apetto

anonymous asked:

🙈

La veritá è che non riesco a sfogarmi con nessuno perchè mi vergogno. Mi vergogno del mio carattere, del mio apetto fisico, di ciò che faccio, di ciò che dico, di ciò che penso… figuriamoci spiegare a qualcuno il casino che c'è nella mia testa.

Ricordi di viaggio

Quando ti ho conosciuto, eri bellissima.

E magari sbaglio ad iniziare così, perchè in fondo non hai mai smesso di esserlo: non è passato un singolo giorno da quello in cui ti conobbi, in cui non ti trovai tale.

Sei stata.
Sei.
Sarai.

Bellissima è solo uno dei tanti aggettivi che ti avrei dato, attributi di un sostantivo che in fondo poteva esistere alla perfezione senza niente accanto, probabilmente anche senza di me. Sicuramente anche senza di me.

Credo fossimo a quel periodo verso Prato, o qualche zona sperduta della Toscana (Prato è in Toscana no? Ricordo qualche nome di quei viaggi, ma la geografia quando si mischia con i sentimenti e le droghe non ha mai ottenuto grossi risultati sul piano della memoria, ed è tutta una tappa onirica di un viaggio che non s'è mai del tutto compiuto), ed io era da poco che avevo impacchettato la mia roba - che poi, quando si è ragazzini e si scappa, si considerano importanti cose che non lo erano affatto. Seriamente, un quaderno per scrivere e niente carta igienica? Nessun spazzolino ma il mio cappello preferito? L'adolescenza è proprio l'età dei fantasmi e dei sogni - e stavo in viaggio per chissà quale destinazione.

Ho avuto fortuna ad incontrare il tuo gruppo, che poi è diventato il mio gruppo, mi hanno detto ed ho letto che nel corso degli anni le famiglie hanno inasprito i rapporti, e c'è sempre così tanto odio per le strade che l'autostop fa più paura che aspettativa, ed arrivati ad ora non lo consiglierei più a nessuno.

Però anni fa era ancora qualcosa di fattibile, come quella volta che mi girai da Castelnuovo ad Ostia sul retro di un Apetto seduto su una poltrona - trasportava mobili - come se fossi stato chissà quale forma di Re. Ne parlerò prima o poi, te lo prometto.

Che poi, perchè mi ostino a farti promesse che non potrò mai del tutto mantenere, o che te al momento non puoi più ascoltare Laura, io non lo so; certe abitudini ti si radicano dentro al cuore e ti spingono a fare cose quasi in automatico, per persone che non vuoi davvero mettere da parte, o che anche se le hai messe via, ti piace pensare che si rimanga in qualche maniera in contatto. 

Le vere distanze sono quelle del cuore, ci dicemmo una volta, e magari hai ragione.

Avevi quei capelli bellissimi che non si capiva come facessi a curare così stando sempre in viaggio, ed il sorriso triste di una stella cadente. Ho fatto appena in tempo ad esprimere il mio desiderio vedendoti, e gli anni sono volati via prima della tua caduta. Ho cercato per anni quel sorriso nelle altre Laura, lo sai? Poi ho smesso, ho smesso di considerare gli occhi come i tuoi introvabili, i sorrisi come i tuoi impossibili, il riflesso suoi tuoi capelli incredibile, ed il suono della tua risata meraviglioso.

Ho smesso, perchè per quanto sapessi che quando ti vidi era così, so che l'unico regalo che non sono mai riuscito a farti quando sei vissuta, è stata la promessa che sarei riuscito in qualche maniera a rifarmi una vita, che mi hai trovato quando stava colando a picco la mia, e mi hai dato la tua per farmi risalire quel baratro.

Ed in cambio io ti ho dato un amore stupido ed inesperto, pieno di fraintendimenti e di risate stentate ed imbarazzate davanti al fuoco, mentre si fumava si beveva e quel pazzo di Dimitri suonava il violino, anche se alla fine abbiamo sempre sospettato che fosse il violino a suonare Dimitri, che quando lo rimetteva a posto sembrava lui l'oggetto inanimato incapace di provare qualcosa. La musica è davvero balsamo dell'anima Laura, è una delle cose che ho imparato con voi: prima non l'ascoltavo così tanto, sai? 

Adesso sempre, non ci posso stare senza.

Vorrei dirti che quel sorriso, quegli occhi, quei riflessi, li ho ritrovati di tanto in tanto nel corso dei miei viaggi, nel corso del mio ritornare a casa solamente per andarmene di nuovo in viaggio per altre destinazioni, più interiori e meno esteriori, ma… non lo so.

Non so mai molte delle cose che la gente crede che io sappia, ho solamente smesso di pormi domande inutili che mi costringerebbero a rimanere fermo a trovare le risposte.

E tengo ancora uno zaino nell'armadio da riempire all'improvviso con le cose che davvero servono per andare in viaggio, nel caso volessi sparire. Non lo userò mai credo, la vita alla mia età non è la vita all'età che avevo, e ci sono tante piccole ancore che mi tengono lungo la costa delle giornate, per impedirmi di tuffarmi in un mare aperto in cui correrei il rischio di affondare.

Sto costruendomi una bussola dentro al cuore Laura, sai? E magari con calma la userò per quella strana assurda mappa mentale che mi sto disegnando, racconto dopo racconto, storia dopo storia.

Ti ho amato, per quanto non fossimo mai stati bravi a dircelo.

Ma a modo tuo lo hai sempre saputo, o non saresti stata te.