beach-rugby

Meanwhile, during a national holiday in Spain...

I’ve been all alone in gym lifting weights this morning (gym’s owner, personal trainer and friend, did me a favor - opening it for a couple hours :D), funniest rugby game with friends on the beach after lunch, and 16km run with our fly-half Rafael in the evening. The most unstoppable guy I’ve met (besides myself), he’s always singing Jacko’s song “Keep on with the force Don’t stop, don’t stop till you get enough!”. Well… Today I’ve got far enough! 

New reason to exercise: It makes your bed even more desirable! I’ll cuddle with my  second pillow and wish it was a real person. Cold, tired and lonely, but proud of myself!

Molesta Quindicina 2011 - Senigallia/Ceriale

Premessa: mancando ancora l'ubiquità tra i miei superpoteri (anche se m'avevano detto che era in omaggio col 4000 spritz), non ho potuto assistere allo svolgimento di entrambe le tappe, ma solo a quella di Senigallia, quindi gli eventi di Ceriale verranno raccontati così come penso sia andata. A dire il vero l'idea di finire la tappa si Senigallia e spostarsi a Ceriale c'era, ma quando ci siamo resi conto che avevamo meno possibilità di riuscita della Crociata dei bambini a Gerusalemme, abbiamo desistito.

Poi s'è fatto comunque un viaggio allucinante,ma questo ve lo racconto dopo.

Baldanzosi come un ragazzino alla prima sega e arroganti come un rutto in chiesa, pariamo con un regolarissimo ritardo, seguendo il rigoroso programma della “Bussetti Travel”, ditta che da anni opera nel settore dei viaggi, perversioni sessuali e macchie di sugo impossibili.

Obiettivo della serata è arrivare entro le 22 al campeggio, pena una notte all'addiaccio, Ma causa di qualche problema di comunicazione alle 22 al massimo siamo al secondo giro di amari nel ristorante vicino Gubbio dove abbiamo deciso di “mangiare una cosa veloce e poi ripartire, ma veloce eh?”.

Per ovviare a questo problema, la Bussetti Travel decide di allietare il resto del viaggio con una simpatico match di pugilato con il parabrezza, vinto per abbandono del suddetto alla terza ripresa per evitare di terminare il viaggio in cabrio.

Giunti sul posto, la spumeggiante ditta comasca decide di unire animazione e coscienza sociale proponendo una vibrante rievocazione degli sbarchi lampedusani, a cui ci prestiamo di buon grado, sperando che i bambini locali non ci sveglino con un gavettone di meduse o chiamino la municipale per rimuovere le povere balene arenate a causa del malsano effetto che il limoncello ha sui loro radar interni.

Sorprendentemente, al mattino tutti respirano ancora.

In parallelo, il secondo gruppo di fiorentini parte alla volta di Ceriale, cavalcando una enorme tarantola che vieni spinta a muoversi usando Manone vestito da mosca come carota.

Arrivati alla beach arena ci rendiamo conto che l'organizzazione locale ha deciso di fare lo scherSone è allargare il campo di almeno cinque metri. Io vengo colto da iperventilazione, così come tutti i giocatori sopra i cento kg, il Fane serafico mastica una bottiglia rotta, per rilassarsi un attimo, Vasco ha già perso l'uso di tre vocali su cinque e qualcuno avvia una sperimentazione sul miglioramento delle prestazioni in sport assurdi grazie all'uso di cannabis.

Le facce dopo il primo riscaldamento sono quelle di persone si sono appena rese conto che ci sono ricascate anche quest'anno. Fortunatamente il livello dei primi incontri ci permette di vincere nonostante l'avanzato stato di decomposizione in cui versiamo, questo grazie anche ai nostri rinomati ed elaboratissimi schemi, tipo “dai la palla al Bobo e poi guardalo intensamente”, oppure “spostiamo la palla a caso, sperando succeda qualcosa”.

Nel frattempo Manone, che è stato raggiunto dalla tarantola cinque metri dopo la partenza, viene salvato da Leo Leoni, che intavola con l'aracnide un dibattito sulla crisi della Grecia e le possibili ripercussioni sul rugby toscano, portandolo così ad autodivorarsi. Per arrivare a destinazione, i nostri prodi decidono di utilizzare una macchina alimentata dalla voglia di spogliarsi di Pippo Santi, arrivando a destinazione in circa mezz'ora.

A Senigallia, l'illuminata organizzazione ci fa fare soltanto una partita la mattina, quindi non resta altro che mangiare un po’ di prosciutto cotto, formaggio GrAHAHAHAH COL CAZZO! Volevo dire farsi uno spaghetto allo scoglio e bere del vinaccio bianco frizzante che in zona viene usato per uccidere le larve di zanzara negli acquitrini.

Superato anche il secondo match, alcuni vengono colti da visioni mistiche. Il Semola si autoproclama Papa Coccolino I e si butta in acqua per convertire i pesci merda, che in grande numero fanno mostra di sé nella “pulitissime” acque locali.

Nel frattempo Inno, credendosi la reincarnazione di Mendel, cerca di studiare i geni dominanti scaturiti dell'accoppiamento tra Zichi e il suo zainetto pieno di spritz. I risultati sorprendono un po’ tutta la comunità scientifica: a quanto pare Zichi con lo zainetto sulle spalle non tromberebbe neppure col rohypnol.

Superiamo abbastanza tranquillamente la fase a gironi e ci presentiamo alla semifinale con quell'aria un po’ così di chi sente arrivare gli ultimi rintocchi, ma d'altronde, come rispose una volta Reagan a chi gli chiedeva come mai si facesse così schifo: “Lo stile di vita della Molesta non è negoziabile”. Quindi non resta che andare avanti così tenendoci stretti i nostri demoni.

A Ceriale intanto i molesti sono arrivati al parco acquatico e hanno già collezionato quattro denunce per stalking e un attestato di stima da Don Seppia.

La semifinale ci condanna per l'ennesima volta a disputare una finalina di consolazione, ormai siamo legati al numero tre come un tossico al suo buco, ma d'altronde certe magie, come il giocare ubriachi, ce le riserviamo per la finale.

A pensarci bene, anche impostare tutta la partita sul tentativo di eliminare più avversarsi possibile, potrebbe averci tolto perfino quegli attimi di lucidità di chi ormai è prossimo alla morte, ma alla fine i nostri avversari del Rieti non hanno certo demeritato. Passano dunque alla finale Rieti e Ferrara, due squadre cordialissime che ci hanno tifato contro tutto il tempo, e che si sono infine affrontate per decidere a chi andava assegnato lo scettro di più simpatico del torneo e il relativo viaggio premio a filoguidare i razzi Katiuscia in Afghanistan.

Sbrigata la formalità della finale per il terzo posto non resta che dedicarsi alla notte bianca locale. Come giovani e aitanti salmoni impermeabili, risaliamo il fiume di fica locale, la cui grazia è paragonabile ad un camionista delle Genova-Brennero sotto efedrina, senza esserne minimamente sfiorati.

La serata inizia molto mestamente in un locale vitale come una periferia moscovita, ma è qui che il giovane Odoacre Meroni, alias Pugile, alias Citronella, decide di prendere in mano una chitarra e svegliare i molesti, conquistando i loro cuori e rischiando anche di trovarsi una sorpresa nelle terga durante la notte.

Secondo le malelingue il merito è più dell'essersi seccati una boccia di liquore alla liquirizia, ma sono solo i rantoli di persone prive di romanticismo.

La cosa più incredibile della serata è Zichi, che per una volta decide di non far divertire solo Zichi ma veste le inusuali doti di persona simpatica, rimediandoci una chiacchierata con quattro mummie del vicino Museo Egizio di Ancona in cerca di un brivido blu. Purtroppo ballando rompiamo inavvertitamente uno degli scarabei sacri che le tengono in vita, e tra le dita ci rimangono solo bene e sabbia.

Non resta quindi che tornare verso il campeggio, nella nostra comoda piazzola posizionata a cinque metri dai binari della tratta Taranto - Ancona, che fa a gara con Vasco per chi fa più casino durante la notte, perdendo miseramente.

Di solito finisci qui, ma la Bussetti Travel, rinfrescata da 12 ore di sonno, decide che il fine settimana deve continuare attraverso un catartico viaggio fatto di stradine provinciali, paesaggi bellissimi, dotti discorsi sulle difficili condizioni dei pornodivi non omossessuali nel mondo del porno gay, cagate in mezzo ai boschi, pennichelle di mezz'ora tra i tafani e tanta, tanta voglia di strozzarlo ogni volta che dice “ci sarebbe questa bella stradina a malapena asfaltata…”.

Sei ore di viaggio che sinceramente mi sarei risparmiato, ma di cui allo stesso tempo non avrei potuto fare a meno, che mi hanno fatto ricordare per l'ennesima volta cosa ci porta a fare questi tour de force. Perché dopo anni di botte, sbronze e trasferte, l'unica cosa che ti rimane dentro è vedere Zichi che caga tra i boschi mentre l'Elettrico litiga con la vespa che l'ha punto sei volte e il resto della truppa esce di macchina emettendo gemiti da reparto geriatrico.

Fare i supereroi riposando, bevendo solo acqua e allenandosi riesce a tutti, compiere atti eccezionali quando il tuo fegato farebbe venire la cirrosi all'aquila di Prometeo un po’ meno.

Nel frattempo l'altra compagine dei Molesti evocava un verme delle sabbie e dominava il torneo di Ceriale, vincendo la finale 9-0 con i nostri amici dei Tori Bianchi, e impedendo loro di andare al master. Bravi miglior vendetta non ci poteva essere, anche se un bel naso rotto sarebbe stato la ciliegina sulla torta di merda che gli avete fatto ingoiare.

E ora il master, dove come al solito saremo “i soliti fiorentini”, staremo sul cazzo a tutti, faremo schifo e chissà come mai avremo la fila di gente che vuole bere con noi.