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NUDO: TRA VIRTUOSISMO E SENSUALITA’.

Slitta di un giorno l'appuntamento con il nudo, ma come sempre non deludiamo le aspettative. Uno dei temi preferiti da Renoir (1841-1919) fu quello delle ‘Bagnanti’, in realtà soggetto caro a molti tra gli impressionisti. Questa ha un tono cromatico differente rispetto alle altre opere di Renoir, ma conserva la pienezza dei nudi delle sue donne dall'elegante opulenza.

Nell'immagine: Pierre-Auguste Renoir, “Bagnante con cane”, Sao Paulo, Museum of Art.

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Fernando Botero, nasce il 19 aprile 1932 a Medellín città nelle Ande colombiane.

Credo che l'arte debba dare all'uomo momenti di felicità, un rifugio di esistenza straordinaria, parallela a quella quotidiana. Invece gli artisti oggi preferiscono lo shock e credono che basti provocare scandalo. La povertà dell’ arte contemporanea è terribile, ma nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo.”

Bermuda, maglietta e un kalashnikov nascosto nell'ombrellone: le incredibili testimonianze della strage a Tunisi

Vestito con bermuda e maglietta, come un turista qualsiasi, improvvisamente estrae dall’ombrellone che porta sotto il braccio un kalashnikov, e inizia a sparare all’impazzata.

Quella che sembra la scena di un film hollywoodiano è la ricostruzione, ancora lacunosa, di quanto accaduto nelle tragiche ore di Tunisi, ancora presa d’assalto dai deliri terroristici dell’ISIS.

A quanto pare uno degli assalitori è rimasto assassinato, mentre un complice è stato arrestato dalle forze dell’ordine tunisine. Si tratta di uno studente della zona di Kairouan, sconosciuto sinora agli inquirenti di Tunisi.

C'è tuttavia ancora molta confusione sull'accaduto: secondo quanto testimoniato dai sopravvissuti, uno dei due uomini sarebbe entrato dal retro dell’hotel, aprendo il fuoco. Ma il segretario di stato tunisino Rafik Chelly, ha parlato di un solo assalitore, descrivendolo appunto come un uomo “arrivato dalla spiaggia e vestito come un bagnante, con in mano un ombrellone sotto cui nascondeva l'arma da fuoco”. Altri parlano, invece, di un vero e proprio commando, giunto dal mare su un’imbarcazione.

Fatto sta che il litorale tunisino si è improvvisamente trasformato in uno scenario degno di un film pulp, un vero e proprio muro di proiettili. “Abbiamo sentito degli scoppi come di petardi”, ha raccontato un turista britannico presente sul luogo, “Pensavamo che qualcuno stesse festeggiando con dei fuochi d’artificio, ma immediatamente dopo ci siamo accorti del panico nel resort accanto a noi”.

Una donna irlandese racconta invece di aver visto, intorno a mezzogiorno, “una piccola mongolfiera scendere sulla spiaggia, e poi subito una sparatoria. Poi ho visto alcune persone correre verso di me, io pensavo fossero fuochi d'artificio”, ha spiegato, aggiungendo di essere corsa in mare a prelevare i suoi figli correndo poi verso l’hotel.

Un turista russo che si trovava a 200 metri dal luogo della sparatoria ha poi raccontato cosa ricorda del tragico evento, definendolo scioccante. Si tratta di Petr, in vacanza da Mosca. Ha raccontato a Yahoo News Uk di aver visto tre cadaveri in spiaggia, con la faccia rivolta verso la sabbia. Vedendo la scena dalla sua camera d'albergo, Petr si è precipitato all'esterno, seguendo uno degli uomini della security dell'hotel. “Mi sono accorto che qualcosa non andava e che la security si stava dirigendo verso la spiaggia, così li ho seguiti”. “Ho visto due donne e un uomo anziano morti in spiaggia”. Petr, che non ha voluto fornire il suo cognome, ha realizzato uno scatto della scena che ha fatto immediatamente il giro del web. Vicino al corpo dell'uomo immortalato nella foto si poteva notare una chiazza scura intorno alla usa testa, che si presume fosse sangue.

VIDEO - Strage in Tunisia, attentato a Sousse: una trentina di morti

 

Quello che va rimosso non è un cancello, ma l’idea stessa che il mare e la spiaggia sia al di là di un’inferriata, di un muro, di una serratura che chiude porte, di un accesso sorvegliato da qualcuno che, con determinazione, ti obbliga ad acquistare un servizio per fruire della spiaggia; quello che va rimosso è l’ipocrita gioco di parole che i balneari fanno tra accesso e fruizione, tutti possono accedere alla spiaggia, solo chi paga i servizi può fruire della stessa e del mare: con questo trucchetto da azzeccagarbugli i balneari hanno da sempre salvato la faccia nei confronti delle Istituzioni distratte o conniventi e respinto quei cittadini che della spiaggia volevano solamente la sabbia e il mare senza voler pagare dazi non dovuti a chicchessia; provate a passeggiare lungo la battigia a Ostia e, all’altezza di un qualunque stabilimento balneare, voler stendere l’asciugamano e fermarvi per un po’: tosto e fermamente cortese, arriva l’assistente bagnante che vi spiega che no, entro i cinque metri si può solamente “transitare” e, se ci si vuol sdraiare, oltre i cinque metri o si paga l’ingresso/lettino o altrimenti qualche chilometro più in là c’è la spiaggia libera dove potersi fermare.
Orlando Bloom salva un bagnante

Non è un eroe soltanto sul grande schermo Orlando Bloom, che la scorsa domenica ha dato prova di grande senso civico salvando un bagnante sulla spiaggia di Malibu, in California.

Il divo stava facendo una passeggiata con il figlio di 4 anni Flynn in occasione della Festa del Papà, quando si è accorto che un uomo su una moto d’acqua aveva bisogno d’aiuto.

Subito il 38enne, insieme agli altri presenti, ha trascinato fuori dall’acqua il mezzo insieme al suo proprietario in evidente difficoltà. Numerose immagini lo mostrano insieme al giovane protagonista dell’incidente, che per fortuna è rimasto illeso.

D’altra parte, oltre ad essere un attore di successo Orlando è anche ambasciatore dell’UNICEF, e ha sempre avuto particolarmente attenzione verso il prossimo.

L’altruismo è qualcosa che spera di tramandare anche al piccolo Flynn, nato dal precedente matrimonio con la modella di Victoria’s Secret Miranda Kerr.

«Posso solo sperare di instillare in lui queste idee», aveva spiegato poco tempo fa a E! News.

«Voglio che sappia che è importante vivere i propri sogni, e che la vita è un ciclo e in essa si riceve soltanto ciò che si dà».

«Credo profondamente nel karma, si tratta di un processo quasi scientifico. Se si lancia qualcosa in aria ecco che cadrà giù. Allo stesso modo ciò che seminiamo prima o poi ci ritornerà indietro».

Cover Media

yahoo

Assurdo: lo fanno in spiaggia, davanti a tutti

A Cadice, nel sud del Paese, un bagnante ha immortalato con il suo cellulare una scena davvero inusuale.

S I D S
Studio sull’interdipendenza degli spazi
Solo la riviera ligure possiede dei piccoli luoghi isolati, inaccessibili
con i mezzi, ma facilmente raggiungibili se conosciuti. Uno di questi si
trova a Pieve Ligure: passato un piccolo ponte in ferro sopra i binari e
scendendo una creuza (strada di mattoni tipica della Liguria), stretta e
fitta di scalini, si sfocia a lato di un edificio residenziale affacciato
su due terrazze pubbliche a picco sul mare. Un belvedere magico e tipico
della regione, caratterizzato dalla vegetazione rigogliosa, dagli scogli,
dal porticciolo, frequentato da qualche bagnante, e da vecchi pescatori
che trascorrono lì gran parte delle loro giornate; insomma un posto degno
di essere protagonista di uno dei racconti di Hemingway. In questo luogo
così piccolo, ma anche così ricco di potenziale, è stata pensata una
nuova suddivisione dello spazio che cerca di sfruttarlo al meglio, senza
essere invasiva e mantenendo i suoi elementi caratteristici. Questo
belvedere sarà così formato da quattro luoghi interdipendenti, in
continua relazione tra spazio pubblico e spazio privato.
Il primo grande luogo a essere scoperto è la villa che, da alloggio
privato, è completamente rivoluzionata suddividendo i piani in un
susseguirsi di zone pubbliche e residenziali. Dal primo balcone della
residenza si accede ad un piccolo ponte che fa da collegamento ad una
lunga scala fitta e stretta, che ricorda l’andamento della creuza, grazie
alla costruzione di un parapetto in cemento a forte sviluppo verticale
che ostruisce la vista durante il passaggio. Questa si staglia verso la
scogliera fino ad arrivare ad una nuova terrazza privata. La scalinata,
spezzata in segmenti, diventa un luogo a se stante, mediato da raccordi:
un passaggio obbligato se si vuole raggiungere la terrazza, ricavata
dall’incavo di uno scoglio. Quest’ultima diventa a tutti gli effetti il
terzo luogo in contrapposizione con il quarto, ovvero le terrazze
pubbliche. Questi due elementi peculiari, aventi la stessa finalità
d’uso, vengono distinti dalla modalità di accesso, ovvero una scalinata
privata per la prima, che diventa una vera e propria appendice della
residenza, e una pubblica per le altre.
La finalità di questo progetto è quella di creare un’interdipendenza tra
i luoghi, ovvero un rapporto di intima connessione e di reciproca
dipendenza tra gli spazi, nonostante la loro autonomia e la differente
destinazione d’uso.