avere nel cuore

Ed è vero che siamo facilmente sostituibili, che prima o poi le persone ci perdono come si perdono gli accendini il sabato sera ma a me basta sapere di aver lasciato nel cuore di queste persone almeno un'impronta, un segno, un piccolo ricordo. A me basta sapere che guardando l'alba sorgere pensino ‘Se ci fosse stata lei l'avrebbe sicuramente fotografata’ o che sentendo una barzelletta pensino 'Lei di sicuro non l'avrebbe capita’. Non sempre, non ogni volta, a me basta sapere che un giorno, anche solo uno, si ricordino di tutto quello che ho fatto per loro e pensino 'magari l'avrei dovuta tenere più stretta, magari non l'avrei dovuta lasciare andare.’
Non potrai mancarmi per sempre
questo lo so
nel mentre ti penso
vorrei portarti sui tetti del mondo
a guardare le stelle
vorrei non avere il deserto
nel mio cuore
ma fiori che sbocciano
quando i miei occhi ti incontrano
solo così potrò guarire
da questo romanticismo.
—  Alice Giaquinta
Mi sono fatta piacere la tua musica a furia di provare a capire cosa potessi mai avere nella mente e nel cuore.
Ho scovato nei tuoi occhi fino a che non ho trovato una terra inesplorata e mi ci sono distesa.
Ho scoperto che c'è tanto dietro al tuo sorriso.
Ho cercato il tuo sguardo in una folla di gente e quando l'ho incrociato sono fuggita, perché il tuo non lo reggo addosso, mi fa venire i brividi.
Ma ti ho detto ‘dammi un po’ di tempo, ce la farò a farmi guardare a fondo. Sarò con te chi sono, senza fingere nemmeno per un attimo’.
Mi sono fatta piacere la tua musica per avere un argomento in più di conversazione. Avrei potuto imparare per te tutte quelle canzoni all'antica e metterle in un cd per ascoltarle insieme, in macchina, e cantarle a squarciagola.
Ho chiuso in una scatola i miei desideri per far spazio ai tuoi, ma non resta più niente, più niente da fare.
Allora posso solo lasciarti andare.
—  Altro-ego

E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi…
La felicità non è quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente.. non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari..
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose…
…e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.
E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei cinque minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.
E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.
E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami…
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.
E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

(Richard Bach)

Il Poeta

E fa’ che torni, allora,
anche per me l'età beata, in cui
in divenire mi sentivo anch'io:
ed una fonte di compressi canti,
inesauribilmente,
tornava a zampillarmi dal profondo!
In un velo di nebbie erami avvolto
lo scenario del mondo; ed ogni boccio
mi prometteva maraviglie nuove,
mentre coglievo a mille a mille i fiori,
che gremivan per me tutte le valli.
Nel nulla possedere,
m'era già molto aver dentro nel cuore
l'anelito del Vero,
e l'estasi del sogno che c'illude.
E, dunque, a me ridài
quegli impeti indomabili dell'anima,
quella profonda ebbrezza di soffrire,
quella forza nell'odio e nell'amore.
Fa’ ch'io ritrovi ancóra
la giovinezza mia!

—  J. W. Goethe, Faust (Prologo sul Teatro)

Ed è vero che siamo facilmente sostituibili, che prima o poi le persone ci perdono come si perdono gli accendini il sabato sera. Prima o poi le persone si stancano della solita routine e preferiscono la novità del momento, invece di lottare per ciò che hanno costruito insieme a te. A me basta sapere di aver lasciato nel cuore di queste persone almeno un’impronta, un segno, un piccolo ricordo. A me basta sapere che guardando l’alba sorgere pensino “se ci fosse stato lui l’avrebbe sicuramente fotografata” o sentendo una barzelletta pensino “lui di sicuro non l’avrebbe capita”. Non sempre, non ogni volta, a me basta sapere che un giorno, anche solo un giorno, si ricordino di tutto quello che ho fatto per loro e pensino “magari l’avrei dovuto tenere più stretto, magari non l’avrei dovuto lasciare andare”.


cavaliere-mascherato

Ed è vero che siamo facilmente sostituibili, che prima o poi le persone ci perdono come si perdono gli accendini il sabato sera, ma a me basta sapere di aver lasciato nel cuore di queste persone almeno un'impronta, un segno, un piccolo ricordo. A me basta sapere che guardando l'alba sorgere pensino “se ci fosse stata lei l'avrebbe sicuramente fotografata” o sentendo una barzelletta pensino “lei di sicuro non l'avrebbe capita”. Non sempre, non ogni volta, a me basta sapere che un giorno, anche solo uno, si ricordino di tutto quello che ho fatto per loro e pensino “magari l'avrei dovuta tenere più stretta, magari non l'avrei dovuta lasciare andare”.
—  Amore a distanza

Ciao amore mio,
si dai, concedimi il lusso di sentirti mio un ultima volta, una sola volta e poi basta.
Mi hanno sempre detto che non puoi costringere le persone ad amarti, che devi accettarlo e basta.
Mai mi hanno detto che l'accettazione facesse tanto male.
Non so se tu l'hai mai provata, ma è come avere mille coltelli nel cuore, come se qualcuno avesse risucchiato tutti gli organi via dal corpo. Tranne cuore e cervello.
Senti il vuoto ovunque. Lo senti fino a dentro le vene.
La testa ti scoppia. E’ tutto un affollamento di pensieri e non puoi fermarlo. Non puoi distrarti, non puoi smettere di pensare.
Il cuore però fa più male. Perché lo senti battere forte, pompa forte, il sangue è ovunque. Ovunque nel vuoto che ti ha risucchiato. Quasi ci speri che il cuore smetta di battere, ci speri di morire, di smettere di sentire questo dolore.
E da qualche parte dentro il vuoto speri ancora di trovare una speranza che ti tenga ancorato alla persona che ami. Una speranza che le cose possano cambiare, ma non c'è. Non c'è e basta.
Non te ne faccio una colpa. Non ti darei mai la colpa di niente, ti amo troppo per farlo, e quindi tutte le colpe me le prendo io. Lo so che sono un disastro, che non è facile amare una come me. Chi cazzo l'amerebbe mai una come me?
Non te ne faccio una colpa, davvero. Però io te lo dissi che te ne saresti andato come tutti…
Perché hai voluto insistere? Perché hai detto che non eri come gli altri?
Sai mi ci è voluto un po, però l'ho accettato che non mi ami più. Perché quando ami una persona le sue attenzioni non ti danno fastidio, io ho fatto finta di nulla e ho preferito essere ferita, perché la vita senza te fa molto più male.
Ti capisco.
Dev'essere difficile crescere una ragazzina, ed io da brava orfana mi rimboccherò le maniche e proverò a vivere come meglio potrò. Tu avevi tutti i motivi per abbandonarmi. Io non ne valgo la pena.
Quindi, piccolo mio, che tanto piccolo più non è, ti lascio libero. Come una mamma che lascia andare il suo bambino ormai cresciuto. E ti vedrò vivere tra le braccia di un'altra donna che non sarò io, e che non ti darà mai quello che ti avrei dato io.
Perché io avrei preso la luna, l'avrei portata qui giù, solo per darti di meglio, solo per darti di più.
Tuttavia, spero che quella che verrà dopo di me sia alla tua altezza, spero ti dia tutto l'amore che ha a disposizione e che ti metta sempre al primo posto, come facevo io ma nel modo che piace a te.
Ma anche così non arriverebbe a darti l'amore che avrei potuto darti io.
Spero che in un'altra vita troveremo il nostro posto nel mondo, ma in questa sembra non esserci e allora è meglio lasciarti andare.
Perché cazzo, ogni volta che ci proviamo la vita ci intralcia la strada, ma io devo fare ciò che è meglio per te. E starai bene. Te lo prometto.
Tu starai bene. Io no.
Ti cercherò negli occhi dei passanti. Cercherò il tuo calore negli abbracci di altri uomini. Cercherò il tuo sapore sulle labbra di altra gente. Non lo troverò mai e mi ucciderà.
Spero mi perdonerai se quando mi chiederanno di te, io dirò di non conoscerti e di non essere mai stato con nessun ragazzo che porta il tuo nome, perché nel mio cuore mi ricorderò per sempre di te.
Grazie per essere stato i miei ricordi più belli.
Ti amerò per sempre.

Per l'ultima volta,
La tua Michela.

—  Iky Caputo

Le persone speciali sono meglio dei tramonti
del mare
della luna
sono le persone speciali ad animare le emozioni
senza emozioni
la luna è solo un satellite intorno alla terra
il mare solo una distesa d'acqua
i tramonti la morte del giorno
sono le persone speciali ad animare le emozioni
ad esempio
le stelle
vi immaginate di guardare il cielo senza avere nel cuore qualcuno
cosa diventino?
Invece
se siete lì
e una stella cade
e amate qualcuno
non è pazzesco ciò che possa diventare per voi un pezzo di pietra infuocata ?

Umberto Ginanni.

essere fratelli non significa amarsi

Non scegliamo noi dove nascere, ma poi possiamo sceglierli noi. Io ho scelto i miei genitori, con difetti e pregi, ma non riesco a scegliere i miei fratelli. Mi hanno troppo ferita e continuano a farlo ogni giorno con piccole cose.
Non mi rendono partecipe in niente, non mi pensano, sicuramente mi vogliono bene, sì, ma non come io ne voglio a loro.
Però è anche vero che sono stanca di rimanerci male e soffrire per loro, non avere uno spazio nel loro cuore tutto mio.
Valgono più i loro amici, che io.
Non sono obbligati ad amarmi, non voglio che lo facciano, e io non smetterò mai di amarli come li amo, ma ho il cuore in mille pezzettini e mi viene da piangere a pensare a loro.
Sono molto egoisti con me, mi usano quando hanno bisogno, se stanno male, quando non capiscono qualcosa al pc o al cellulare, per fare commissioni, per tutto. E in quei momenti i loro occhi sono sinceramente dolci e veri con me, ma sono più dolci e veri e sinceri con altri.

Incasso ancora.
Non gliene faccio una colpa.
Non tutti possono amarmi, non chiedo questo.
Ma mi chiedo solo il perché non riescano/vogliano amarmi.

Perché mi piace Van Gogh.

Ieri sera mi arriva questa domanda sul perché mi piace Van Gogh e, come promesso, mi accingo, in via del tutto personale, a dire la mia al riguardo ( premesso che potrei dire eresie parecchio sconvolgenti, scrivendo così a caldo senza aver preparato nulla ).
La prima risposta, a bruciapelo, sarebbe - lo amo perché:

Scontato e banale, ma mi risuona nelle orecchie Un matto di Fabrizio De André mentre ci penso: « Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole » e via così. Van Gogh non aveva avuto nessun tipo di preparazione accademica - aveva conosciuto così, en passant, gli impressionisti - e ti dirò di più: i suoi quadri più aderenti alle loro tecniche sono forse i meno riusciti ( S E C O N D O M E <- lettere cubitali, guys ). Dopotutto gli impressionisti sì, fan quadri proprio belli, ma non c’è nulla di spontaneo o libero nelle loro rappresentazioni: per quanto ci suoni strano, dietro a quei gradevoli stagni pieni di fiorellini e ninfee di Monet - non faceva altro che scattare una rapidissima fotografia visiva di quanto aveva davanti - come se gli occhi fossero l’obiettivo di una macchina fotografica. Nulla da togliere all’idea - assolutamente innovativa, geniale, in grado di sconvolgere la tradizione, ma qui il punto è un altro: Van Gogh è ben lontano dall’essere una macchina fotografica vivente; è piuttosto un tumulto di emozioni, sentimento, energia, vitalità. Motivo per il quale non era affatto gradito, al tempo - non c’era nulla di simile, era difficile capirlo, figuriamoci apprezzarlo: non c’era nulla di così spontaneo come le sue opere. Difatti anche adesso sfogliando un manuale si resta un po’ interdetti dal trovare i suoi quadri tra quelli di Monet e Renoir e quelli di Gauguin - non c’è niente di vagamente somigliante ai suoi girasoli, neanche confrontando un medesimo vaso di fiori impressionista con uno di Van Gogh. Se Monet era una macchina fotografica umana, Van Gogh riusciva a guardare oltre la semplice realtà delle cose, mi segui? È questo che è straordinario: la sua capacità - autonoma, dettata solo dalla sua sensibilità sopraffina, di superare la sola realtà visiva, rintracciare delle leggi cosmiche in un vaso di fiori, in un cielo notturno. C’era una delle tante, bellissime, lettere che Vincent scrive al fratello Theo in cui racconta che quando ritrae una famiglia che mangia, non vuole solo fare loro un ritratto di genere - ma vuole dare l’idea della fatica che hanno impiegato per ottenere quei tozzi di pane, della stanchezza alla fine della serata, della pelle cotta al sole durante le durissime ore lavorative nei campi, della fame più nera e della loro povertà, vuole aprire la finestra sul loro mondo: e ci riesce. Ecco cosa intendo quando ti dico che va oltre la realtà visiva pur partendo da questa nella scelta dei soggetti dei suoi quadri: nessuno prima di lui si era fatto venire in mente una cosa del genere, nessuno è più riuscito a replicare questi propositi con la medesima intensità. E la cosa bella è che lui non l’hai mai fatto per venderli, questi quadri, non c’è mai riuscito: ha dipinto più di tutti, ma ha venduto meno di tutti ( un quadro solo! ) - quindi non è una trovata commerciale, non è uno di quegli artisti da strapazzo che compiacevano i nobili del tempo: lui ci riversa davvero se stesso nei suoi quadri, sottoforma di colori, di pennellate, di temi semplici ma proprio nella loro semplicità, di incredibile intensità. Altro aspetto da tenere in conto quando si parla della bellezza di Van Gogh è proprio questo: il suo regalarci una biografia per immagini - certe opere ( campo di grano con corvi, ad esempio ) non sono più il soggetto raffigurato ( uccelli, alberi, cielo, .. ), sono la sua storia, i suoi sentimenti, la sua vita rovesciata sulla tela; tutti i suoi malesseri, il suo senso di solitudine, i suoi timori, riusciamo a percepirli come se fossero scritti a lettere cubitali sotto la sua firma. Ecco la grande novità - un’arte in cui è lui, solo lui, e il suo sguardo sul mondo; lui per se stesso, poi, non per un aquirente da accontentare, quindi con tutta la spontaneità del mondo.
Lui aveva cominciato con l’idea di diffondere i messaggi della Bibbia come predicatore laico trai poveri, sai? Certo il suo temperamento vivace non gli consentì di proseguire - ma la sua religione non sottostava più da tempo ai dieci comandamenti, la Pasqua e la messa della domenica, no. La sua religiosità era espressa nei suoi quadri, nel rivelare l’energia che soprassiede le cose, che si agita nell’aria, la plasma: eccolo, il suo dio; nascosto tra le nuvole, trai campi di grano, i mazzi di fiori. E lui è in grado di rintracciarlo, non serve più far leggere il Vangelo Secondo Matteo, basta mostrare le sue opere - che da sole rivelano più di quanto un qualsiasi passo della Bibbia avrebbe mai potuto. Non ti sembra? Non ti emoziona guardare i suoi campi di grano cotti dal sole, un sole grande, enorme, giallo, rosso, arancio, pulsante, con una figuretta minuscola che ci lavora dentro? Non ti emoziona guardare un suo ritratto, la sua stanza? Non è solo bei colori e belle composizioni: lui ci ha svuotato l’anima in quella camera - come un autoritratto senza faccia, lasciando che fossero gli oggetti a parlare per lui: nessuno aveva fatto niente del genere, prima. È una intimità incredibile e assoluta e inedita quella che ci offre Van Gogh - ci apre le porte della sua stanza, ci rivela il suo mondo di sentimenti, ma non solo: ci fa vedere bar, strade, campi, fiori, persone, con i suoi occhi, ce li presta - e ce li fa vedere agitati, pulsanti, vibranti, vivi ! Come si può sopravvalutare un simile talento?
C’è un bellissimo film degli anni ‘50 su Van Gogh - che ti consiglio di vedere, se vuoi capire perché lui è così sensazionale e affatto sopravvalutato, in cui Gauguin ad un certo punto afferra una sua tela e poi si volta verso di lui e gli sussurra « Come sei vitale, Vincent ». Ecco; forse Van Gogh mi piace principalmente per la sua vitalità. Riesce a comunicarci che il sole scotta, è caldo, brucia, che il vento piega con violenza i rami, che la gente è provata dallo sforzo del lavoro - non è una istantanea, per quanto rapida era la sua pittura, ma una storia, un frammento di energia cosmica immortalato su tela.

Concludo questo excursus sul perché mi piace Van Gogh con un aneddoto personale di quando avevo diciott’anni. Il mio professore di arte ci spiega Van Gogh e, concitato, emozionato lui stesso forse, dice una cosa che mi resterà sempre in mente - e che da allora non posso fare a meno di notare, quando vedo dal vivo un’opera di questo artista. Che Van Gogh dipingeva con una veemenza tale che lasciava sulla tela grumi di colore densi e corposi, che ad oggi se solo i suoi quadri si potessero toccare, anche un cieco passandoci sopra i soli polpastrelli riuscirebbe a capire cos’ha rappresentato, e non solo: riuscirebbe a coglierne tutta l’energia incredibile che vi ha riversato. Facci caso anche tu, magari riuscirai ad apprezzarlo, anonimo. Posso solo dirti di non limitarti a quelle due pagine che i manuali di scuola propongono per spiegare Van Gogh: ci sono bellissimi film. libri, ci sono le sue lettere al fratello, documentari, .. è facile liquidarlo come hanno fatto a fine Ottocento, se ci si limita a una spiegazione scolastica e sterile. Il punto è che Van Gogh è ben lontano dall’essere comprensibile con spiegazioni programmatiche come invece risulta essere per Monet, Gauguin e compagnia. Tu riesci a spiegare le emozioni? Van Gogh ti sta regalando le sue, non c’è da capire - c’è solo da cacciare i fazzoletti e commuoversi un po’.

anonymous asked:

come si fa a capire di essersi innamorati di una persona?

Capisci di essere innamorata di qualcuno quando la mattina appena sveglia ti domandi cosa stia facendo e la sera non riesci a dormire a causa dei pensieri che ti portano a lui,i dubbi di non essere alla sua altezza o le mille speranze che non si spengono mai e così cominci a farti film mentali che,solo alla fine,ti accorgi che non si avvereranno mai.

Capisci di essere innamorata quando adatti ogni canzone alla tua situazione,ogni verso d'amore dedicandolo a lui.

Non riesci a fare a meno di rileggere le vostre vecchie conversazioni,di controllare se è online su whatsapp e sperare in un suo “sta scrivendo…”

Capisci di essere innamorata quando ti stringe a sè e, in quel preciso instante,ti senti la persona più felice del mondo.Ti senti per un attimo al posto giusto nel momento giusto.

Senti di appartenere a qualcuno,senti di avere un posto nel proprio cuore,secondo me è una delle sensazioni più belle del mondo.

Capisci di essere innamorata nel momento in cui camminate fianco a fianco,non ti senti più fragile ma completa.

Capisci di essere innamorata quando lo guardi negli occhi e sei la prima a distogliere lo sguardo poichè ti sei resa conto di arrossire.

Sei innamorata quando i tuoi sorrisi più belli e sinceri sono dedicati esclusivamente a lui.

Mi rendo conto di essere innamorata quando non riesco ad immaginare nessuno al di fuori di lui al mio fianco.

Ma soprattutto,capisco di essere innamorata quando gli sono accanto nonostante son consapevole che lui ama lei e non me,nonostante mi abbia spezzato il cuore diverse volte forse anche senza rendersene conto,nonostante possa esser stata per lui sempre la seconda scelta.

Ps.scusa per qualche mio possibile errore,ho scritto di getto.