automi

L'omogeneo rende più soli (attenzione, post mooolto lungo)

Siccome in questo post ho intenzione di fare un po’ un sunto di vari pensieri che ho riguardo alla nostra generazione, cose che ho anche già accennato, cose nuove e riflessioni, ho deciso di articolarlo in maniera diversa dal solito: esporrò il discorso qui in 5 punti (ai quali ne aggiungerei anche molti altri, ma è già anche troppo così), ognuno poi si senta libero di contestarli e/o aggiungere qualcosa.

Premessa: Siamo in evidente stato confusionale. Le generazioni stanno via via perdendo l'identità che per anni hanno cercato di assumere, le capacità dei singoli diminuiscono e il disagio sale. Probabilmente tutto ciò è parte di una moda, voluta probabilmente da qualcuno, che mira a creare una generazione di:

1)Atei, miscredenti e affini: E’ evidente che la chiesa cattolica è ormai agli sgoccioli, per la gioia di molti, il domani ancora è incerto ma ci sono già molti segni di ciò che verrà.
La religione è stata per secoli il faro nella nebbia, il sole che scaldava gli animi e univa le persone, ingannandole e illudendole, soverchiandole e schiavizzandole. Non posso certo trovarmi a favore della religione, chi mi conosce e mi segue sa quanto posso essere anticlericale, però una cosa è certa: a molti ha dato la speranza (illusoria) di vita, di felicità, la voglia di alzarsi al mattino. Ora devo fare un distinguo importante: una cosa è la religione, un'altra è la credenza in un Dio. Quello che vedo io oggi è che la moda dilagante è “Io sono ateo, lui è ateo, siamo tutti atei. Credi in Dio?? Che sfigato bigotto.”. Posso essere d'accordo che la religione sia una buffonata e che è ora di piantarla di tenere in scacco gli ignoranti, ma non posso dire nulla circa Dio, visto che non ho nessuna prova della sua esistenza e nemmeno della sua non esistenza. Nel dubbio, mi tengo al di fuori di ciò, anche se negli anni ho maturato una mia certa convinzione a riguardo.
Comunque, concludendo questo punto, intendo dire che togliere all'uomo, come sembra si stia cercando di fare da tempo, ogni appiglio di fede e credenza metafisica, a lungo andare può solo creare una generazione di zombie senza valori nè scopi.

2)Asessuali o omogeneizzatisessuali: Si parla sempre di LGBT, metrosessuali, demisessuali e chi più ne ha più ne metta. Per quale scopo? La facciata è che non ci debbano più essere distinzioni di genere sessuale nè di gusti sessuali, la verità è che più etichette rilasciamo, più in realtà stiamo discriminandoci a vicenda… Ed è piuttosto indicativo che chi urla più forte per l'uguaglianza lo fa al tempo stesso mettendosi addosso la sua bella etichetta di “diverso”. Vogliamo dividerci sempre di più? No vero?
Allora cosa si fa? Si reimpasta tutto e si cerca di far credere a tutti gli eterosessuali di essere in realtà degli omosessuali/bisessuali latenti, così si crea una popolazione di persone confuse sessualmente e che nel dubbio scelgono una via, spesso differente da quella adottata in precedenza, per distinguersi dalla massa, ignari di uniformarsi sempre di più.
Così ogni giorno cresce il calderone, la bolgia infernale di esseri dotati alla nascita di alcune precise caratteristiche sessuali, ma che ormai non sono più sicuri nemmeno non solo del loro orientamento, ma del loro stesso genere (maschile o femminile o in rari casi neutro). Ancora vediamo come questa bolgia possa facilmente essere ricondotta a una massa di automi o zombie.
Con questo non dico che l'omosessualità o altri gusti sessuali non esistano, semplicemente dico che oggigiorno sembra essere fashion non essere eterosessuali.

2a)Sessualmente problematici: Sembrerà ormai un luogo comune, ma la nostra è una generazione seriamente compromessa dal contorno mediatico e tecnologico stracondito di sesso in ogni sua forma. Non voglio di certo fare il moralista, però penso che a questi livelli sia illogico e controproducente, già in passato ho citato il problema della pornodipendenza. Io lo estendo anche a tutte le altre manifestazioni sessuali non propriamente porno ma che, grazie al loro alto contenuto erotico, vanno ad alimentare molti disturbi. Tutto questo va ad alimentare ancora l'annichilimento progressivo della dignità e dell'individualità umana.

3)Emozionalmente disturbati o depressi: In questo clima di confusione e nebbie stile Val Padana, si diffondono a macchia d'olio gli stessi disturbi che statisticamente più affliggono la popolazione di quelle zone, ovvero depressione, alcolismo, tossicodipendenza e via dicendo.
Mai visto niente del genere (ahahah): più i bambini diventano adolescenti e più le loro vite sembrano tragedie greche, tempestati da chissà quanti drammi esistenziali insormontabili, carichi di pathos e Sylvia Plath, Virginia Wolf con un pizzico di Alessandro Baricco.
Ogni scelta di merendine per il doposcuola diventa una montagna altissima da scalare, ogni ragazzo/a che ti lascia dopo una settimana di limonate e palpatine diventa La Storia che ti farà chiudere col mondo (a 14 anni).
Il consumo di psicofarmaci è aumentato, per fortuna non tanto in Italia quanto in altri paesi, nelle fasce d'età under 20.
Ora, sarò stupido io, ma quando si stava peggio, nel dopoguerra e in altri periodi storici di crisi, non c'è stato mai bisogno di tutto ciò, nessuno straziava le pagine dei social network con frasi disperate e simili per una relazione interrotta. C'era da lavorare, o non c'era, ma comunque bisognava sgobbare e non rimaneva spazio per questo teatrino infantile delle emozioni laceranti e sovraccariche.
Parrebbe anche quei che chi non è depresso, cinico e emozionalmente vissuto e lacerato, non sia al passo con gli altri e perciò non è considerato. Meglio circondarsi di persone tristi che ti trascinino sempre più in basso vero? Troppo difficile accettare l'aiuto di ALTRO per risalire.

4)Incapaci di attività pratiche: Da quello che vedo in giro da alcuni anni, sono rimaste ben poche le persone che hanno qualche capacità pratica. 
Qualche anno fa un ministro quasi coniò un termine che sollevò un piccolo scandalo: Bamboccioni. Ora voglio riutilizzare questo termine anche io, per definire quell'ammasso di persone (ormai adulte peraltro), che oltre a non levare le tende da casa perché incapaci economicamente, non le levano anche (e soprattutto) perché incapaci fisicamente.
Mi rattrista tanto vedere miei coetanei ma anche persone con 5/10/15 anni in più di me che hanno serie difficoltà a cambiare una lampadina, svitare o avvitare 2 viti, a farsi da mangiare, a fare il bucato, a stirare, a fare i controlli di routine all'auto, a riparare un calzino bucato, a sistemare due cazzate nello smartphone/computer/tablet. Intendo ambo i sessi. 
Come si può volere l’indipendenza sessuale, ideologica, partitica, politica, religiosa, se non si è capaci di fare un cazzo senza l'aiuto di papà e mammà?
Ecco, anche qui arriviamo sempre allo stesso punto: non saper fare un cazzo rende le persone più deboli e più bisognose, molto più automi e confusi. Tutta l'emancipazione di cui si va cianciando dove va a finire?

5)Politicamente ignoranti e rincoglioniti: Mi si scusi il termine poco forbito, ma rincoglioniti penso sia il più appropriato. Una massa di (ancora una volta) automi senza volto né colori, che tutti in fila si buttano nel grande imbuto del tritacarne (si, proprio come in Another brick in the Wall) Indipendentemente dal vostro credo politico o ideologia, vorrei tanto vedere persone che parlano perché conoscono il significato di politica della storia (non solo quella degli ultimi 40 anni, ma la storia in generale), delle leggi, dell'economia e magari, perché no, dell'etica.
La politica è un campo molto difficile e molto vasto, oggigiorno tutti si sentono in diritto di parlare di politica e di inneggiare a slogan e bandiere senza sapere nemmeno chi è quel volto o quel simbolo sulla bandiera.
Ci si riempie tanto la bocca con paroloni e etichette, di cui non si conosce nemmeno il significato da un comune dizionario.
E le idee proprie??? … Silenzio di tomba …
Signori e signore, le idee proprie cosa sono? Naaah troppo difficile, molto più facile raccattare discorsi superficiali e nozionistici qua e là e incollare il tutto con una poco convincente colla di bandiera, fortemente convinti e pronti a battersi per un'ideologia della quale manco si conosce il nucleo.

Quando avremo eliminato tutto quelllo che ci rende diversi, liberi, in contrasto e eterogenei, cosa ci rimarrà?
Una enorme marmellata di esseri privi di volto, di sesso, di colore, di nazione, di credo, tutti chiusi nella loro solitudine esistenziale (che quella non potrà mai essere eterogeneizzata), pronti a buttarsi nel grande tritacarne a un semplice schiocco di dita.

Confido nel vostro unfollow… ehm volevo dire nelle vostre opinioni sensate.

Viviamo in una società dove tutti esprimono lo stesso concetto ma in forma diversa, quello che fa più riflettere non è il fatto che tutti siano degli automi senza capacità di formulare propri concetti, ma il fatto che nonostante tutti dicano la stessa cosa non ci si riesce a capire e ci si scontra poiché la forma finale di comunicazione è differente e la forma assume un ruolo principale e finisce per oscurare la sostanza
—  Marco Morelli

Tutti parlano dell’amore. Dell’innamoramento, della gioia dell’attesa, dei momenti spensierati, lieti, vivi. Delle vacanze insieme, delle serate insieme, delle notti insieme, della vita insieme. Foto, ore di telefonate, film sul divano.

Ma vogliamo parlare di quanto sia faticoso ritrovarsi una volta rimasti soli? Vogliamo raccontare di quanto sia difficile ricostruire una quotidianita’ al singolare, di quanto a volte risulti quasi impossibile fare le stesse cose di sempre? 

“Poi passa”. Non e’ vero. Non passa. Si accantona, odiando i ricordi che si riaffacciano costantemente, ricacciandoli indietro mentre ci si ripete “passerà”. Si mangia male, si dorme male, si trascorrono giornate come automi, parlando di cose di cui non ci interessa, facendo cose che non vorremmo fare, aspettando con ansia di poter essere soli e togliersi quella maschera: il momento in cui si puo’ finalmente cedere ai ricordi che fanno male, sentire tutta la mancanza, la solitudine, cadere nel baratro per trovare cio’ che e’ rimasto e da li’ ripartire.

Nessuno parla di quanta fatica, di quanto sforzo, dell’impegno necessari. Non passa da se’. Si deve morire e rinascere, e le ferite guariscono si, ma le cicatrici restano. Sempre.