balconcino

Il mio posto preferito si trova a molti chilometri da qui, dentro una stanza con le foto appese alle pareti. C'è un letto con le lenzuola rosse e ruvide, e di fronte un balconcino da cui si possono vedere i tetti e il cielo. Mi mettevo seduto a guardare fuori, con in mano una birra o la tua tazza messicana piena di cenere o entrambe le cose. Stavo lì e guardavo il cielo cambiare colore. Guardavo le nuvole, i gabbiani, le finestre dei palazzi di fronte. Pensavo a tantissime cose e credo di non essermi mai sentito così tranquillo e in pace come in quei momenti. Se chiudo gli occhi sei ancora lì, di fronte a me. E alle tue spalle i tetti e il cielo.

Cose che… pt. 3536357

Comunque ieri sera ero triste e nervosa non so per quale assurdo motivo e mi sono messa a leggere un libro (bellissimo ma confusionario al massimo -per me) sul balconcino dell'appartamento in cui sto; mi sono sentita meglio e mi sono rilassata perché avevano anche attivato i soffioni della piscina (io li chiamo così) e si sentiva il rumore dell'acqua. Poi ho alzato gli occhi al cielo (fai un salto, fanne un altro, fai la riverenza, fai la penitenza… okay, basta sfrasciare) e ho notato che c'erano tantissime stelle e sono riuscita a vedere l'orsa maggiore ed ero felicissima.
E niente. Ciao.

Che bello che bello oggi il cielo è super pulito e anche se di norma non ne sarei felice oggi invece faccio un'eccezione perché sono emozionata perché dal balconcino della mia camera stamattina il mare si staglia perfettamente all'orizzonte sicché anche una talpina come me può distinguerlo e allora batto le mani e allora sono un pochino molto allegra e allora sprizzo gioia e allora e allora e allora scusatemi se non sto usando la punteggiatura ma

La felicità, si sa, non è mai rigorosa ed elegante e, quando capita, si presenta disordinata e sguaiata in tutta la sua deformità.

Da qualche giorno mi sono fissata con l'idea di andare a vivere da sola. Sarà che i miei programmi sono cambiati e la libertà su cui contavo per quest'anno l'ho rimandata, ma ci penso spesso. Anche già adesso a Torino andrebbe bene, un monolocale microscopico in una zona non troppo brutta ma nemmeno troppo bella, magari al terzo piano e ovviamente senza ascensore. Sarebbe piccola e con un casino pazzesco, ma colorata, accogliente e vissuta. Ci sarebbero scatole ovunque, librerie fatte di mattoni e cassette di legno appese al contrario al muro per fare la libreria. L'armadio esploderebbe perché riesco sempre ad avere troppe cose, il tavolo vorrei che fosse di un colore scuro, il divano probabilmente sarebbe anche il letto perché non ci sarebbe abbastanza spazio. Il bagno piccolo ma carino, una finestra grande o magari un balconcino piccolissimo, anche solo da farci stare 2 sedie e sbirciare nella casa di fronte come ne “La finestra sul cortile”. Una volta mamma, riferendosi a mio cugino grande, aveva detto che secondo lei a 25 anni è ora di andare via di casa. Subito mi ero presa malissimo, pensavo che io a 25 anni non avrei avuto una situazione adatta ad andare a vivere da sola. Lo penso anche adesso, ma la cosa da fare in fondo è semplice: tirarsi su le maniche. Quindi davvero tra qualche anno vorrei avere un posto mio, anche se dovrò mangiare solo pasta e tonno per pagare l'affitto. Devo iniziare a risparmiare tutto* come Paperone, anche se al momento sembro decisamente di più Paperoga.

*quindi giustamente sto organizzando un viaggio, che vorrei pagare coi soldi dei centri estivi che ho fatto a giugno e per i quali - ma guarda un po’ - non mi hanno ancora pagato. Sono sulla buona strada insomma