antonio lorenzo

Mozart : You got white shit all over your mouth, Salieri. You probably sucked somebody’s dick. Da Ponte over here probably watched and jerked off.

Salieri : Mozart, we didn’t suck each other’s dicks!

Mozart : Antonio Salieri didn’t suck any dick last night? Now I know y'all are tripping.

( BLOG RESTART )

“This was your idea, idiot, c’mon–”

Antonio has joined the blog! The blog will not be cleaned out, the old asks will remain, but now Spain is officially a character you can ask on the blog. A reminder that I will be co-running this with @guanacx, who is Spain’s mun!

Info: Lorenzo & Antonio live together and have been dating for centuries. They are not married (yet) but might as well be. They have 4 dogs and a tiny pet turtle, and live in Antonio’s big, old house is Madrid.

( ASK BOX IS OPEN. )

Iniziamo parlando di te e dell’origine del tuo nome, chi è Mezzosangue e che storia ha questo streetname?

Ciao a tutti. Dunque, Mezzosangue più che uno streetname è un vero e proprio alter-ego, una metà che senti voler esplodere e mandare a fare in culo tutto, finché non arriva il giorno che è lei che detta regole e non più tu. Finisce che te ne sbatti di sorridere e dire “tutto ok grazie”, di cercare qualcuno che ti comprenda, di costruire in una terra di terremoti. Qualcuno diceva che è il nome che ti trova e non tu che trovi il nome. Mezzo m’ha trovato quando ho chiuso con tutti e sono andato a vivere da solo, circa 4 anni fa.


Capitan Futuro Rap Contest, il tuo video è uno di quelli con il maggior numero di visualizzazioni. Cosa pensi di questo tipo di opportunità e cosa ha significato per te?

E’ stata una bella iniziativa e ringrazio ancora Esa per averla messa in piedi. Avendo partecipato quando era quasi in chiusura ho sentito davvero molti partecipanti, e fra tutti pochi m’hanno lasciato un messaggio, uno spunto riflessivo. Così ho pensato che se avessi partecipato l’avrei dovuto dare io e così ho fatto. Poi per non essere una faccia fra le tante ho indossato il passamontagna e detto quello che dovevo dire.


Si è parlato molto del tuo passamontagna, nascondi la tua faccia per dare più importanza al messaggio piuttosto che al messaggero? Trovi che il rap sia il veicolo adatto per questo scopo?

Ho sempre idolatrato le parole, sono il mio Dio personale, volevo rendere omaggio a loro e nascondere il mezzo per farlo, io. In parte è riuscito e in parte no. E’ riuscito perché il messaggio è arrivato e anche stimolare un minimo di rabbia è produttivo, non è riuscito perché per molti sono diventato “quello col passamontagna”. Sono convinto che il rap, come lo intendo io, sia il veicolo più adatto per trasmettere un messaggio: non ha barriere, è diretto e sta raggiungendo numeri significativi di ascolti.

“Musica Cicatrene Mixtape”, la tua nuova fatica musicale, è stato il primo prodotto ad essere inserito nel progetto “Supported By” di Blue-Nox Academy. Qual’è stata la strada che ti ha portato a questo risultato?

Sono stati Squarta e Kiave a “presentarmi” a Blue-Nox. Da lì è nato il progetto “Supported By”, ma la strada che mi ha portato a quel risultato penso sia precedente a tutto ciò, è la scelta di essere schietto, vero e diverso. Più che una strada, insomma, mi ci ha portato un’attitudine.

Come è nata la collaborazione con Squarta?

Squarta è stato uno dei primi ad avermi contattato dopo il contest Captain Futuro di Esa, dopo che Ibbanez gli fece sentire il pezzo. Da lì ci siamo incontrati e abbiamo cominciato subito a darci da fare per registrare il mixtape. Lavorare con un professionista come lui ti insegna molto a livello umano oltre che musicale.

Hai definito l’epoca in cui viviamo un “secondo medioevo”, trovi che siamo di fronte ad un’altra epoca nera della storia dell’umanità?

Decisamente. Il brutto è che, citando Osho, siamo l’ultima generazione in grado di fare qualcosa, come già spiego in “secondo medioevo”. Il progresso tecnologico sta attuando una lenta lobotomia alle giovani menti, un rimodellamento su misura. Qualche anno fa, camminando nei tunnel della metropolitana, vidi dei cartelloni pubblicitari di una famosa marca di jeans che inneggiavano la stupidità con slogan del tipo “Be stupid”, oppure paragonavano gli stupidi agli intelligenti affermando che i primi sapevano creare i secondi solo criticare. E la gente ne va fiera cazzo di essere stupida. Questo è il secondo medioevo. E’ lo stupido fiero di esserlo, è “stasera faccio la brava” sulla maglietta di ragazzine di 15 anni, è l’usa e getta dei valori.


“Qua mi sentono in 3000, ma capiscono in 3”, cosa pensi del pubblico del rap di adesso?

Ho sempre considerato il rap una sorta di cibo per l’anima e come dice il proverbio “siamo ciò che mangiamo”. Ascoltare ciò che più va mi rattrista, non per l’artista, ma per il pubblico. Voglio dire, ho studiato psicologia per anni, so che certi messaggi passano anche senza che ce ne accorgiamo e ci condizionano continuamente, tu ascolti il flow e intanto sei bombardato di ideologie e di stili di vita, di attitudini di merda. E’ un po’ lo slogan dei jeans applicato alla musica. Devo però ammettere che molti mi hanno scritto che stufi di quella roba si sono “rifugiati” nella mia musica, forse semplicemente manca “l’alternativa” a quel vuoto, manca la giusta spinta costruttiva. Per cui sono fiero del mio pubblico, perché se sei ciò che ascolti e ascolti me vuol dire che non sono tutti coca e calcio, c’è del vero e questo è ciò che più conta, ma in genere odio tutto il “nuovo pubblico”.

Dici che la musica ti salva, qual è il suo potere?

Lei è Cristo per un Lazzaro come me. Il suo potere è quello di farmi alzare e camminare, è quello di dirmi “ce la possiamo fare”. Le persone che ho accanto lo sanno forse meglio di me, in certi momenti fuggo quasi maniacalmente dal mondo e mi rinchiudo nella scrittura. Siamo sposati, ci siamo amati e odiati tanto da essere legati nel profondo e ormai indivisibili. Per questo mi incazzo tanto quando sento certe cose, perché si stanno scopando mia moglie. Fai te.


Nevermind è il tuo primo singolo, cosa ti ha spinto a scegliere questo brano sugli altri? Parlaci del video.

Mi ha spinto il significato che ha per me quel brano, è un po’ come “let it be” in versione rap incazzato. Ci sono stati alcuni eventi e alcune persone che hanno reso più difficile e negativa l’uscita del tape, quella è stata la mia risposta, il mio scrollarmeli di dosso. L’idea del video me l’ha proposta Antonio Usbergo, di Slevin, il regista. A dire il vero inizialmente non ne ero convinto, non riuscivo a immaginare un video in soggettiva. Poi però mi ha entusiasmato l’idea di un tipo di clip che nel rap, se esiste, è difficile da trovare, in più l’escamotage al problema passamontagna e l’idea di far vivere agli altri un giorno da Mezzosangue. Alla fine sono rimasto molto soddisfatto di quel video, anche girarlo è stata una gran bella esperienza anche perché ho lavorato con professionisti come lo stesso Antonio, Niccolò Celaia e Lorenzo Catapano.

Progetti futuri? Cosa dobbiamo aspettarci?
Il disco con Squarta. Sicuramente molto altro ma per ora è solo tanta voglia di fare e di cambiare le cose, devo dargli una forma.

Un messaggio per gli utenti de lacasadelrap.com.

C’è bisogno di un pubblico maturo in Italia, soprattutto ora che i numeri fanno tanto e i 13enni sono così tanti da fare numero. Quelli un po’ più grandi devono capire che partecipano alla scena, che sono loro a fare il rap italiano. Quindi citando Primero: “La roba che spinge in Italia la tengono giù, quindi se la spingi spingila di più!”. Stay Mezzo.