro ogni volta che uno vuole qualcosa, deve dare una contropartita in cambio, pagarne il prezzo. Erano affaristi in fondo, anche nella loro vita. Sapevano che i piatti della bilancia sono sempre due, e che se metti il peso su uno, devi mettere il peso sull'altra. Quindi già con queste due parole, ti stanno avvisando che c'è un prezzo da pagare. Se Vuoi… Allora paga. Ma se vuoi cosa? Non ti dicono “Se vuoi amare”. Non è che ti stanno dando un consiglio immediato su come fare qualcosa. Il consiglio che ti danno, l'ipotesi, è tutta al passivo.“

”…“

"Quindi ti stanno spiegando non come fare a muoverti per avere una cosa, ti stanno spiegando come fare se vuoi che qualcosa ti torni indietro. "Se vuoi essere amato.” Un'azione tutta al passivo, Amari è un passivo, vuol dire che tu la subisci - positivo o negativo non importa, sempre subire è - quest'azione. E per questo ti mettono il se ed il vuoi all'inizio. Vuoi davvero essere amato? Vuoi prenderti questo peso sulle spalle? Alessandro, vuoi davvero rischiare così tanto?“

”…sì"

“Bene. Allora SE vuoi essere amato…”

“Ama.”

“Eh.”

“Ma che vuol dire?”

“Ora te lo spiego. Che tempo è Ama?”

“Pres…no, è imperativo.”

“Esatto. E’ un fottuto ordine. Ti hanno dato il consiglio iniziale, e ti hanno messo implicita la domanda: vuoi davvero? Tu hai risposto sì. Ed allora Ama. Non è un qualcosa che puoi fare. All'inizio ti hanno buttato il presente, Vis, non Vellem, non Velim. Non è un "nel caso tu volessi…” è proprio “Se te, ora, in questo preciso momento, da adesso in poi, VUOI essere Amato, allora Ama.” Nessuna via di mezzo, nessuno spazio temporale, nè spazio di manovra. Non è un contentino nè una soluzione di comodo. E’ un maledetto ordine, e te lo devi eseguire. Chiaro?“

"Sì.”

“Ha un complemento questo imperativo?”

“No?”

“No, non ce l'ha. E non è neanche sottointeso. Non è un "ama gli altri”. Se ne fottevano degli altri i latini in questo genere di situazioni, non si facevano pippe mentali come ce le facevamo noi Alessandro. Ti dicono Ama. E la prima cosa che questo imperativo implica, è l'universalità. E l'universale per i latini, piccoli adorabili bastardi egocentrici, parte da noi. Quindi se proprio ti piglia che un giorno ti svegli e dici che vuoi essere amato, devi iniziare ad amare te stesso. Tutto qui. Nessun giro di parole. Sta tutto in quella frase, che non è una cazzata. Può essere impossibile, ma è anche vera. Sai perchè è vera?“

"Perchè?”

“Perchè quando tu parli di qualcosa che ami, in cui hai messo tutta la tua passione, tutto il tuo desiderio, tu - come chiunque - ti illumini. Se parli della tua squadra di calcio, se parli di un cantante, se parli di una ragazza… Brilli. Perchè? Perchè ami ciò di cui parli. E quindi lo stesso oggetto del tuo amore agli occhi degli altri sarà più facile da amare, perchè l'hai reso te degno di tale attenzione. Quindi se vuoi che gli altri ti amino, devi iniziare a considerare te stesso da amare. In modo tale che parlando di te agli altri, o mostrandoti agli altri, tu possa risultare da amare. E’ tutto qui il senso di "Si vis amari, Ama.” Domande?“

"No, Prof.”

“Bene. Ora fai resuscitare quel povero Cicerone, sennò domani l'unica cosa che riuscirai ad amare in classe sarà la speranza di non essere interrogato”

(che noi sfigati si lavora anche il giorno della Befana)

Caro ex, oggi ti scrivo
Quando finisce una storia
non sempre è facile trovare le parole giuste.
A volte ci vogliono anni.
È stato amore a prima vista, il mio. Ricordo con precisione la prima volta che ti ho incontrato: eravamo a casa di amici,
tu avevi un maglione scuro girocollo e io le vampate di quando si va in menopausa.
A distanza di anni mi ricordo ancora con precisione quella sensazione fortissima di calore e vertigine, in una stanza che in quel momento mi appariva come un’opera di Esher.
Credo di avere passato i successivi quattro anni a cercare di demolire l’istante in cui ci siamo fissati per la prima volta, e nel quale seppi con precisione che era te che avrei voluto accanto per tutta la vita.
Ma poi la nostra relazione è finita, come del resto accade a tutti gli amori che nascono quando hai solo 18 anni, gli ormoni a palla e il cervello in sciopero permanente.
La nostra non è stata una storia da favola: niente fiori, niente follie né lettere d’amore. Ho desiderato tanto le attenzioni di un fidanzato da te; ho provato a immaginarle ogni giorno, chiudendo gli occhi come si fa quando da bambino aspetti la Befana rannicchiato nel letto. Quello stesso letto dal quale anni dopo mi chiedevo dove fossi, con chi parlassi, e nel quale ricordo di avere pianto più di un neonato. Quando tu sparivi all’improvviso e mi veniva voglia di aprire la finestra e lanciarmi di sotto.
Devi esserti accorto della mia presenza quando ho deciso di andare via per sempre, per concedere a me stessa la possibilità di trovare l’amore vero. Quello sincero, leale e spontaneo. L’amore che ho trovato per fortuna subito dopo e che ho cercato di tirarti fuori in ogni giorno della nostra relazione.
Ci sono tante cose che avrei voluto dirti prima del silenzio, prima di tagliare tutti i contatti con il tuo mondo. Nonostante la consapevolezza di avere fallito, e di averlo fatto malamente, non rimpiango nemmeno un momento del tempo passato insieme a te. Forse non lo immagini, ma senza saperlo mi hai insegnato tantissime cose.

A lottare

Hai saputo rendermi determinata, caparbia e testarda. Mi ero convinta che saresti stato il padre dei miei figli e ho lottato fino all’ultimo per fare in modo che tu mi volessi allo stesso modo. Non saprei dirti se tu mi volevi come io volevo te; so, però, che non ho mai visto alcuna progettualità in te. Non mi hai mai parlato del nostro futuro mentre io, stupidamente, ci pensavo ogni giorno. Nonostante i nostri limiti di coppia in quel momento avrei portato avanti un rapporto imperfetto fino alla morte e ti avrei scelto ogni giorno in maniera infelice. Ma lo avrei fatto.

A soffrire

Non mi vergogno nel dirti che per te ho sofferto da morire; il dolore che provavo quando sembravi sfuggirmi dalle mani mi ha lacerata per anni. Senza sosta.
All’epoca soffrivo di strane coliche all’addome, ma da quando ci siamo lasciati non ne ho più avute. Coincidenza? Non lo so. Ma so che mi trema l’occhio sinistro mentre parlo di te e che ho imparato, a mie spese, che la rabbia di una donna che non ottiene ciò che vuole non conosce limiti. Quella maledetta assenza di confine l’ho pagata a caro prezzo, con la mia salute. Ma tu non eri una persona cattiva, anzi: sono più che sicura che tanti uomini sono stronzi a prescindere, perché la natura li ha creati così. Si comportano male perché non saprebbero fare altrimenti.
Tu ti sei comportato da stronzo centinaia di volte, abbandonandomi quando ne avevo più bisogno e ritornando alla base quando ne avevi tu. Forse con me avrai imparato che una donna detesta giocare a ping pong e che prima o poi arriva il momento in cui la racchetta va lasciata cadere per terra, per sopravvivere.

A toccare il fondo

Con il tempo ho capito che anche io ho le mie colpe, che ho un brutto carattere e che rendevo le cose difficili.
Non voglio giustificarmi, ma il mio era un riflesso involontario alla insoddisfazione che mi procurava la tua sordità. Parecchie volte mi sono sentita come il protagonista de ‘L’Urlo‘ di Munch, e proprio come accadeva nel quadro, tu eri uno di quelli che passava di li. Senza fermarsi.
Con te ho scoperto che non sono invincibile e che non sono in grado di stare in piedi da sola. E quando stavamo insieme crollavo di frequente, per la mia incapacità di vivere basandomi solo su me stessa.
Ma le persone fragili non conoscono indipendenza, al contrario hanno sempre bisogno di qualcuno che gli dica che andrà tutto bene. Tu non l’hai mai fatto. Ed essendo piccola e inesperta non sapevo partire da me stessa, perché nella mia testa l’unico ‘via’ possibile eri tu.

A fottermene

Dopo la nostra rottura ho capito che anche se mi avessi dato quello che cercavo insieme non avremmo mai funzionato. Nemmeno su un altro pianeta. Ma mi hai insegnato ad essere egoista, a non darmi troppo alle persone. Forse è proprio questo ciò che amavo di te: il tuo bastarti. Sì, tu bastavi a te stesso e io ti ammiravo da morire. Non mi hai mai fatto entrare veramente, non ho mai toccato la tua anima. Tu sei uno che sopravviverebbe anche nello spazio, da solo. Non avevi bisogno di qualcuno come ne avevo io e per uno così la persona che ero poteva essere solo un limite.
Oggi mi guardo allo specchio e non sono contenta di come sono diventata: vorrei riacciuffare l’animo che avevo quando ti ho conosciuto, e che ti sei portato via. Forse sarà stata l’età o il periodo storico differente, ma prima ero una persona migliore. Più dolce e capace di dare agli altri. Certi giorni mi osservo e capisco che me ne fotto del mondo, che non faccio entrare quasi nessuno e che non ho più bisogno di tante cose che prima erano indispensabili. Spesso mi sorprendo a fare le cose che facevi tu, e che io detestavo. Oggi non ho paura di dire che, per alcuni aspetti, sono esattamente uguale te.

A camminare mano nella mano

Ho sempre voluto che mi prendessi per mano, che camminassi al mio fianco in ogni momento. Ma tu non eri un ‘mano nella mano‘, anzi, quando camminavamo assieme tu eri sempre cinque passi avanti a me. Io ti inseguivo con convinzione, proprio come si inseguono i professori universitari alla fine delle lezioni.
Hai sempre tirato via dritto, senza esitare. Ti voltavi di rado, solo per vedere se riuscivo a tenere il tuo passo. Io ero sempre li, in affanno.

Ad essere puntuale

In amore il tempismo è tutto, e credo che io e te lo abbiamo capito a nostre spese.
A volte per trovarsi non basta piacersi soltanto: bisogna sintonizzarsi sulla stessa frequenza. Io e te non ci siamo mai riusciti, e la colpa credo sia di entrambi. Ma forse avrai capito anche tu che l’amore non vince su tutto come dicono gli scrittori, e che qualsiasi corda si spezza quando viene tirata con troppa forza.
La cosa più tragica della nostra storia è stato il tuo arrivare in ritardo. Perché alla fine sei arrivato.
A quel punto avrei voluto non arrivassi mai, esattamente come mi aspettavo da te. Sarebbe stato nel tuo stile tirare via dritto per sempre, come un treno veloce che non fa fermate.
Invece ti sei accorto di me quando ho ribaltato le tue previsioni, quando ho cominciato a volare in tua assenza. Ti sei ricordato di me quando mi sono innamorata di un altro ed era ormai troppo tardi.
Molte volte ho pensato al fatto che avrei preferito saperti indifferente alla mia nuova vita, invece hai fatto di tutto per riprendermi con te. Finalmente vedevo avverarsi tutti i miei desideri, ma a tempo scaduto. Non immaginerai mai e poi mai quanto è stato difficile per me tirare dritto senza voltarmi, proprio come facevi tu. Ho avuto il cuore pesante per moltissimo tempo, anche ad amore esaurito. Perché ho dovuto farlo evaporare con la forza, come l’acqua quando prepari una zuppa. Mi tormentava il dubbio atroce di avere sbagliato ad andarmene, di avere cestinato il progetto di vita che avevo sempre sognato. Ma che tu mi offrivi con imperdonabile ritardo.

Non ti ho mai tradito

Si, non ti ho mai tradito. Ma avrei dovuto. Te lo saresti meritato ogni volta che mi piantavi per una uscita o una vacanza, mentre io rimanevo a casa ad aspettarti con le coliche addominali. Ti saresti meritato questo e altro, eppure non ho mai avuto il coraggio di farlo. Tradire te sarebbe stato come tradire me stessa, quindi la cosa più importante in quel momento. Immaginavo spesso di farlo per farti dispetto, ma avevo così paura di perderti che nemmeno una sana vendetta sono riuscita ad organizzare.
Ho cambiato registro solo quando sapevo che non ti avrei più cercato, anche se in questi casi è più facile credere il contrario.

Perché

Oggi sono così felice da non chiedere nient’altro alla vita, ma mi chiedo il perché di tante cose. Perché la vita ci ha fatto incontrare al momento sbagliato, perché ci ha fatto innamorare e, soprattutto, perché ci ha fatto ritrovare in ritardo. C’è un libro che mi piace moltissimo, si chiama ‘Il Minotauro‘, e parla di una storia d’amore tra due persone che parlano per lettere, come io e te in origine facevamo per mail. I due si innamorano senza incontrarsi mai, almeno fino a quando si trovano ad essere così vicini da poterlo fare. Peccato però che lui muore proprio in quel momento, come sono morta io. Perché per quanto tu possa credere il contrario in quegli anni io sono morta dentro e nonostante sia tutto così lontano, porto ancora addosso il peso del mio fallimento. Una donna, specie una come me, metabolizza con difficoltà l’idea di avere commesso un errore, in particolare in amore.
Certe volte penso di avere sbagliato a volerti a tutti i costi, a pretendere di volerti cambiare. Se solo avessi avuto un minimo di lucidità in più sarei stata in grado di non innamorarmi? Non lo so, ma forse avrei dovuto provarci. Per mettermi in salvo e per mettere in salvo te da una sofferenza inevitabile, perché la stella sbagliata sotto cui nascemmo non ci avrebbe dato mai scampo. Invece ho abbassato la guardia in un giorno di maggio, sparando i miei sentimenti nel cielo affinché potessi vedere il film che avevo girato nella mia mente. In soli 5 minuti.

Scusa

Ai miei occhi sei il responsabile della morte del mio primo amore, del suicidio che ho dovuto orchestrare per sopravvivere a te. Eppure ti devo chiedere scusa per tante cose, in particolare per tutte le piccole cattiverie che ho commesso per punirti. Perché ho voluto fartela pagare.
Non ho avuto rispetto per il tuo dolore, ma devi sapere che se l’ho fatto è stato perché non ero in grado di gestire il mio.

Per sempre

Non è possibile esserci nella tua vita, come sarebbe impossibile una tua presenza nella mia. Eppure io ti vorrò bene fino a quando vivrò, né mai ti porterò rancore per come sono andate le cose.
So solo che la vita ha unito le persone sbagliate, ma non due persone sbagliate. Perché per quanto io ti abbia detestato so bene che la colpa è di entrambi, e che tu sarai in grado di rendere felice qualcuno esattamente come allora desideravo facessi con me. Non sono stata in grado di insegnarti ad essere migliore, perché onestamente non lo ero nemmeno io. So solo che ci siamo amati tantissimo, e che anche se l’amore è finito da tempo continueremo a esserci nella vita dell’altro. Magari dall’altra parte del mondo, come diceva quella canzone. In silenzio.

—  Azzurra D'Ercole
7

Befana

Befana, a typical Italian figure, is an old hag who delivers gifts on Epiphany Eve (night between 5th and 6th of January) throughout Italy.

She usually rides a flying broomstick and visits Italian children to fill their socks, hung by their chimney, with candy and gifts (and with coke for the bad ones), taken into her wicker basket on her shoulders. Also, she usually sweeps the floor with her broom before she leaves. All good children who believe in her, leave some food and a glass of wine for her on their table.

And now that there are almost no more chimneys in Italian houses? Dunno, but how are you curious! Mind your own business! If you believe that a person can take with him (Santa) or her (Befana) millions of gifts, delivers them all in a single night, eats tons of food, drinks rivers of wine, you can even trust that he/her can break into houses without any problem and without a trace of how he/she got in. Well, guess what kind of followers I have! Don’t ever bother me again with these tosh!

Seriously, Befana figure should derive from the Roman pre-Christian traditional festivity of Strenia (or Strenua).

In recent decades, this traditional figure is gradually disappearing, replaced by the very more iconic “Babbo Natale” (Santa Claus), that would give gifts to children on Christmas Eve, only a few days before.

Anyway, it’s a fact that the two characters have coexisted together since forever; better, only from the 1960s, with the arrive of TV and its ads in most of Italian houses. Before, Jesus Child was the one to take gifts, but without any iconic representation. Besides, everyone knew who he was and that he was being born on that night.

It’s also be said that Santa Lucia (St. Lucy) was the one to take gifts to children in several Italian cities, instead of Jesus Child or Santa Claus, on the occasion of her celebration (13th of December).

All above is a little tricky for you, my non-Italian followers? Don’t worry! Not even Italians understand Italy …

While the jolly man in red is the icon of the yuletide season there are other, less known, figures who beckon in the Christmas season. Here is the Befana and baby Krampus. While the Krampus has gained some notoriety, because I mean hello he is a horned beast of Christmas retribution, the Befana is still relatively unknown to non Italians/1st generationers. She is the Christmas witch who, like Santa, would bring sweet clementines and toys to the good and lumps of coal to the naughty. Although it is kind of a tradition that all kids get candy coal in their stockings because we all know children aren’t perfect angels throughout the year. 

Wishing everyone a Happy Holiday Season while spreading a little cultural heritage! 

Yule - Winter Solstice

Originally posted by arcanesage

Yule is also a celebration of the birth of the Sun King and nature’s renewal. We practice sympathetic magick by lighting fires or candles to encourage the sun to grow stronger.  

This is a time of new beginnings both physically and spiritually, the wheel of the year has made a complete circle. The darkest night of winter is a good time for self-examination and discovering the “seeds” of  spiritual growth or hindrance which are lying dormant within us. 

The Winter Solstice is the turning point in the natural cycle of the year, this darkest night in all the year is followed by a day that will dawn just a little earlier!

So, what exactly is Yule?

Yule takes place on the day of the winter solstice, around December 21 in the northern hemisphere (below the equator, the winter solstice falls around June 21). On that day (or close to it), an amazing thing happens in the sky. The earth’s axis tilts away from the sun in the Northern Hemisphere, and the sun reaches its greatest distance from the equatorial plane.

Many cultures have winter festivals that are in fact celebrations of light.

In addition to Christmas, there’s Hanukkah with its brightly lit menorahs, Kwanzaa candles, and any number of other holidays.  As a festival of the Sun, the most important part of any Yule celebration is light – candles, bonfires, and more.

While it may be mostly Pagans who celebrate the Yule holiday today, nearly all cultures and faiths have held some sort of winter solstice celebration or festival. Because of the theme of endless birth, life, death, and rebirth, the time of the solstice is often associated with deity and other legendary figures. No matter which path you follow, chances are good that one of your gods or goddesses has a winter solstice connection.

  • Alcyone (Greek): Alcyone is the Kingfisher goddess. She nests every winter for two weeks, and while she does, the wild seas become calm and peaceful.
  • Ameratasu (Japan): In feudal Japan, worshipers celebrated the return of Ameratasu, the sun goddess, who slept in a cold, remote cave. When the the other gods woke her with a loud celebration, she looked out of the cave and saw an image of herself in a mirror. The other gods convinced her to emerge from her seclusion and return sunlight to the universe.
  • Baldur (Norse): Baldur is associated with the legend of the mistletoe. His mother, Frigga, honored Baldur and asked all of nature to promise not to harm him. Unfortunately, in her haste, Frigga overlooked the mistletoe plant, so Loki - the resident trickster - took advantage of the opportunity and fooled Baldur’s blind twin, Hodr, into killing him with a spear made of mistletoe. Baldur was later restored to life.
  • Bona Dea (Roman): This fertility goddess was worshiped in a secret temple on the Aventine hill in Rome, and only women were permitted to attend her rites. Her annual festival was held early in December.
  • Cailleach Bheur (Celtic): In Scotland, she is also called Beira, the Queen of Winter. She is the hag aspect of the Triple Goddess, and rules the dark days between Samhain and Beltaine.
  • Demeter (Greek): Through her daughter, Persephone, Demeter is linked strongly to the changing of the seasons and is often connected to the image of the Dark Mother in winter. When Persephone was abducted by Hades, Demeter’s grief caused the earth to die for six months, until her daughter’s return.
  • Dionysus (Greek): A festival called Brumalia was held every December in honor of Dionysus and his fermented grape wine. The event proved so popular that the Romans adopted it as well in their celebrations of Bacchus.
  • Frau Holle (Norse): Frau Holle appears in many different forms in Scandinavian mythology and legend. She is associated with both the evergreen plants of the Yule season, and with snowfall, which is said to be Frau Holle shaking out her feathery mattresses.
  • Frigga (Norse): Frigga honored her son, Baldur, by asking all of nature not to harm him, but in her haste overlooked the mistletoe plant. Loki fooled Baldur’s blind twin, Hodr, into killing him with a spear made of mistletoe but Odin later restored him to life. As thanks, Frigga declared that mistletoe must be regarded as a plant of love, rather than death.
  • Hodr (Norse): Hodr, sometimes called Hod, was the twin brother of Baldur, and the Norse god of darkness and winter. He also happened to be blind, and appears a few times in the Norse Skaldic poetry. When he kills his brother, Hodr sets in motion the string of events leading to Ragnarok, the end of the world.
  • Holly King (British/Celtic): The Holly King is a figure found in British tales and folklore. He is similar to the Green Man, the archetype of the forest. In modern Pagan religion, the Holly King battles the Oak King for supremacy throughout the year. At the winter solstice, the Holly King is defeated.
  • Horus (Egyptian): Horus was one of the solar deities of the ancient Egyptians. He rose and set every day, and is often associated with Nut, the sky god. Horus later became connected with another sun god, Ra.
  • La Befana (Italian): This character from Italian folklore is similar to St. Nicholas, in that she flies around delivering candy to well-behaved children in early January. She is depicted as an old woman on a broomstick, wearing a black shawl.
  • Lord of Misrule (British): The custom of appointing a Lord of Misrule to preside over winter holiday festivities actually has its roots in antiquity, during the Roman week of Saturnalia.
  • Mithras (Roman): Mithras was celebrated as part of a mystery religion in ancient Rome. He was a god of the sun, who was born around the time of the winter solstice and then experienced a resurrection around the spring equinox.
  • Odin (Norse): In some legends, Odin bestowed gifts at Yuletide upon his people, riding a magical flying horse across the sky. This legend may have combined with that of St. Nicholas to create the modern Santa Claus.
  • Saturn (Roman): Every December, the Romans threw a week-long celebration of debauchery and fun, called Saturnalia in honor of their agricultural god, Saturn. Roles were reversed, and slaves became the masters, at least temporarily. This is where the tradition of the Lord of Misrule originated.
  • Spider Woman (Hopi): Soyal is the Hopi festival of the winter solstice. It honors the Spider Woman and the Hawk Maiden, and celebrates the sun’s victory over winter’s darkness.

Four thousand years ago, the Ancient Egyptians took the time to celebrate the daily rebirth of Ra, the god of the Sun.

As their culture flourished and spread throughout Mesopotamia, other civilizations decided to get in on the sun-welcoming action. They found that things went really well… until the weather got cooler, and crops began to die. Each year, this cycle of birth, death, and rebirth took place, and they began to realize that every year after a period of cold and darkness, the Sun did indeed return.

In some traditions of Wicca and Paganism, the Yule celebration comes from the Celtic legend of the battle between the young Oak King and the Holly King. The Oak King, representing the light of the new year, tries each year to usurp the old Holly King, who is the symbol of darkness. Re-enactment of the battle is popular in some Wiccan rituals.

What are your thoughts on Yule? How will you celebrate? Reblog and share your thoughts!

☽ All-Things-Witchcraft ☾

anonymous asked:

I am interested in the Sicilian and Italian traditions! Can you direct me as to where to learn more about this/explain the basics of this practice? Thank you so much- your blog is great:)

Italian Witchcraft and Folklore

Hey! That’s wonderful! They’re surprisingly difficult to find any accurate information on!
My best resources are the article by Sabina Magliocco titled Witchcraft, healing, and vernacular magic in Italy, a less reliable article (that mixes witch-lore and folk magic all together) by J.B. Andrews called Neapolitan Witchcraft, and Carlo Ginzburg’s book The Night Battles about the benandanti in Friuli (Northeastern region of Italy).

If anyone knows any other sources feel free to list them!

Italian witch lore is very old, as there have been legends of witches in this region for a very long, accountable period. The word strega (witch) most likely comes from the Latin strix (screech owl) which witches were thought to take the shape of in the night. The practice of witchcraft is called stregoneria, a male witch is a stregone, and a female witch is a strega.
There are more legends of Italian witches in the south (particularly near Naples). One of the most famous is the story of the witches of Benevento, who convened beneath a walnut tree on a hill therein, and danced and worshiped the Devil. This tree was supposedly cut down.


There is a popular image of a witch who arises among Christian tradition in Italy, even still today. This witch is called Old Befana or Bella Befana(Bruta BefanaBella Befana or Vecchia Befana) who is a good witch who lived alone in a small cottage. One day, three wise men knocked on her door. “Behold! The child of God is born, (yada yada) we’re going to find him and bring him gifts! Will you join us Old Befana?” Now, Old Befana was glad to hear the news and excited to meet the new babe and give it what gifts she could. However, she was not one to shuck her responsibilities so she said she would have to wait until her chores were completed. They agreed and she saw them off, before finishing her cleaning. Once her duties were completed, she packed up her presents for the babe, hopped promptly onto the broom she had just finished sweeping with, and flew out the chimney into the cold night. However, they had not told her how to find them again! Not wanting to deny the boy his gifts, she decided to give some to all the little children she passed on her way, as any might be the new born child of God. Every year on that same night, Old Befana rides out on her broom and deposits gifts for little children, in hopes that one day she will finally find the baby Jesus and give him the presents she has been holding all this time.

In southern Italy, many of the tales of witches (streghe) and folk healers (fattucchiere, or ‘fixers’) tell of the songs they sing to work their magic. Unfortunately, this seems to be all anyone knows on the subject, and I can’t find any references or information on these songs!
In lore, the witches of both benevolent and malefic natures are closely related or interchangeable with more faerie-like spirits. The Janare of Naples/Janas of Sardinia (lit. followers of Diana) are magical women said to live in Neolithic shaft tombs and are expert weavers and spinners. They sometimes intermarry with humans, but are very different from the cogas  (or little cooks) of Sardinia, who are malefic witches that cook and eat their victims.


Most folk magic in Italy has died out, even in many of the rural areas. What is documented and what remains is all, unsurprisingly, Catholic magic. Much of it draws to saints, prayers, and Catholic holy tools. One name for this form of magic is benedicaria. However, much of it seems more agricultural or magical and less religious in nature. There is no point assuming this other source is pagan, because we could never prove where almost of any of it originated.



Most witchcraft you will find today in Italy, especially in urbanized areas, is of a New Age or Neo-pagan persuasion. Neo-Wicca is about the best you can hope to find, and even that is comparatively rare to that found in Great Britain, Australia, and the U.S.

In conversations about Italian magic and witchcraft, Raven Grimassi’s book Italian Witchcraft tends to come up. THIS BOOK IS UTTER BULLSHIT. HOGWASH. STUFF AND NONSENSE. It’s almost literally just Neo-Wicca with different names and some made up information. I’m not exaggerating. If you have this book, it’s better off as kindling than on your bookshelf. Just saying.
Charles Leland’s book Aradia: The Gospel of the Witches is a pretty piece of poetry, and perhaps has some truths in it, but it can never be relied upon. His source is not credible, and the information doesn’t add up well. It is a beautiful book, but not an accurate account of Italian magic or witchcraft.

Here are a few blog posts I have made relating to Italian witchcraft and folk magic:

The Curse of the Lemon and Pins

Neapolitan Flying Ointment

The Use of Stones in Italian Folk Magic

Charm Against the Evil Eye

To Cure Jaundice

To Cure Worms

To Bind an Eagle from your Flock

To Keep Birds from the Crops

Intuire il momento in cui mia mamma, la notte tra il 5 e il 6 Gennaio, approfitta del silenzio della casa, quando ognuno si è ritirato nella sua stanza, per preparare le calze della Befana a me e ai miei fratelli. Anche a 30 anni, la mamma è sempre la mamma, e io sono sempre la sua bambina. 

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Fᴀʙʟᴇs/TWAU RP ɪᴄᴏɴs:

  • Alice Liddell
  • Ambrose Wolf
  • Baba Yaga
  • Baobhan Sith
  • Beast
  • Beauty
  • Bigby Wolf
  • Bloody Mary ♦ ♦
  • Blossom Wolf
  • Bluebeard
  • Briar Rose
  • Bufkin
  • Cindy (Cinderella)
  • Conner Wolf
  • Crooked Man
  • Darien “Dare” Wolf
  • Doctor Swineheart
  • Evil Queen ( from Snow White)
  • Faith ( Allerleirauh )
  • Flycatcher
  • Frau Totenkinder
  • Gren  ♦ ♦
  • Grendel’s Mother
  • Hadeon
  • Hansel
  • Holly  ♦ ♦
  • Ichabod Crane
  • Jack Horner
  • Kelsey Brannigan
  • Knave of Hearts (Wonderland)
  • Lawrence  ( from Allerleirauh )
  • Little Boy Blue
  • Little Red Riding Hood 
  • Mister Dark
  • Mister North Wind
  • Nerissa ♦ ♦
  • Prince Brandish
  • Prince Charming
  • Rapunzel
  • Rose Red  ♦ ♦
  • Snow White
  • Therese Wolf
  • Vivian
  • Winter Wolf ♦ ♦
  • Woody

Dɪsɴᴇʏ RP ɪᴄᴏɴs:

  • Disney Alice Liddell
  • Disney Ariadne
  • Disney Ariel  
  • Disney Aurora/Briar Rose 
  • Disney Beast 
  • Disney Belle 
  • Disney Captain Phoebus
  • Disney Esmeralda
  • Disney Flynn Rider
  • Disney Gaston
  • Disney Maleficent 
  • Disney Mother Gothel
  • Disney Prince Philip
  • Disney Queen Grimhilde
  • Disney Snow White
  • Disney Rapunzel

Tʜᴇ Lᴀsᴛ Uɴɪᴄᴏʀɴ RP ɪᴄᴏɴs:

  • The Last Unicorn : Harpy Celaeno
  • The Last Unicorn : King Haggard
  • The Last Unicorn : Molly Grue
  • The Last Unicorn : Mommy Fortuna
  • The Last Unicorn : Lady Amalthea
  • The Last Unicorn : Prince Lír
  • The Last Unicorn : Schmendrick
  • The Last Unicorn : Unicorn

Fᴀᴄᴇʟᴇss/ʀᴀɴᴅᴏᴍ ᴜsᴇs RP ɪᴄᴏɴs:

  • Other: Crime investigation
  • Other: Locations (urban)
  • Other: Locations (fantasy)
  • Other : Various icons
  • Comics : Alice Liddell
  • Comics : Red Riding Hood

Fᴀɪʀʏ Tᴀʟᴇs ᴀɴᴅ Fᴀʙʟᴇs:

  • A Wolf in Sheep’s Clothing
  • A Wolf in Sheep’s Clothing (alt)
  • A Woman Transforms Herself into a Werewolf
  • Aegle
  • Aladdin and the Wonderful Lamp
  • Allerleirauh
  • Aunty Greenleaf and the White Deer
  • Baba Yaga
  • Baba Yaga
  • Baba Yaga
  • Bearskin
  • Benzaiten
  • Blodeuwedd
  • Bluebeard
  • Bluebeard’s Ghost
  • Body-without-Soul
  • Boots and the Troll
  • Briar Rose
  • Brynhildr
  • Bunny Man
  • Carmilla
  • Catherine Wheel
  • Charlie No-Face
  • Cinderella
  • Cinderella
  • Clever Hans
  • Counting the stars in Heaven
  • Cu Chulain
  • Death and the Woodsman
  • Der Freischütz
  • East of the Sun and West of the Moon
  • Eglė the Queen of Serpents
  • Elizabeth Báthory
  • Fairy Garden
  • Faithful John
  • Father Frost
  • Feathertop
  • Fenrir
  • Fenrir
  • Georgie Porgie
  • Goatman
  • Gold-Tree and Silver Tree
  • Green Man
  • Grendel
  • Hanako-san
  • Hanzel and Gretel
  • Hayreddin Barbarossa (aka Redbeard)
  • Helga the Fair
  • How the Dragon Was Tricked
  • Hypatia
  • Jabberwocky
  • Jack and the Beanstalk
  • Jack Frost
  • Jack of All Trades
  • Jack O'Lantern
  • Jack the Giant Killer
  • Jack the Cunning Thief
  • Jersey Devil
  • Jorinda and Joringel
  • Knave of Hearts (Wonderland)
  • Krampus
  • La Befana
  • Lamia
  • Lemuria
  • Lilith
  • Linda Branca and her Mask
  • Little Briar Rose
  • Little Jack Horner
  • Little Red Riding Hood (Grimm)
  • Little Red Riding Hood (Perrault)
  • Little Wildrose
  • Loki
  • Loki
  • Lucky Luck
  • Maid Maleen
  • Maria, the Wicked Stepmother, and the Seven Robbers
  • Mirrors
  • Miss North Wind and Mr. Zephyr
  • Myrsina
  • North Wind
  • Okiku
  • Old King Cole
  • Persinette
  • Prince Camaralzaman and the Princess of China
  • Prince Darling
  • Puss In Boots
  • Rapunzel
  • Raud the Strong
  • Reynard and Bruin
  • Reynard Steals Fish
  • Reynard Wants to Taste Horsefresh
  • Rhodopis
  • Rub-a-dub-dub
  • Rumpelstiltzkin
  • Santa Claus
  • Sif
  • Solomon Grundy
  • Snow White
  • Snow-White and Rose-Red
  • Snow White and the Seven Dwarves
  • Snow-White-Fire-Red
  • Song
  • Stingy Jack
  • Sun, Moon, and Talia
  • Sunflowers
  • Tam Lin
  • The Bald Knight
  • The Ballad of Hua Mulan
  • The Bear
  • The Beauty and the Beast
  • The Beauty and the Beast (Villeneuve)
  • The Bell Witch
  • The Boy Who Cried Wolf
  • The Boy Who Cried Wolf
  • The Canary Prince
  • The Cat and the Fox
  • The Caterpillar (Wonderland)
  • The Coyotes’ Curse
  • The Crow
  • The Crystal Casket
  • The Daisy
  • The Death of Koschei the Deathless
  • The Devil’s Mirror
  • The Dog and the Wolf
  • The Dragon of the North
  • The Fairy Serpent
  • The Fatal Marksman
  • The Feather of Finist the Falcon
  • The Fire Bird and Red Fox
  • The Flower Queen’s Daughter
  • The Fox and the Crow
  • The Fox and the Goat
  • The Fox and the Grapes
  • The Fox and the Horse
  • The Frog
  • The Frog Prince
  • The Girl-Fish
  • The Girl Who Pretended to be a Boy
  • The Glass Axe
  • The Golden Bull
  • The Golden-Haired Maiden
  • The Golden Mermaid
  • The Goose-Girl
  • The Green Lady of Newton Castle
  • The Grinning Man
  • The Hare and the Tortoise
  • The Hart and the Vine
  • The Hook / The Hookman
  • The Lazy Magician
  • The Legend of Sleepy Hollow
  • The Lindworm
  • The Little Boy Blue
  • The Little Broomstick
  • The Little Matchgirl
  • The Little Mermaid
  • The Mermaid of Zennor
  • The Mischievous Dog
  • The Nightgale
  • The North Wind and the Sun
  • The Piped Piper
  • The Piped Piper (the real story)
  • The Prince and the Dragon
  • The Prince Who Would Seek Immortality
  • The Princess Who Never Smiled
  • The Scorpion and the Frog
  • The Siren, Lorelei
  • The She-Wolf
  • The Sleeping Beauty in the Woods
  • The Sleeping Prince
  • The Snow Maiden
  • The Snow Man (Sneemanden)
  • The Snow Queen
  • The Story of Lyubim Tsarevich and the Winged Wolf
  • The Story of Pretty Goldilocks
  • The Story of the Girl Who Did Not Like to be Pretty
  • The Story of the Three Bears
  • The Tale of the Bamboo Cutter
  • The Tale of the Bamboo Cutter
  • The Tale of the Dead Princess and the Seven Knights
  • The Tale of the Nine-Tailed Fox
  • The Tale of Urokohime
  • The Three Army-Surgeons
  • The Three Bears
  • The Three Billy Goats Gruff
  • The Three Little Pigs
  • The Three Princesses of Whiteland
  • The Three Sisters
  • The Twelve Brothers
  • The Twelve Dancing Princesses (Lang)
  • The Twelve Dancing Princesses (Grimm)
  • The Vampyre
  • The Vorpal Blade
  • The Wedding of  Mrs. Fox
  • The Werewolf
  • The Werewolf’s Daughter
  • The Werewolf’s Wife
  • The White Rabbit (Wonderland)
  • The White Serpent and the Children
  • The White Wolf
  • The Wicked Prince
  • The Winged Monkeys (Oz)
  • The Wolf and His Shadow
  • The Wolf and the Crane
  • The Wolf and the Fox
  • The Wolf and the Kid
  • The Wolf and the Man
  • The Wolf and the Seven Little Kids
  • The Wolf and the Shepherds
  • The Wolf Stone
  • The Woman with the Ribbon Around her Neck
  • The Woodsman and the Serpent
  • The Yellow Dwarf
  • The Young Slave
  • There Was A Crooked Man
  • Tiburtine Sibyl
  • Tituba
  • Trusty John
  • Tsarevitch Ivan, the Fire Bird and the Gray Wolf
  • Tweedledum And Tweedledee
  • Tyche
  • Uonaidh
  • Vasilissa the Beautiful
  • Vitoria Regia
  • Vlad the Impaler
  • Vlad the Impaler
  • Water of Youth, Water of Life, and Water of Death
  • Wind
  • Yara
  • Yeh-hsien
  • Yeh-hsien
  • Yuki-onna
  • Yuki-onna
  • ‘Um Pachal

Fᴀʙʟᴇs/TWAU-sᴘᴇᴄɪғɪᴄ sᴛᴏʀɪᴇs:

  • Read Fables
  • A Wolf In The Fold
  • Allerleirauh 
  • Allerleirauh Continued
  • Bloody Mary 
  • Boy Blue
  • Boy Blue
  • Briar Rose
  • Briar Rose’s Baptism 
  • Bufkin
  • Cinderella
  • Frau Totenkinder
  • Hanzel and Gretel Continued
  • Hair
  • Jack Frost (or Jack and the Snow Queen)
  • Lamia 
  • Mister Dark
  • North Wind
  • North Wind
  • Prince Charming’s First Love
  • Prose Page
  • Rapunzel Continued
  • Snow White
  • Snow-White and Rose-Red Continued
  • Snow White and the Seven Dwarves 
  • Snow White and the Seven Dwarves Continued
  • Snow-White and Rose-Red Continued II
  • The Big Bad Wolf
  • The Frog Prince Continued
  • The Frog Prince Continued II
  • The Vorpal Blade
  • The Woodsman
  • What was Geppetto Thinking When He Carved Pinocchio’s Mouth?
  • What You Wish For
  • Witching Cloak
  • Essays on Fables/TWAU
  • An Intro to Fabletown
  • Fabletown Map
  • The Farm Map
Ho lasciato passare che non esistano Babbo Natale, la Befana, la Fatina del dentino e il Coniglietto di Pasqua, ma la mia infanzia è stata distrutta quando ho scoperto che non si dice 1,2,3 stella ma 1,2,3,sta là. Ho vissuto una vita nella menzogna
9

“ … the relative unimportance of things female in the Midwinter antics shows us, in fact, the other side of the coin.  This is the time of the male principle …
For the crops (or babies) to grow, the earth (or female) must be inseminated by the male; and after insemination, one must wait awhile before seeing evidence of new life.  Normally the new life appears in the fields in the spring, therefore the insemination must be ritually encouraged earlier–in the winter and/or at the time of plowing and sowing.

…  Note that all these maskers and mummers are traditionally men.  When female personae are needed for enacting little dramas, men play the parts cross-dressed.  This, of course, only adds to the general hilarity, and laughter, like dancing and jumping, was felt to promote life.  Evidently male magical power, in the European agrarian traditions, is expressed through masking the men … . ”
—-
In Austria, on the three Thursday evenings before Christmas, masked youngsters went house to house making great noise with whips and cowbells, knocking on doors and windows to scare away the evil spirits, and crying out, “in with good luck, out with bad luck!” For this service they expected a reward of sweets or nuts.  In Salzburg, according to an account around 1800,

 … masked youths, decorated with bells, leapt with the help of their staves over ditches and walls during their progress through the valleys at night.  When their troop arrives noisily, the lights in the houses must be doused, “to keep the windows intact, and no one dares let himself be seen by them on the way who doesn’t want to subject himself to disagreeable encounters … Many of the disguised lads used their long staves for all kinds of jumping with a strength and agility seldom see amongst the greatest acrobats.  One of the boys even touched the ceiling of the room with the soles of his feet.

Tyrolean farmers views this prodigious jumping as crucial: if the "Perchten-runners” didn’t leap about enough in the fields, the crops would fail.

… Jumping like dancing, promotes life.  A gloss from a millenium ago already mentions Perchten night, often held on Twelfth Night, the Eve of Epiphany.

—-Elizabeth Wayland Barber, The Dancing Goddesses