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The Theory of Everything (La Teoria del Tutto) [TRAILER]

The Theory of Everything (La Teoria del Tutto) [Trailer]… un film biografico su Stephen Hawking

La Teoria del Tutto (The Theory of Everything) è un film biografico del 2014 diretto da James Marsh ed interpretato da Eddie Redmayne, nei panni del giovane Stephen Hawking, (more…)

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Lo conoces como el meme de ¡Uy si!.  Es el gran Astrofísico y divulgador científico Neil de Grasse Tysons. Es director del Planetario Hayden en el Centro Rose para la Tierra y el Espacio, e investigador asociado en el Departamento de Astrofísica del Museo Americano de Historia Natural y próximo conductor de la serie Cosmos

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GIOVE INCONTRA VENERE, LA SUPERCONGIUNZIONE: “LE 21.30 L'ORA IDEALE PER OSSERVARLA FAI SVELTO CHE HAI POCO TEMPO”

In arrivo un’altra serata mozzafiato con il naso all’insu’ per la congiunzione più spettacolare dell’anno: Giove e Venere sono ‘vicinissimi’ nel cielo e ben visibili anche a occhio nudo già dopo il tramonto. Da giorni spiccano nel cielo, sempre più vicini, e ieri e oggi raggiungeranno la distanza minima nella costellazione del Leone. «Lo spettacolo è assicurato», osserva l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del progetto Virtual Telescope, che trasmetterà l’appuntamento in diretta streaming dalle 21 dell’1 luglio su www.ansa.it/scienza. «La distanza minima, inferiore al diametro della Luna piena, si è avuta stamattina alle 11.20, quindi Venere passerà oltre.

Come riporta Leggo.it, il momento ideale per osservare i due pianeti in tutto il loro splendore sarà verso le 21.30 di oggi, da una postazione con l’orizzonte sgombro». Ma saranno perfettamente visibili. Nessuna paura di sbagliare: «Giove e Venere saranno come due luci, visibili a Ovest, piuttosto bassi», assicura Paolo Volpini, dell’Unione astrofili italiani (Uai). «Con un piccolo telescopio – aggiunge – si potranno vedere anche i satelliti di Giove e la falce di Venere. Le congiunzioni non sono così rare, ma questa è particolare, perchè i pianeti sono vicinissimi».

A completare lo spettacolo c’è Saturno, ben visibile a Sud, mentre a Est sorge la luna quasi piena, che non disturba affatto lo spettacolo di Giove e Venere, che si trovano dalla parte opposta.

Fonte: qui

Occhi al cielo! Venere e Giove vicinissimi e brillantissimi in queste sere

Già da qualche settimana nel cielo (a ovest), a partire da poco dopo il tramonto, si notano due oggetti
molto luminosi. Sono i pianeti Venere e Giove, i due corpi celesti più luminosi del cielo dopo il Sole e la Luna. Anche la Luna comparirà vicino a loro in particolari orari.

I due pianeti si stanno avvicinando sempre più: il massimo avvicinamento (osservabile) si avrà nella serata del 30 giugno sull’orizzonte ovest, quando appariranno come una sorta di unico super pianeta molto brillante. La loro distanza sulla volta celeste sarà infatti di circa 23′, meno dell’arco sotteso dalla Luna Piena (che vale circa 30′, ovvero mezzo grado).

Precisamente, il massimo avvicinamento assoluto avverrà alle 06:00 del 1° luglio, in piena luce mattutina: se ne consiglia quindi l’osservazione nella serata del 30 giugno.

Come informa Piero Massimino dell’Osservatorio Astrofisico di Catania, la magnitudine di Venere sarà pari a -4.4, mentre quella di Giove sarà di -1.8. La scala delle magnitudini è una scala logaritmica “inversa”, a numero minore corrisponde una luminosità maggiore. Quindi a conti fatti Venere sarà circa
11 volte più luminosa di Giove.

In realtà la loro vicinanza, in gergo astronomico “congiunzione”, è solo un’illusione ottica dalla nostra prospettiva, quella terrestre. In realtà non sono affatto vicini. Ci danno l’illusione di passare l’uno accanto all’altro per via della posizione che in questo momento occupano lungo le loro orbite, ma i due oggetti sono divisi da oltre 800 milioni di km.

Con un binocolo o un piccolo telescopio, o anche semplicemente a occhio nudo, è uno spettacolo da non perdere! Anche perché il prossimo “incontro ravvicinato” è previsto tra più di un anno, nell’agosto 2016.

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Si sta facendo sempre più tardi, Antonio Tabucchi

Nella villa da dove sono partito l'altr'ieri, anzi ieri, c'era un ospite con il quale ho preso un po’ di confidenza parlando con lui su di una panchina sotto la palma. Naturalmente ci giravamo le spalle, e questo mi ha fatto venire anche un po’ di torcicollo. È un giovane astrofisico che è venuto qui per riposarsi, perché è naturale che il cosmo stanchi, pensa a quanto stanca alzarsi la mattina, figuriamoci l'universo. Gli ho chiesto appunto notizie dell'universo, dico: che ne è dell'universo infinito con cui lei ha confidenza?, e lui mi fa: mi spiace deluderla, caro signore, ma l'universo infinito non è. Lì per lì, te lo confesso, mi sono quasi indignato. Come?, ho pensato, con tutto quello che si è letto e si è pensato sull'infinito dei poeti e filosofi e teologi, e questo giovanottone qui, con l'aria di un giocatore di baseball seduto su una panchina a gambe accavallate e masticando chewing-gum, mi viene a dire che l'universo è finito? Stavo per replicare: ma come si permette, ma lui ha continuato placidamente: vede, caro signore, l'universo è cominciato con un'esplosione primordiale, diciamo che è nato così, è un insieme di energia che si sta espandendo ancora sotto l'effetto dell'esplosione primordiale, e questa energia non è infinita, ma è contenuta in un perimetro, anche se ovviamente si tratta di un perimetro del quale non si possono misurare le dimensioni. Ah, sì, ho obiettato io cercando di nascondere la stizza, ma scusi, caro scienziato, se tale universo è finito, e si espande, cioè avanza in varie direzioni, avanza verso dove?, perdoni la curiosità. Verso il nulla, ha risposto il giovanotto con naturalezza. E intanto spostava col piede i sassolini rotondi del vialetto, e calzava scarpe da tennis. Carissima Cara, capirai la mia ingignazione e anche la mia perplessità: per noi è sempre stato più facile capire il concetto di infinito che di finito, riferito all'universo, ma anche ad altre cose, prova un po’ a pensare se un giorno tu mi avessi detto: ti voglio un bene finito, o te lo avessi detto io. E ora, che costui mi venisse anche a parlare del nulla mi è sembrato francamente eccessivo. Senta un po’, gentile scienziato, gli ho chiesto con una punta di irritazione che davvero non riuscivo a nascondere, e il nulla cosa sarebbe, secondo la sua opinione? Il giovanotto mi ha guardato con sufficienza e mi ha risposto stancamente: il nulla è solo mancanza di energia, caro signore, dove non c'è energia c'è il nulla. E così dicendo ha soffiato dalla bocca un palloncino con il suo chewin-gum e lo ha fatto gonfiare fino allo scoppio, quasi che fosse la rappresentazione dell'universo in espansione verso il nulla per un povero di spirito come me. Ti rendi conto, mia carissima Cara?