arrestare

Amo i gesti imprecisi,
uno che inciampa, l’altro
che fa urtare il bicchiere,
quello che non ricorda,
chi è distratto, la sentinella
che non sa arrestare il battito
breve delle palpebre,
mi stanno a cuore
perché vedo in loro il tremore,
il tintinnio familiare
del meccanismo rotto.
L’oggetto intatto tace, non ha voce
ma solo movimento. Qui invece
ha ceduto il congegno,
il gioco delle parti,
un pezzo si separa,
si annuncia.
Dentro qualcosa balla.
—  Valerio Magrelli, Amo i gesti imprecisi da Poesie (1980-1992) e altre poesie
New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati

New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/10/16/ricercato-chiama-i-poliziotti-per-farsi-arrestare-ma-dovete-venirmi-a-prendere-sono-senza-soldi/

Ricercato chiama i poliziotti per farsi arrestare: «Ma dovete venirmi a prendere, sono senza soldi»

“Mi state cercando per arrestarmi? Ok va bene. Vi dico dove sono però dovete venire a prendermi perché io non posso muovermi, sono senza soldi…”. La polizia di stato di Lucca ha rintracciato arrestato Naser Berisa, 37enne originario di Pristina (ex Jugoslavia), da tempo trapiantato in Italia dove ha avuto anche una figlia da una italiana, prima di separarsi. L’ uomo era ricercato dalla Procura della Repubblica di Lucca, un quanto deve scontare la pena complessiva ad 1 anno di reclusione, per reati contro il patrimonio commessi tra la Mediavalle del Serchio e la Versilia. Avuto il provvedimento, i poliziotti della sezione catturandi della squadra mobile si sono messi sulle sue tracce, poiché da qualche tempo Berisa era diventato “senza fissa dimora”. I poliziotti lo hanno cercato tra Borgo a Mozzano, Lucca e Camaiore, i tre luoghi dove nel passato l’ uomo aveva soggiornato senza però riuscire a trovarlo. Al termine della giornata erano appena rientrati negli uffici per compilare il verbale di “vane ricerche” quando è arrivata una telefonata al centralino della Questura: dall’ altro capo del telefono c’era Berisa: «Volete arrestarmi? – ha chiesto agli agenti quasi timorosi nel dare risposta affermativa – Parlate pure non scappo, sono pronto a costituirmi. Però dovete venire a prendermi perché sono senza soldi e non mi posso spostare». Detto fatto: i poliziotti, sorpresi dalla disponibilità dell’uomo, sono arrivati a Vecchiano, dove il Berisa aveva indicato e, dopo un passaggio negli uffici di viale Cavour per la notifica dell’ atto ed il rituale foto segnalamento, è stato accompagnato al S. Giorgio.
Salutando i poliziotti che lo avevano appena arrestato, Berisa li ha ringraziati perché, portandolo in carcere poco prima di mezzanotte, dal punto di vista del computo della pena gli avevano già fatto scontare un giorno di reclusione.

Viareggio (LU), 16 ottobre 2014
Fonte Il Tirreno
A.L.

Sostenitori delle Forze dell’Ordine » Sostenitori delle Forze dell’Ordine

Fece arrestare esponente dei Casalesi. Premiato a Napoli il tenente Centrella

Fece arrestare esponente dei Casalesi. Premiato a Napoli il tenente Centrella

Un riconoscimento per il tenente Andrea Centrella, che oggi comanda la compagnia dei Carabinieri di Ischia. A consegnarlo il Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, Generale di Corpo d’Armata Franco Mottola, nella storica Caserma “Vittoria”: nella mattinata di ieri, sono infatti stati attribuiti diversi encomi a militari dell’Arma particolarmente distintisi in attività di servizio che…

View On WordPress

New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati

New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/04/19/veneto-silenzio-assordante-dei-parassiti-della-politica-romana-dopo-la-scarcerazione-di-chi-hanno-fatto-arrestare-perche-colpevole-di-avere-delle-idee/

VENETO: SILENZIO ASSORDANTE DEI PARASSITI DELLA POLITICA ROMANA, DOPO LA SCARCERAZIONE DI CHI HANNO FATTO ARRESTARE PERCHE’ COLPEVOLE DI AVERE… DELLE IDEE

Secessionisti liberi: il grande silenzio della politica. Unica eccezione la Lega

La scarcerazione avvenuta ieri di una parte dei 24 secessionisti messi in carcere per ordine della Procura della Repubblica di Brescia il 2 aprile scorso, con la relativa derubricazione del reato ipotizzato da parte del Tribunale del Riesame (non più associazione finalizzata al terrorismo), è notizia che avrebbe meritato un rilievo almeno vicino di quello riservato al loro arresto. E invece diversi media italici hanno brillato per la loro assenza: per esempio il Tg2 delle 20.30 non ha fatto il minimo cenno al fatto. Bisogna dare invece atto al Tg de La7 di averlo inserito fra le notizie principali, parlando addirittura di “una inchiesta che si è sgonfiata come un sufflè”, anche se la Procura bresciana farà probabilmente appello in Cassazione.

E anche dalla politica, sempre pronta a dichiarare su qualsiasi stormir d’ali, si è registrato un imbarazzato silenzio. Salvo che già condannava all’esplodere dell’inchiesta. Con l’unica eccezione, va detto,  degli esponenti della Lega Nord, gli unici ad essere intervenuti senza remore. Qui di seguito alcune delle prese di posizione dei leghisti rilanciate dalle agenzie, oltre a quelle che sono già state pubblicate ieri a caldo dal nostro giornale, a cominciare dal segretario federale Matteo Salvini e dal governatore veneto Luca Zaia. Numerosi, come comprensibili, gli interventi degli esponenti veneti del Carroccio, dai quali manca comunque il segretario nazionale della Liga, Flavio Tosi. Ma a lui, si sa, l’indipendentismo fa venire il prurito.

«Bene la scarcerazione degli indipendentisti. Una notizia che attendevamo con ansia. Ora si vada avanti in maniera ghandiana sulla strada del referendum per l’indipendenza del Veneto. Resta solo l’amaro in bocca, e me lo chiedo da veneto insieme a tanti altri, di fronte a quello che è accaduto: ma davvero era necessario tenere in galera per un mese madri e padri di famiglia la cui unica colpa è quella di avere in testa l’idea dell’indipendenza? Le idee non si mettono in galera, quello è il posto per delinquenti, non per pacifici indipendentisti». Lo dichiara Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato.

«La scarcerazione dei serenissimi mette una toppa tardiva all’ingiustificata repressione giudiziaria del legittimo sentimento di libertà di 24 patrioti veneti colpevoli soltanto di aspirare, del tutto pacificamente, all’autodeterminazione della propria piccola patria»: così Mario Borghezio europarlamentare della Lega. «L’arresto di 24 persone, di cui ancora molte detenute – aggiunge – ha fatto fare all’Italia in Europa e nel mondo una pessima figura. In particolare, pesa come un macigno il silenzio omertoso del presidente del Consiglio Renzi, che si è dimostrato latitante in tutta questa incredibile vicenda di sopraffazione della libera volontà di espressione di cittadini onesti e incensurati».

«Esprimiamo soddisfazione per la scarcerazione di Franco Rocchetta e di alcuni altri indipendentisti veneti. Resta tuttavia una vergogna che lo Stato abbia agito nei confronti di queste persone con un’azione spropositata rispetto ai fatti. Ci chiediamo adesso chi risarcirà queste persone per i giorni che hanno ingiustamente passato in carcere per la sola colpa di aver espresso delle idee»: così in una congiunta le senatrici venete della Lega Nord Raffaela Bellot, Patrizia Bisinella ed Erika Stefani. «Questo comportamento – aggiungono – non ha fatto altro che alimentare l’insofferenza e l’esasperazione del popolo veneto. Lo Stato deve rendersi conto che non può continuare ad ignorare il grido di dolore dei territori stanchi di essere vessati».

«La liberazione di alcuni indipendentisti certifica il fallimento di uno Stato che oltre ad opprimere fiscalmente il popolo ha scelto di punire anche chi sostiene l’idea di libertà. Adesso ci aspettiamo che sia fatta giustizia, anche se con grave ritardo, e che vengano liberate tutte le altre persone innocenti che sono state trattate come dei criminali per aver espresso le proprie idee di indipendenza». Lo dichiara il deputato della Lega Nord, Roberto Caon.

«La liberazione di alcuni indipendentisti è una grande vittoria per tutti i veneti che credono nel riscatto dal centralismo romano che sta impoverendo il nostro territorio. Siamo felici per loro e per le loro famiglie, e non vediamo l’ora di festeggiare il 25 aprile insieme anche a tutti gli altri indipendentisti veneti che sono ancora detenuti ingiustamente. Visto che intanto si è liberato qualche posto nelle carceri, attendiamo che tutti i no-global che hanno messo a ferro e fuoco Roma la scorsa settimana prendano il posto dei nostri patrioti veneti. Le idee non si processano». Lo scrivono in una nota congiunta i deputati della Lega Nord,Emanuele Prataviera e Marco Marcolin.

«Erano state arrestate 24 persone che non dovevano essere toccate, oggi hanno solo liberato degli innocenti»: questo il commento fatto all’ANSA da Erminio Boso, leader degli indipendentisti della Lega Nord, sulla decisione del tribunale di Brescia a proposito dei Secessionisti. «Quando uno Stato non rispetta e ha paura dei suoi cittadini – ha aggiunto Boso – i cittadini devono avere paura di quello Stato e allora non gli resta che scappare. Ma noi oggi dove scappiamo? In una Europa dove domina il pensiero unico della sinistra che metterebbe in galera o in ospedale psichiatrico tutti quelli che non si adeguano? Forse a questo punto ci resta solo la possibilità di andare in Russia a chiedere che Putin ci garantisca lui la libertà…».

«Bene le scarcerazioni, ma ora lo Stato riconosca l’errore. Le idee non si processano. E non si mettono in galera». Così il Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), commenta la decisione del tribunale del Riesame di Brescia di disporre i domiciliari per cinque indipendentisti e di rimettere in libertà sette persone arrestate nell’indagine veneta che ha portato in carcere 21 «secessionisti». «Mettere dietro le sbarre delle persone solo perchè si ritengono le loro idee di autodeterminazione sovversive e terroristiche – ha aggiunto Cecchetti – la dice lunga sui rischi che stiamo correndo in questo Paese. Il grido di libertà non può essere soffocato. La stessa democrazia che l’Occidente vuole esportare in giro per il mondo viene poi negata con la forza a casa nostra. Lo Stato riconosca allora l’errore e rimetta immediatamente in libertà anche gli altri indipendentisti ingiustamente incarcerati».

Poco o tanto che sia, questa è la nuda cronaca. Di esponenti di altri partiti italici non un solo rigo…

ISCRIVITI ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

https://www.facebook.com/pages/Politici-che-non-hanno-MAI-lavorato-ELENCO-UFFICIALE-MANDIAMOLI-A-CASA/274354875910343

FONTE:

http://www.lindipendenza.com/secessionisti-liberi-il-grande-silenzio-della-politica-unica-eccezione-la-lega/

L’articolo VENETO: SILENZIO ASSORDANTE DEI PARASSITI DELLA POLITICA ROMANA, DOPO LA SCARCERAZIONE DI CHI HANNO FATTO ARRESTARE PERCHE’ COLPEVOLE DI AVERE… DELLE IDEE sembra essere il primo su basta casta.

basta casta

La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo d'arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili, e che però possono seguire il flusso della vita fino a tanto che, irrigidendosi man mano, il movimento, già a poco rallentato, non cessi. Le forme, in cui cerchiamo d'arrestare, di fissare in noi questo flusso continuo, sono i concetti, sono gli ideali a cui vorremmo serbarci coerenti, tutte le finzioni che ci creiamo, le condizioni, lo stato in cui tendiamo a stabilirci. Ma dentro di noi stessi, in ciò che noi chiamiamo anima, e che è la vita in noi, il flusso continua, indistinto, sotto gli argini, oltre i limiti che noi imponiamo, componendoci una coscienza, costruendoci una personalità. In certi momenti tempestosi, investite dal flusso, tutte quelle nostre forme fittizie crollano miseramente.
—  Luigi Pirandello
Dictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Francois Duvalier

Es imposible gobernar durante 20, 30 o 40 años sin ningún tipo de restricción y que esta sobredosis de poder no te pase factura. En esta entrega vamos a presentarle a unos personajes bastante interesantes y desquiciados de la historia contemporáneos.




Francois Duvalier
Elegido Presidente constitucional de Haití en 1957, Duvalier gobernó hasta el momento de su muerte en 1971, médico de profesión, “Papa Doc” como se le conocía, se autoproclamó Presidente Vitalicio de Haití en 1964 con derecho a sucesión.

Papa Doc basó su campaña por la presidencia en exaltación de la negritud y del Vudú.

Duvalier comienza con buen pie su mandato como presidente constitucional de Haití hasta que en 1959 un ataque cardiaco lo dejó 9 horas inconciente, al despertar Papa Doc ya no era el mismo. Mandó a arrestar al presidente interino Clement Barbot, pero al no encontrarlo por ninguna parte, dedujo que se había convertido en un perro negro y ordenó matar a todos los perros negros del país. Tiempo después Clement Barbot fue arrestado y ejecutado. Duvalier guardó su cabeza para realizar ceremonias Vudú.

En 1961 Papa Doc Llamó a elecciones anticipadas ante las miradas de asombro de la comunidad internacional, el resultado de las elecciones: 1.320.000 votos para Duvalier y ningún voto en contra.

La presión internacional contra Francoise Duvalier se incrementó durante el mandato del presidente de Estados Unidos John .F. Kennedy, ya que salió a la luz que los fondos de ayuda económica internacional para Haití habían sido desfalcados por la familia Duvalier.

Papa Doc, a raíz de la presión internacional, comienza una campaña de vudú contra John F Kennedy quien es asesinado en 1963. Duvalier se declara único responsable del asesinato de Kennedy, hasta mandó a recolectar aire de la tumba de Kennedy para poder “controlar el alma de Kennedy”.

Los Tontons Macoutes nombre heredado de los hechiceros ambulantes (una de las figuras mas temidas en el Vudú, son algo así como el coco de los cuentos infantiles), eran el brazo armado de Papa Doc, quien desconfiando de los altos mandos militares decidió ejecutar a todo el alto mando y procedió a crear su propio ejercito de fanáticos, este grupo armado fue el responsable de cerca de 30.000 muertes ordenadas directamente por Francoise Duvalier, eran campesinos sin tierra en su mayoría, muy agresivos y simplemente malos.

Papa Doc aseguraba que las balas no lo podían matar y que él era la reencarnación del “espíritu” de Haiti y los latidos de su corazón representaban a todos los ancestros de su pueblo. Asimismo los medios de comunicación tenían prohibido difundir noticias que no incluyeran a Papa Doc y sus poderes.

Fue muy común durante los setentas encontrar frases en los edificios públicos y las escuelas que decían “Papa Doc es uno en los loas, Jesús y Dios Padre” (los loas son los espíritus de los muertos según el vudú) o ver imágenes suyas sentado con Jesús de pie a su lado con la leyenda “el elegido”, inclusive existe una especie de Padre Nuestro que incluía a Papa Doc.

Al morir en 1971 fue sucedido por su hijo Jean-Claude Duvalier de 19 años, quien gobernó bajo la misma línea del padre hasta 1986 que fue derrocado.

Espera pronto la segunda entrega con otro de los dictadores contemporáneos enloquecidos por el poder.

@elchevequebb para @Culturizando


Dictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Rafael Leónidas TrujilloDictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Saparmyrat NyýazowDictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Ne WinDictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Francois DuvalierDictadores Contemporáneos: Un viaje a la locura - Enver Hoxha

Tweet



New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati

New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/09/20/provano-a-violentarla-e-la-picchiano-riesce-a-chiamare-la-polizia-e-li-fa-arrestare/

Provano a violentarla e la picchiano: riesce a chiamare la Polizia e li fa arrestare

E’ accaduto ieri sera. Sul posto gli agenti del commissariato

19 Sett. – Vogliono violentarla, lei chiama la polizia e sventa l’aggressione. In manette due cittadini iracheni. E’ accaduto ieri sera quando gli agenti del Commissariato di Marino, diretto dal dottor Valter Di Forti, sono intervenuti in un’abitazione a Ciampino per una segnalazione di violenza sessuale.

Sul posto i poliziotti hanno trovato la donna che aveva chiesto aiuto in stato di semicoscienza con gli indumenti strappati e con ferite agli arti superiori. La giovane donna raccontava che, poco prima, due iracheni avevano tentato di usarle violenza all’interno del proprio appartamento.

La donna aveva reagito e nonostante le violente percosse era riuscita riusciva a far desistere i due guadagnando il tempo necessario per allertare i vicini e chiamare la polizia. Uno degli aggressori, A.S., 26enne, sentimentalmente legato alla vittima, è stato fermato dagli agenti all’interno dell’appartamento intento a fare i bagagli per poi fuggire.

Il secondo giovane, H.M. 25enne, riuscito a fuggire prima dell’intervento della Polizia, è stato successivamente rintracciato nella sua dimora all’Appio Claudio, attraverso gli accertamenti esperiti su un telefonino in possesso del convivente della vittima. Gli arrestati Dovranno rispondere del reato di tentata violenza sessuale di gruppo e lesioni personali e sono stati associati presso il Carcere di Velletri.

Fonte: Il Mamilio

Sostenitori delle Forze dell’Ordine » Sostenitori delle Forze dell’Ordine

Si è concluso la settimana scorsa, con una valanga di assoluzioni, il processo contro 202 abitanti di Platì (Locride, provincia di Reggio Calabria). Erano stati tutti catturati, in una notte del novembre di 12 anni fa, sotto l’accusa di essere mafiosi. L’operazione, ordinata dal dottor Nicola Gratteri, era stata eseguita da oltre mille carabinieri in assetto di guerra, che avevano circondato il paese e lo avevano messo a soqquadro, avevano trascinato via in manette uomini, donne, persone anziane, qualche ragazzo (anche un ragazzo handicappato) e avevano persino cercato di arrestare un assessore che era morto da un anno e mezzo… 202 arrestati su 4000 abitanti. Circa uno ogni cinque famiglie. 194 sono stati assolti.

New Post has been published on Delusi Traditi e Incazzati

New Post has been published on http://delusitraditieincazzati.com/2014/09/17/butta-la-spazzatura-si-rompe-il-sacco-ed-esce-la-testa-di-un-uomo-un-testimone-lo-fa-arrestare/

Butta la spazzatura, si rompe il sacco ed esce la testa di un uomo: un testimone lo fa arrestare

A volte la realtà riesce a superare i serial più riusciti e la vicenda avvenuta a Memphis ha tutte le carte per diventare il plot di un nuovo episodio di Csi: c’è un assassino, la vittima e un ignaro testimone che ha dovuto fare i conti con una macabra verità che avrebbe preferito non conoscere.

17 Sett. – Michael Wilson Jr., 36 anni, chiacchierava nel suo cortile con Lacedric Ruffin quando ha deciso che era arrivato il tempo di svuotare i cassonetti dell’immondizia. Ha preso il sacco per spedirlo alla discarica ma la plastica non ha retto e la testa mozzata di un uomo è rotolata sull’asfalto. «Ti prego non dire nulla, mantieni il segreto – ha iniziato a implorare Michael – fratello non ho nessuna intenzione di ucciderti». Lacedric sotto choc ha blaterato di non volerne sapere nulla e di non volere entrare in questa faccenda.

Ma il segreto che gli veniva chiesto di mantenere era troppo grande e un domani il suo silenzio sarebbe potuto costargli caro. Soprattutto aveva visto la testa di un uomo, non poteva far finta di niente. E così Lacedric si è convinto a chiamare la polizia.

Quando gli agenti sono arrivati, oltre alla testa hanno trovato i resti del corpo in decomposizione all’interno della casa: il cadavere era stato smembrato, le gambe e la mano sinistra dell’uomo, identificato come Andre Cole, sono state ritrovate in camera da letto. Gli attrezzi per commettere il delitto erano sparsi per casa.

Secondo i vicini, la vittima era il nuovo coinquilino di Michael: si era trasferito da poco e pare che i due dividessero le spese dell’appartamento. Alcuni testimoni hanno raccontato che l’ultima volta che lo hanno visto, Andre era impegnato in una accesa discussione con il suo assassino.

Michael è stato arrestato e su di lui pende l’accusa di omicidio e abuso di cadavere: la cauzione è stata fissata a due milioni di dollari. «Se quel sacco non si fosse aperto quella testa sarebbe finita alla discarica» ha commentato Lacedric. A volte, i casi più difficili possono essere risolti anche dall’uomo della porta accanto.

Federica Macagnone – Il Messaggero

lc

Sostenitori delle Forze dell’Ordine » Sostenitori delle Forze dell’Ordine

-Desde el momento en que son sospechosos a Vuestra Majestad - dijo Tréville-, los mosqueteros son culpables; por eso me veis, sire, dispuesto a devolveros mi espada; porque, después de haber acusado a mis soldados, no dudo que el señor cardenal terminará por acusarme a mí mismo; así, pues, es mejor que me constituya prisionero con el señor Athos, que ya está detenido, y con el señor d'Artagnan, a quien se arrestará sin duda. (Alejandro Dumas)