bambinofagia

dicono che ho delle belle tube

Sono viva. Non ero in pericolo ma mi sento sempre in pericolo. Salgo e scendo a fatica dal letto. La Forza che muove tutto continua a mettermi alla prova, in un reparto di partorienti, dove l'età media è di 20 anni e dove mi hanno chiesto di continuo se fossi sposata e dove fosse il bambino.
Queste cose sono il mio debole più grande, non so sopportare nessun tipo di dolore e mi viene da piangere in casi di vita e di morte, quando la sento in prima persona per anestesie; in più, tutti lo sanno, invidio i figli e chi è già abbastanza grande da poterseli permettere, mi commuovo davanti ai neonati come la prima volta che ho visto la scena di Han Solo che scendeva giù nella grafite e fingo sempre di avere qualcosa nell'occhio.

Tra i comuni dell'hinterland napoletano c'è un po’ di differenza e l'ospedale in cui sono stata è in un contesto quasi bronx. Osservo queste ragazze come se fossero una sorpresa dell'ovetto kinder che non ha senso di esistere tipo i trattorini da montare; stanno per fare qualcosa di molto importante ma sono quasi inespressive, è routine.
In stanza con me ci sono due donne meravigliose (ma che senso ha però l'aggettivo ‘meraviglioso’ attribuito a una persona? Siamo in un film degli anni 40?) tra cui C. che ha 42 anni ma ne dimostra meno di 30 ed è la sosia di Debra Messing, ha uno stimolante concetto della salute e mangia sano (ma non da supermercatino radicalino biologichino), è barese e parla così bene, senza cadenze; ha vissuto in giro per l'Italia e mi ha raccontato di aver scoperto la fede religiosa l'anno scorso: la sua tesi è interessante e la fede quasi un reperto dal nulla che risolve le mancanze e da’ un senso alle liturgie obbligate, e che poi senza puritanismi aggiunti trasforma in automatico chiunque in un qualcuno moralmente over the top.

Poi sono arrivate due ragazze di 22 e 20 anni. La prima, futura madre di quella Noemi che non potevo non ricordare* aveva avuto già una figlia (Michelle)(..) a 18 anni. E’ una ragazza molto bella e tutti la credono venezuelana o brasiliana. Ha anche una bella voce, molto bassa, ma parla solo napoletano. 
L'altra ha un'espressione scocciata, è al primo figlio, gli darà un nome da supponta che però a me piace. Con lei la madre sciattona e tante amiche dai capelli nerissimi e gli stivali, che si raccontano episodi tranches de vie ad alta voce.

Dopo l'iniziale repulsione di non-adattamento mi costringo a non criticare, è gente conterranea, sono io quella fuori posto, me ne sto in silenzio leggendo e facendo i fatti miei, ma da loro è un continuo scummugliare lenzuola ed avere vutament e panz o rispondere alle mille telefonate con la suoneria Rise Up di Yves LaRock dicendo sempre, a ciascuno, per tutta la notte, la stessa cosa: “s'è dilatat e 3 centimetr” “tèn o lavagg” “ha parturit” “è tre chil quatt e cinquant” “manc nu punt c'anna mis”. 
E’ un'ignoranza non solo di linguaggio ma di concetto, che è semplicemente così e non potrà mai migliorare, che potrebbe fare tanto meglio e invece si autoalimenta. 
Carpisco che il giovane marito della prima ragazza vende pesce al mercato e per pagare il parto deve racimolare i soldi piazzando delle cascettelle l'indomani mattina; poi le chiede 5 euro di benzina: non hanno l'atteggiamento da miseria ma al confronto io mi sento, tristemente, Macaulay Culkin in Mamma Ho Perso L'Aereo 2 che sgranocchia una pizza con un calice di champagne in limousine.
Ieri mattina mentre le infermiere provavano a farla sedere la guardavo lacrimare di dolore in silenzio, così bella, destinata a quella vita indefinibile probabilmente più soddisfacente della mia a livello personale e già arrivata a gradi di realizzazione. Mi avevano dimesso, tutto quello che potevo fare in quel momento era darle un bacio di cortesia ed augurarle buon natale.

Queste esperienze mi fanno cambiare di continuo percezione sulla gente e a volte quando torno sull'internet dimentico davvero l'esistenza di quei conoscenti senza senso e di certi amici senza senso, sempre più giù nella piramide delle priorità, o di quell'altra che come al solito si fa viva chiedendo come sto, non sapendo, solo per girare attorno al fatto che vuole del materiale scolastico dopo aver rifiutato la mia continua disponibilità fino al mese scorso senza motivo.
Per cortesia sgomberare il passaggio grazie 

i bimbi del palazzo hanno bussato alla mia porta
  • D:stanno arrivando non aprirgli non dargli niente li ho visti mentre salivo le scale, i dolci sono miei
  • I:NO POVERINI DEVO DARGLI QUALCOSA CHE PICCOLI
  • bambini del palazzo:dolcetto o scherzetto
  • I:DOLCETTO
  • bambino:uà perché nessuno dice mai scherzetto :(
  • I (distribuisce):VI HO DATO ABBASTANZA, VOLETE ALTRO? DITEMI SIETE SODDISFATTI? ASPETTA TU PRENDI UN'ALTRA CARAMELLA, POSSO FARVI UNA FOTO SIETE TANTO CARINI MI EMOZIONATE