aveva paura

anonymous asked:

Cos'è per te l'amore?

Ero da lui per qualche giorno, e decidemmo di andare a prenderci un aperitivo fuori la sera così, ci mettemmo in macchina e lui alzò la musica. Nel suo CD ci sono molte canzoni che mi piacciono, e in un attimo ci trovammo a cantarle insieme. A squarciagola, come due giovani innamorati alle prime armi.
Ci fermammo, arrivati al locale e scendemmo dalla macchina. Lui mi guardò e mi prese la mano, delicatamente, sorridendomi. Arrivati al locale ordinammo, ma continuavamo a guardarci, complici. Eravamo proprio due complici. Quei due ragazzi che si guardano, sorridono, si stringono le mani, e va bene così. Senza troppe sdolcinerie.
Finimmo, e lui pagò, anche per me. Non trovo sia stato scontato, perché le cose, io, ho sempre dovuto pagarmele da sola.
L'ho ringraziato infinite volte, ma lui sorrideva, rassicurandomi che l'aveva fatto con il cuore.
Arrivati in macchina, eravamo fermi ad un parcheggio senza nessuna macchina accanto. C'eravamo solo noi. Noi e il nostro amore.
Decidemmo di metterci nei sedili posteriori, e iniziammo a parlare.
Parlammo con il cuore in mano, come non è mai solito fare. Come solo con chi vuoi passare il resto della vita, parli.
L'amore è lui che mi disse che aveva paura. Aveva paura di tutto quell'amore. E l'amore ero io, che gli dissi di aver paura di non ricervelo più, tutto quell'amore. Si mise quasi a piangere, e io facevo lo stesso. Stringendolo a me. Non volendolo lasciare più.
L'amore è lui, che mi ha presa così, nonostante me. L'amore sono io, che l'ho preso così, nonostante lui.
L'amore è lui che si secca se mi trascuro. Che mi incoraggia quando sto per mollare e che mi capisce più di quanto lo faccia io, senza avere la presunzione di farmelo sapere.
Ecco, credo che l'amore sia questo.

Ero quella bambina che non avrebbe mai fumato.
Ero quella bambina che amava la sua mamma.
Ero quella bambina che non rispondeva mai.
Ero quella bambina che sognava di avere una famiglia.
Ero quella bambina che vedeva il suo papà come un eroe.
Ero quella bambina che amava il rosa.
Ero quella bambina che non avrebbe mai frequentato brutte compagnie.
Ero quella bambina che era sempre la prima della classe.
Ero quella bambina che era l'orgoglio di tutti.
Ero quella bambina che sorrideva sempre.
Ero quella bambina che si vestiva con cose che la rendevano solo più dolce.
Ero quella bambina che sognava.
Ero quella bambina che aveva paura di dormire sola e chiamava mamma o papà.
Ero quella bambina che tutti sognavano di avere come figlia.
05.04.2015
Sono diventata quella ragazza che fuma e che vorrebbe passare alla droga.
Sono diventata quella ragazza che allontana sua madre.
Sono diventata quella ragazza che ha sempre la risposta pronta e risponde a tutti.
Sono diventata quella ragazza che odia pensare di avere una famiglia in futuro.
Sono diventata quella ragazza che odia in un modo assurdo suo padre.
Sono diventata quella ragazza che ama il nero.
Sono diventata quella ragazza che frequenta brutte compagnie anche molto pericolose.
Sono diventata quella ragazza che in classe parla, ride, risponde, esce sempre e basta.
Sono diventata quella ragazza che è la più grande delusione di tutti quelli che la conoscono.
Sono diventata quella ragazza che sorride solo per finta.
Sono diventata quella ragazza che si veste da puttana per farsi desiderare.
Sono diventata quella ragazza che non riesce a vedere un futuro per lei.
Sono diventata quella ragazza che aspetta tutto il giorno che arrivi la notte per stare sola in camera sua.
Sono diventata quella ragazza che nessun genitore vorrebbe perché lo porterei alla pazzia.
Lei aveva paura, ne aveva tanta, ma ti ha permesso comunque di avvicinarti. Ha vissuto per tutta la vita difendendo se stessa, come se ogni contatto con gli altri le togliesse qualcosa. Introversa, riservata, solitaria, persino ostile, a volte. E poi, un giorno, con una fede degna di una religione monoteista, della quale ti ha eletto Dio, col suo cuore come tempio, ha permesso a te soltanto di tenerle la mano, a te soltanto di baciarla, a te soltanto di guardarla da così vicino, a te soltanto di conoscere il suo corpo, i suoi pensieri, la sua anima, e di dormirle accanto, spoglia di corazze e di vestiti, regalandoti la se stessa che neanche lei conosceva nè immaginava. È successo, e tu non hai nessun merito particolare. Cerca di non darlo per scontato mai, tutto questo. Cerca di meritarlo sempre.
—  sonoquellachesono
L'unico problema suo era la paura.
Aveva la costante paura di perdere le persone alle quali teneva,che finiva per perderele lo stesso.
Aveva questa costante paura di amare,di donare il suo cuore a qualcuno.
Aveva questa continua paura di dimostrare le sue debolezze.
Aveva la costante paura che qualcuno potesse leggerle gli occhi e vedere tutto il casino che c'era dentro.
Aveva la costante paura di non riuscire ad essere abbastanza.
Aveva la costante paura di non riuscire mai più a guardare qualcuno negli occhi.
Aveva la paura di mostrarsi debole, di poter farsi riconoscere per quella che era, perché quella che era non voleva mostrarlo;credeva quella parte lì, quella innocente e dolce non piacesse a nessuno. Quindi fu costretta ad essere la stronza menefreghista che conoscono tutti. Quella che si incazza e ci resta male per poco.
Però,da quando ha incontrato lui tutto le era sembrato diverso.
Con lui la paura svaniva.
Con lui lei credeva ci fosse davvero qualcosa di bello in lei.
Con lui non esisteva la paura di perdere qualcuno, sopratutto credeva lui sarebbe rimasto.
Con lui la paura di amare era andata tutta a puttane.
Con lui lei era libera.
Con lui lei non aveva più il timore di innamorarsi, con lui ne valeva la pena.
Con lui non le importava se si mostrava debole.
Con lui era se stessa, ed era bellissimo.
Con lui aveva il coraggio di farsi leggere gli occhi.
Con lui amava gli occhi verdi mischiati al marrone, quando lei aveva sempre odiato quel tipo d'occhi.
Con lui non le importava di non sentirsi abbastanza, perché lui diversamente dagli altri la faceva sentire speciale e bella. Perché se era lui a dirlo, lei ci credeva.
Con lui imparò che proprio le cose che lei odiava di sé stessa erano le più belle.
Con lui si sentiva amata.
Con lui non riusciva a fare la stronza. C'era qualcosa in lui che la rendeva impotente.
Ma lei lo sapeva, lo sapeva che tutto questo non era giusto.
Lo sapeva che lei avrebbe sofferto. Perché lei non poteva permettere di parlare di quello che provava.
E non capiva il perché, il come, lui pur sapendo leggere i suoi occhi non avesse ancora capito che se ne era pazzamente fottutamente innamorata di lui.
Ma con lei lui era diverso.
Ma con lui lei era diversa.
—  mi-hai-cambiata
Si vestiva male per non farsi notare.
Ma come si può non notare tanta bellezza?
Aveva paura degli sguardi, lei. Non li sopportava. Non sopportava gli occhi puntati addosso, che ti scrutano, ti analizzano, come se dovessi passare un esame. Si, raccontava ogni volta che la sensazione era quella. ‘Un esame a cui non sei preparata’, spiegava. Noi sorridevamo. Come si può pensare, per un gesto così scontato, di provocare un tormento dentro la testa di qualcuno?
Non si truccava mai. Tranne per quell'eleyner messo in modo persistente ogni giorno, quasi maniacale. 'Quello non doveva mai mancare’ sosteneva lei.
Era così insicura, quella ragazza, che quasi rabbrividivo al solo pensiero.
Come si poteva essere così splendida e avere così paura?
Non riuscì mai a spiegarmelo.
Sembrava un angelo, e neanche lo sapeva.
Riusciva a farti vivere, a renderti felice, e neanche se ne rendeva conto.
Ma mai che lei accettasse che qualcuno facesse lo stesso. Mai. Questo non doveva accadere. Avrebbe potuto scomparire da un giorno all'altro, per sempre, se solo si provava a fare.
Non voleva ricevere amore. Aveva sofferto troppo. 'Adoro dare, ricevere mi spaventa’. E non aveva tutti i torti.
Il dare amore dipendeva di lei, il ricervelo era fuori dal suo controllo, e le faceva paura. 'Ci si può sempre innamorare di qualcuno che ti dimostra amore’, ripeteva lei. E lo sapeva benissimo. Lei, l'amore da dare, sapeva dosarlo.
Si posizionava sempre nella linea sottile tra 'me la sposo’ e 'è così delicata che non la toccherei neanche per sbaglio’.
Nonostante ciò, molti le avevano fatto del male.
Molto tempo prima, lei, l'amore, lo riceveva sempre. E ha fatto male. Per questo poi scappò.
L'ho sempre amata. Più degli altri. Ma non potevo dirglielo. Se l'avessi fatto sarebbe scappata. E non potevo permetterglielo.
—  L'ho scritta io, non togliete la fonte.
Ci tengo.
Questa è la mia storia..

Questa è la storia di due ragazzi,i quali in un giorno qualunque si conobbero su un app.Lui la contattò facendole un complimento,le disse che era una bella ragazza,lei lo ringraziò e continuarono a parlare di loro e delle loro vite.Entrambi uscivano da due storie un po complicate..Lui si lasciò dopo 5 anni,stava progettando di sposarsi con quella ragazza,ma lei lo tradì..fu molto dura per lui,una vera e propria delusione,la quale lo portò a non relazionarsi più emotivamente con qualche ragazza,per quanto ci poteva provare a conoscere delle ragazze non riusciva a provare dei sentimenti per esse.Lei invece usciva da una storia durata 1 anno,con un ragazzo molto più grande di lei,il quale le chiese di andare a convivere,ma non perchè lo desiderava veramente ma perchè gli pesava farsi solamente 20 minuti di strada al giorno..per quanto lei lo amava decise di lasciarlo andare e fu così che la loro relazione finì.Così giorno dopo giorno i due ragazzi continuarono a parlare,a conoscersi meglio,fin quando lui un giorno le chiese il numero di cellulare,parlavano per ore intere,tramite messaggi,chiamate,e anche webcam..Tra loro si era creata un intesa strana ma forte,era un qualcosa di grande,grande come la distanza che li divideva.Giorno dopo giorno il desiderio di vedersi,di abbracciarsi,di darsi anche un solo bacio aumentava sempre più..Fin quando lei decise di partire e andare da lui.Lui sembrava molto felice.Una sera qualnque dopo una videochiamata le mandò un messaggio con scritto “Comunque ti volevo dire grazie per avermi concesso la tua conoscenza,sei una persona stupenda e sono sicuro di vederti a Novembre,il mio regalo più bello è quello di stringerti tra le mie braccia,non chiedo di più."Lei era molto felice e ansiosa,aspettava con ansia che quel famoso 5 Novembre(il giorno della partenza) arrivasse in fretta.Tutto andava bene e il giorno della partenza stava per arrivare ormai mancava poco,mancavano pochi giorni.Fin quando una settimana prima di partire,lui sparì,lei non lo sentì per più di due giorni,era molto preoccupata,non sapeva se gli fosse successo qualcosa di brutto,non avendo modo di rintracciarlo mandò un messaggio ad un suo amico,il quale esso riferì il messaggio che lei lo stesse cercando,così finalmente lui si fece vivo,dicendole di aver perso il cellulare a lavoro,Lei tirò un sospiro di sollievo,e continuarono a parlare,ma lui era cambiato,era freddo,impassibile,non era il ragazzo che ella conobbe per un mese..Fin quando lui le confessò che stava conoscendo un altra ragazza..Lei incredula si arrabbiò molto,più che rabbia era la delusione presa,si sentì una stupida e povera illusa,che poteva credere in qualcosa di impossibile..le crollò un po di mondo addosso..dio come pianse.Ma lei era forte,sapeva che aveva bisogno di vederlo ugualmente,così sorvolò e decise di vederlo ugualmente.Arrivò il giorno della partenza,lei decise di partire con un'amica,era ansiosa e felice,lui le disse che l'avrebbe raggiunta il giorno dopo.Arrivata a roma lei passò la serata con le sue amiche,cenarono fuori e dopo andarono a ballare in una discoteca piccolina ma molto carina,Non c'era un momento dove lei non pensasse a lui,mentre lei di divertiva con le sue amiche conobbe un ragazzo di nome Federico,il quale con molto gentilezza le offrì qualcosa da bere,e tra una chiacchiera e un altra i due passarono una serata a parlare,Finita la serata lei salutò Federico e si dirise in hotel con le sue amiche.Finalmente il Fatidico giorno era arrivato..ma lui non si fece sentire tutta la mattinata,lei lo chiamava,le mandava messaggi,ma lui continuava ad ignorarla..Era pomeriggio,e lei iniziò a metabolizare che lui non sarebbe mai venuto,che tutto era stata solamente una presa in giro,si sentì delusa,ferita,gli crollò tutto il mondo addosso,non le scese nemmeno una lacrima davanti alle sue amiche e tutto gli rimase bloccato in gola,si sentiva soffocare quel maledetto giorno,è un qualcosa di inspiegabile..Quel giorno ci fu pure un alluvione e lei era in giro con le sue amiche..vennero travolte in pieno dalla pioggia,impaurite e fradice decisero di non ritornare in hotel così alloggiarono da un loro amico..durante il tragitto lei incontrò il ragazzo conosciuto il giorno prima in discoteca il quale gli lasciò il suo numero,così iniziarono a sentirsi..Arrivato il giorno della partenza lei non volle vederlo,stava troppo male,la delusione era stata troppo forte,così Prese l'aereo e ritornò a casa sua.Passarono i giorni e non c'era un solo giorno che lei non pensasse a lui,e ogni tanto dopo giorni qualche lacrima le rigava il volto.Ma lei doveva andare avanti,così riprese in mano la sua vita e decise di conoscere meglio Federico,Lui era molto carino con lei,scendeva spesso in sicilia per trovarla,fin quando un giorno lui non le regalò un biglietto per risalire a roma per andare da lui,lei era felice,anche se rivedendo il biglietto per roma,le salì un po la malinconia e ripensando a tutto quello che le era successo lì,la notte mandò un messaggio a lui dicengli"mi manchi” lei pensava che lui non avrebbe mai risposto,così si addomentò..L'indomai trovò la risposta di lui,così iniziarono a parlare e parlare, a mettere delle cose in chiaro..fin quando entrambi non si confessarono che si erano impegnati..Lei partì andò da federico e per quanto federico la rendeva felice,pensava sempre a lui..così quando federico non c'era lei ne approfittava per sentire lui,era un bisogno per lei..come droga..a lei bastava parlare con lui per essere tranquilla e serena..Dopo 4 giorni passati con il suo ragazzo lei quando ritornò a casa,era confusa,così prese la decisione di lasciarlo.Le dispiaceva ma non poteva continuare a prenderlo in giro,lei non poteva continuare a prendere in giro lei stessa e il suo cuore.Così continua a parlare con il famoso lui che le diede buca..lui le disse che sarebbe andato in Sicilia ma lei ormai non lo credeva più e faceva bene,anche perchè ad oggi lui non è mai venuto in sicilia.La “storia” tra di loro continuava.Tutto andava di nuovo bene tra loro,lui era tornato di buon umore,parlavano e parlavano..A loro bastava scriversi per stare bene,ormai gli veniva naturale,anche dopo che litigavano basta un niente e rieccoli più vicini che mai..Per natale si sono spediti dei pacchi con delle loro cose e impregnate del loro profumo..Quello è stato il regalo più bello che ella ricevette.A dicembre poco dopo natale hanno avuto un altra discussione sempre del perchè lui non è molto stabile sentimentamelte,dopo tanto tempo lui ha rivisto la sua ex accidentalmente, e questo l'ha turbato parecchio,tanto da allontanarsi da lei dicendo che lui per quanto le voglia bene,ma non riesce a darle di più perchè lei è ancora presente nel suo cuore..lei si allontanò e ancora una volta si tirò su le maniche si rialzò dopo l'ennesima caduta,riprese in mano la sua vita,conoscendo un altro ragazzo..con quel ragazzo non è andata per diversi motivi.Ma lei aveva sempre e solo un pensiero fisso.Non so come ma i due ripresero di nuovo a parlarsi,lei aveva una tenacia,una forza,una pazienza,pazzesca..anche se ha solo 21 anni è una DONNA!Lui le diceva sempre che prima o poi lei se lo sarebbe trovato sotto casa sua,lui voleva farle una sorpresa..ne diceva tante cose,ma a parole si costruiscono castelli enormi di sabbia,che con i fatti vengono buttati giù in un batter d'occhio..ma comunque lei credeva in lui.Dopo due mesi lei decise di partire per una settimana con la scusa di andare a trovare delle amiche lei era partita ancora una volta per vedere lui..Lei aveva paura che lui quel giorno non si sarebbe presentato ma lui per rassicurarla le mandò un messaggio con scritto:“io penso una cosa,ogni momento e unico in questa vita,si vive una volta sola,non si torna più indietro,e non sai nemmeno se un giorno rinascerai o meno.Ho deciso di vederti e lo farò,e stai sicura che sarò li ad aspettarti.Questo tuo abbraccio non sarà un rimpianto.L'ho prometto."Così lei si rassicurò.Lei partì,mentre era in viaggio lui le manda un messaggio che stava andando a roma con suo padre perchè suo padre aveva una visita e quindi si sarebbero visti lo stesso giorno che lei sarebbe arrivata a roma.Arrivata a roma lei scese dall'aereo e le mandò un messaggio con scritto:"sei qui?” e lui rispose di “si”..il cuore di ella iniziò a battare fortissimo, e l'ansia e l'emozione di vederlo presero il sopravvento facendo scendere delle lacrime..si asciugò il viso ed uscì dall'aeroporto..lui le disse che stava arrivando..dopo mezz'ora,lei vide lui,camminarle in contro..e senza dire niente si sono lasciati andare in un grosso abbraccio..lei non credeva che quello che stesse sucedendo fosse vero,e il cuore gli scoppiava in quel petto..non si staccarono nemmeno per un secondo,ma per quanto bello poteva essere lei doveva prendere un treno quindi avevano solamente 20 minuti a disposizione per stare insieme,in quei minuti si abbracciavano sempre..e mentre lui la accompagnava in stazione,lui l'abbracciò sulle scale mobile e le diede un bacio sulla guancia..lei si girò e gli diede un bacio sulle labbra,dio quanto lo desiderava!mentre lei aspettava il treno si sedettero in una panchina a parlare,lui le confessò che suo padre stava male,gli avevano trovato un tumore..era di pessimo umore..mentre parlavano lei lo abbracciò forte..gli occhi di lui diventarono lucidi,ma non pianse,e con i suo senso dell'umorismo come sempre ha deviato il discorso..cosi mentre parlavano,e scherzavano,con le punte del naso si sfioravano,lui disse “ecco come baciano gli eschimesi"lei rise,ed esclamò"uh allora mi hai baciato” e risero,lui le disse;“vuoi vedere come si bacia all'italiana?” lei non disse niente ma le brillavano gli occhi,così lui la prese e la baciò..Si baciarono a lungo..coccolandosi ancora per poco,l'ora che lei doveva andare via era arrivata,cosi si lasciarono andare inun grande braccio e baciandosi lei le disse:“Ci sentiamo,e ci vediamo mercoledì”..si diedero qualche altro bacio e con grande amarezza lei andò via..Andando via lei capì che non avrebbe voluto stare in nessun altro posto se non tra le sue braccia.Così continuarono a sentirsi tramite messaggi..Lei cerva di stargli vicino,perchè sapeva di quanto lui stesse soffrendo per suo padre,anche se lui la rispingeva.Lei pochi giorni dopo fece il compleanno e il giorno dopo dovevano rivedersi,lei era felice,fin quando non le arrivò un messaggio con scritto “ho già preso troppi giorni a lavoro e mercoledì non potrò venire”..ed eccola è arrivata piano,in modo diverso,un'altra batosta,ma lei non voleva lasciarlo da solo in quel periodaccio allora si offrì di andarlo a trovarlo lei,ma lui rimase della sua idea e non l'ha più voluta vedere.Lei per quanto male ricevette non si staccò da lui..le chiedeva sempre come stava,se suo padre stava meglio..se aveva notizie..Anche perchè lui e quel tipo di persona che quando sta male si crea dei muri,e si chiude in se stesso,per quanto voglia fare quello forte quando si trova da solo crolla,anche se non vuole esser visto,anche se non vuole parlarne lui è così,lei anche se stava soffrendo non lo lasciò nemmeno un giorno nda solo senza sentirlo,perchè lei gli voleva veramente bene,e anche se lui continuava a trattarla male a farla soffrire lei continuava a mantere la promessa fatta qualche mese prima,cioè:“io ci sarò sempre per te,promesso."Così lei ritornò a casa sua,amareggiata e triste ancora una volta con il cuore spezzato,ma con una gioia,quei 20 minuti trascorsi insieme.Ogni tanto parlavano,lei con lui era sempre carina ed educata,le faceva percepire tutto l'affetto che aveva da ofrigli..lui la ringraziò.Una sera mentre parlavano,lei le chiese cosa lui provasse per lei,lui le disse che è molto legato a lei,ma non sapeva dirle se ci sarebbe mai stato un domani tra di loro,ma questo nemmeno lei poteva saperlo rispose lei concludendo che anche se non sapeva se ci fosse stato un domani o meno lei sapeva benissimo cosa provasse per lui.Ma lui dopo 5 mesi le disse che non provava assolutamente niente,lei era solamente un'amica,la voleva bene,ma era solo un amica..A lei per l'ennesima volta crollò tutto il mondo addosso..pianse,non riusciva a smettere di piangere,ma non perchè lui non provasse dei sentimenti per lei,ma perchè lei si sentiva sola e vuota in quel momento,perchè aveva dato tutta se stessa a quella persona..anima cuore e corpo..se pur a distanza lei per lui era sempre presente,forse nemmeno una persona che lui poteva avere al suo fianco,che poteva toccarlo tutti i giorni gli è mai stata così vicino.Così pianse,pianse tanto di fronte quel mare,fin quando non le uscirono più lacrime,e urlando alle onde che era stanca,si alzò..si asciugò il volto e sentendosi un pò più forte decise di ritornare a casa,così si fece bella,e uscì con i suoi più cari amici,rideva parlava,sembrava rinata,già sembrava,Perchè lei sapeva benissimo che andava tutto bene,solamente se non si soffermava a pensare.Lei riprese in mano la sua vita,con lui sempre nel cuore,tutt'oggi ogni tanto si sentono,ma lei sapeva che doveva andare avanti..come ha sempre fatto lui..Non so dirvi se lui adesso ha qualcun'altra nel cuore che non sia la sua ex,se sia capace di provare sentimente,e altrettanto lei.Ma una cosa è certo,Lei quando parlava,rideva con lui,era se stessa a tutti gli effetti,ed era consapevole che quello che ha fatto per lui non l'ha fatto mai per nessun altro,nemmeno provare sentimenti così grandi e forti per un ragazzo.Lei una volta mandò a lui una citazione della sua serie tv preferita che diceva:"Quando ti dico che "tu sei la mia persona"forse non capisci.Non sto parlando di anime gemelle.No.Parlo di qualcuno che ti sconvolge.Non ti sceglie.E non lo scegli.Arriva.Di qualcuno che entra nella tua vita e di cui poi non puoi più fare a meno.Parlo di un amore che cresce senza che tu te ne accorga.Un amore che quasi combatti.Che non vuoi provare.E gli metti i bastoni tra le ruote.Lo allontani,lo maltratti e alla fine lo ritrovi ancora lì.Davanti a te intatto,senza un graffio.lì che ti guarda e aspetta che tu capisca.Parlo di qualcuno con cui il tempo non esiste.Che ti lascia senza respiro e che te lo toglie quando si allontana da te.Diventa un'esigenza fisica.Una dipendenza.Per certi versi una malettia.Veleno e antidoto allo stesso tempo.Parlo di qualcuno che è te.Di qualcuno che se lo guardi in silenzio ci vedi quello che sei tu.E che a volte ti fa paura perchè è come guardarsi ad uno specchio,perchè ti fa riflettere,perchè capisci che devi cambiare,devi essere migliore di come sei.Perchè è a tua persona e se salvi lei,salvi te stessa.” Le mandò queste parole perchè lei già sapeva che lui nella sua vita avrebbe fatto la differenza.Comunque sia una cosa è certa che non si sa come andrà a finire tra loro ma per lei,qualsiasi succederà tra di loro,Lui rimarrà LA SUA PERSONA SEMPRE,e se non potrà averlo nella sua vita si limiterà a portarlo sul cuore tutta la vita.

Originally posted by laragazzasemplicemacomplicata

Lei aveva paura, aveva imparato che ci si può fare molto male quando si decide di lasciarsi andare, aveva provato a costruire dei muri altissimi e aveva imparato a nascondersi dietro mille scuse, ma se c'era una cosa di cui era stata sempre insicura, era di non volere rimpianti.
Tutto, ma i rimpianti mai.
Uccidono più delle pistole.
Si muore e nemmeno ci si accorge di essere morti.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Lui: È finita?
Lei: Si.
Lui: Mi mancherai.
Lei: Racconta a tutti di questa storia.
Racconta i baci che erano unici.
Racconta gli abbracci che erano casa.
Racconta le litigare che erano ogni giorno.
Racconta le notte in bianco che erano in silenzio.
Raccontagli di me.
Racconta che sono la donna più pazza del mondo,di a loro che io sono unica.
Di a loro che a volte ti odiavo e a volte ti amavo.
Parla di quanto prima di baciarti ti prendevo a pugni per il male che mi avevi fatto e poi si risolveva tutto con un bacio.
Parla di tutte le volte che ti ho fatto uscire di testa.
Parla di tutte le volte che ti ho urlato di lasciarmi da sola insieme la mio dolore.
Parla di tutte le volte che ti chiamavo nel cuore della notte per dirti “Mi manchi”
Di a loro che non volevi sposarmi ma volevi sposare le mille donne dentro di me,quella dolce,acida,menefreghista,possessiva, timida,disordinata.
Di a loro che passavo le notte a scrivere e tu non venivi mai sapere cosa c'era scritto.
Di a loro che non ero la sposa perfetta e che non lo sarai mai stata.
Di che a volte di tradivo con la luna,che rimanevo ore a guardarla invece di guardare te,nel mio letto a dormire.
Di a loro che ero un casino in tutto.
Falli diventare matti con questa storia.
Lui: Sarai il casino più bello che io dovrò raccontare.
Li farò diventare matti,come tu hai reso me.
Un matto.
Un matto che voleva sempre il tuo amore.
Un matto che voleva gli abbracci solo da te.
Un matto che aveva paura di perderti.
Un matto a cui tu hai donato tutto il tuo amore e lui è diventato matto perché aveva paura di perdere per sempre quel amore.

2

“In quell'angolo ci siamo baciati e mai nessuno mi ha toccato come l'ha fatto lui, così delicato e anche spaventato.
Aveva paura e anche io, ma non mi ha lasciata ogni secondo, sempre stretta
tra le sue braccia e mi sembrava come se sul letto, quando ci siamo mossi da una parte all'altra, ci fosse acqua e noi stessimo ondeggiando come le onde del mare, che si infrangono ad una ad una.
I nostri corpi si sono infranti come esse e alla fine abbiamo sconfitto insieme le nostre paure e non ci staccavamo più.
Non riuscivamo a staccarci, era come
se ci fossimo incollati con la colla e mi sentivo bene, come del resto anche lui.
Mi sono sentita come una bambina, che si abbracciava con il suo peluche e che stava dormendo avvinghiata ad esso.
Io mi sono avvinghiata al mio lui, come un koala che si arrampica sul suo albero.
Grazie, per aver reso la mia prima volta bella, anche con tutti gli ostacoli che ci separavano e che ci separano ancora.”

noisiamoinfinito003

anonymous asked:

Cos'è per te l'amore?

L'amore siamo noi che quando ci siamo visti, dopo che non ci vedevamo da tempo, ci siamo abbracciati come se non volessimo più staccarci.
L'amore siamo noi, che dopo un anno e due mesi di relazione, mentre stavamo facendo l'amore, ci siamo detti che ci amiamo, quasi con le lacrime agli occhi.
L'amore siamo noi che nonostante i nostri difetti non ci abbandoniamo, ma li prendiamo come spunto per riderci su.
L'amore siamo noi, che ci abbracciamo quando stiamo per crollare, e ci incoraggiamo quando siamo vicini a un obbiettivo, a una meta.
L'amore è lui, che quando avevo paura, mi ha stretta più forte.
L'amore sono io, che quando lui aveva paura, l'ho stretto più forte.
L'ho amato con gli occhi, e lui lo leggeva bene. Glielo urlavo silenziosamente, e lui non ha mai smesso di stupirsi.
L'amore siamo noi che quando uno dei due sta male, non viene mai lasciato solo.
È il prenderci cura l'uno dell'altro, anche quando si sta bene.
L'amore è lui che mi guarda e sorride. L'amore sono io, che appena mi sorride non posso fare a meno di baciarlo.

5

Si appartenevano.
Erano come un puzzle, difficile da completare, faticoso, ci voleva pazienza con loro.
Ma si completavano.
Ogni singola parte del loro corpo era stata creata per combaciare con l'altro.
C'era affinità tra loro. Ma non se ne accorgevano ancora.
Quando si guardavano si sussurravano con gli occhi le parole più belle, ma subito dopo spostavano lo sguardo imbarazzati, per paura che uno dei due ascoltasse l'urlo d'amore di quegli sguardi.
Quell'urlo l'ascoltavano tutti, tranne loro.
Lui era troppo immaturo, lei già sognava in grande.
Avevano gli stessi sogni ma con diverse dimensioni. E le dimensioni spaventano.
A lui preoccupava il cambiamento, aveva paura che lei gli stravolgesse la vita, perché era un po come un uragano. Era incasinata come lui, ma era anche la fonte stessa del caos.
Lei voleva curargli le ferite, voleva dimostrargli che i cambiamenti spesso non sono un dramma, se sono fatti insieme.
Però lui aveva paura, tremendamente paura.
Così spezzò quel legame sottile ed invisibile, ma allo stesso tempo forte che c'era tra loro.
Lei andò via. Uscì di scena accettando la sua decisione, anche se dolorosa.
Perché a volte l'unica cosa che rimane da fare è andare via.
Alla fine lui si accorse di amarla, ma la lasciò andare via.
Aveva paura di averla con se, e quando si accorse che lei non l'avrebbe più aspettato,non aveva il coraggio di prenderla e portarla via.
E alla fine non resta altro che il rimpianto.

Lei aveva paura, aveva imparato che ci si può fare molto male quando si decide di lasciarsi andare, aveva provato a costruire dei muri altissimi e aveva imparato a nascondersi dietro mille scuse, ma se c’era una cosa di cui era stata sempre sicura, era di non volere rimpianti. Tutto, ma i rimpianti mai. Uccidono più delle pistole. Si muore e nemmeno ci si accorge di essere morti.

Karen Lojelo

Io e Lei funzioniamo come il gioco “Un, due, tre stella!”
Avete presente? Una persona con il corpo rivolto verso un muro o un albero che sia, conta ad alta voce fino al numero tre, poi si gira e urla “stella”.
Dalla parte opposta troviamo l'altra persona che deve cercare di arrivare a toccare l'avversario; ma, perchè in ogni gioco, come in amore, c'è sempre un “ma”, nel momento in cui l'altro si gira, noi, non ci dobbiamo muovere.
Semplice, almeno, il gioco.
Io e Lei siamo più complessi.
Chiunque dei due conti, nel momento in cui bisogna girarsi, l'altro sbaglia e se non sbaglia, riusciamo a trovare un errore.
Così iniziamo: “un, due, tre.. Stella!” dice Lei, nella relazione.
Siamo ancora agli inizi, quindi sono ancora distante enon ha visto che ho mosso le dita delle mani.
Sono stato fortunato, lei si rigira e mi riprometto di non fare più quell'errore.
“Un, due, tre.. Stella!” ripete nella relazione e io sono immobile, questa volta non muovo affatto le dita della mano.
Lei mi guarda attentamente, mettendoci un secondo in più di prima, giusto perchè ora può vederci un tantino meglio.
Salvo.
Comincio a correre verso di Lei, corro forte, la voglio mia.
“Un, due, tre, stella!” riprende lei nella relazione.
“Merda!” pensai mentre cercavo di fermarmi da quella corsa.
Capitemi, io la volevo, ma lei preferisce andare con calma, nella relazione intendo.
“Fai tre passi indietro” dice lei. Regole sono regole e indietreggia di tre passi.
Capii che non voleva correre, che rischiare di lasciarsi andare, arrivando da Lei, poteva significare stare male dopo.
“Un, due, tre..Stella” disse nella relazione, con quella paura che io potessi essere dietro di lei, che avessi corso di nuovo.
Si sbagliava, avevo avanzato di forse un passo e mezzo ed ero fermo.
“Calma e pazienza” mi ripetevo.
Mi guardava sempre con quel secondo in più e ogni volta che si girava, aumentavano, ma non m'interessava.
Sarei potuto rimanere fermo anche un minuto, magari anche senza respirare, pur di averla.
“Calma e pazienza” mi ripetevo, passo dopo passo.
“Un, due, tre.. Stella” disse e si spaventò.
Ero dietro di Lei, molto vicino.
Ci guardammo. Era bellissima, occhi castani.
Sbattei le palpebre e lei sospirò.
“Due passi indietro” mi sgridò.
“Ma.. Cosa ho fatto?” chiesi io.
“Hai sbattuto le palpebre” borbottò Lei.
Aveva solo paura, ma la capivo e indietreggiai.
“Un.. Due.. Tre.. Stella” ripetè un'ultima volta nella relazione.
Si girò.
Non avevo corso, le dita delle mani non si muovevano affatto, gli occhi fissavano dritto a me, ma ignorando il suo sguardo.
Ero fermo, sembravo una statua.
Lei indietreggiò. Fece un respiro prolungato, come di paura e si rese conto che ero lì.
Ero arrivato al mio traguardo e non mi sarei fatto sfuggire questa opportunità.
La volevo. Mi voleva, ma aveva paura.
S'avvicinò e i secondi che prima usava per cercare gli errori, questa volta li usò per studiarmi.
Dopotutto le ero così vicino che avrei potuto abbracciarla e scaldarla col mio stesso petto, ma non lo feci.
Non dopo tutta la fatica che avevo fatto, ancora una volta mi dissi: “Calma e pazienza”
Poi si avvicinò con le sue, alle mie labbra; le sfiorò e dovevo godermi quel momento.
Respirai.
I suoi capelli sapevano di tutto ciò che avevo sempre sognato, le guance erano rosse e calde, i suoi occhi in contatto con i miei.
Respirai ciò che c'era di più bello in Lei e lo notò.
Quel respiro, forse pieno d'amore, da cui lei è terrorizzata, lo notò e le uniche cose che ricordo sono: “Non mi fido di te, hai fatto troppi errori” disse al termine della nostra relazione.
M'allontanai, regole sono regole, ma il bacio, quello che era a davanti alle mie labbra, me lo presi.
M'allontanai lasciandole un pezzo di me e io portandomene via uno suo.
L'amore è come un gioco, un errore e devi pagarne le conseguenze.
—  ricordounbacio
Dopo una grande delusione, si tende a stare soli per molto tempo. Una solitudine che presto comincia a farti paura, perché tu vorresti amare perdutamente ed essere amata. Finché un giorno, per i più fortunati, arriva quella persona che spalanca la porta del tuo cuore e ti costringe a farla entrare.
Chi ti ama davvero insiste. E’ questa la verità. Non ti abbandona con banali scuse. Non ti dice: ‘tu sei troppo per me‘ e poi se ne va via. Non ti lascia nemmeno se glielo chiedi. Ti dice ‘io resto’ e ti prende per mano, anche quando magari tu vorresti stare sola. Cerca di capire cosa ti spaventa e cerca di risolverlo con te. Una persona che insiste è una persona che ama davvero, che merita davvero di far parte della tua vita; che non insiste solo per scoprire i tuoi punti deboli per poi ritorcerteli contro. Al contrario, vede le tue debolezze e ti aiuta a superarle.
Quella persona insiste perché dietro quella maschera che ti sei costruita, dietro quell’aria forte di chi non chiede mai, vede te e ti accetta per come sei. Ti accetta quando hai bisogno di rimanere sola, quando hai i tuoi momenti di sconforto e di paura e vorresti allontanarla; quando sei scettica e gli ripeti sempre se ti ama. Una persona che insiste, insiste perché è accanto a te il posto che vuole occupare e lo fa senza alcun secondo fine; lo fa perché solo accanto a te si sente felice.
Fidarsi nuovamente di qualcuno è possibile?
Quando in passato si ha sofferto per una storia finita male ricominciare a fidarsi è difficile. E’ difficile perché intorno a te vedi solo potenziali carnefici e allora ti chiudi per evitare che ti facciano del male. E’ un meccanismo naturale. Un meccanismo di autodifesa che però è un’arma a doppio taglio. Si rischia di lasciarsi scappare qualcuno che poteva essere importante; qualcuno che in un dato momento della sua vita era come te: aveva paura. Poi ci sono altre persone che magari all’inizio insistono, ma che poi, vedendo i tuoi primi segnali di cedimento, ti abbandonano. Sono persone che amano conquistare la loro preda per ego personale, che hanno secondi scopi e che quando li raggiungono passano alla preda successiva. Come capire se le sue intenzioni sono nobili? Lo senti. Quando una persona è lì per te, solo per te e per nessun altro motivo, tu lo senti.
Vi auguro di trovare una persona che “insista”; che non molli, non vi molli per stupide “incomprensioni caratteriali”, al primo no o che si spaventi dei vostri muri, ma che vi tiene stretti per non farvi scivolare dalle sue mani, dal cuore, che trovi e provi qualsiasi armatura e attrezzatura per buttar giù ogni mattone. Vi auguro di trovare quel qualcuno che non vi dia modo di elemosinare l’amore, mai. Non lasciatevi fregare dalle giustificazioni, l’amore come le attenzioni, non ne hanno bisogno.
—  M. Auriemma

anonymous asked:

11:18 perché passiamo la vita ad aspettare? Aspettiamo l'estate, la fine della scuola, il sole, la pioggia, l'amore, le persone, aspettiamo la morte, i giorni belli e finiamo per non goderci mai le piccole cose di ogni giorno. Da domani voglio prendermi le cose così come vengono senza aspettare niente e nessuno.

Steve jobs aveva la tua stessa paura e infatti, dopo aver letto in un libro la celebre frase “se vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, prima o poi lo sarà veramente” ha iniziato, ogni sera, a guardarsi allo specchio e a domandarsi “se questo fosse il mio ultimo giorno, avrei davvero voluto fare quello che ho fatto oggi?” E se la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capiva che doveva cambiare qualcosa.

Sii affamata. Sii folle.
Vivi senza aspettare.

scrivetemi che ore sono e a che cosa state pensando