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Sooooo… peeeopleee…
Seems like we can’t escape the endless void of Au and we slipped in another big project that we call “The Marvelous McOxton Brothers” (the Kirin Hanzo au). It’s a story about monster hunters and creatures that walk, in disguise, among humans  👌
We decided to open a side blog about it so, if you are in the Au void like us, you’re welcome! ;P

[HERE] is the link to the McOxton sideblog!

Spero che tu stia bene, che tu possa andare al mare spesso, che ti basti ancora una birra per pensare che tutto si sistemerà, che tu dorma abbastanza, che tu non abbia troppa paura, che ti accorga dei piccoli incantesimi che ti circondano. Spero che tu abbia conservato quella luce che ti nasceva in fondo agli occhi quando parlavi di onestà e di desideri, spero non ti faccia troppo male, vivere, e spero che nessuno ti costringa a diventare cattiva, che nessuno fraintenda le tue intenzioni che saranno sicuramente buone, come quel giorno in cui mi dicesti “a noi no, non può succedere”. Io non ho smesso di crederci, comunque, e ti auguro lo stesso. Spero tu rimanga pura, gentile, un po’ sconclusionata, incompleta, ché le persone che si sentono fatte e finite si annoiano sempre un po’ e poi va a finire che soffrono o fanno soffrire. Spero tu non arrivi mai da nessuna parte, piuttosto non dimenticarti di continuare a camminare. Se ti ritorno in mente non maledirmi: sorridi. Non mi dimenticare. Lo sai che tutti vogliamo essere ricordati, no? In fondo non sono poi così diversa come mi piaceva ripetere. Io ti voglio bene, che è una cosa bella e uno a volte se ne dimentica: io ti voglio bene.

Pernacchie

Il piccolo cresce sempre di più. Comincia ad articolare suoni più complessi, vocalizza e la sua voce è sempre più forte specie se deve farsi sentire.
Da qualche tempo però comincia pure a fare le bolle con la saliva, probabilmente perché comincia a sentire alle gengive il fastidio dei denti che stanno per uscire.
Più di tutto però comincia a fare pernacchiotti con la bocca. Di solito quando è stanco ma anche in altri momenti.
Ride quando vede che sorrido alle sue pernacchie e poi torna a farle di nuovo, seriamente e con impegno.

Mi si rigira come vuole. Ho l'impressione che lo abbia capito già.

«Ti diranno che non è vero, che nessuno può toccarlo, e tu fa’ sì con la testa mentre nascondi nel cuore il tuo pezzo di cielo» mi dice, così, come se ci conoscessimo da una vita e avesse potuto leggere nei miei occhi o nel mio cuore lo smarrimento e il bisogno di risposte, di conferme.
—  Roberto Emanuelli

Ci pensi e sorridi.. per te lui è al primo posto in tutto, anzi non ha senso fare classifiche perchè è lui l'unico..

Poi ti fermi e rifletti.. per lui tu è già tanto se sei all'ottantesimo posto, anzi non ha senso fare classifiche perchè nella sua non ci sei..

La parità suppongo

Sono sempre stato convinto che il baciamano sia una pratica, per quanto in disuso e vetusta, tipicamente maschile, ossia un gesto che fa un uomo verso una donna.
Certo può essere un gesto di deferenza da uomo a un altro uomo, ma da donna a uomo mi fa strano. Sì ci sono i papi e i vescovi che vengono salutati a quel modo dai fedeli, ma il baciamano inteso come gesto di galanteria lo vedo assolutamente da uomo a donna e mai viceversa.

Questo preambolo per dire che invece ieri ho visto un baciamano da donna a uomo.
E la mano era la mia.
Era solo un gesto fatto per ridere in realtà eppure mi ha messo a disagio, tant'è che ho fatto notare come non fosse il caso.
Lei mi ha risposto che non c'è nulla di male, non devo essere in imbarazzo, non nel 2017.

Rimane il fatto che mi ha lasciato perplesso.
Forse sono i tempi che cambiano.
La parità dei sessi magari è anche questo.
Eppure.

Desire is human only if the one desires, not the body, but the Desire of the other...

Desire is human only if the one desires, not the body, but the Desire of the other…that is to say, if he wants to be ‘desired’ or ‘loved’, or, rather, ‘recognised’ in his human value…. In other words, all human, anthropogenetic Desire…is, finally, a function of the desire for ‘recognition’.


Kojève, Alexandre (1947 [1933–39]) Introduction to the Reading of Hegel, trans. James H.Nichols
Jr., New York and London: Basic Books, 1969.


03:16

Penso al tuo sorriso.. le lacrime scendono da sole e non le riesco a controllare..

Solo.. il mio punto debole sei tu che sorridi..

Ci sono volte che...

…avrei voluto scrivere ogni attimo vissuto in queste ultime settimane. Avrei voluto raccoglierli tutti, uno a uno per poi serbarli, custodirli attraverso le parole e per evitare di scordarli me li ripetevo dentro ogni sera con l'illusione di poterli fissare indelebilmente nella mia satura memoria a breve. Ogni giorno però il tentativo - ovviamente - risultava vano anche se - ancora ovviamente - non demordevo dal mio ambizioso intento.
Mi ripetevo che scrivere mi sarebbe servito, che mi avrebbe aiutato a scaricare le tensioni quotidiane del lavoro e a rendere più sopportabili preoccupazioni e frustrazioni materiali e che magari mi avrebbe rilassato la mente e poi il corpo.
Ogni giorno mi ripetevo: “stasera apro il
mio nuovissimo (e ancora inutilizzato) pc-tablet e scrivo un pezzetto della mia vita”.
Ogni notte, rassegnata, sospiravo e mi auto-confortavo dicendomi “domani sarà il giorno perfetto per incominciare a scrivere”. Ovviamente così poi non è stato e suppongo così non sarà neanche domani.
Non è il tempo, non è lo strumento e non è neppure il mezzo scelto per raccogliere in parole i propri attimi di vita a essere importante. Ciò che invece è davvero importante, almeno per me, è che in realtà non sono gli attimi da ricordare ma proprio quell'attimo in cui ci si ferma quel tempo giusto a fissare nella mente - in apparenza solo in superficie - emozioni, sensazioni ma soprattutto sé stessi.
Non avrò scritto nulla sulla “carta” per circa due mesi, ma di certo so che ho scritto tanto nella mia memoria. E sul mio cuore.
Per scriverlo a parole, spero ancora e sempre che ci sia ancora tempo.
Chissà che il giorno perfetto non sia proprio domani…